Folco Quilici.

ALTA PROFONDIT.

1999 ARNOLDO MONDADORI EDITORE, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Una nave, un mistero. Un uomo (Marco Arnei),
una donna (Sarah Morasky), il loro coraggio,
la loro paura. Un avversario insidioso:
gli abissi del mare. Un altro ancora peggiore:
la malvagit di uomini privi di scrupoli.
Nel suo nuovo romanzo Folco Quilici racconta
un'incredibile, ma non impossibile, avventura
che ha come punto di partenza l'affondamento,
da parte dei bombardieri tedeschi, della corazzata
italiana Roma il 9 settembre 1943, al
largo della Sardegna.
Cinquant'anni dopo, Marco e Sarah, esperti
di imprese sottomarine, vengono chiamati
per indagare sulla controversa dinamica di
quel tragico episodio e si trovano ben presto
a dover contrastare un nemico freddo e determinato,
che vuole impadronirsi di un segreto
racchiuso nel gigantesco relitto d'acciaio
adagiato su un fondale di mille metri.
In un susseguirsi di colpi di scena, ha luogo
l'estrema sfida tra chi  impegnato in un'importante
missione scientifica e chi, invece,
trama per carpire dati utili alla costruzione
di una micidiale arma di sterminio. Sullo
sfondo, terribile antagonista di tutti, il mare,
con le sue bonacce e tempeste, e il fascino tenebroso
ma affascinante dell'alta profondit.

L'Autore.
Folco Quilici (Ferrara, 1930), viaggiatore,
scrittore, regista. Da oltre quarant'anni narra
del mare nelle sue fortunate opere di saggistica
e narrativa. Da Mondadori ha pubblicato
i romanzi: Cacciatori di navi (1986; tradotto
anche negli Stati Uniti, dove  diventato un
film), Cielo verde (1997) e Naufraghi (1998).
Trascorre lunghi periodi a bordo della sua
piccola unit di ricerca, lo Yavanos, dove ha
scritto gran parte di questo libro.

Dello stesso autore nella collezione Omnibus:
Cacciatori di navi
Cielo verde
Nella collezione Ingrandimenti
L'Africa di Folco Quilici
Le Americhe
L'avventura e la scoperta
L'India di Quilici
I Mari del Sud di Folco Quilici
Il mio Mediterraneo
Nella collezione Varia illustrati
Hesperia. Da Aquileia al Canale di Sicilia
Mediterraneo. La rotta degli Argonauti
Polinesia. Isole e atolli del mito
Tirrenide. Spazi maestrale
Nella collezione Gli Oscar Bestsellers
I mari del sud
Nella collezione I grandi libri
Il grande libro dell'Europa
Nella collezione Fuori collana
L'uomo europeo.
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ALTA PROFONDIT

...la mente e la realt costruiscono
insieme la mente e la realt.
HILARY PUTNAM.

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Questo romanzo  opera della mia fantasia, pur essendomi basato
su luoghi, ricerche e esperienze dirette. Nomi di personaggi, di localit
e cronache di avvenimenti sono il prodotto della mia immaginazione.
Sono reali quando si riferiscono a eventi storici, ma utilizzati
da me in modo del tutto fittizio. Quindi i riferimenti a fatti o
persone o luoghi debbono essere considerati del tutto casuali.
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Capitolo 1.
L'ARPIONE DI FUOCO.

Corpi lo puntano, lo sfiorano.  un intruso,
viola il loro territorio, le acque
profonde dell'abisso.
Si chiede se lo scafo potr resistere, potrebbero
venir spezzati i timoni o l'elica
di propulsione. E lui sarebbe perso
nell'oscurit degli oceani, portato dalle
correnti di gorgo in gorgo.
Il gigante dalla testa quadrata si lancia
all'attacco, veloce lo sta puntando.
Altrettanto rapido, il braccio armato
dirige l'arma. Brilla, illuminata dai fari,
la punta d'acciaio dell'arpione.
Maggio 1994 - Periferia di Markkleeberg. Sassonia.
Otto Munch rimase interdetto quando, abbattuta la parete
e diradatasi la polvere, il fascio di luce illumin quattro
cassette di metallo grigie impilate una sull'altra, ciascuna
chiusa da un lucchetto.
Il vocione del capomastro incaricato di demolire il tramezzo
spezz il silenzio seguito al crollo dei mattoni: Lei
 fortunato, ingegner Munch! ridacchi. Ha scoperto
una stanza in pi nella sua soffitta... forse ha trovato un
tesoro!
L'operaio con la torcia elettrica s'era avvicinato alle casse:
Un tesoro? Se qui dentro ci sono marchi della DDR,
sono da buttare...  cartaccia ormai fuori corso da anni!.
Cercando di non rivelare la sua sorpresa, Munch aveva
subito minimizzato: Ma quale tesoro. Saranno carte, lettere
e foto di famiglia.... Aggiungendo, indifferente: L'importante
 recuperare questo spazio per i lavori dell'ascensore.
 stato comunque un colpo di fortuna insisteva il capomastro
lasciando la soffitta. Se lei non avesse deciso di
restaurare l'edificio, questi ricordi nascosti quass non sarebbero
mai saltati fuori...
Dev'essere accaduto quando mio padre fu costretto a
cedere la casa.
Scesa la stretta scala del sottotetto, attraversati i piani
inferiori, arrivarono al portone; pioveva a dirotto, come
sempre durante i cambi di stagione, nel clima perennemente
grigio della Sassonia.
Munch strinse la mano del capomastro: Caro Hans, ci
rivediamo fra qualche giorno, appena mi presenter il
preventivo completo dei lavori.
Non voleva perdere tempo; la scoperta di quell'angolo
murato in soffitta poteva alimentare chiacchiere nella cittadina,
qualcuno tra gli anziani poteva ricordare i misteri
che aleggiavano attorno alla scomparsa di zio Joachim.
Meglio portar via tutto subito.
La sera stessa, caricate le casse nel portabagagli della
Mercedes, era partito per Francoforte: Le aprir appena
a casa....
Attraversando la periferia, prima d'imboccare l'autostrada,
si era fermato da un ferramenta e aveva acquistato
un attrezzo per forzare i lucchetti, da utilizzare una volta
arrivato a destinazione.
Da quando quella parete era caduta, lo possedeva qualcosa
in pi d'una semplice curiosit. Quelle casse dovevano
avere un contenuto molto particolare per essere state
murate nella soffitta, non poteva escludere fossero proprio
collegate a quello zio scomparso nel nulla...
Guidava velocemente sotto la pioggia battente, continuando
a porsi interrogativi su quanto era improvvisamente
venuto alla luce; talmente assorto nelle ipotesi da
uscire dall'autostrada e trovarsi davanti al garage di casa
senza quasi rendersene conto.
Azion il comando elettrico, entr, la saracinesca si richiuse
dietro di lui.
A motore spento, gli sembrava di sentire i battiti del
suo cuore; aperto il portabagagli e afferrato l'attrezzo da
scasso, aggred la prima cassetta e riusc a spezzarne il
lucchetto. La fronte s'era imperlata di sudore al momento
di sollevare il coperchio.
Non tard molto a dar ragione al capomastro: era un tesoro
quanto per caso gli era finito sotto gli occhi. Se prima
lo sperava, nel momento in cui fece saltare anche gli altri
tre lucchetti, non ebbe pi dubbi.
Era qualcosa dal valore difficilmente valutabile e non
solo in marchi e in dollari.
Era veramente un tesoro; e non sarebbe mai venuto alla
luce se cinque anni prima non fosse caduto il Muro di
Berlino.

Cinque anni prima, dal 1989 in poi - Francoforte
e Markkleeberg.
Munch, esperto di chimica industriale e alto dirigente
della Farheisan-Chemie a Bitterfeld, il 9 novembre 1989
non aveva distolto gli occhi dal televisore a grande schermo
che troneggiava nel soggiorno della sua casa in un
quartiere residenziale a Francoforte, dove viveva da scapolo
agiato. La "diretta" da Berlino ipnotizzava lui come
decine di milioni di telespettatori nel mondo.
Non poteva credere ai suoi occhi: il tragico, insanguinato
muro, che per vent'anni aveva diviso la citt e la Germania,
stava crollando in un'atmosfera di festa e di entusiasmo
crescente.
Era la fine del regime comunista nella Germania Est,
evento insperato; la gioia che esplodeva dal teleschermo
era anche la sua, crescente, incontenibile e non solo per i
sentimenti politici che nutriva, ma soprattutto per motivi
personali che aveva coltivato con rancore: cadeva una
barriera insuperabile e lui, di l a poco, sarebbe potuto tornare
in Sassonia, a Markkleeberg, la sua citt natale inglobata
da pi di quarantanni nell'area sovietizzata. Avrebbe
potuto rivedere la grande casa dei bisnonni, dei nonni,
dei genitori, sequestrata dal regime dell'Est assieme a tutti
i beni di famiglia. Li aveva considerati perduti per sempre;
ora, invece, aveva ragionevoli speranze di rientrarne
in possesso.
Infatti, poco dopo la caduta del Muro, fu possibile a Otto
Munch, come a ogni altro cittadino tedesco, viaggiare
dall'ovest all'est e viceversa, senza alcun problema, testimoni
del disfacimento di un regime ritenuto fino ad allora
incrollabile. Con soddisfazione si apprendevano le disavventure
giudiziarie del dittatore in fuga, ci si rallegrava
per la condanna di poliziotti assassini e agli sportelli della
Deutsche Bank si potevano cambiare due miserabili marchi
svalutati in uno forte e sicuro.
Dal '92 in poi Otto era tornato pi volte a Markkleeberg,
e nel '94 aveva gi in mano il decreto ...che le rende
quanto di sua propriet, caro ingegnere.
Avvocato, lei  stato di bravura e velocit veramente
eccezionali!
E allora... aspetti una parcella altrettanto eccezionale!
Otto Munch aveva fatto stimare la casa di famiglia,
un'imponente costruzione un tempo fuori citt, attorniata
da un verde parco, di cui restava alto il valore anche se, ai
bombardamenti del '44 e '45, s'era aggiunta la bruttezza
di casermoni in cemento costruiti tutt'attorno e non un solo
albero del parco s'era salvato.
Il suo edificio vale ancora un mucchio di soldi gli
aveva garantito il direttore dell'agenzia immobiliare, ritenuta
la pi seria nel Land.
Certo, dopo esser stata utilizzata per tre decenni come
sede di "uffici" burocratici del partito, la vecchia, nobile
dimora si presentava con una facciata dlabre, gli intonaci
interni scrostati, le vetrate sostituite da banali finestroni
scorrevoli su telai di alluminio. Ma non sarebbe stato difficile,
anche se costoso, rimetterla a posto e disfarsene; le
occasioni non sarebbero mancate.
 un edificio adatto per farne la sede d'una grande societ...
venderlo come tale le render pi che frazionarlo
in appartamenti. Abbiamo molte richieste per nuovi uffici...
possiamo occuparcene aveva proposto il direttore
dell'agenzia immobiliare.
Ok, ricaviamone uffici...
Nel preparare il progetto di ristrutturazione e nel tener
conto dei costi era emersa la necessit di adeguarsi a ovvie
esigenze "di servizio", come l'ascensore (oggi nessuno
accetta di lavorare su tre piani usando le scale!), e, a questo
proposito, era sorto l'interrogativo su dove sistemarne
l'impianto di trazione. Per sceglierne il punto d'installazione,
Munch era salito nel sottotetto con il responsabile
dell'impresa di costruzioni, e entrambi erano rimasti interdetti
trovandosi di fronte all'incognita del tramezzo
non indicato nelle piante dell'edificio, e nel constatare
l'esistenza di un vano murato, con in pi la sorpresa di
quanto v'era stato nascosto.
Il contenuto delle casse  sul pavimento del suo studio.
Dove, a poco a poco, accumulando quaderni fitti di calcoli,
disegni, formule, il fastidioso odore di muffa della carta
invecchiata s' trasformato in gradevole profumo di soldi.
 la rivincita! Dopo tanto tempo... ripete tra s
...una grande, terribile rivincita.

8 e 9 settembre 1943 - "Nido dell'Aquila",
Berchtesgaden. Germania.
Alla notizia appena comunicata, Adolf Hitler reagisce
con rabbia. Immaginava da settimane la possibile defezione
dell'Italia, ma quando la resa incondizionata dell'alleata
gli viene riferita da Berlino, la sua ira esplode isterica.
Terreo in volto, urla al suo capo di Stato Maggiore: Punire
il tradimento! Colpire subito!.
Quando la macchina bellica tedesca entra in azione, per
tutti la parola d'ordine  "Rache", vendetta. Si deve colpire
subito l'ex alleata vergognosamente arresasi al comune
nemico.
Hermann Goering, comandante supremo della Luftwaffe,
trasmette la parola d'ordine all'ufficiale pi alto in grado
dell'Aviazione di stanza nello scacchiere aereo mediterraneo,
il 100 stormo bombardieri.
Il 9 settembre, quindici Dornier 217K, di stanza a Istres,
decollano, prendono quota e si dirigono verso gli obiettivi
avvistati dai loro ricognitori in alto mare: la "Squadra
Grandi Unit da Battaglia" della Regia Marina Italiana
salpata la notte precedente da La Spezia e da Genova.
Uno dei Dornier ha un profilo diverso dagli altri: un
corpo fusiforme  agganciato alla sua ala sinistra.  una
"nuova arma", la FX 1400, bomba armata con 1400 chilogrammi
di esplosivo dalla potenza sconosciuta, che negli
annali della Seconda guerra mondiale sar ricordata come
la prima bomba a razzo, comandata via radio da un aereo
in attacco.
I ragazzi del 100 stormo la chiamano Fritz.
La squadriglia tedesca avvista al largo della Corsica
lunghe scie parallele di un bianco abbagliante. Le disegnano
in mare le corazzate, gli incrociatori e le cacciatorpediniere
da attaccare.
I piloti rimangono sorpresi dall'assenza di fuoco contraereo
e dalla mancata reazione di aerei da caccia: erano
stati informati che ogni grande nave da battaglia italiana
ne imbarcava due e si aspettavano di vederli catapultare
per difendere la Squadra.
Il silenzio delle batterie antiaeree italiane  dovuto all'incrociarsi
e sovrapporsi di ordini contraddittori, a bordo.
Da quando la radio ha annunciato la resa senza condizioni
dell'Italia, il Regio Esercito, la Regia Aeronautica e la
Regia Marina si stanno chiedendo se i tedeschi, non pi
alleati, fossero da considerare nemici.
Interrogativo ancora senza risposta quando la "Squadra
Grandi Unit da Battaglia" viene attaccata.
All'apparire dei bombardieri tedeschi si spera che, non
aprendo il fuoco, gli ex alleati non attacchino.
E cos i piloti del 100 stormo bombardieri possono dar
inizio indisturbati all'"operazione Rache" e, anche quando
dovrebbero essere evidenti le loro intenzioni ostili, le
artiglierie antiaeree delle tre corazzate e dei sei incrociatori
continuano a tacere.
Il ventinovenne Bernhard Jope, al comando dei Dornier,
ordina l'attacco alle 15,45.
Walter Sumph e Kurt Stenbor, che pilotano l'aereo munito
della "nuova arma", escono dalla formazione e s'abbassano
pi dei loro compagni, puntando al loro obiettivo.
Nemmeno in questa fase di avvicinamento sono disturbati
dal fuoco antiaereo, hanno quindi tutto il tempo per calcolare
il lancio sulla corazzata Roma. Nel piano d'attacco, preparato
la notte precedente, era stato scelto come obiettivo
primario l'Ammiraglia della Squadra: s'era deciso di sganciare
nella zona di poppa, sui timoni, una prima bomba di
tipo convenzionale per impedire ogni manovra, e Fritz subito
dopo per sperimentarne la forza distruttiva.
Mira e calcolo sono perfetti.
Colpito dalla prima bomba, il Roma manovra a fatica,
perde velocit. La reazione italiana si fa finalmente sentire,
ma debole e incerta, e il Dornier pu continuare l'attacco
con calma. Ha ripreso posizione sulla verticale del suo
obiettivo e sgancia Fritz.
Un lacerante fischio di trenta secondi, poi la FX 1400
esplode in un lampo accecante.
Sono le 15,52.
Il Roma  stato colpito tra il castello corazzato di comando
e la casamatta armata di tre cannoni da 381 mm, del
peso di decine di tonnellate; l'esplosione la scaglia in aria
con i suoi uomini, disintegrandola.
Contemporaneamente sull'intera nave si dilata un'onda
di calore che rende tutto incandescente.
Dov'era la casamatta dei 381 s' spalancato un cratere
che erutta fuoco e una densa colonna di fumo alta centinaia
di metri. Il castello di comando, con tutto lo Stato
Maggiore della "Squadra Grandi Unit da Battaglia", 
una torcia infuocata.
Alle 16,10 del 9 settembre '43, il Roma affonda.
Un arpione di fuoco ha consumato la vendetta di Hitler.
Al largo di Corsica e Sardegna, due ammiragli, ottantasei
ufficiali, millecentosessantasette marinai hanno seguito
la pi possente nave da guerra del Mediterraneo verso
una profonda e buia tomba liquida.

Molti anni dopo, stesso specchio di mare - Sul Thetis
La bandiera francese sventola a poppa di un battello di
medio tonnellaggio in lenta navigazione lungo la costa
della Corsica.
 la prima giornata afosa dell'anno; il sole batte da molte
ore sulla moderna ma angusta plancia della timoneria.
Accanto al timoniere, il Comandante sta vuotando la sua
seconda bottiglia d'Evian. Bell'uomo sui cinquantanni, un
paio di centimetri sopra il metro e ottanta, corporatura atletica,
il volto abbronzato, scruta il mare socchiudendo gli occhi
azzurri certamente ereditati dai suoi antenati normanni.
Calzoni e camicia bianchi ben stirati rivelano una lunga
consuetudine nella Marina militare, che non ha dimenticato
nel passaggio a servizi privati.
Di tanto in tanto scambia qualche parola con il marinaio
al timone.
L'estrema lentezza del battello, la selva di antenne e parabole
di varie dimensioni che lo attrezzano non lasciano
dubbi: l'"unit"  impegnata in compiti di ricerca.
Il Thetis  la nave pi brutta mai progettata e costruita
dai tempi in cui No si diede alla navigazione sostiene il
suo Comandante, citando un famoso scrittore di mare. E
non ha torto, osservando l'affastellamento disarmonico
delle sovrastrutture tanto alte e fitte da impedirgli persino
di veder bene la poppa nei momenti delicati di manovra;
soprattutto quando ordina "macchine indietro" per accostare
a un pontile.
Sulla fiancata, la sigla di riconoscimento della compagnia
armatoriale Infrasub, tra le pi qualificatre al mondo
nel campo delle prospezioni geofisiche in mari e oceani
con tecnologie avanzate; e a poppa, in grandi lettere di ottone,
il suo nome: Thetis.
Un tecnico e due marinai sono impegnati a mettere in
mare, dalla zona attrezzata sul ponte, un'ingombrante apparecchiatura.
Racchiusa in una sorta di slitta metallica, 
un sidescan-sonar, ecoscandaglio a emissione laterale, strumento
tra i pi efficienti della ricerca subacquea; a bordo
l'hanno ribattezzato Brigitte per le curve della sua carrozzeria
esterna.
Meno di un'ora dopo la sua calata verso il fondo, il sofisticato
apparato elettronico incomincia a raccogliere dati e
a ritrasmetterli via cavo a bordo del battello.
Stabile a seicento metri...
Il cavo?
Teso, lavora regolarmente.
Roger. Manteniamo la rotta.
Il battello avanza a un'andatura vicina allo zero, mentre
Brigitte, continua a emettere attorno a s, sfiorando il fondo,
un'onda "di ricerca" di circa tre chilometri; e rimanda
di laggi continui flash di suoni che si trasformano in segni
grafici sul monitor di bordo.
Il nostro giocattolo da due milioni di dollari  gi al lavoro,
dottoressa...
Il capo tecnico del Thetis si  rivolto alla persona sopraggiunta
accanto a lui, subito china sugli strumenti.
Quel sonar potrebbe restituirci l'eco d'una moneta da
dieci franchi, se la sfiora sul fondo...
Non lo metto in dubbio, ma per fortuna stiamo cercando
qualcosa di dimensioni leggermente maggiori: quarantasettemila
tonnellate di peso, duecentoquaranta metri di
lunghezza. Se con questa ricerca riusciremo a individuare
il punto dove questa massa d'acciaio giace...
Pu giurarci, dottoressa...
...avremo allora i dati per organizzare un'esplorazione
in alta profondit. Su quel relitto sul fondo il professore
vorr immergersi... e studiarlo da vicino...
Ha paura, il professore. Dall'interno del batiscafo, il
piccolo obl gli concede un angolo visuale limitato. Per
identificare le ombre attorno all'involucro di titanio nel
quale  rinchiuso, vuole veder meglio, capire quale pericolo
lo minacci. Contro ogni regola slaccia i moschettoni
della cintura di sicurezza, lascia il posto di guida e s'avvicina
al cristallo, appoggiandovi il viso. Il contatto  gelido,
d'altronde a quella profondit l'acqua sfiora gli zero
gradi, in un'oscurit densa, impenetrabile.
Tocca un pulsante sul pannello comandi, due fari s'accendono
ai lati del batiscafo.
 abbagliato per un istante, poi vede finalmente cosa lo
minaccia. E giustifica la sua angoscia, crescente da quando,
pochi minuti prima, il batiscafo ha preso a ruotare su
se stesso.
A metterlo in pericolo, sono ombre affusolate e immense.
Sfrecciano veloci accanto al batiscafo.
Balene? Impossibile, si dice: di tali dimensioni non ne
esistono.
Agitano code, ruotano e guizzano, provocano tumultuosi
spostamenti d'acqua.
Nella navicella subacquea, cerca d'afferrarsi dove pu
con entrambe le mani, ma urta con la spalla nel volano
della chiusura interna. Impreca, ma non abbandona n il
posto d'osservazione n la barra dei timoni, tentando di
mantenere il controllo del suo mezzo.
Debbo riemergere! subito!... parla a alta voce, a se
stesso.
Altri corpi veloci s'avvicinano: Debbo risalire... subito!.
Manovra attorniato da corpi in attacco. Lo puntano, lo
sfiorano, lo considerano un intruso che viola il loro territorio,
le acque profonde.
Un intruso da punire.
Si chiede se in caso di collisione lo scafo resister, potrebbero
venir spezzati i timoni, oppure l'elica di propulsione.
E lui sarebbe perso per sempre nell'oscurit degli
oceani, portato dalle correnti di gorgo in gorgo.
Alza lo sguardo per puntare verso la superficie e scorge,
sopra il batiscafo, una balena, imponente pi delle altre,
il ventre fosforescente, immobile come avesse intuito
la sua decisione e volesse impedirgli la fuga, la salvezza.
Orrendamente luminoso, quel ventre gli ricorda in un
guizzo di memoria "Moby Dick..."sulphur bottom" aveva
scritto Melville, narrando di una balena dalla "...pancia
di zolfo, fosforescente per il diabolico piacere di strisciare
sul Tartaro, coperchio dell'inferno..."
Freneticamente manovra per tentare un'emersione, risalire
verso la nave appoggio. Ma il gigante del mare  vigile,
resta al suo traverso, s'avvicina al batiscafo. Il suo occhio
spalancato tra pieghe di pelle antica, da creatura
preistorica, sfiora l'obl. Lo sguardo che incrocia il suo 
carico d'odio.
S'allontana. Ma per tornare, per prendere lo slancio e
colpire con la violenza della sua massa.
Per il batiscafo sar la fine.
Tranquillo, professore, siamo qui accanto... dall'interfono
subacqueo, che poco fa sembrava fuori uso, la voce
rimbomba improvvisa.
Un batiscafo  apparso accanto al suo, lui non riesce a
capire: sulla nave appoggio ne  imbarcato uno solo, quello
dove lui si trova.
Tranquillo, professore... ripete la voce nell'interfono.
Un braccio meccanico armato di un lanciarpioni molto
potente, a giudicare dalle dimensioni, s'allunga dal batiscafo
gemello.
La voce ripete ancora: Tranquillo!... mentre il gigante
dalla testa quadrata si lancia all'attacco e veloce lo sta
puntando. Altrettanto rapido, il braccio armato dirige l'arma
sulla bestia.
Brilla, illuminata dai fari, la punta d'acciaio dell'arpione.
La bestia all'attacco  per troppo grande, troppo forte
perch quell'arma antica possa riuscire a fermarla... anzi,
lui sa bene che la bestia sar ancor pi furiosa se verr
colpita.
Il tempo d'un lampo, l'arpione saetta per colpire.
Un grido disperato, No! No!, esce dalla sua gola.
Sveglio, seduto nella cuccetta, in un bagno di sudore,
ansima e accende la luce.
Il battito del motore del Thetis e il leggero ondeggio sono
sensazioni subito rassicuranti.
Si alza, si guarda nel piccolo specchio della cabina, i capelli
arruffati e zuppi di sudore. Si osserva le mani gelide,
come avesse realmente vissuto l'impossibile avventura e
si chiede se poco prima ha lanciato l'urlo che ancora gli
echeggia nelle orecchie. Guarda l'orologio e trasale: "Fra
dieci minuti  il mio turno, appena il tempo per doccia e
caff...".
Quando raggiunge la sua collega e il tecnico, seduti accanto
ai monitor della saletta controllo, la sensazione del
sogno terrificante  ancora vivida.
Sulphur bottom!... mormora scuotendo la testa e sorridendo
di se stesso.
Cos'hai detto?
Parole d'un sonno agitato... Ho dormito malissimo,
torturato da angosce terrificanti.
Lo credo, ieri sera ti sei strafogato con le delizie della
cucina marsigliese: tre piatti di bouillabaisse!... Non  facile
digerire un simile carico di aglio!
Nemmeno da bambino ho vissuto un sogno tanto pauroso...
Nel buio pi assoluto, tra esseri giganteschi... aggressivi...
La collega si alza, gli lascia il posto accanto al monitor
centrale.
Tocca a te, divertiti... S'allontana di qualche passo,
poi gli torna accanto.
Davvero non riesci a capire il perch del tuo sogno?
gli mormora all'orecchio. A parte l'aglio che hai faticato
a digerire, il motivo dell'incubo mi sembra evidente, mi
chiedo come non riesci a spiegartelo. Hai esorcizzato
quanto ti terrorizza, hai tentato di rimuovere quanto evidentemente
nascondi anche a te stesso...
Era angoscia, ti ho detto...
Appunto, l'angoscia di non riuscire nell'impresa in cui
ti sei messo. Una caccia che tu e io sappiamo quanto sar
lunga, difficile e rischiosa.

Capitolo 2.
GIORNI DI CACCIA.

Rimasero esterrefatti nel constatare
che il calore della bomba armata con
l'esplosivo MI aveva liquefatto tonnellate
di acciaio e cemento armato...
ma non aveva conservato tracce molecolari
sufficienti per fornire dati completi.
Il cadavere invece s, gli esperti
ne sono certi. Tra loro, uno dei massimi
cervelloni del MU di Boston e un
cattedratico di Berkeley. Entrambi sostengono
che appena potremo analizzare
un resto...
07,30 a.m., 2 giorno di ricerca - Plancia di comando Thetis.
Strana coppia... mormora il Comandante, osservando
dalla plancia i suoi due clienti lavorare nel ponte di
manovra, a poppa.
Principianti con una montagna di soldi commenta il
suo vice, omone dal corpo pesante sovrastato da una testa
altrettanto imponente, anche se con capelli in via di
estinzione.
Principianti? No, Francois, non direi proprio... quei
due sono professionisti stimati in tutto il mondo scientifico,
soprattutto anglosassone...
Noi forse abbiamo di meglio, in Francia...
Lo dubito... noi siamo all'avanguardia nelle tecnologie,
ma non altrettanto nella ricerca archeologica e storica
in alta profondit...
Mi sembra di aver capito che i due stanno cercando un
tesoro sepolto in fondo al Tirreno.
Il marinaio al timone, alla parola "tesoro" alza gli occhi
al cielo borbottando: Fosse mai che spetti una percentuale
anche a noi dell'equipaggio....
Il Comandante sorride senza rispondere e indica al suo
vice la mappa nautica digitale della zona, sul piccolo
schermo del panavigator acceso non lontano dal timone.
In questa zona quei due, finanziati da una Fondazione
carica di soldi, cercano una nave della quale non si sa pi
nulla da oltre cinquantanni... Pare nasconda qualcosa di
grande importanza per gli studiosi del Secondo conflitto
mondiale. Se il nostro Thetis ne individuer i resti, noleggeranno
un battello pi attrezzato del nostro per completare
la ricerca con immersioni...
...saranno difficili, se quanto sperano di trovare giace
nella "fossa corsa". Tu ne sai qualcosa, quel fondale...
S, un paio d'anni fa, imbarcai un'quipe di cervelloni,
talassografi e geologi, che individuarono in quest'area
una voragine dalle dimensioni ancor oggi non definite, tagliata
da fratture molto profonde.

09,30 a.m., stesso giorno - Ponte di poppa Thetis.
I due ricercatori, che da oltre due ore partecipano alla
manovra, non corrispondono molto allo stereotipo di
scienziato.
Accanto a un pesante verricello, l'uomo e la donna osservano
un secondo apparecchio di ricerca in procinto
d'entrare in acqua: un apparato multifasciale sonar-multi-bean cui  affidato il compito di disegnare sulla stampante
dei computer di bordo una mappa tridimensionale del
fondo. Dati da aggiungere a quelli raccolti da Brigitte, gi
al lavoro sul fondo.
Il professore, forse pi maturo di quanto non appaia,
non si tira mai indietro quando, come ora, c' da lavorare
anche di braccia. Con i due marinai addetti alla manovra,
a torso nudo, aiuta a sistemare i pesanti congegni divaricatori,
impiegati per far s che i cavi dei due apparecchi
calati in acqua e rimorchiati dal Thetis non si accavallino.
Ha la fronte nascosta da una zazzera di capelli sale e
pepe, oggi pi che mai spettinati; gli occhi, d'un grigio
sfumato nel verde, rivelano attenzione e curiosit. Preoccupato
per la manovra, aiuta i due addetti sin quando non
 debitamente sistemata la pesante piastra d'acciaio alla
quale i divaricatori s'agganciano e entrano in tensione.
Non fare sciocchezze, non hai pi i muscoli di un ragazzo...
se ti viene il colpo della strega... La sua compagna,
che segue attenta le manovre dei tecnici  alta, di corporatura
forte ma non grassa. Non abbandona mai con lo sguardo
il professore; nei suoi occhi socchiusi nell'abbagliante luce
del mattino mediterraneo, s'indovina, pi che scorgerlo,
uno sguardo preoccupato, anche se non scompare dalle sue
labbra la traccia di un sorriso che ispira simpatia. Evidente
quanto poco le interessi il suo look: indossa un paio di jeans
molto vecchi e sdruciti e una maglietta stinta dall'improbabile
invito "LOVE ME, PLEASE", stampato a grandi lettere.
Gli occhi socchiusi anticipano spesso le sue parole. Come
ora, osservando gli sforzi dell'amico: Ripeto il consiglio...
smettila di esibirti scienziato-manovale: non hai
pi vent'anni...
Non rompere, Sarah...
Lui  Marco Arnei. Fisico sportivo, abbronzato, professore
emerito di storia e archeologia navale.
Lei, pallida e imponente,  Sarah Morasky; laureata in
Inghilterra, conosciuta e stimata nei maggiori istituti di
recupero marittimo. E la sua assistente.
Pratica e ironica lei, ottimista e generoso lui. Entrambi
lavoratori accaniti e specialisti nell'avventurosa professione
di dar la caccia ai segreti sepolti in fondo al mare.
Hanno la stessa et, ma lei ne dimostra qualcuno di pi
nei capelli di un biondo spento, sempre stretti in una treccia
arrotolata e in qualche ruga profonda che assedia gli occhi.
Occhi sempre attenti al presente quelli di Sarah. Ogni
tanto persi in una sorta di astrazione, quelli di Marco.
Non oggi, per. Il professore  in tensione per le operazioni
in corso, come sempre complesse ma adesso, sin
dalle prime battute, pi difficili del previsto per la particolare
natura del Mediterraneo in questa zona. I due strumenti
immersi ne stanno disegnando le bizzarre caratteristiche
su monitor e stampanti.
Un relitto poggiato su fondali tanto accidentati e in
crescente pendenza ci obbligher alla massima attenzione,
se riusciremo a trovarlo e a immergerci...
...e a penetrare dentro la sua carcassa....
Dimenticatene! Una corazzata  una cassaforte d'acciaio,
non una scatola di latta come le navi che hai studiato
finora.
Dipender dalle condizioni della... cassaforte, mia cara.
Se ritroveremo lo scafo del Roma spezzato in due, si
potr senz'altro penetrare al suo interno. I Deep Rover a
nostra disposizione appartengono all'ultima generazione
e consentono operazioni straordinarie...
D'accordo... tuttavia certe difficolt non possono superarle
nemmeno minisub fantascientifici. Soprattutto se
si tratta di una nave da guerra. I depositi di munizioni...
Sarah... siamo tornati su questo argomento almeno
una decina di volte...
Una in pi non guasta. Se riusciremo a arrivare sul Roma
sar io, come responsabile delle operazioni, a trovarmi
di fronte a problemi d'ogni genere... E della tua preziosa
vita...
Sarah, sappiamo bene...
Sappiamo bene che restano depositi di cordite nelle
postazioni di tiro... un urto involontario d'un nostro DR
con le lamiere della corazzata, in una zona del relitto vicina
a una delle santabarbare...
La discussione non  salita di tono, ma l'occhialuto ingegner
Richard Laures, responsabile degli impianti elettronici
dell'Infrasub, seduto tra i due, si rivolge sorridendo
a Arnei indicando Sarah: Quando si immerger, caro
professore, lei affronter il rischio della cordite, ma anche
il vivace carattere della collega. Mi sembra un severissimo
angelo custode...
Sar la sua baby sitter, sul relitto. Come sempre...
Quel giorno sembra purtroppo ancora lontano. Dal fondo per
ora non giunge alcun segnale.
Marco torna con lo sguardo agli strumenti che indicano
il tracciato percorso dal sidescan e dal multibean e scuote la
testa: ...la mancanza di pazienza  uno dei miei peggiori
difetti. Invece la pazienza, quando si affronta una ricerca
difficile,  una qualit indispensabile....
Accetta un panino al prosciutto e un bicchiere di Bordeaux
continuando: L'anno scorso quando, dopo sei settimane,
non avevamo ancora localizzato il clipper olandese
al largo di Madras, stavo per impazzire!.
Anche perch a bordo non ti viziavano come fanno
qui commenta Sarah tre scodelle di riso al giorno erano
l'unico men possibile. La fame moltiplicava la tua ansia,
ti rendeva insopportabile...
Accanto ai monitor del Thetis siede sempre un tecnico
di bordo, ma l'interpretazione dei rilievi richiede chiavi di
lettura differenti e questo rende necessaria la presenza
continua o di Arnei o della Morasky.
Con decennale esperienza e un totale affiatamento, formano
coppia fissa. Lei cura la parte tecnica delle operazioni
in profondit, lui prepara ogni campagna di ricerca
attingendo alle fonti pi disparate e analizzandole dal
punto di vista storiografico e ambientale. Studi basati su
quanto il mare, oltre agli archivi, rivela a chi sa come interpretarlo
e affrontarlo.
M'occupo di relitti, di navi perdute spiega Arnei
quando ragiona sul suo lavoro questo mi appassiona, e
molto. Non solo per quanto posso scoprirvi, come reperti
Ma perch mi sento testimone del drammatico scontro
d'una delle tante rotte sbagliate che oggetti e uomini
percorrono attraverso la realt. Di fronte a un relitto ti rendi
conto di studiare non una carcassa di ferro arrugginito,
ma un emozionante punto d'intersezione tra spazio e
tempo... Quando lo penetri ti trovi all'interno d'una bolla
dove passato e presente coincidono, perch il naufragio
ha fissato per sempre quel momento e ti concede d'osservarlo
come realt, non come ricordo.
Ufficialmente, in una campagna di ricerca, le responsabilit
operative sono della Morasky, le fasi di studio del
professor Arnei. Di fatto, il loro impegno confonde positivamente
i due ruoli. Entrambi abilitati alla guida di
minisommergibili da ricerca, sono insieme sia nelle immersioni
sia quando studiano dati in grado di fornire indicazioni
e suggerimenti operativi su naufragi e relitti.
Resta compito esclusivo di Arnei la redazione del testo
conclusivo di ogni ricerca per la principale rivista in questo
campo, Sea & History. Ma questo non  un problema,
anzi lo scrivere  il momento di maggior soddisfazione
per lui: dipendere solo da se stesso lo compensa dei
lunghi periodi in cui  obbligato, come parte dirigente di
una quipe, a tener conto delle opinioni e esigenze altrui.
Nonostante la stima e l'amicizia di alcuni esponenti
universitari, si  precluso la carriera accademica per insofferenza
verso gli istituti dove  necessario sgomitare per
trovare il proprio spazio, accettando molti compromessi.
Ha preferito l'incognita del rischio in proprio, per godere
della libert di operare in sintonia con l'emozione esaltante
della ricerca sottomarina, che affronta con massimo impegno
professionale, anche se in un'intervista scandalizz
i colleghi togati dichiarando: Il mio lavoro, pi che da accademico
delle scienze,  simile a quello di un cercatore
d'oro, di un trapezista o di un pilota d'alta acrobazia...
mestieri emozionanti e divertenti anche se rischiosi....
In realt non ama affatto il rischio. Lo accetta, come
spesso ripete agli studenti interessati a questo genere di
ricerca, solo "se il gioco vale la candela".
Lei  proprio come loro! aveva esclamato un giorno il
professore con cui si era laureato: Un eterno ragazzo in
attesa d'esperienze straordinarie, convinto che il destino
le abbia tenute in serbo solo per lei....
Amica e collega di sempre, Sarah intuisce gli stati d'animo
di Marco; sa quanto possono variare, molto e in fretta.
Passando dall'ottimismo pi allegro al pessimismo cupo.
 affar suo prevenirli, calmarli, lenirli, a seconda dei casi.
Fredda e lucida, sa equilibrare gli sbalzi d'umore del
compagno di lavoro e mettere il proprio senso pratico a
disposizione della sua fantasia.  una presenza importante
anche sul piano dell'affetto, nei momenti difficili si trova
sempre "da qualche parte" accanto a Marco.
Questo impegno professionale e d'amicizia  tale da assorbirla
completamente. Da condizionare la sua vita privata:
nessuno l'ha mai sentita parlare di parenti prossimi
o lontani, n di amici diversi da quanti ne pu contare (fedelissimi,
ma pochi) nel suo campo d'attivit. E poich
negli anni  parsa disinteressata a qualsiasi rapporto sentimentale,
sull'argomento Marco sa come provocarla: A
volte mi sembra che tu non voglia essere riconosciuta come
donna.

Pomeriggio, 2giorno di ricerca - Plancia di comando Thetis.
Sul quadro sempre acceso della mappa nautica elettronica,
la rotta avanti-indietro tracciata dal battello ora dopo
ora ha disegnato un susseguirsi di linee parallele come segni
di un tagliaerba; una tecnica di ricerca sottomarina
non a caso chiamata "rasatura del prato".
Sistema sicuro per non lasciare inesplorato un tratto di
fondo...
Sicuro ma noiosissimo...
Arnei  abituato alla lentezza esasperante di questo lavoro;
ma nella caccia ai resti del Roma sente scorrere il
tempo con preoccupazione: conosce l'entit dei fondi a disposizione
per questa ricerca preliminare, teme di andare
overbudget sulla cifra prevista dalla Fondazione che lo
finanzia.
Professore lo provoca il marinaio al timone pi facile
sognarli che trovarli, i tesori, vero?
Nella saletta controllo, nella luminescenza azzurrognola
dei monitor appaiono segni provenienti dal fondo dagli
strumenti di Brigitte e dal multibean che si compongono e
scompongono accompagnati da bip in sincrono. Ininterrotti
segnali, perfetti ma desolatamente negativi.
Chi  di turno attende un'improvvisa variazione di luce
in un led, un allarme, un qualcosa che potrebbe indicare il
segnale del ritrovamento di un relitto. O addirittura del
relitto.
Monotonia di segnali sempre negativi, sempre eguali.
Nel silenzio che regna in saletta controllo, chi  di turno 
libero nei suoi pensieri, anche se sempre attento a un'improvvisa
variante nei segnali che giungono dal fondo.
Marco inganna l'impazienza inseguendo i fantasmi
evocati dalla sua ricerca. Senza rendersene conto, in alcuni
momenti riesce a mutare la realt sotto i suoi occhi, a
abbandonare il presente per calarsi nel passato. Sa che il
tecnico di turno segue le indicazioni luminose e sonore, e
questo gli consente di lasciarsi trasportare in un tempo diverso,
quando segnali differenti ma egualmente fitti e ripetuti
risuonavano senza interruzione nella plancia di comando
delle grandi navi.
Debbo tener presente questa situazione per trarne poi le dovute
conseguenze nel mio studio sul Roma. Nell'ultima guerra
navale, negli anni Quaranta, i sistemi informativi erano gi tecnologicamente
avanzati. L'era elettronica era ancora lontana,
ma sul Roma era montato un radar, se pur ancora imperfetto.
Efficienti pi di quanto immaginiamo, erano i sistemi di rilevamento
di rotta, velocit, riserve di munizioni e carburante. E
per l'intenso ritmo delle comunicazioni le navi da guerra erano
dotate di apparecchi in grado di fornire in gran numero informazioni
vitali prima, durante e dopo un combattimento.
Pensando a quel tempo lontano, gli echi luminosi e sonori
che ossessivamente si ripetono, sovrapponendo il
passato al presente, riescono a coinvolgere Arnei in tensioni
di giorni lontani. Mutatisi in seguito in pagine di
storia.

Sul Roma, 9 settembre '43 - A dodici ore dall'affondamento.
Gli apparati ricetrasmittenti a alta e bassa frequenza
della corazzata sono in frenetica attivit. Nel castello corazzato,
alto sulla nave, sono riuniti l'ammiraglio Bergamini
e il suo Stato Maggiore; radio, telex e telegrafo ottico
registrano un continuo scambio di comunicazioni tra il
Roma e le altre navi da battaglia. Lasciate La Spezia e Genova,
navigano in formazione verso sud-ovest. Solo a
tratti riescono a stabilire contatti con Roma, dove sembra
regnare un completo caos.
A bordo della nave ammiraglia, si  coscienti della situazione:
la guerra  persa, l'Italia s' arresa agli Alleati.
Non tutti conoscono, per, l'ordine ricevuto da Bergamini
di consegnare al nemico le navi ai suoi ordini; n
tantomeno immaginano quanto siano umilianti le condizioni
della resa.
Dirigere a Malta  l'intimidatorio messaggio radio
dei vincitori, ripetuto senza interruzioni: I vostri cannoni
debbono essere disarmati e volti verso il basso, "a chiglia".
Sui pennoni ammainate le bandiere da combattimento
e innalzate il "pennello nero" della resa senza
condizioni.

Pomeriggio, 2giorno di ricerca - Saletta controllo Thetis.
Da quando ha letto quel testo negli Archivi, in Marco
Arnei  nato il desiderio di ruotare all'indietro l'orologio
del tempo, per capire quali potessero essere state le reazioni
provocate in un uomo di grande coraggio come Bergamini,
primo ammiraglio italiano deciso a dar battaglia
in campo aperto al nemico. Costretto alla resa, quali erano
state le sue intenzioni l'8 e il 9 settembre? L'interrogativo
posto da molti storici, non ha mai trovato risposta; per Arnei
 stata la spinta iniziale per la sua ricerca. Vuol far luce,
senza dimenticare l'evidenza dei fatti gi acquisiti dalle
cronache storiche, tentare di scoprire cosa si nasconda
in eventi sui quali chi avrebbe potuto dire molto ha invece
taciuto.  stato calato un velo di reticenze sul comportamento
dell'ammiraglio Bergamini e sull'affondamento
della sua corazzata, nonch sugli eroismi, sulle vilt e incertezze
di coloro che vissero ore tanto drammatiche. Uomini
abbandonati a loro stessi che si chiedevano se arrendersi,
se combattere, se fuggire o autoaffondarsi.
Il lampeggiare degli strumenti, i suoni, le luci intermittenti
nella saletta controllo del Thetis sfuocano nei suoi occhi.
Solo se riuscir a immergersi sul relitto del Roma, Arnei
ripete a se stesso, potr fornire agli storici della Seconda
guerra mondiale, interessati al suo progetto di ricerca, nuovi
elementi per meglio comprendere quanto accadde quel
giorno. E chiarire i dubbi sulla drammatica fine del Roma.
Dalle testimonianze dei pochi superstiti ancora in vita,
Arnei ha saputo che tra i comandanti delle navi da guerra
italiane, in quel tragico giorno, vi furono reazioni diverse
alle notizie provenienti da Roma. A Taranto, altra grande
base della Marina italiana, all'identico ordine di resa ricevuto
dalla Seconda Squadra Navi da Battaglia, l'ammiraglio
Galati aveva reagito seccamente: Una flotta da combattimento
non si arrende, si autoaffonda. Ed era stato
immediatamente consegnato agli arresti in fortezza.
Galati a Taranto e Bergamini a La Spezia dovevano essersi
ripetuti con rabbia: perch nessuno li aveva avvisati
delle trattative in corso per l'armistizio con gli angloamericani?
Il giorno prima della proclamazione dell'armistizio,
Bergamini si trovava a Roma tra le mura protette di
"Supermarina" e il suo capo di Stato Maggiore l'aveva abbracciato
lodando la decisione di affrontare gli invasori angloamericani
in un'ultima disperata battaglia per impedirne lo
sbarco sul territorio nazionale, ...sar una seconda linea
del Piave... La stessa persona, gli aveva taciuto la verit;
e solo dopo il rientro di Bergamini a bordo del Roma lo aveva
messo al corrente della resa firmata da alcuni giorni.
Bench si sentisse tradito e ingannato, Bergamini obbed
all'ordine di salpare, non per dirigere le sue navi a Malta,
come ordinavano i vincitori, ma alla base della Maddalena,
in Sardegna, dove senza ammainare le bandiere da combattimento,
sarebbe rimasto in attesa degli eventi e del re, secondo
alcuni dispacci intenzionato a trasferirsi con il governo
sulla flotta.
Durante la navigazione nella notte e alle prime luci del
giorno del 9 settembre, i contatti con Roma si fecero ancor
pi difficili e contraddittori; dalla Capitale si fuggiva per
paura dei tedeschi. Ministri, generali, re, abbandonavano
al loro destino l'Esercito, la Marina, l'Aviazione.
Gli uomini della "Squadra Grandi Unit da Battaglia"
continuavano intanto sulla rotta verso la Sardegna, bordeggiando
la Corsica, in attesa d'un messaggio preciso
che non sarebbe mai giunto.
Proprio in questo tratto di mare si comp il destino
della Flotta italiana...
Arnei poggia le braccia sulla balaustra della plancia, accanto
al Comandante del Thetis. Di fronte a loro un orizzonte
d'acque profonde, violacee, fu lo sfondo di una delle
pi atroci pagine delle tragedie navali mediterranee.
Arnei racconta dell'impossibilit per Bergamini di raggiungere
la base della Maddalena: all'alba del 9 settembre,
era gi stata occupata dai tedeschi. L'amara sorpresa
l'aveva obbligato a invertire la rotta e a tornare verso il
mare aperto.
Non si sa dove avrebbe avuto intenzione di dirigersi
Bergamini, a quel punto. Si pu ipotizzare una base navale,
ma non quella indicata dalle clausole dell'armistizio?
In effetti aveva disubbidito alle intimazioni dei vincitori
puntando sulla Maddalena, non su Malta. Senza dimenticare
il suo sdegno, chiaramente espresso in quelle ore, di
sottoporsi alle condizioni di una resa umiliante.
La verit  sepolta in fondo al mare. Forse studiando il relitto,
la sua posizione e la direzione, analizzando altri elementi, potr
supporre se Bergamini avesse deciso di dirigere verso sud per
gettare l'ancora a Malta, o verso ovest per raggiungere un porto
neutrale della Spagna.  questo quanto cerco e questo cercher
di capire se riuscir a trovare il relitto...

Tarda sera del 3giorno di ricerca - A bordo del Thetis.
Tra i due scienziati e l'equipaggio il rapporto si  fatto
via via sempre pi informale con le ore passate accanto
agli strumenti e qualche bottiglia di Chablis vuotata insieme
nei momenti di relax.
In una di queste occasioni il tecnico addetto al verricello
riferisce al "professore" le chiacchiere circolate in porto,
prima della partenza: Dicono che lei intende recuperare,
nel relitto di quella corazzata, l'oro della Banca d'Italia. Il
vostro governo lo fece caricare a bordo per non consegnarlo
ai tedeschi....
A Marsiglia, a Tolone, a Nizza, la voce che il professore
italiano intendesse ripescare tonnellate d'oro, era corsa in
fretta.
Ahim no! Oro non ne  stato mai imbarcato su una
nave da guerra della nostra flotta...
La stessa domanda viene posta dall'ingegner Richard,
dopo la cena di un altro giorno tramontato senza segnali
positivi a eccezione di resti certamente lasciati sul fondo
da altri naufragi. Il Mediterraneo ne conserva un numero
infinito, ma non sono quelli a interessare questa missione
di Arnei.
All'umore e all'umida cappa che grava sul mare, si reagisce
con buone dosi di Armagnac di qualit VSOP, con
conseguenti battute ispirate dal profumo e dal costo della
bottiglia.
Sapete cosa significano le iniziali VSOP sull'etichetta?...
Very Selected Old Productions sentenzia Marco,
evidentemente esperto non solo di ricerche sui relitti.
Richard scuote la testa sorridendo: Io conosco un'altra
spiegazione, VSOP sta per Versez Sans Oublier Personne.
Il francese al posto dell'inglese?  il solito vostro sciovinismo!...
sia detto senza offesa.
Lei deve per convenire che l'Armagnac  roba nostra,
quindi l'accoppiamento con il francese  giustificato da...
Sarah li interrompe: La vostra diatriba da nazionalisti
alcolizzati  di scarso interesse, credetemi.
Riportiamo le chiacchiere sul fascinoso tema dei tesori
sommersi? propone il tecnico del verricello.
La sua  veramente un'idea fissa e se si riferisce a quanto
si ipotizza sia racchiuso nelle casseforti del Roma... beh,
non ci sarebbe nessuna speranza di recuperarlo. Una corazzata
 inespugnabile, pur se ridotta a carcassa...
Inespugnabile anche usando un giocattolino come
questo?
Dallo scaffale di bordo l'ingegner Richard estrae una
pubblicazione recente e mostra la foto di una gigantesca
tenaglia d'acciaio.
Collegata a cavi e bracci meccanici imponenti, montati
su una nave laboratorio, quest'aggeggio pu scendere a
grandi profondit spiega e tagliare l'acciaio con la forza
di quaranta tonnellate. La chiamano BigMouth...
Vuol dire che se la usassi potrei aggredire il Roma a morsi?
ride Arnei. Farla a pezzi anche se  una corazzata?
Varrebbe la pena di tentare se  vero che al suo interno
nasconde un carico di lingotti...
Vi ho gi detto che...
D'accordo... sul Roma oro non ne fu mai caricato... Il
Comandante interviene, con un sorriso sornione: Ma la
conosce la storia del John Barry? Era una nave da guerra e
caric a bordo, contro ogni regolamento, un vero e proprio
tesoro. Nel '45 venne affondata da un siluro mentre
trasportava monete d'argento per un peso di alcune decine
di tonnellate, destinate alla famiglia reale saudita;
quanto gli Stati Uniti offrivano in gran segreto a re Saud
per non aver fatto mancare il petrolio agli Alleati, bench
nella guerra contro Germania e Italia si fosse dichiarato
neutrale. Passarono decenni e un bel giorno qualcuno
venne a conoscenza di quel carico perduto, individu il
relitto e organizz una spedizione con il nuovo potente
strumento di recupero. Calata la Big Mouth a oltre tremila
metri di fondo, a colpi di tenaglia venne squartata la nave
fino all'interno della stiva e si recuper il carico prezioso.
Si fa notte, cielo e mare sfumano in un profondo blu cobalto,
le prime stelle appaiono in cielo.
Il tavolo della mensa viene liberato dai resti della cena e
Arnei vi distende la carta nautica del settore occidentale
del Mediterraneo. Solo il Comandante gli  rimasto accanto,
il vice  salito in plancia, Sarah  scesa in saletta controllo
per il suo turno accanto ai monitor.
Non userei certo la Big Mouth, dato che in fondo a questo
mare non stiamo cercando un carico di monete...
Peccato! ride il Comandante.
Per, da un diverso punto di vista, il risultato positivo
di una ricerca pu anche rivelarsi prezioso quanto un tesoro.
"Nulla vale una pagina di storia la cui verit  confermata
da prove inoppugnabili", ha scritto Winston Churchill....
Non conoscevo...
 una delle sue tante sentenze nelle quattromila pagine
della sua Storia della Seconda Guerra Mondiale. Una regola
sempre valida...
Anche per il Roma?
Ritengo di s, cercando prove sul fondo e trovandole,
si potr capire meglio cosa successe quel giorno...
L'ammiraglio avrebbe continuato la sua onorevole ribellione?
 inesatto definirla ribellione. Bergamini era uomo
d'onore... comunque ogni opinione avr poca rilevanza
se non si porteranno prove... alcune sono laggi, in fondo
al mare.
D'accordo... ma mi confidi sottovoce, lei personalmente
suppone che l'ammiraglio volesse raggiungere un
porto neutrale e autoaffondare la flotta?
Non so risponderle, per ora... Certo, per predisporre
un autoaffondamento di massa, un Comandante deve
preoccuparsi di migliaia d'uomini costretti a abbandonare
le loro unit... l'operazione deve per forza svolgersi in
uno specchio di mare protetto.
Forse le acque neutrali delle Baleari sarebbero state il
rifugio scelto da Bergamini se non fosse colato a picco?
Senza riscontri ogni teoria in proposito rester per
sempre dubbia. Per esempio, il vostro amato Napoleone a
Sant'Elena mor per cause naturali o perch avvelenato
dal suo carceriere inglese? Solo l'autopsia dell'imperatore,
se eseguita subito con adeguati mezzi d'analisi, avrebbe
sciolto ogni dubbio e gli storici non continuerebbero ad
arrovellarsi... Cos  per tanti eventi, e cos  per la vicenda
delle Grandi Unit da Battaglia della Regia Marina Italiana...
Forse se riuscir a trovare in fondo al mare la loro
nave ammiraglia, studiarne la posizione, la direzione, potr
offrire a uno storico coraggioso gli elementi per sostenere
una teoria attendibile.
Per fortuna qualcuno investe ancora nella ricerca, anche
in quella storica commenta Sarah Morasky sopraggiunta
in quel momento.
Se una Fondazione poco nota come la "Ross" mette a
disposizione di una ricerca ragguardevoli mezzi finanziari,
pu capitare che poveri scienziati come noi possano
impegnarsi con...
...con attrezzature preziose per arrivare a grandi risultati!
Speriamo... sorride Marco, alzandosi dal tavolo: Ti
do il cambio, Sarah.  il mio turno....
Era il momento di "cambio turno" anche a circa ottomila
chilometri da l. Per qualcuno a sua volta impegnato in
una ricerca sugli eventi che avevano portato all'affondamento
del Rotila.

Stesso giorno - "Laboratorio 103", MIT, Boston.
Al Massachusetts Institute of Technology gli orologi
nelle aule, nei corridoi e nei timer dei punti d'ingresso e
d'uscita, segnano un'ora diversa, rispetto agli orologi di
bordo del Thetis, perch a Boston con il fuso orario di cinque
ore in anticipo, sono le 6 del pomeriggio.  la rush-hour,
il momento in cui una folla di studenti e professori si
riversa verso le uscite, supera i cancelli, attraversa i ponti
sul Charles River e dilaga nella down-town.
L'Istituto, per, non chiude i battenti. Alla stessa ora
hanno inizio i turni per chi ha prenotato, pagando profumatamente,
laboratori e impianti da utilizzare in personali
lavori di ricerca.
 quanto si propone un team di tre persone che si sta
dirigendo alla Facolt di fisica applicata. Dopo la regolare
registrazione dei documenti all'ingresso dell'ala est, percorrono
interminabili corridoi sino al Reparto Ricerche
Applicate. Qui ricevono dal guardiano di turno le chiavi
elettroniche per accedere al laboratorio prenotato, "il
103". Firmano il registro presenze e motivo della ricerca; e
pochi minuti dopo sono al lavoro.
Frequentatori abituali di quell'immenso gabinetto d'analisi,
hanno preso subito posto davanti agli strumenti
delle apparecchiature di analisi. In sale adiacenti vi sono
uno spettrofotometro a assorbimento atomico e una sonda
a raggi laser al plasma; attrezzature a altissima definizione
per l'analisi della materia. Dal loro cuore operativo
si dirama una rete di connessioni a fibre ottiche collegata
a cervelli elettronici tra i pi potenti al mondo.
Un ronzio di basse frequenze, appena percettibile, contribuisce
a creare un'atmosfera irreale anche per il tono
dell'illuminazione generale, un vago riflesso verdastro. Fa
eccezione una macchia di luce sul tavolo traboccante di
carte dove uno dei tre fisici, il pi anziano del gruppo, ha
cominciato a consultare il suo PC dopo aver inserito un
disco nel lettore. A differenza dei compagni ha indossato
il camice bianco sull'impeccabile doppiopetto e infilato
un paio di guanti per estrarre dalla sua raffinata borsa in
pelle un contenitore sigillato, poco pi grande d'un pacchetto
di sigarette.
S'avvicina al mastodontico impianto microsonda al plasma
e apre il vano - uno tra i molti allineati in fila, tutti a
chiusura ermeticamente stagna - destinato ad accogliere
gli elementi da analizzare. Manovrando con attenzione
una pinza mossa dal manipolatore, afferra il minuscolo reperto
depositato nel contenitore e lo introduce nell'analizzatore.
Richiude il portello, d il via al controllo.
Sulla tastiera della microsonda digita una serie di input
e si prepara a leggere quanto apparir sul monitor centrale;
dati che non tardano, i primi appaiono gi dopo pochi
minuti, altri seguono a velocit vertiginosa. Colonne e colonne
di numeri e sigle seguite dal logo p.p.b., che sta per
part of billion.
L'uomo in camice digita sulla stessa tastiera un altro
numero chiave, chiede ai computer una variante alla ricerca.
Segue una breve interruzione, poi sul monitor riprendono
ad apparire colonne di numeri, sempre preceduti
dall'identica sigla.
Trascorre oltre un'ora prima che l'analisi venga interrotta
dagli interrogativi battuti dal ricercatore sulla tastiera
che aziona la stampante.
Tra l'uomo e l'intelligenza artificiale collegata ai maxi
computer si intreccia subito un dialogo serrato.
L'uomo ripete l'operazione modificando alcuni dati,
ma ottiene ancora risposte negative.
Persa la calma, scaglia a terra i fogli usciti dalla stampante.
I suoi colleghi nel laboratorio contiguo hanno chiesto
allo spettrofotometro l'analisi di un frammento di roccia,
che prima hanno polverizzato sottovuoto e ora inserito in
un forno a grafite.
La polvere portata a tremila gradi si trasforma in nuvola
gassosa di atomi e da quel momento ha inizio l'analisi
sulle radiazioni in lunghezza d'onda.
La risposta dei cervelli elettronici giunge offrendo risultati
non in p.p.b. - come con la sonda al plasma - ma in
p.p.m, vale a dire "parte su milioni", non "parte su bilioni";
differenza numerica non a scapito della qualit d'analisi,
ma utile per comparare questa serie di dati con quelli
forniti dall'analisi al plasma.
Dopo aver raccolto i fogli gettati a terra, l'uomo in camice
si  intanto unito ai colleghi. Rimane accanto a loro
mentre continuano ad affluire i dati della spettrografia,
via via confrontati con quelli raccolti da lui.
La comparazione tra le risposte degli strumenti prosegue
per oltre due ore senza che si ottengano i risultati ai
quali con tanta insistenza i ricercatori hanno mirato. E
questo malgrado abbiano consultato le due migliori apparecchiature
d'analisi fisica del MIT, e gi da mesi si fossero
concentrati sul problema che li assilla, con scrupolose osservazioni
e ingegnose teorizzazioni.
Accanto agli apparati analizzatori, il pi anziano non
ha cessato un istante di spronare i colleghi: Ripetete... ripetete...
spostiamo l'analisi sui gamma-positivi.... Continuando
a non ottenere risposte desiderate ha suggerito
di ripetere l'intera analisi: ...invertendo la gamma delle
radiazioni....
A parte queste battute, i tre non hanno mai parlato fra
loro, non hanno contrappuntato la delusione della ricerca
con interrogativi, imprecazioni. Interrogativi e imprecazioni
sono per sottintesi nel ripetuto incrociarsi dei loro
sguardi, mentre si scambiano biglietti con appunti. Brevi
note lette frettolosamente e infilate in tasca.
Quando il digitale a parete segna un'ora oltre la mezzanotte,
i tre disattivano gli impianti, rinunciando a ulteriori
analisi. Poco dopo lasciano il laboratorio e solo dopo aver
ripercorso gli interminabili corridoi e essere usciti dall'edificio
del MIT scambiano solo qualche anonima, interlocutoria
parola.
Non hanno gettato i biglietti di appunti scambiati, ma
poco dopo li bruciano in un portacenere. Sono le due, siedono
al tavolo del drugstore JIMMY'S-NON-STOP confusi tra
altri avventori, un campionario della particolare fauna
notturna di una grande citt americana.
Esageri con le precauzioni, Mac. Sei arrivato a livelli
maniacali...
Maniacali? Chiunque di noi chieda accesso ai turni di
notte nei laboratori... e tu dovresti saperlo meglio di me...
... certamente tenuto sotto controllo, d'accordo...
Il questionario da compilare all'ingresso  richiesto solo
per ragioni burocratiche, si dice. Ma chi ci crede?...
Noi, da diligenti ricercatori e cattedratici del nobile Istituto
rispondiamo punto per punto ai quesiti del modulo,
spiegando cosa stiamo studiando...
...per poi interessarci di tutt'altro.
I biglietti, non dovrei nemmeno ricordarvelo, sono indispensabili
da quando le spie elettroniche sono pi numerose
dei semafori agli incroci stradali. I nostri laboratori
sono disseminati di cimici per l'ascolto, forse anche di
microcamere...
C' sempre chi vuol sapere cosa si studia... il cosiddetto
complesso della CIA!
Quando gli ultimi foglietti di carta sono cenere, il pi
anziano fissa gli amici e: ...al mio paese si dice "fidarsi 
bene e non fidarsi  meglio"... banale regola che non dimentico,
come altre dei nostri vecchi. Se i laboratori pi
avanzati dei nostri istituti sono strettamente sotto controllo
(io credo che lo siano), figuriamoci se non  tenuta d'occhio
la nostra ricerca. Uno studio su particelle di materia,
diretta da un oriundo siriano!.
Ma sei cittadino americano ormai da un secolo!
Solo da due generazioni, Charlie. Non  poi molto.
Una cameriera dalla vertiginosa minigonna e capigliatura
afro, distribuisce sgarbatamente ai tre clienti i piatti
ordinati e porge con pari malagrazia il conto.
Appena la ragazza scompare con la carta di credito, il
colloquio riprende: In sostanza, abbiamo verificato sulle
due apparecchiature pi efficienti al mondo, la combinazione
americio pi litio e abbiamo constatato che innesca
la reazione in tutti i miliardi di frammenti ionizzati. Eppure
l'effetto finale non si produce, a riprova di quanto io
sostengo da mesi: alla formula manca un elemento per
raggiungere il calore di cinquecento kilocalorie per millesimo
di milligrammo.
Abbiamo appena inserito sedicimila milioni di combinazioni
senza raggiungere il risultato che richiede il progetto
"MI".
Me l'aspettavo.
Io no, nutrivo qualche speranza sul nuovo invio di
frammenti dalla Polonia.
La tua omelette sta raffreddandosi, Philipp
Tacciono qualche minuto, svogliatamente occupandosi
di quanto hanno davanti. Caff e omelette il pi giovane,
hamburger e birra l'altro, un bourbon con ghiaccio il pi
anziano. Ne beve un lungo sorso, poi: C' da sperare nel
risultato di una terza ricerca a Pejakowsky?.
A mio avviso non potrebbe fornire nulla di diverso,
ovvero fanghiglia, frammenti di roccia, e cemento probabilmente
del bunker. Pi acqua ionizzata. Non potranno
trovare null'altro di diverso da quanto gi ci hanno inviato,
vedrai.
Speravo in una scheggia metallica.
Anch'io... perch ci avevano assicurato una ricerca accuratissima
e prolungata.
Lo  stata. Ma forse  passato troppo tempo dal primo
esperimento, e quel terreno non  il migliore per conservare
simili scorie...
Finiscono di mangiare in silenzio.
Amici miei, dobbiamo convincere la Fondazione a fornirci
qualcosa che conservi la tavola completa degli elementi
contenuti nell'MI.
Credo se ne stia occupando qualcuno, cos mi hanno
assicurato da Londra.
S, ma dobbiamo spiegare ai nostri grandi capi che
questo non servir solo a un'accademica conferma alle
nostre analisi, ma consentir al progetto di superare l'ostacolo
conclusivo. Quanto ora ci blocca e impedisce l'inizio
delle operazioni...
Henry, ho capito e mi attivo subito. La mia birra e il mio
hamburger sono finiti, me ne vado a casa, butto lo spazzolino
da denti in una borsa, memorizzo gli ultimi appunti...
E corri a Londra con il primo volo e cerchi di farti capire
dagli zucconi vuoti della Fondazione. Proprio quello
che intendevo suggerirti.
No,  quanto volevi ordinarmi... ma ti ho preceduto!
Ti lascio: sar dura, di primo mattino, raggiungere il Kennedy
con il traffico dei pendolari... Ma se non ci sono ingorghi
il volo della British delle sette sar mio...
Al desk della saletta VIP ci sono, sempre pronti, due
prepagati andata e ritorno.
Open?
S, sono open nome del passeggero e data.
Dalla borsa l'occhialuto Henry ha estratto una busta.
Al caposcalo della British devi solo mostrare questa
lettera della Fondazione.
O.k., vi saluto.
 meglio che ti accompagni Willy sino al Kennedy, cos
mi riferir se tutto  andato bene. Ti aspetto di ritorno dopodomani
mattina con risposte positive. Convinci quella
masnada d'incompetenti che senza un pezzo di ferro, siamo
fermi. E tutto si blocca a un passo dalla fine.
Ha ancora un dito di whisky da centellinare quando gli
altri sono gi saltati in taxi e scomparsi.
Il cielo, schiarendo, comincia a stagliare la sagoma della
doppia torre di cristallo, il capolavoro donato a Boston
dall'architetto Pei.
Henry si far un altro bourbon, lo centelliner sino a
quando il sole, sbucando dall'Atlantico, si rifletter nel
grattacielo, non andr a letto prima dell'esplosione di luce
che oggi si specchier nel Charles River. A fine maggio, le
notti cominciano a essere brevi in America del Nord.

Tra il 3 e 4giorno di missione - Saletta controllo Thetis.
 ancora notte sul Mediterraneo.
Attenzione! Corpi estranei in movimento... una voce
dai citofoni richiama tutti ai loro posti.
Marco sta dormendo e balza dalla cuccetta per raggiungere
Sarah, seduta ai monitor accanto al tecnico responsabile.
Trafelato arriva anche Richard.
Le ombre segnalate dal sonar in funzione sotto il Thetis,
non hanno nulla a che vedere con la ricerca del relitto, ma
segnalano la presenza di quattro balene duecento metri
sotto il pelo delle onde.
Sonar spenti! Evitiamo di ferire i cetacei con gli impulsi...
Ordine eseguito all'istante per evitare lesioni ai sistemi
sensoriali delle balene e metterle cos in condizioni di captare
la presenza di cavi distesi dalla superficie alle slitte
trainate dal Thetis. E evitare una collisione.
Bravo ingegnere! si rallegra Sarah; con il loro sonar
naturale, i cetacei si muovono sicuri anche nell'oscurit
totale dell'alto fondo, ma possono confondersi se investiti
da fasci d'onde estranei. Lei si era preoccupata per il pericolo
di danneggiamento del sidescan, del multibean, strumenti
indispensabili al lavoro in corso; ma anche di non
provocare problemi gravi al branco dei cetacei; sin da
bambina ha abbracciato tutte le campagne di difesa della
natura, degli animali in genere, delle specie in pericolo.
Non  un'attivista fanatica, ma convinta e documentata.
Ho letto una relazione impressionante del Naturai Resources
Defense Council sull'inquinamento acustico del
mondo subacqueo sta dicendo a Richard. Ricorda il film
di Cousteau, Il mondo del silenzio?... Oggi con la quantit di
sonar in funzione quel titolo non avrebbe pi senso...
Soprattutto se saranno attuati due progetti con emissione
e diffusione in tutti i mari di suoni a bassa frequenza...
Li conosco, hanno nomi impossibili, LFAC e ATOC, credo...
Uno, finanziato dalla U.S. Navy, servir per individuare
istantaneamente e in tutti i mari sommergibili
nemici...
E chi sarebbe il nemico? ridacchia il timoniere, scuotendo
la testa.
L'altro programma servir a rilevare in tempo reale le
variazioni di temperatura dei mari, e prevedere un grave
problema del nostro futuro...
 importante, ma ponendolo in atto si condanner a
sofferenza e forse a estinzione l'intera specie dei cetacei. Io
vorrei ricordare ai miei colleghi scienziati che i nostri cugini
acquatici comunicano fra loro proprio sulle stesse gamme
d'onda dove si intendono inserire suoni in frequenze
anomale molto diverse da quelle naturali. A duecento
kilohertz impazzirebbero tutti i delfini e i beluga. In scala inversa,
a venti hertz si impedirebbe alle balene d'intendersi
con i loro ultrasuoni a migliaia di miglia di distanza, attraverso
gli oceani.
Il "canto" delle balene  una delle meraviglie e dei misteri
pi affascinanti della natura.
Comunicando tra loro, si aiutano a distanza per trovar
cibo, a ricomporre i branchi, seguire rotte sicure sotto i
ghiacci...
O anche qui, sotto di noi. Oltre i cento metri  buio assoluto.
Lo scambio di battute  interrotto da una voce al citofono
della saletta controllo.
Sono tutte oltre il nostro cavo. Erano quattro, seguite
da un capodoglio...
Per questa volta,  andata bene... aggiunge, da poppa,
il marinaio al verricello.
L'ingegnere dopo un sospiro di sollievo, comunica agli
addetti in ascolto: Riattivare gli impianti sonar. Motori
avanti.
In una notte cos splendente sarebbe una bestemmia
rinchiudersi in cabina... mormora Sarah lasciando interdetto
Marco. Sin dai tempi in cui l'ha conosciuta, al John
Cabot Marine Institute di Baltimora, ha preso atto di quanto
Sarah sia totalmente assorbita dal presente, dai problemi
concreti, raramente ha intravisto in lei un abbandono a
suggestioni estranee alla sfera dei fatti quali fisicamente
sono sotto i suoi occhi. Questa sera si rivela diversa e lui
stupisce osservandola in silenzio.
Deve averla contagiata la serenit di questa notte, forse l'incontro
con le grandi creature incrociate sulla rotta del Thetis.
Nel cielo deserto di nubi, il luccichio delle stelle  cos
intenso da comunicare una vibrazione, a contrasto con il
senso d'immobilit assoluta che offre il mare. Immota lastra
di grafite, indifferente alla fosforescenza provocata
dal Thetis in lento movimento.
Marco raggiunge con Sarah la plancia. Edgar  al timone.
Un Comandante alla barra... succede di tutto su questa
nave?
Ridono insieme.
Ho spedito Luis a bersi un caff... questa calma lo stava
imbambolando... i giovani d'oggi non hanno la nostra
resistenza.
Sarah lo osserva incuriosita: Il motivo  anche un altro,
confessi la verit... A lei piace stare al timone.
S... Nel buio e nel silenzio, questa ruota di legno ti
pone in rapporto fisico con il mare. Sul Thetis, fortunatamente,
il timone non  di metallo, n di plastica... o di dimensioni
disumane
Ha cominciato presto a godere di queste emozioni, immagino...
S, con mio padre. Avevo quattro o cinque anni quando
mi fece stringere le mani sulla barra del nostro Azimuth.
Il marinaio Luis  tornato in plancia, ma il Comandante
non gli restituisce il timone.
Marco dopo un lungo silenzio: Secondo me essere stati
da piccoli per lunghi periodi su una barca, in qualche
modo segna tutto il resto della vita...
 vero infatti, non ho pi smesso di navigare. Regate,
sfide, tre volte dalla Bretagna alle Antille, l'Accademia
navale...
Una vita,  proprio il caso di dire, travolta dal mare...
tanto che non ha neppure trovato il tempo per sposarsi
commenta Sarah, e una risata accompagna le sue parole.
Se il matrimonio fosse davvero una buona istituzione,
diceva un vecchio amico, scapolo pi impenitente di me,
Dio si sarebbe sposato...
Marco aggiunge subito una postilla: Proprio quanto
pensi anche tu, Sarah....
- Secondo il nostro monsieur de Chateaubriand continua
il Comandante il vero amore  come i fantasmi, tutti
ne parlano ma pochi l'hanno visto...
Io ne ho visto uno, sta per rispondere Marco Arnei,
quando giungono dal mare l'eco d'un soffio e d'un colpo
potente sull'acqua.
Ne seguono altri, altrettanto rumorosi.
Ancora balene! alle nostre spalle, queste... Jean, apri
gli occhi, potrebbe soffiare qualcuna, di prua.
Una voce li raggiunge al citofono dal ponte di poppa:
Nessun problema per il cavo, le vedo sui monitor... Muovono
su rotta diversa dalla nostra....
Nello specchio di mare s'intravedono lenti corpi emergere,
tagliare la fosforescenza luminosa.
Forse  il gruppo di qualche ora fa ipotizza Sarah.
Quando lanciano soffi al cielo, gli schizzi, ricadendo,
inargentano lo specchio nero del mare.
Sono vicine... ma fuori tiro...
Sarah e Marco guardano il Comandante allargare le
braccia in gesto sconsolato.
...e nemmeno possiamo cambiar rotta per accostarle,
stiamo rimorchiando le slitte...
Cambiar rotta? Marco  stupito.
S, se fosse stato possibile avrei tentato di colpirne
una... le imbarcazioni della nostra Societ, cos come altre
nel Mediterraneo centrale, hanno aderito al programma
monitoraggio...
Ne ho sentito parlare, pare che la specie di balena che
s'incontra in queste acque sia stanziale...
S, stanziale e non di passaggio come si riteneva sino a
ieri.
E per questo lei si diverte a prenderle di mira? Sarah
non ha capito il senso di quelle battute.
S, a prenderle di mira e a sparare. Edgar scoppia a ridere
e aggiunge indicando un'arma alla parete: ...gli etologi
hanno fornito a molte navi e pescherecci fucili lanciarpioni
e ci pregano di sparare frecce munite di una
minuscola trasmittente sul dorso delle balene incontrate.
Gli arpioni, dotati di punta esplosiva, sono stati sostituiti
da aste innocue che alla pelle coriacea dei grandi cetacei
non causano alcun disturbo ma permettono, a chi li studia,
di seguire i segnali radio emessi quando affiorano in
superficie. E tracciare le rotte delle loro migrazioni....
Le balene - intanto - si sono allontanate, sono scomparse
nel buio.
Ho letto che il mese scorso erano gi stati censiti pi di
cento esemplari, qui nel Mediterraneo occidentale.

Alba del giorno seguente - Kubthari Valley, Afghanistan.
La pioggia di primavera sembra voler soccorrere chi
cerca di dimenticare la ferocia di una lotta durata anni
nella valle dove sovietici e mujaheddin si scambiarono colpi
su colpi, senza tregua. Ne restano i segni nelle case
diroccate, nelle carcasse di camion e carri armati sventrati e
arrugginiti. Il verde della vegetazione, il fiorire degli alberi
da frutta - la valle del Kubthari  un paradiso, quando
l'uomo non accende i fuochi dell'odio - nasconde il ricordo
delle stagioni di guerra.
L'aria, a fine maggio,  gi mite, il gelo dell'inverno 
solo un ricordo. Di solito spirano venti leggeri, folate cariche
di profumi; citt e borghi popolosi sono lontani, con i
loro maleodoranti odori.
L'acquazzone di oggi  violento, ma non freddo. Sar
prezioso ai campi lavorati da contadini presenti su questa
terra da generazioni.
Tra macchie fitte di vegetazione, in una costruzione tirata
su di recente nello stile arcaico e povero delle altre,
non abitano, per, contadini. Al suo esterno, dietro ripari
in cemento ben camuffati, sono sparsi uomini in tuta impermeabile
mimetica che imbracciano fucili mitragliatori
pesanti RM7.
All'interno della costruzione, nel corpo di guardia dotato
di armi pi leggere, quattro talebani controllano a
turno il corridoio d'accesso alla scala che porta al piano
superiore.
Tra loro, un uomo vestito all'europea, coperto da un gocciolante
impermeabile Burberrys',  perquisito accuratamente.
Mentre gli viene prelevata una 7,65, con un sorriso
appena percettibile sotto i folti baffi neri raccomanda: Il
pastore restituir al pastore le sue pecore, ha detto il Profeta...
Voi, a fine colloquio ricordatevi di restituirmi l'arma
assieme all'ombrello. Sono affezionato a entrambi....
Parla in inglese ma i lineamenti del suo volto, per la
marcatura dei baffi, hanno precise caratteristiche mediorientali.
Lascia alle guardie un pacchetto di sigarette, tolto dalla
tasca dell'impermeabile: ...fumatele tutte, ma accendetele
fuori di qui... sapete bene che lui odia il fumo... Non
mi perdonerebbe di avervele regalate.
La piccola borsa rigida, consegnata al suo arrivo,  ancora
tra le mani di uno dei giovani armati.
Aprila pure,  un lettore d'immagini su dischetto,
m'occorre per mostrare alcune foto al capo. Chiedi l'autorizzazione,
lui  gi informato...
Pochi minuti dopo - con la borsa rigida sottobraccio - 
davanti al suo ospite. Si salutano, il visitatore si esprime
in maniera forbita e la risposta  altrettanto ricercata, in
arabo con accento saudita.
Veste con la stessa gellaba di lana grezza e stinta dei contadini
del posto, il padrone di casa. Ma il taglio dei capelli e
della barba, le mani curate di chi non conosce il lavoro manuale,
per non dire del cronometro d'oro con brillanti incastonati
che s'intravede sotto le maniche sfilacciate, rivelano
un personaggio molto eccentrico. E infatti tale 
considerato, dalla sua regale famiglia.  nobile e miliardario,
noto per aver rifiutato gli agi dei palazzi di Riyadh, e
preferito clandestinit e guerriglia per combattere gli odiati
nemici sionisti e i loro protettori americani.
Ti hanno sicuramente seguito sin qui, Idris. Con quell'impermeabile
inglese devi aver dato nell'occhio parecchio,
in Afghanistan... Una smorfia che potrebbe sembrare
un sorriso appare su un volto di solito privo di
espressioni.
Allah sia con te, Abu e stai tranquillo. Era proprio mia
intenzione dare nell'occhio. Ho attraversato il paese su una
auto dell'UNICEF, come un efficiente funzionario delle Nazioni
Unite in missione ufficiale, con incarico di censire i
bambini feriti dalle esplosioni delle mine antiuomo sparse
nel territorio afgano nordorientale dopo la guerra...
Siano maledetti i russi per le bestemmie pronunciate ieri
contro questo paese. E siano maledetti gli americani, oggi,
per le loro azioni che feriscono tutto il popolo d'Allah.
Tu riuscirai a punirli per i loro misfatti. Per questo
hanno tentato d'ucciderti, Abu.
S, mi hanno lanciato contro quell'inutile giocattolo
che chiamano bomba intelligente.
Abu, a proposito di questa bomba, io...
So tutto, Idris. Mi hanno informato prima di riceverti.
Ho chiesto notizie a un altro amico fedele come te...
Ma io...
S, tu sei fedele, sei un caro fratello, sei devoto. Ma la
vita m'ha insegnato quanto sia preferibile avere due fratelli
devoti piuttosto che uno solo.
Hai ragione Abu. Perdona la mia...
Non ho nulla da perdonarti. Riferiscimi il messaggio
da Londra.
Occhio di montone  la parola d'ordine.
Vai avanti.
Numero uno: il denaro da te investito sta elargendo i
suoi frutti e non solo in banca. Numero due: i pesci hanno
abboccato. Numero tre: il cadavere ancora non si trova,
ma  solo questione di tempo...
Il cadavere sveler il segreto? interrompe impaziente
Abu; e la risposta  un sussurrato: Insh'Allah, pronunciato
con lo sguardo a terra. Solo dopo qualche istante alza
gli occhi in evidente imbarazzo, come volesse aggiungere
qualcosa.
Cosa devi chiedermi ancora? Parla!  spazientito,
l'ospite.
Abu, occorre ancora un tuo generoso finanziamento.
Tutti i dati raccolti coincidono, ma per ottenere il prodotto
finale e completare la formula, ai nostri fisici manca un
elemento. Uno su trentaseimila!.
Anche questo, sapevo... in cosa consiste la novit?
Perch ricorrete ancora alle mie casse?
Perch la ricerca si sta profilando pi lunga del previsto,
e ci si sta rendendo conto, lavorando sul campo, che il
segreto da recuperare giace in un abisso pi profondo di
quanto si pensava e il tempo preventivato non sembra sia
sufficiente.
Indica l'apparecchio portato con s: Se mi permetti, ho
qualcosa di importante....
Cosa intendi mostrarmi? Io non ho ancora risposto alla
tua ulteriore domanda di denaro, la mia pazienza ha un
limite...
Ti supplico, dedicami ancora qualche minuto. Tutti conoscono
la tua fede e la tua concretezza...
Questo non vi impedisce d'approfittare di entrambe...
Offenderesti la tua saggezza se ci giudicassi cos... Io
so che tu vuoi sapere. Per questo ti mostrer la prova da
noi raccolta, sulla potenza inaudita dell'Ml. Si tratta di un
documento trovato da un nostro ricercatore...
Allora sbrigati...
Il videoproiettore s'accende, appare la riproduzione di
un foglio fittamente scritto, intestato a un ministero tedesco
di un'epoca evidente per la croce uncinata che domina
il testo ingombro di timbri e firme.
Da questa relazione ufficiale si deduce che la produzione
di MI venne decisa dopo l'esito positivo di un
esperimento affidato alla Luftwaffe. L'esplosivo venne
immesso in una bomba sganciata nell'estate del '43 su
bersaglio costruito a Pejakowsky, nella Polonia occupata.
Colpito, il bunker di cemento e acciaio venne letteralmente
disintegrato.
Esiste una prova di questo?...  impassibile, il padrone
di casa.
Ti prego di osservare la serie di foto sul monitor. Sono
state colte da nostri agenti, con la copertura di esperti agronomi
nell'area dove venne sperimentata la superbomba.
Hanno individuato il luogo, il punto dove venne lanciata
la bomba, e fotografato il cratere che qui vedi colmo d'acqua.
Dagli abitanti della zona hanno raccolto testimonianze
a dir poco sconcertanti; i contadini di Pejakowsky sono
convinti che il lago sia artificiale per la sua esatta forma circolare.
Le sue acque, giurano, non gelano mai, nemmeno
durante l'inverno quando la temperatura scende a trenta
gradi sotto zero. Secondo le donne anziane, nelle grotte in
fondo al lago si nascondono le streghe...
...lascia perdere le favole di questi miscredenti e continua.
A volte le favole sono interessanti, soprattutto quando
i miscredenti di Pejakowsky sostengono che le acque diventano
fluorescenti...
Gente ignorante, superstiziosa...
Non posso non essere d'accordo con te, fratello... Ma
le anomalie fisiche del cratere di Pejakowsky sono state a
lungo osservate e studiate da emeriti professori dell'Istituto
delle Scienze di Cracovia, senza giungere a nessun risultato.
Il che  comprensibile considerando che i dotti
professori non sono a conoscenza dell'esperimento eseguito
in quella zona dalla Luftwaffe. Sul piccolo schermo
l'immagine cambia. Ecco la relazione degli esperti del
ministero della Produzione Bellica dell'epoca. Anch'essi
rimasero esterrefatti nel constatare che il calore della bomba
armata con l'esplosivo MI aveva liquefatto tonnellate
di acciaio e cemento armato e creato un lago vagamente
luminoso... L'immagine che stai osservando  stata ottenuta
con una posa di due ore: solo cos abbiamo potuto
fissare la fluorescenza delle acque.
Continua.
Ho poco da aggiungere Abu a quanto tu sai gi, dal
momento in cui hai generosamente finanziato la nostra ricerca.
La strada ci era sembrata giusta, le prove ora raccolte
sono un'ulteriore conferma...
E allora? Dobbiamo pregare il Profeta...
S, dobbiamo pregarlo, tu me lo insegni come maestro
di fede. Dobbiamo pregare sempre, ma soprattutto ora,
nel momento in cui la nostra missione  a buon punto, ma
anche la prova pi evidente ci  utile sino a un certo punto.
L'acqua non ha conservato tracce molecolari sufficienti
per essere analizzate e fornire dati completi. Il cadavere
invece s, ma l'impresa per ritrovarlo si prospetta pi difficile
del previsto. Ma  indispensabile, i nostri esperti ne
sono certi, e tu sai che tra di loro vi  uno dei massimi cervelloni
del MIT di Boston e un consulente a Berkeley. Entrambi
sostengono che appena potremo analizzare un resto
anche minimo di quel cadavere, la produzione potr
avere inizio. E noi tutti...
Abu alza la mano interrompendolo.
Idris, i ragazzi t'offriranno una tazza di chai, poi continuerai
la tua missione nelle superstiti case del villaggio.
Di bambini mutilati qui ne troverai cinque, scriverai i loro
nomi e li porterai ai tuoi superiori. Sar come sempre inutile,
tutto questo serve solo a giustificare i loro lauti compensi.
Un giorno penser anche a loro e punir la falsa
piet di quei signori...
Il suo interlocutore resta interdetto, chiedendosi in cosa
abbia sbagliato per irritare Abu al punto di non mostrare
la minima reazione alle sue parole. Sta per aprire la bocca,
ma il suo ospite lo blocca, alzandosi per congedarlo. Lo
abbraccia: Appena sarai a Londra, troverai l'accredito
supplementare che ti occorre mormora. Non m'hai detto
quanto occorre, ma l'ho immaginato e ho raddoppiato
la cifra. So bene che la vendetta non ha prezzo, e la nostra
dovr essere una vendetta terrificante...
Abu, Dio ti renda merito per...
L'ospite  subito interrotto: Che Allah sia con te, Idris,
e con i tuoi amici. Non vorrei sbagliassero: voglio bene a
te e a loro, ma non so immaginare come riuscir a trattenere
la mia ira, se dovessi essere beffato.

5 giorno di missione - Scandagli in alta profondit.
La domanda dell'ingegner Richard rivolta a Marco Arnei
 probabilmente sulle sue labbra gi dai primi giorni di
lavoro. La porge oggi, quando il professore chiede di spostare
la ricerca del Thetis ancor pi a ovest, a riprova d'una
incertezza sul punto di ricerca che lo stupisce. Un professionista
come Arnei non conosce con maggiore precisione
l'area dove svolgere l'operazione di monitoraggio?
Le autorit della vostra Marina militare non le hanno
comunicato se non il punto almeno l'area dove giace la
nave che fu l'Ammiraglia della vostra flotta?
Arnei scuote la testa e allarga le braccia: I militari conoscono,
io credo, il fondale su cui poggia il Roma e anche le
coordinate esatte del punto e la profondit in cui giace....
E non le forniscono a chi le chiede?
Io ho ottenuto solo risposte vaghe o negative. Come se
la nostra Marina volesse dimenticare certi eventi del settembre
'43...
Dopo mezzo secolo si ha ancora paura di qualche verit?...
quale?...
Non lo so... Forse le alte gerarchie militari non gradiscono
si parli di un ammiraglio capace di ragionare con la
sua testa e coraggioso. Nel paragone sarebbe evidente la
fellonia di altri...
In effetti la vostra Marina non ha brillato per coraggio
nell'ultima guerra.
Malgrado abbia pagato un prezzo durissimo in vite
umane...
Incluse quelle di chi scomparve nel rogo del Roma... E
meriterebbe d'essere non dimenticato ma particolarmente
onorato...
Pensi, Richard, al caso della nave ammiraglia inglese,
affondata da un sommergibile tedesco all'inizio del conflitto...
Quando un U-BOOT penetr la munitissima difesa di
Scape Flow...
E colp la corazzata Warrior, mandandola ai pesci. Passano
i decenni, i lustri, le stagioni, ma la Marina militare
inglese non dimentica. Ogni tre mesi, sia d'estate sia d'inverno,
un gruppo di sommozzatori di Sua Maest Britannica
scende sul fondo della base, raggiunge il relitto e sul
pennone di comando sostituisce la bandiera di combattimento
che, su quella che fu una nave ammiraglia, dev'esser
sempre in perfetto stato.
Solo una Marina con una grande tradizione  capace
di questo... chapeaul
Certo la loro Marina ha un grande passato di battaglie,
vittorie, sconfitte... non altrettanto la nostra. Tuttavia l'ostracismo
alla memoria del Roma m' sembrato tanto inspiegabile
da alimentare i miei dubbi e convincermi a intraprendere
le mie ricerche.
Inspiegabile, in che senso?
Nel senso da alimentare sospetti... il silenzio potrebbe
riguardare un imbarazzo nei riguardi dell'ammiraglio
Bergamini. Un modello da non proporre, perch al coraggio
e a un grande senso del dovere associava una capacit
d'analisi dei fatti, di discernimento... con la conseguente
probabile disposizione a disubbidire se riceveva un ordine
ritenuto disonorevole.
Ahim, questa  una caratteristica poco amata nelle
gerarchie militari... anche da noi, in Francia...
Debbo aggiungere, Richard, altri motivi per spiegare
la cortina d'imbarazzo delle nostre alte sfere militari
quando si parla del Roma.
Non capisco, non  stata una sconfitta, ma solo l'esito
tragico d'un attacco aereo.
Imbarazzo e silenzio, Richard, io ritengo abbiano anche
un'altra motivazione. Sulle nostre navi, appena si era
sparsa la notizia della resa, aleggiava un'aria di insubordinazione,
lo sappiamo dalle relazioni dei superstiti: marinai
e alcuni sottufficiali considerando finita la guerra, di
guerra non volevano sentir parlare e molti di loro si rifiutarono
di correre ai posti di combattimento all'apparizione
degli aerei tedeschi...
Noi francesi abbiamo scritto una pagina simile, non
certo gloriosa, con la resa ai tedeschi nel giugno del '40...
Gi... e anche da voi qualcuno ha ritenuto possibile
cancellare le vergogne nazionali coprendole con il silenzio.
Il survey si sposta di altre quindici miglia al largo, continuando
su profondit maggiori e con crescenti difficolt
di traino per gli strumenti. La tensione cresce nei due ricercatori
e Richard cerca di rassicurarli: Non dovete scoraggiarvi...
ricordate quanto impegno e tempo richiese il
ritrovamento del Titanic? Si trattava anche in quel caso di
una nave enorme, e tutta d'acciaio... Il punto d'impatto
con l'iceberg comunicato dall'RT del transatlantico in agonia
era solo di poco inesatto, eppure quel poco fu sufficiente
a fuorviare le ricerche per anni!....
Le testimonianze di chi sostenne d'aver visto il Roma spaccarsi
in due tronconi mentre affondava  una preoccupazione
aggiunta. Localizzare un relitto in alta profondit senza dati
precisi, se i resti sono spezzati e divisi, render le nostre ricerche
doppiamente complicate.
Il Thetis, nel rilevare il fondo, continua a registrare echi
d'ogni genere, relitti certamente antichi (solo pochi segnali)
e resti di un aereo, di una nave di medio tonnellaggio.
Ma non la massa consistente della corazzata.
La paziente opera di Brigitte e del multibean continua su
fondali progressivamente sempre pi profondi: trecento,
cinquecento, ottocento metri. Ma non  solo questione di
profondit: il "rastrellare" si sta facendo difficile e lento,
perch ci si  inoltrati ancor pi nella "fossa corsa", in un
crescente disordine di rocce e canyon: Questo fondale
rende difficile il lavoro anche con mezzi tecnicamente sofisticati
come i nostri. Marco conosce il problema ma lascia
parlare l'ingegnere: ...se vogliamo continuare a muovere
le slitte con i sonar a pochi metri dal fondo, la
ginnastica si far sempre pi faticosa per il verricello. L'asperit
geologica di quest'area mediterranea ci costringer
a raddoppiare l'attenzione.
Sarah in altre occasioni ha manovrato personalmente
un verricello, sa quindi quanto sia difficile alzare e abbassare
una slitta a rimorchio con mille e cinquecento metri
di cavo in acqua.
In una precedente missione, al servizio di una quipe
di geologi, ho imparato quasi tutto su questo fondale...
S, lo ha accennato il Comandante...
Per la verit, lui non  stato quanto me testimone delle
loro discussioni sull'evento apocalittico che cre la "fossa
corsa"...
Sarah e io avevamo preventivato...
Dalle mappe in circolazione non risulta del tutto la
complessit geologica di quest'area, bench si trovi nelle
acque di paesi come Italia e Francia...
...dove si spende poco per la ricerca in mare...
Non per scusare i nostri governi di questa inadempienza,
ma solo da pochi anni si pu disporre di strumenti
per questo tipo di ricerca, mezzi sottomarini in grado di
documentare le conseguenze di quanto accadde in un
passato cos remoto. Pensi che la "fossa corsa", ventiduemila
anni fa, provoc uno smottamento calcolato in cinquecento
chilometri cubi di detriti...
Ha detto chilometri?
S, chilometri cubi... maremoto di tali proporzioni da
liberare dal sottosuolo centinaia e centinaia di milioni di
litri di metano... sparsi in quest'area ne influenzarono il
clima, causarono la fine dell'era glaciale ai bordi del Mediterraneo.
Il racconto dell'ingegnere comincia a preoccupare Marco.
Si domanda dove voglia parare.
I fondali ove ora stiamo operando sono ancora sconvolti
per quel cataclisma e questo crea difficolt.
Non penserete di rinunciare?
Nient'affatto. Ma dobbiamo rassegnarci a perdite di
tempo fastidiose: gli strumenti dovranno essere salpati e
immersi sempre pi frequentemente, e questo render la
ricerca pi lunga...
Marco non  tranquillo quando lascia Richard e Sarah a
completare il loro turno.  proprio la previsione appena
annunciata di tempi lunghi a preoccuparlo e di un lavoro
su fondali sempre pi ostili che gli apparati di ricerca continuano
infruttuosamente a scandagliare.
Uscendo dalla saletta semibuia dei monitor, percorre su
e gi il ponte. Siede infine a prua, sull'argano dell'ncora,
osserva l'acqua ai lati del tagliamare. Il Thetis continua a
fendere il mare con eguale dolcezza, sollevando solo lievi
increspature che si perdono nell'orizzonte che va confondendosi
con il cielo.
Chi sceglie il fondo del mare come campo di studio e di lavoro,
non dovrebbe mai osservare un volume d'acqua cos immenso
senza premunirsi dagli effetti negativi di un confronto apparentemente
impossibile da sostenere... dal senso di impotenza che
inevitabilmente gli provocher...  una presunzione violare spazi
cos infiniti, pretendendo di trovare nell'elemento che copre
i sette decimi del nostro pianeta, qualcosa di perduto...
Marco si chiede ancora una volta se abbia senso continuare
una ricerca cos difficile per chiarire un dubbio sugli
eventi di un solo giorno di guerra.
A parte l'impegno assunto con gli storici che hanno accolto
con interesse l'annuncio della sua ricerca, se ora abbandonasse
la missione la sua reputazione ne risentirebbe.
Ma non  nemmeno questo a intestardirlo, da quando
analizza le vicende del Roma gli sembra d'aver contratto
un impegno con quella gente che perse la vita in una
fiammata e ora giace sul fondo e nessuno sembra voglia
ricordare.
 raro che Sarah abbandoni il suo turno prima dello
scadere del tempo, ma oggi si scusa con Richard, esce dalla
saletta controllo e raggiunge Marco. L'ansia crescente
dell'amico, il timore che svanisca la "mimetizzazione del
professore", come lei definisce quell'apparente calma, comincia
a preoccuparla. E cerca di correre ai ripari, da vecchia
amica.
Lo raggiunge a prua, gli siede accanto.
Marco la guarda stupito: Sei gi libera?.
No, ma non importa...
Sei stanca?
S, e come te preoccupata. Anche se dovremmo ricordare,
tu e io, che conosciamo in egual misura questo mestiere,
quanto sia solo questione di pazienza. Indica l'orizzonte,
nel buio: Dovresti rallegrarti di questa ricerca
sempre pi a ovest, in fondo  una indiretta conferma alle
tue supposizioni sulla rotta del Roma.... Una nave diretta
verso sud non punta per tante miglia verso occidente....
S, ma...
Fammi un favore, Marco... quando non sei di turno
non chiuderti nei tuoi cupi pensieri, ma trovati un libro e
lascia passare il tempo senza tener d'occhio continuamente
l'orologio, il calendario...
Io...
M'ascolti, illustre collega: non rompa i coglioni e si
tenga su con il morale... Sono stata chiara?
Non  facile, per Marco. La sua angoscia non deriva
dalla sua confessata mancanza di pazienza, ma dal timore
che i suoi finanziatori, se la ricerca andr oltre i termini
stabiliti, neghino ulteriori fondi per continuare.
Meglio non pensarci gli suggerisce il Comandante
quando Marco sale in plancia nel suo continuo deambulare
da un punto all'altro del battello. E si confida con lui.
Magari fosse cos semplice, debbo pensarci, invece. Se
a causa del ritardo il finanziamento si esaurisse e mi trovassi
senza fondi per proseguire, si vanificherebbe il tempo
che ho speso per le ricerche d'archivio, la raccolta e l'analisi
delle testimonianze. E per questa lunga e ancora
inutile crociera primaverile.
No, non  inutile, si tranquillizzi. I risultati arriveranno,
lo garantiscono l'instancabile Brigitte, l'infaticabile
multibean, la costanza di tutti noi...
Tocco ferro, Edgar!
09,30 a.m., 6 giorno di ricerca - Saletta RT Thetis.
Professore... il marinaio addetto alle comunicazioni
raggiunge il professore poggiato alle balaustre del ponte
laterale, per ora in ombra: il sole sorto da poco picchia gi
implacabile sull'altro versante.
Professore, una chiamata da Marsiglia.
Cercano me?
S, professore... Dalla direzione Infrasub...  monsieur
Riderod...
Vengo subito.
Salendo i gradini a due a due, Arnei  in un attimo nella
cabina RT, al telefono.
La sua ricerca era previsto durasse cinque giorni, oggi
siamo al sesto, professor Arnei, monsieur Riderod punta
diretto al problema senza giri di parole.
Certo lo so... ma il survey, a oggi, non... Penso di continuare...
Perdoni se l'interrompo, professore. Ma vorrei farle
presente che a bordo avete viveri e combustibile ancora
per due giorni, inoltre alcuni membri dell'equipaggio
hanno gi concordato da tempo con l'ufficio personale i
turni per le ferie a partire dal 1 giugno...
Marco non risponde cercando di prendere tempo.
E allora? chiede ben sapendo che il riferimento a carburante
e viveri  uno spauracchio efficace solo su chi non
sa che battelli come il Thetis hanno autonomie di settimane.
Gli avvoltoi della direzione amministrativa all'Infrasub
debbono essersi resi conto che le spese sostenute stanno
per superare il deposito in dollari versati in banca
dallo sponsor. E non si fidano.
Non riteniamo sia possibile proseguire le ricerche oltre
mercoled... ne ho parlato anche con il nostro presidente
che vorrebbe un colloquio telefonico con lei...
Non serve, signor Riderod, devo trovare il relitto entro
quarantott'ore. In caso contrario sono...
No, non la metta su questo tono... lei pu concordare
con i suoi sponsor un supplemento per un periodo successivo...
Impossibile, ho a disposizione una cifra precisa, se la
supero la partita  chiusa.

10,15 a.m., stesso giorno - Ponte di poppa Thetis.
Anche Sarah Morasky  agitata. Ha dormito solo un
paio d'ore, non curandosi dei turni e facendo la spola sin
dall'alba tra i monitor e la postazione a poppa. Controlla
continuamente il profondimetro e il tecnico l'ascolta mentre
sottovoce inanella imprecazioni a non finire in una lingua
a lui sconosciuta. Anche il tecnico non scherza, a sua
volta maledice le continue variazioni del fondo che hanno
costretto l'ingegner Richard a rinunciare da stamane al
doppio traino del sidescan e del multibean, per evitare il pericolo
di collisione tra le due slitte e il danneggiamento
degli strumenti se urtassero una collina sommersa o uno
sperone roccioso. Da stamane la ricerca continua a apparecchi
alternati.
Dalle dieci  al traino solo Brigitte.
In plancia, il Comandante e il timoniere vedono apparire
d'un tratto sullo schermo radar un segnale. Un corpo
estraneo appare e scompare sulla rotta del Thetis.
Accosta dieci gradi a dritta! Subito!...
Fortunatamente la velocit  minima e l'ostacolo ancora
a distanza di sicurezza.
Un maledetto container caduto a mare...
Attento, si sposta!
Caduto chiss quando da qualche nave, l'ingombrante
cassone metallico si muove trascinato dalla corrente.
Ancora dieci gradi a dritta.
Il Comandante, al citofono avvisa l'addetto al verricello:
Attento, viriamo e rallentiamo ulteriormente....
La manovra ha conseguenze prevedibili, la perdita improvvisa
di velocit provoca un allentamento di tensione
nel cavo di rimorchio, mettendo in pericolo la slitta con
tutti i suoi strumenti. Si evita l'urto con il container, ma
Brigitte cade verso il fondo.
Merde!...  il solo commento a bordo del Thetis mentre
la velocit di riavvolgimento del verricello viene accelerata
al massimo e la slitta, un istante prima di andare in
pezzi sul fondo,  salva.
La conseguenza  per un'altra, inevitabile: il cavo per
il contraccolpo perde la sua giusta tensione, affiora in superficie
e forma un anello che s'alza di qualche metro sopra
la poppa e con un guizzo s'aggroviglia a un gancio
del braccio di manovra.
Alle voci concitate, Arnei corre subito a poppa per dare
una mano. E trova Sarah gi inerpicata sul verricello.
Attenti ai miei ordini! sta gridando ai due marinai
che la fissano stupiti dal posto di manovra. Mi sto giocando
le mani!...
Sarah, lascia perdere!...
L'urlo di Arnei non serve a nulla,  come se non avesse
aperto bocca. Sarah continua a dar ordini al marinaio alle
leve di comando.
Al mio "via" liberi il verricello. Per un istante il cavo
non sar in tensione... al resto ci penso io.
Sarah, ti ripeto...
Marco, taci per tre decimi di secondo!
Lascia fare ai ragazzi in servizio.
No, sono in ballo io... Marinaio, attento e pronto,
adesso scandir i secondi... cinque, quattro, tre, due,
uno... via!
Mollato di colpo, il rullo del verricello si srotola in un
frastuono che non impedisce d'udire Sarah che urla: Recuperi,
subito!.
Nell'attimo senza tensione, ha liberato il cavo dal gancio.
Sei pazza, potevi farti tranciare una mano...
Tanto sono ambidestra, lo sai, pallida e tesa, Sarah osserva
le macchie di grasso sulla maglietta (oggi con la
scritta "I LOVE MY DOG") e finge di non sentire la voce dell'addetto
alle manovre.
Ha rischiato troppo, dottoressa!...
Ha ripreso il controllo del cavo dopo essersi chiesto come
una donna di ragguardevole stazza possa dimostrare tanta
agilit; interrogativo insolente, dimenticato subito nell'impegno
di "pilotare" di nuovo la slitta rasente al fondo.
In plancia Marco punta il dito su Sarah, rivolgendosi al
Comandante e a Edgar: Voi la conoscete solo da poco...
un archeologo israeliano per il quale lavorammo in una
missione di grande fatica e rischio, dopo aver osservato
Sarah in azione per due settimane, con mezzi tecnici relativamente
pericolosi, mi disse: "Se la sua collega avesse
combattuto a fianco di Moshe Dayan nella guerra dei Sei
giorni, il nostro esercito sarebbe arrivato sino a Tripoli"....
E Sarah, nell'udirlo replic: ...beh, sino al Cairo di
sicuro!... e avrei cominciato a scandagliare e a cercare in
fondo al Nilo, chiss quanti reperti giacciono l sotto.
Il Comandante ride, il rimprovero che si riprometteva
di rivolgerle, cambia tono: Sarah... lei poco fa, al verricello,
ha rischiato troppo. Dovrei metterla ai ferri....
Se non agivo subito e liberavo il cavo, quella puttanaccia
di Brigitte, chiss dove andava. Senza controllo, poteva
amoreggiare con qualche scoglio sommerso, sbattendoci
contro...
O urtando la fiancata del tanto sospirato relitto azzarda
Edgar.
Perch no?... non bisogna perdersi d'animo Sarah
guarda di sottecchi Marco: ...il mare, ha detto qualcuno,
sembra grande, infinito, invece  solo una ciotola d'acqua
salata....
Deve averlo detto qualcuno che non aveva le ore contate
come me...

10,30 p.m., stesso giorno - Saletta controllo Thetis
Dal mancato incidente sono trascorse dodici ore. Nell'alternanza
dei turni, Marco siede ai monitor assieme all'ingegner
Richard.
 notte fonda.
Sarah dorme in coperta, in cabina il caldo  opprimente.
Si sveglia di soprassalto a un grido dall'accento inconfondibile:
Bingo!....
Bingo!... ripete l'urlo gioioso di Marco.
Accanto ai monitor altre grida eccitate si sovrappongono
a ordini perentori impartiti dall'ingegner Richard.
E lei!...
Eccola!
Prendere il punto subito.
Lasciamo fare agli automatismi.
No, voglio anche il punto manuale.
O.k., servito.
S,  lei...  lei! Guardate le proporzioni delle masse
metalliche.
Non pi di trenta secondi e gi Sarah  accanto a Marco.
Gli afferra la mano, gli occhi fissi sul monitor centrale.
Nemmeno lei ha dubbi,  certamente di una grande nave
l'ombra rilevata dagli strumenti.
La massa di ferro sotto il Thetis nell'arco di mezz'ora,
viene "testata" ripetutamente dai sensori del multibean
che ne ricavano le misure. L'eco continua a confermare il
ritrovamento.
Tutti, in saletta, chiedono a Sarah di poterle toccare la
schiena, e lei lascia fare ridendo: oggi indossa una maglietta
che sul retro proclama "THE PESSIMISTIS THE OPTIMIST
WHO HAS THOUGHT ABOUT IT"; tradotto sul davanti
conferma: "PESSIMISTA  L'OTTIMISTA CHE HA RIFLETTUTO".
Per la gioia degli ottimisti e la riconquistata fiducia dei
pessimisti, in meno di un'ora sui monitor il segnale si fa
pi netto, forse per un improvviso mutamento della corrente
sottomarina. E si pu notare che se quel relitto enorme
 il Roma - perch dubitarlo? - il suo scafo non  rovesciato,
ma poggia dritto sul fondo.
L'immagine tridimensionale trasmessa dagli strumenti
 inequivocabile: la constatazione raddoppia il valore del
ritrovamento e moltiplica l'entusiasmo a bordo.
Sarah torna in cabina e ne riesce dopo essersi velocemente
cambiata di maglietta. Esibisce una T-shirt blu notte,
con un mostro marino multicolor, fiamme dalle fauci,
occhi cattivi, e una scritta a caratteri cubitali "I'VE SEEN
IT... - "IO L'HO VISTO".
Il Comandante e Richard scoppiano in una risata e lei,
flemmatica: L'avevo comperata per quest'occasione...
ero sicura che il nostro mostro sarebbe infine apparso sui
nostri monitor.
Stappate due bottiglie di Chablis ghiacciato (le ultime!
commenta l'addetto alla cambusa), Marco lascia all'ingegnere
e a Sarah il compito di stabilire con il GPS il
punto esatto per ritornare sulla verticale del Roma con la
nave oceanografica. E dare inizio alle immersioni.
Il Comandante, appena conclusi i rilievi, pu dare l'ordine
di rientro.
Prima di crollare nel sonno profondo di chi si rilassa superata
una grande tensione, il professore sale in cabina
RT, dove frettolosamente scrive un fax da inviare subito a
Londra: "Da Marco Arnei alla Fondazione Ross. Sono lieto di
annunciarvi il risultato positivo della ricerca. Il relitto del Roma
 stato posizionato stamane e riconosciuto con certezza per
le sue dimensioni trasmesse dagli apparati di ricerca sottomarina.
Rientriamo a Marsiglia dove attendo la vostra conferma per
il proseguimento della ricerca. Se la copertura delle spese avverr
in tempi brevi, dar inizio assieme ai tecnici dell'Infrasub
e al mio team, alla preparazione delle operazioni subacquee perch
siano gi operative a partire dal 10 luglio, con l'utilizzo previsto
della nave Xntas".

Capitolo 3.
GIORNI D'AZIONE.

I due mezzi sono prigionieri nei grovigli
accatastati del relitto. Il Tom, in
una successione di ondeggiamenti, urta
il cavo, tenta di liberare il pattino
del Jerry.
Con i propulsori "avanti tutta", acquista
velocit. Davanti al cavo il suo
pilota non rallenta. L'urto  violento.
Dopo uno sfrigolio acuto, quasi un lamento
- attrito di metallo su metallo -
con sordo rumore, quasi uno scoppio,
il cavo-trappola si spezza in una nube
di ruggine. Le due parti del serpente
metallico scompaiono nel buio dell'alta
profondit. Il jerry  libero.
09,00 a.m., 1giorno di missione - Sullo Xntas.
Un lungo suono di sirena spezza il silenzio di un afoso
giorno di luglio. Viene da una nave immobile in uno spazio
deserto di navi, disteso a perdita d'occhio verso l'ovest mediterraneo
e chiuso a est dalle coste di Corsica e Sardegna.
All'eco festoso segue un crescendo di grida e battimani.
 la soddisfazione di un equipaggio nel prendere posizione
nel punto dove la loro nave compir una missione
che s'annuncia particolarmente importante.  difficile
per le immersioni che richieder ai minisub imbarcati a
poppa.
Nella plancia di comando dello Xntas, alta trentasei
metri fuori tutto, sono in molti a stringersi accanto al Comandante,
contrariamente alla regola da lui imposta e
scrupolosamente osservata. Il carattere volutamente riservato
dell'uomo (lunghi anni in Marina hanno rafforzato
il suo snobismo) creano un immediato distacco nella
gente; e il suo nome, Jacques-Remy de la Clevutire, altisonante
eco di vaga nobilt, contribuisce decisamente all'opinione
a dir poco immodesta che ha di s. Molti a bordo
ricordano un cliente imbarcato sullo Xntas per una
ricerca che, dopo vari battibecchi con lui, aveva sentenziato:
...se il vostro Comandante decidesse di tirarsi un
colpo di pistola in testa, fallirebbe il suicidio: per l'alta
considerazione in cui si tiene, mirerebbe dieci centimetri
sopra il bersaglio.
All'opposto, il suo secondo, Ha-San. Uomo sin troppo
modesto, di famiglia vietnamita, fuggito da Saigon quando
la citt cadde in mano ai vietcong. Dopo gli studi all'Accademia
Navale ha ottenuto la cittadinanza francese ma, nonostante
una lunga e onorevole carriera nella Marina civile,
non ha mai avuto il comando di una nave. Calvo, non cerca
di nascondere gli anni a differenza del suo superiore, orgoglioso
dei suoi capelli folti, striati di grigio, segno d'attendibilit
nella carriera navale (sessant'anni di servizio, con oltre
venti trascorsi al servizio dell'Infrasub). A bordo, il suo
braccio destro per gli apparati di ricerca  "l'ingegner" Herbert,
responsabile delle tecnologie avanzate dello Xntas -, 
molto pi giovane di quanto lascerebbe intendere il suo
sguardo perennemente triste e il colorito tipico di chi non
prende mai sole. Il suo regno  infatti la penombra della sala
operativa dove, in un ambiente mantenuto a aria condizionata,
sono allineati gli impianti per controllo e guida dei
mezzi per la ricerca sottomarina, la registrazione dei dati e
delle immagini raccolti. E per il contatto con gli acquanauti
in immersione, via-transponder.
La sala operativa occupa l'intero vasto ambiente sottostante
il ponte riservato ai decolli e appontaggi dell'elicottero
in dotazione alla nave; e sopra il piano dove i mezzi
subacquei da esplorazione vengono calati in mare.
Fitta di antenne e parabole, la zona prodiera dello Xntas
 dominata dall'alta torretta della plancia, dalla quale
partono due "ali" laterali per l'osservazione fuoribordo.
Xntas?... Xntas?... qui Ecureuil F-APLS... Fox Trott,
Alfa, Pampa, Lima, Sierra in avvicinamento da nord...
Buongiorno Ecureuil. Vento debole da quadrante est.
Mare calmo. Nessun problema.
Bene, Xntas... Appontaggio stimato tra otto minuti.
Ricevuto!
Ha-San avvista l'elicottero appena l'addetto alle comunicazioni
ne annuncia l'arrivo.
 il biturbina in dotazione allo Xntas per i collegamenti
a terra in casi di emergenza: oggi sta portando a bordo i
responsabili della nuova missione.
Dopo un volo circolare sulla nave, l'Ecureuil si posa
sulla grande H in bianco fluorescente al centro del ponte e
non appena il rotore rallenta, i pattini vengono fissati al
plancito, e tre passeggeri escono dal portello, recuperando
le loro borse da viaggio nel vano bagagli.
Non sono ancora scesi dalla scaletta metallica che porta
al ponte inferiore, e gi due marinai dispiegano un telo
impermeabile per proteggere dalla salsedine marina le
parti pi delicate dell'elicottero, rotore e turbine.
Il Comandante, il secondo e il direttore tecnico vanno incontro
ai loro ospiti Marco Arnei, Sarah Morasky e a un terzo
passeggero dalla corporatura tarchiata, il passo leggermente
claudicante, i capelli bianchi a spazzola, la stretta di
mano poderosa quando si presenta: Juv Manunzi... assistente
della dottoressa Morasky e anche suo facchino personale....
Cos dicendo toglie dalle mani di Sarah una borsa
gonfia e la rimprovera: Cosa ti porti in crociera? ferri da
stiro?... le tue amate e orribili magliette, a centinaia?....
La T-shirt indossata oggi da Sarah  gialla fluorescente
con una scritta blu elettrico, vero pugno in un occhio nell'inevitabile
confronto con l'impeccabile divisa indossata
dal Comandante. Quando avvicina la sua nuova cliente,
chinandosi in perfetto baciamano fissa esterrefatto la
- scritta bilingue: "WOMANIS A TRAP OF NATURE" - "LA DONNA
 UNA TRAPPOLA DELLA NATURA".
I tre ospiti impareranno presto che Jacques-Remy de la
Clevutire, esprime imbarazzo o tensione con un ripetuto
saliscendi del pomo d'Adamo. Adesso, mentre vengono
scambiate le frasi di rito che seguono il formale: Benvenuti
a bordo, lo Xntas  a vostra disposizione,
quell'inconfondibile segnale di nervosismo  minimo; ma non
mancheranno le occasioni per vederlo muovere a ritmi
ben diversi.
Il cameriere, il nostro gentile Sebastian, vi accompagner
alle cabine aggiunge Ha-San, mentre monsieur
Herbert s'affretta a precisare: Sono piccole, ma con un'ottima
aria condizionata... quasi all'altezza d'un hotel a
quattro stelle.

Stessa ora, stesso giorno - Costa settentrionale della Sardegna.
L'asfalto finisce, sassi grandi e piccoli caduti dalle rocce
sovrastanti costellano la strada bianca di polvere. E s'alternano
a profonde buche.
Impreca il giovane al volante del pesante mezzo in lento
moto sul cammino sterrato: ...'fanculo... in una strada
cos incasinata  facile squarciare una gomma.... Il suo
corpo asciutto e muscoloso  quasi piegato su se stesso
tant' lungo e la sua faccia  scura per un malumore, non
dovuto solo alla strada accidentata. Ma ai rumori preoccupanti
a ogni cambio di marcia.
Non so quanto durer il motore di questo cesso ambulante...
parla pi a se stesso che ai due compagni di viaggio
...vorrei sapere dove hanno noleggiato un rottame
simile...
A me piacerebbe invece sapere dov' la casa dei pidocchiosi
ai quali offriremo la nostra compagnia aggiunge il
giovane seduto accanto al posto di guida. Occhiali da sole
piccoli e molto scuri nascondono in parte un volto regolare,
capelli a spazzola, collo taurino e la sovrabbondanza
di muscoli di chi pratica body-building.
Grugniti e imprecazioni a ogni sobbalzo vengono anche
dall'altro passeggero, come i compagni di un'et intorno ai
venticinque anni, torso nudo, gomma americana tra i denti.
Il camper con targa olandese avanza lungo la tortuosa
riviera sarda pomposamente annunciata da un cartello,
come "Costa Viola". Tra la strada e il mare, sono sparse
villette in cemento; qualcuna abitata altre, in perenne costruzione,
hanno l'aria triste delle squallide rovine del
tempo presente.
Lo squillo di un cellulare interrompe la sequela di imprecazioni
del guidatore, provocata da un'altra serie di
buche.
S, sono Lucas risponde uno dei tre. Dovremmo essere
quasi arrivati, o almeno lo spero, ma abbiamo perso
tempo a quel fottutissimo traghetto. Malgrado fossimo i
primi, stamattina, una fila di auto stracariche di turisti coglioni
ha rallentato l'imbarco. Non abbiamo chiuso occhio,
da ieri. Ecco, passo David...
Porge il cellulare al compagno.
Salve gran Capo!... lei ci ha spedito in un posto di
merda, altro che villeggiatura! il suo tono di voce  completamente
diverso dal compagno: Non si preoccupi, saremo
del giusto buon umore, come si conviene a giovani
turisti in vacanza. Abbiamo anche un fucile subacqueo tra
la mercanzia e qui si vedono scogliere promettenti... S...
appena installati richiamer seguendo la solita trafila, stia
tranquillo...
Dopo un quarto d'ora, sempre a passo d'uomo, oltre
una curva sull'arco di un roccioso promontorio, appare
l'ansa di una baia di sabbia lucente, chiusa da una verde
pineta. Dalle chiome mosse dal vento emerge il tetto di
una villa.
Capolinea! L'autostrada finisce, laggi...
Hans, il giovane al volante, indica una successione di
dune tra le quali la strada bianca svanisce nel nulla.
Lucas invece sta guardando oltre la pineta.
Cazzo! Ci sono altri due camper!
E anche una tenda, l tra le dune... Siamo in compagnia...
Brutti stronzi, sognavate d'essere gli unici destinati a
una vacanza da paradiso?
Ci sono anche appetitose angiolette... guardate l, tra
gli scogli...
Accidenti... Culi al vento!
Ci mancava solo una colonia di nudisti.
Sei il solo zotico scozzese, i nudisti non esistono pi, le
donne vanno nude in spiaggia... anche le nonne...
Sempre meglio nonne nude che maschioni... o qualcuno
la pensa diversamente?
David scoppia a ridere, non Lucas.
Hans, ti spacco il culo o la faccia, tanto non fa molta
differenza.
Calma, ragazzi... cerchiamo un posto dove parcheggiare
non lontano dalla villa, e possibilmente all'ombra...
Attento, tu, a non insabbiare il camper. Se necessario dobbiamo
poterci squagliare in fretta...

10,30 a.m. - Ponte di manovra Xntas.
Eccolo, il nostro gioiello tecnologico. L'enfasi di monsieur
Jacques-Remy non tarder a essere classificata "cronica"
dai nuovi arrivati a bordo della sua nave. Arnei,
Morasky e Manunzi sono davanti a un grande siluro color
arancione agganciato a robusti sostegni.
 un ROV prodotto dalla Wutirex di San Diego.
L'abbiamo modificato con accorgimenti per renderlo
superiore al prototipo americano aggiunge monsieur
Herbert. Noi rifiutiamo d'accettare a occhi chiusi le tecnologie
d'oltre oceano, sappiamo migliorarle...
Se il Comandante parla con enfasi, a questo non manca la
spocchia, caratteristica di molti tecnici specialisti. Speriamo sia
efficiente e esperto, come promette la scheda professionale fornita
dall'Infrasub. Avremo molto bisogno di lui.
Senza dubbio  il pi moderno robot sottomarino oggi
sul mercato... continua Herbert.
L'avevo visto solo nelle foto dei vostri dpliant... davvero
una stupenda macchina... la Morasky loda, ma s'affretta
a precisare: ...a noi interessano di pi altri gioielli
della vostra collezione... li vedo laggi....
Non vediamo l'ora di provarli continua Arnei sorridendo.
Lo so, solo occhi umani possono suggerire risposte
agli interrogativi che cercate in fondo al mare. Siete archeologi
e storici. Non geologi... ho letto le schede inviatemi
per fax... Il tono di Herbert pu suggerire qualche
suo dubbio sul loro mestiere.
...che lui immagina di certo simile a quello dei cantastorie,
di gran lunga diverso da quello dei veri scienziati ride
tra s Sarah mentre il gruppo  giunto al ponte di poppa.
A possenti bracci meccanici sono sospesi due minisommergibili Deep Rover, i mezzi di ricerca al centro dei desideri
di Arnei da quando ha cominciato a studiare il mistero
del Roma e ha sperato di poterne esplorare il relitto.
Tendendo la mano, gli vengono incontro i piloti.
Burt, australiano, immersionista di lunga esperienza la
stringe con forza: Ho sentito l'eco dei suoi successi, professore...
sar un onore lavorare con lei.... Alto poco pi
di un metro e settanta, naso forte e uncinato, occhi infossati,
ha lo sguardo duro di chi ha gi visto molto nella vita.
Christian, l'altro pilota, canadese di lingua francese, capelli
tagliati a zero, statura media, sempre pronto alla battuta
(anellino d'oro all'orecchio sinistro, unico suo neo secondo
il giudizio che nei prossimi giorni maturer Juv),
vanta una scheda professionale di tutto rispetto per i lavori
in alta profondit.
Pierre  il pilota di riserva per casi d'emergenza. Capelli
biondi da sembrare bianchi e sopracciglia dello stesso
colore incorniciano occhi blu scuro di chi si vanta d'essere
un bretone puro sangue.
Christian con un sorriso che ispira simpatia, completa
le presentazioni del "team alta profondit". Punta il dito e
indica i due minisommergibili.
Li abbiamo battezzati Jerry e Tom.
A bordo sono solo DR precisa Burt.
Segue una fitta conversazione tra esperti, limitata a
informazioni essenziali.
Rispetto a altri modelli, questi hanno due propulsori
in pi, sei in totale... continua Burt mostrando le elichette
racchiuse in una sorta di coppa a imbuto, disposte sui
lati, sul retro e sotto i minisub.
Sono orientabili e, grazie a questo, siamo stati trasformati
da timonieri di sottomarini a piloti di elicotteri,
agendo sulla stessa leva di comando possiamo muoverci
non solo avanti e indietro, a destra o a sinistra, ma anche
alzarci e abbassarci, in verticale...
Interviene Herbert: Ma la novit pi sensazionale  la
possibilit di comunicare tra i due minisub, attraverso i
transponder di bordo sensibilizzati anche sulle bande
vocali.
Niente segreti, quindi, fra noi ride Christian ogni
nostra parola sar ascoltata da tutti.
Sopra e sott'acqua, un bel fastidio mormora Burt.
Solo per le malelingue!... in realt ci aiuter molto nel
nostro lavoro.
Stanno osservando i grandi fari esterni.
Sono a luce voltaica, hanno una potenza enorme, come
gi sapete...  di nuovo Christian a parlare ma resterete
sorpresi, appena li accenderete.
Per renderli orientabili aggiunge Herbert li ho fatti
montare sui bracci meccanici dell'end effector, ma se mano
meccanica e pinza vi servissero, la sostituzione con il faro
 solo questione di un paio d'ore di lavoro.
Non servir, noi dobbiamo solo osservare e studiare il
relitto della corazzata... non cerchiamo di raccogliere n
reperti n campioni.
Abbiamo un impegno, in proposito, con la Marina italiana
aggiunge Manunzi.
All'interno del Tom e del Jerry il vocione di Burt  allegro
resterete sorpresi per la visibilit che si gode dalla
cupola in perspex. E sulle due poltrone dell'abitacolo...
...di misura ridottissima, ma comode, se attrezzate come
quelle dei dentisti borbotta Christian.
A livello di comfort la tecnologia dell'alta profondit 
per fortuna cambiata molto in questi ultimi anni commenta
Arnei ricordo i crampi alle gambe quando per ore
non potevo muovermi...
Nei batiscafi come il vecchio Alvin, si era alloggiati come
pacchi postali aggiunge Burt. Gli obl erano bulbi di
piccoli occhi...
Tanto da confondere persino un animale intelligente
come il pesce spada! Manunzi ricorda lo scontro tra un
Alvin e il predone marino abituato a colpire in mezzo agli
occhi le sue vittime. Scambiati per tali gli obl del batiscafo,
lo aveva caricato e colpito con tale forza, da rimanere
incastrato con la spada in una fessura del portello a
pressione, tanto da far temere una tragedia. Il pilota, fortunatamente,
riusc a emergere in fretta.
A quell'epoca non esistevano strumenti come quello...
Si reinserisce Herbert nella conversazione e indica il
grande robot rimasto alle loro spalle. Entro pochi anni
mezzi autonomi e telecomandati sostituiranno l'uomo
nell'esplorazione sottomarina.
Non lo credo proprio Juv  senza mezzi termini.
Herbert non risponde all'obiezione e lo guarda perplesso:
Strano il suo nome per un italiano....
Certo che  italiano... ma sardo. Differenza non da poco.
Sarah anticipa la risposta di Juv, lasciandogli poi la
spiegazione: Il nome Junio Valerio, me lo impose mio padre.
Era uno dei sommozzatori della "Decima Mas" e volle
ricordare il suo Comandante, il Principe Junio Valerio
Borghese. Juv fu poi il diminutivo che mi appiopparono i
compagni "incursori", gli eredi della "Decima", il corpo
speciale della Marina... dal quale sono uscito quando, fregato
da un incidente, i miei superiori mi offrirono un lavoro
da burocrate....
Un'embolia? chiede Burt.
S, me la beccai per "togliere dai guai" due giovani
sventati...
Erano Marco e Sarah, gli sventati. Agli inizi della loro
carriera nella ricerca sottomarina, arrotondavano i magri
bilanci mensili accettando lavori extra; come una perizia
nel relitto di un cargo greco per verificare se si trattava di
un naufragio doloso.
Quella nave era carica di rifiuti inquinanti... racconta
Sarah quando l'armatore incriminato dovette consegnare
alla Guardia costiera una mappa della nave, la falsific per
confondere le indagini. Di conseguenza Marco e io ci perdemmo
nel labirinto dello scafo rovesciato. Sul battello che
ci aveva accompagnato erano per imbarcati, per nostra
fortuna, due sommozzatori del Gruppo Incursori, nel caso
fossero rinvenute nel relitto armi o esplosivi. Uno di loro
era Juv, sceso in acqua prima di noi, incaricato dal perito di
controllare a sessanta metri la falla che aveva provocato il
naufragio. Quando torn in superficie, ci immergemmo
noi, e ci smarrimmo. Non vedendoci apparire dopo trenta
minuti di immersione, Juv cominci a preoccuparsi.
Per farla breve continua Marco Juv, che noi nemmeno
conoscevamo, non esit a buttarsi nuovamente in acqua,
ci trov semisvenuti e bloccati in un cul de sac. Riusc
a salvarci passandoci boccate d'aria dal suo erogatore.
Durante la risalita non pot arrestarsi per la necessaria decompressione,
la riserva d'aria della sua bombola non sarebbe
bastata per tutti e tre. Saltando quella sosta noi ci
salvammo ma lui, che era gi alla seconda immersione
profonda, fu colpito da embolia... Anni dopo ci siamo ritrovati
e Juv ha accettato di lavorare con noi come responsabile
tecnico delle nostre immersioni...

Stesso giorno, tarda mattinata - Sullo Xntas.
Herbert introduce i tre nella sala operativa: Vi presento
gli esperti per la decodificazione dei segnali e delle immagini,
Michael e Franz, austriaci come me.... I due si alzano
per salutare poi, a un cenno del loro direttore tecnico,
cliccano una serie di comandi sul computer principale.
Un grande monitor si accende e in un'aureola azzurrognola
prende corpo l'immagine virtuale del Roma, in scala
1:200.
Una meraviglia!... esclama Marco.
Herbert non nasconde un sorriso di soddisfazione; tocca
altri tasti e l'immagine ruota su se stessa, perfettamente
tridimensionale.
Mi rallegro con lei e con i suoi collaboratori Sarah 
colpita dalla perfezione grafica dell'immagine, ma soprattutto
ne immagina l'evidente utilit quando su questo
schermo si potranno confrontare i resti del relitto come
appariranno sul fondo, con le originarie forme e strutture
della corazzata.
Tutto  pronto per dar inizio alle operazioni.
Chiamatemi appena vi sarete sfamati... Sarah si rivolge
a Herbert e ai suoi colleghi. Vorrei riposare un po',
ho passato una notte in bianco, travolta dai preparativi
dell'imbarco... scusatemi.
Uscendo, getta uno sguardo a Juv, e prima di imbucare
il corridoio alloggi, si ferma un istante e rivolta ai presenti:
Non avete idea di cosa vi sta per succedere. Fra pochi
istanti Juv sparir nella cucina di bordo per preparare un
tipico piatto di pasta all'italiana, anzi alla genovese: pesto
all'aglio. Vi piacer molto, soprattutto al professore,
oriundo ligure... ma io detesto l'aglio, persino l'odore....
Non sai cosa ti perdi, dottoressa!...  il commento di
Juv, mentre Sarah si chiude la porta alle spalle.
Salito sul ponte di comando, Marco trova Ha-San impegnato
a controllare la tenuta dell'"ancoraggio virtuale".
Sul viso che sembra scolpito nel legno, occhi acquosi di
un colore indefinibile passano in rassegna gli strumenti
agganciati ai satelliti geostazionari e ai computer della nave;
agiranno sui sensori dell'impianto motori e su eliche e
timoni, per riposizionare lo Xntas in caso venti o correnti
provochino uno spostamento.
Un dialogo tra gli impianti della nave e quanto ruota in
cielo cinquanta miglia sopra il Mediterraneo.  l'ultimo
controllo e si conclude a mezzogiorno in punto, quando la
campana suona "il quarto" pi atteso del giorno: l'apertura
della mensa.
Un applauso saluta Juv nel momento in cui varca la
porta dalla cucina e con l'aiuto di Sebastian, il cameriere
di bordo, distribuisce abbondanti razioni di pasta; dal
profumo ...in grado di resuscitare un annegato commenta
qualcuno.
Ragazzi un pesto cos lo cucinano solo i liguri... e io
sono sardo,  vero... ma di Carloforte, ovverosia oriundo
di una colonia genovese...
Si attinge con entusiasmo all'altra sorpresa uscita dalla
borsa di Juv e gi da un paio d'ore nel frigo, un bottiglione
da due litri di ...Vermentino portato da casa.... Sebastian
riempie, volenteroso, i bicchieri e non sembra offendersi
alla voce maldicente emersa dal vocio generale: Un
brindisi alla nostra amata factotum!.
Il brusio copre un'esclamazione di Marco Arnei. Lascia
la sala dandosi teatralmente una manata sulla fronte, il che
non meraviglia Juv; continua a mangiare e spiega a Herbert:
Niente di grave, come al solito, ci giurerei, il nostro
scienziato s' dimenticato di telefonare alla moglie!.
Non sbaglia. Al primo boccone, Marco si  ricordato
che Simona non sopporta l'odore dell'aglio...
Da due giorni non mi faccio vivo...! piomba di corsa
in cabina, apre una prima, poi una seconda borsa cercando
il cellulare. Finalmente lo trova, preme il tasto on ma nessuna
luce s'accende nel display: la batteria  scarica. Impreca
di nuovo, poi ricorda che tra i tecnici di bordo, al momento
dell'arrivo, ha conosciuto l'addetto alla cabina RT.
Corre a cercarlo e lo trova mentre inghiotte l'ultima forchettata
della pasta preparata da Juv.
Subito a sua disposizione, professore! Una sorsata per
bere l'ultimo goccio di Vermentino, s'alza, e l'accompagna
in plancia, dove sono gli impianti di comunicazione.
Marco si sprofonda in mille scuse per averlo disturbato
e intanto s'installa dove il tecnico lo fa accomodare, consulta
un minuscolo taccuino tolto di tasca e compone il
numero sul radiotelefono di bordo premettendo i prefissi
dell'Italia e della Sardegna settentrionale.
Il segnale di chiamata squilla a lungo.
La signora  al mare risponde finalmente una voce.
Sono il marito... per favore la chiami, le dica di venire
al telefono. Richiamo fra pochi minuti.
Posato il ricevitore, Marco si trova davanti la mano tesa
del tecnico sorridente: Sono Lorenz... ma per completare
la presentazione aggiungo che a bordo il mio soprannome
 Tartaruga. Mi auguro che non sia per la mia lentezza
nel lavoro, ma per le infinite rughe della mia faccia
di vecchio....
Marco ricambia la presentazione con eguale calore, poi:
Debbo chiederle di ripetere la chiamata...
Nessun problema, il telefono  a sua disposizione.
Veramente non si tratta di una chiamata di servizio...
e io non vorrei disturbarla oltre...
Non si preoccupi, professore. Le telefonate alla famiglia
sono molto pi importanti di quelle per lavoro...
S, ma...
Nessun ma... e si consideri molto fortunato, se ha una
bella e brava moglie! Glielo assicura uno che non ha un
parente al mondo... E quanti figli?
Se parla della sua famiglia al professor Arnei s'illuminano
gli occhi; come ora, nel raccontare di Simona (la definisce
senza esitazioni "splendida") e dei figli, Matteo,
"brigante" di sette anni, Elisabetta "scioccherella" di sedici,
e Gug, Guglielmo, tre anni a settembre.
A settembre, concluse queste ricerche, pianto tutto e li
raggiungo.
Strizza un occhio e gli confida che per la prima volta ha
potuto offrire ai suoi una splendida vacanza. Sono sulla
Costa Viola, dove mi dicono che la Sardegna sia ancora
bella e selvaggia e dove  possibile...
I passi di due persone risuonano sulla scaletta metallica
che porta in plancia. Il Comandante e il secondo passano
e superano la cabina RT, la voce di Ha-San  incolore come
un bollettino meteorologico: ...in quattro ore non ci
siamo mossi d'un centesimo di grado, monsieur Jacques.
Anche se dalle undici il vento  cresciuto di otto nodi....
Chi ha curato l'ultimo aggancio?
Raphael Meta....
Ecco perch non era in sala operativa per le presentazioni...
Le voci svaniscono e Tartaruga commenta: Una volta
eravamo noi, gente di mare, a comandare le operazioni
d'ancoraggio, adesso sono i diplomati in elettronica. E
questo  solo l'inizio, la tecnologia avanza a prescindere
da noi....
Ma un Comandante  sempre un Comandante! scherza
Arnei per tornar subito al punto. Posso sfruttarla di
nuovo?... mi rifa il numero?
Lorenz allarga le braccia: Professore, le ripeto che lei
pu usare quanto le serve a bordo... e vorrebbe aggiungere:
...con quel che paga questa barca! ma tace e s'allontana
per lasciare l'ospite alla sua conversazione.
Simultaneamente, a Villa Delfina - Costa Viola.
In un patio chiuso su tre lati da una bassa arcata spagnoleggiante,
il trillo del telefono echeggia sin oltre la cintura
di cespugli di ginepro e nell'ombra del bosco di pini
dove, a squarci, s'insinuano riflessi del mare non lontano.
Casa e pineta sono isolate rispetto alle altre costruzioni
e al paese di Santa Eleonora, del quale s'intravede solo un
lontano campanile. Tra il verde della pineta e il mare, sono
parcheggiati un camper e un paio di roulotte mentre
una tenda spicca tra le dune.
Il camper gode dell'ombra di un secolare pino dalla
chioma a ombrello e di una tenda; sotto quel riparo un ragazzo
atletico sonnecchia in una poltrona a sdraio, a differenza
dei compagni impegnati a stendere il cavo della parabola
satellitare e indaffarati all'interno del camper a
collegare un impianto radio a un registratore a nastro. Il
trasmettitore gracida insistentemente, in sintonia con gli
squilli del telefono della villa.
Continuano a ripetersi a lungo prima che finalmente
qualcuno risponda.  un ragazzino trafelato e seminudo,
ha attraversato di corsa il patio e adesso grida: Telefono!...
 pap! sta chiamando dalla nave....
Nel patio appaiono e affrettano il passo due donne.
Quarantanni portati bene la prima, gambe lunghe e affusolate,
il corpo modellato da un costume azzurro, tra le
braccia stringe un bimbo addormentato. La segue una ragazza
in bikini microscopico, sul quale sta annodando un
pareo multicolore. Mentre raggiungono la casa, il colloquio
al telefono continua.
Sulla nave hai davvero un elicottero a disposizione,
pap?...
S, ma non c' bisogno di urlare, ti sento benissimo... io
ti mando un bacio e tu passami la mamma, per favore...
Perch non lo usi per venirci a trovare? Matteo non
demorde facilmente: Lasci gli altri a lavorare, voli qui, fai
un bagno con noi, magari vediamo anche i delfini...
Ne passano, vicini a riva?
Neanche uno, pap! Chiss perch questa la chiamano
Villa Delfina...
Forse una volta...
Ecco la mamma!  arrabbiata con te...
Sul volto perfettamente ovale e abbronzato di Simona, i
magnifici occhi verdi, a mandorla, fissano gelidi un punto
nel vuoto. La voce  irritata: Credevo di non aver pi
marito... Marco, io capisco tutto, mi sembra per tu stia
esagerando. Che ti sta seducendo, nel Mar di Corsica....
Per l'esattezza non siamo proprio in Corsica, Simona,
ma al largo delle Bocche di Bonifacio, un braccio di mare
geograficamente situato tra le due maggiori isole...
Non ti esibirai in una conferenza, spero!
Scusami!... ma il mio cellulare...
Con tutte le tecnologie a disposizione, non vorrai farmi
intendere che hai problemi di linee telefoniche?...
No certo, ma il lavoro prima dell'imbarco e da quando
sono a bordo... tu mi conosci...
Simona tace in un'espressione muta. E non hai avuto il
tempo di pensare a noi? mai...
Io vi amo sopra ogni cosa, lo sai...
Lo so... ma mi fai stare in ansia se non chiami... Dimmi,
come vanno le cose, in mezzo al mare?
Tutto bene. E voi?
Il posto  magnifico, le giornate stupende...
Anche qui il mare  olio.
E la missione?
Sar difficile, ma la parte che mi compete, per oggi 
minima...
Quando cominci a cercare l'ago nel pagliaio?
Beh, trattandosi come ti ho detto pi volte... di un ago
pesante qualche migliaio di tonnellate non sar difficile
vederlo...
Di quanto scenderete, Marco, secondo le ultime vostre
misurazioni?
Un migliaio di metri.
Molto oltre la media delle tue immersioni per gli altri
relitti...
Molti?... non debbo mica scenderci in apnea!
Simona non ride, la sua voce si fa ancora pi seria.
Cercate di non commettere imprudenze, tu e Sarah.
Simona non mi fare la stessa raccomandazione della
mamma quando partivo per un campeggio... mi seguiva
alla stazione, sino al treno, ripetendomi la raccomandazione
di tenermi sempre addosso la maglia di lana... Anche
in agosto!...
Beh, mettila sul serio, questa volta. A mille metri credo
ci sia fresco...
Non ti preoccupare, Simona...
In bocca alla balena, Marco...
Ancora un saluto da Elisabetta e la telefonata si conclude.
Per lunghi istanti, sulla villa e nella pineta, si sente solo
il cadenzato verso delle cicale. Un orecchio attento potrebbe
per percepire l'ovattato e continuo scoppiettio di un
gruppo elettrogeno; alimenta il camper parcheggiato nella
macchia, dove la telefonata  stata ascoltata e registrata.

03,30 p.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Gli strumenti in funzione nella sala operativa hanno
fornito una massa di informazioni sulla situazione geologica
dei fondali e analizzato correnti a vari livelli, dalla
superficie fino a un fondo che varia tra i novecento e i milleduecento
metri.
Ha riposato bene, la dottoressa Morasky?... Sarah 
sopraggiunta sul ponte.
E lei, caro Manunzi, ha digerito quel mezzo chilo d'aglio
che condiva la sua pappa?
Siamo all'aria aperta e spirano gradevoli brezze...
Fortuna non da poco...
Sarah stringe tra le mani una tazza di caff bollente premurosamente
servita dal sempre affabile Sebastian.
Riuniti intorno al tavolo cercano di mettere a punto il
piano di lavoro.
Per anzianit di servizio, signor Burt, lei  il pi ascoltato
a bordo. Pensi lei, la prego, a far sapere che d'ora innanzi
su questa nave non esisteranno notte e giorno, ma si
lavorer in tre turni di otto ore... come al solito Sarah
non ha usato perifrasi per farsi intendere.
E di quei turni tu ne farai tre su tre... borbotta Juv.
Lascia perdere e pensa a coordinare con il signor Herbert
una prima immersione del robot filoguidato.
Juv ha avuto il suo daffare nelle settimane precedenti
per studiarlo a fondo, ma solo in teoria.
Certamente quest'ultimo modello avr i suoi segreti...
E i suoi difetti, non c' dubbio...
Dovr avere la cortesia, Herbert, di sopportare le mie
incertezze.
Ma in questo modo scoprir anche le sue doti, vedr!...
conclude Sarah.

Dalle 07,45 p.m., stesso giorno - Ponte di manovra Xntas.
Attenti! Si molla!
Ognuno al proprio posto...
Il ROV scende in mare. L'operazione solo in apparenza
 la stessa compiuta con le attrezzature di ricerca del
Thetis. Anche questo apparecchio cala verso il fondo accompagnato
da un cavo, ma non per essere rimorchiato; serve
per inviare al ROV, attraverso fibre ottiche, i comandi di
manovra ai suoi impianti di propulsione. E per ritrasmettere
alla nave dati e immagini registrate.
A circa mille metri il ROV sfiora il fondo.
Le slitte rimorchiate dalla superficie con gli strumenti,
sembrano aquiloni in un cielo d'acqua Juv si rivolge a
Albert, il pilota dell'elicottero, per la prima volta testimone
di una ricerca sottomarina. Un ROV  invece come un
aliante a motore: autonomo nei movimenti: il cavo serve
solo a trasmettergli energia e a rimandarci... eccole!... immagini
e dati...
In superficie sta calando la sera, ma il ROV muove gi
da tempo nell'oscurit totale; nell'abisso buio, i fari illuminano
un raggio ristretto, dove un fondale fangoso  tagliato
da fessure senza fine. Per un istante appare la sagoma
di un pesce mostruoso.
Sembra grande, ma non lo ... sussurra un marinaio
al neofita Albert.
Queste bestiacce bentoniche non superano mai il mezzo
metro... precisa Herbert.
Marco e Sarah sono preoccupati dalle immagini trasmesse
ai monitor. Quanto vedono non li rassicura per
l'immersione che li attende l'indomani; non  limpida
l'acqua nella quale muove il ROV.
Probabilmente sul fondo si muovono correnti e sollevano
pulviscolo...
O sono nubi di plancton...
A simile profondit? Non credo proprio...
Come un velo di nebbia, l'acqua torbida impedisce ai
sensori del ROV di trasmettere in superficie quanto vede
dell'enorme relitto, sin quando non l'avvicina a poche decine
di metri. Ma, anche se colte a distanza ravvicinata, le
immagini virtuali trasmesse disegnano solo ombre.
Possiamo avvicinare ancor pi il ROV? chiede Arnei.
 un rischio, laggi deve accatastarsi un caos di rottami,
antenne, cavi...
Fisso al monitor, Herbert muove la sua creatura con
cautela. I contorni del relitto si fanno leggermente pi
precisi.
Le immagini trasmesse passano alle stampanti. Subito
dopo verranno messe a confronto con i dettagli delle foto
d'archivio scattate al Roma prima dell'affondamento.
Marco desidererebbe vedere di pi, non solo forme
confuse; sa di poter insistere nella richiesta d'avvicinare
maggiormente il robot al relitto. Ma rinuncia, non vuole
domandare troppo nella prima operazione, in questo inizio
di rapporto con i tecnici di bordo, con questo gelido
Herbert.
Quanto ho visto  sufficiente per ora... mi sembra inutile
continuare con una visibilit tanto scarsa...
Grazie, professore... avvicinandomi ancora, avrei raddoppiato
le probabilit di impigliare il ROV... e saremmo
finiti nella merda sin dalla prima immersione.
Notte tra il 1 e il 2giorno di missione -
Cabina di Arnei, Xntas.
Prima di lasciarsi cadere in cuccetta, Marco chiama la
moglie e capisce subito dalla voce assonnata, d'essere
"fuori orario".
S, hai ragione, sono insopportabile. Ti trascuro per
giorni e ora ti richiamo quando sei gi crollata a letto...
Sai con le analisi siamo andati avanti sino a tardi, si temeva
d'aver sbagliato relitto!
Quelli della Fondazione ti avrebbero sputtanato nel
mondo intero... con i soldi che spendono!...
Ora anche loro possono dormire tranquilli, abbiamo
eseguito controlli e confronti precisi! Da domani iniziamo
i tuffi... e alla fine di ogni immersione ti chiamer per dirti
com' andata. Ma non ho dubbi, dispongo di una squadra
ottima e mezzi tecnici favolosi per quest'avventura...
Dormi serena... d un bacio ai bambini...
Malgrado sia notte fonda, ha ancora una chiamata da
inoltrare. E poco dopo, in tutt'altro tono, parla con un interlocutore
dalla voce profonda, rauca: Giorgio Ravani,
suo anziano professore dell'Universit di Pisa. Marco lo
ha chiamato senza timore di svegliarlo, il vecchio lavora
di notte e dorme di giorno.
Dopo i saluti, entra in merito: Di un dato non mi capacito:
il Roma, intravisto oggi sul fondo dal nostro robot,
non sembra spezzato in due come invece sostengono molti
testimoni.  come chiaramente mostra quella foto scattata
da una nave vicina....
Non potrebbe essere un fotomontaggio?
...s, potrebbe... ma restano le testimonianze di chi vide
il Roma colare a picco in due tronconi...
In momenti simili, con ferite e ustioni in un corpo affidato
precariamente a un salvagente, il testimone non sempre
 attendibile, anche se in perfetta buona fede.
D'accordo. Ma se ammettiamo l'errore di un testimone,
dobbiamo mettere in conto anche l'eventuale inganno
del nostro ROV.
Non c' dubbio. Quanto restituisce un robot  solo
un'immagine riflessa da non ricordo quali raggi...
Sono emissioni acustiche, professore...
Insomma, una diavoleria tecnica che offre visioni virtuali.
Invece lei scendendo sul fondo vedr immagini reali.
E con occhi esperti e aiutato da fari ultrapotenti. Ha ottenuto
un lampeggiatore voltaico a arco?
Due, professor Ravani. Ne ho a disposizione due!...
Complimenti, ragazzo mio, lei far giorno, nella notte
sottomarina!
Giro i complimenti alla dea Fortuna... Mi ha aiutato
nel risolvere il pi difficile dei problemi...
Ovverosia trovare la montagna di soldi occorrenti per
organizzare questa missione...
La fortuna, per me, ha un nome: Fondazione Ross!
Ravani si fa silenzioso, dopo questa battuta. Il suo interlocutore
attende qualche istante poi, interdetto, chiede:
Professore?... mi sente?.
S, certo... sto cercando le parole per scusarmi.
Scusarsi? E di che cosa?
Di non essermi rallegrato abbastanza con lei per come
 riuscito a montare un'operazione tanto costosa.
Lei sa quanto mi...
Io so d'aver sempre tenuto in grande considerazione
le sue capacit di ricercatore, e son fiero d'averla portata
alla sua brillantissima laurea. Ma a esser sincero...
...non meritavo il 110 e la lode e l'applauso.
No, meritava pienamente voto massimo e elogio. Il
mio dubbio, quel giorno, non riguardava il suo futuro di
scienziato ma di ricercatore. Mestiere che comporta una
caccia accanita, e dall'esito sempre incerto, agli sponsor.
La ricerca costa...
...e molto!
Appunto! Conoscendola come persona di carattere
schivo, non aggressivo... beh, francamente non l'avrei
mai immaginata cos abile da ottenere un finanziamento
tanto importante per una ricerca strettamente storica, senza
ricadute concrete... economiche, intendo dire...
Marco vorrebbe interromperlo, chiarire come sia stata
la Fondazione a cercar lui, a offrire il finanziamento. Ma
quando Giorgio Ravani "ha preso la spinta, non lo ferma
nessuno" dicono i suoi allievi.
Inoltre, caro Marco, qualcuno le offre finalmente un
compenso adeguato alle sue capacit. Ne sono contento,
considerata la costosa famiglia da mantenere. Ha puntato
i piedi, ha chiesto pi del solito... Bravo!
Ancora una volta Marco vorrebbe replicare, precisando
di non aver dimostrato alcun coraggio nel chiedere "un
compenso adeguato"; fosse stato per lui, si sarebbe accontentato
del successo accademico e dei soliti quattro soldi,
come nelle altre missioni. S'era invece sentito offrire un
cachet impensabile e...
Marco, la vorrei a Pisa, a operazione compiuta. Potremmo
metter su una interessante tavola rotonda a livello
internazionale sulla dichiarazione dell'UNESCO, che mi
sta molto a cuore...
Sulla decisione di dichiarare patrimonio dell'umanit
tutti i relitti sommersi?
S, proprio questo.  una dichiarazione coraggiosa, ma
da perfezionare, chiarire... Lei potrebbe dirigere perfettamente
il dibattito, come protagonista di un'impresa memorabile.
Che compiremo senza apporre targhe inutili a ricordo
della missione compiuta, n depredando come ha fatto
quel furbacchione di Ballard sul Titanic, per rivendere
cianfrusaglie assortite a raccoglitori di bric--brac.
Un relitto  un luogo sacro, Arnei. Lei lo sa bene e sar
la persona pi adatta per la tavola rotonda.
Grazie, professore. Anche perch il rispetto per l'integrit
delle navi affondate  uno dei miei principi.
Ne riparleremo a fine missione. Tutto andr bene, ne
sono sicuro; con un risultato positivo conquister la fiducia
dei suoi danarosi sponsor e questo potr tornarle utile
per il suo prossimo progetto.
Un loro dirigente dovrebbe raggiungerci. Assister ai
lavori...
Bene, avr cos modo di apprezzare il suo impegno.
Purch non ci rompa l'anima.
Arnei, un po' di pazienza in cambio del milione di
dollari di finanziamento, mi sembra un investimento
accettabile.
Due milioni, per l'esattezza...
Ecco, allora lo accolga a braccia aperte e se lo tenga
buono per la prossima sponsorizzazione...

Stessa ora, suite all'Hotel Splendid - Ajaccio, Corsica.
Squilla un telefono satellitare sulla terrazza di un appartamento
"con vista a mare" in un edificio pesante e
ampolloso, il classico Grand Hotel stile "anni Venti" completamente
rimodernato.
Amalgamate al lucore di una notte luminosa per la luna
piena, le lontane luci di Ajaccio disegnano un paesaggio
metropolitano tra montagne e mare di quel tratto di costa.
Al balcone affacciato sul panorama scintillante s'appoggia
un uomo massiccio d'una certa et, barbuto e ben
vestito. L'orecchio premuto al ricevitore cerca di capire
l'incerto inglese del suo interlocutore: ...da quanto abbiamo
sentito con il nostro impianto, registrato e ritrasmesso
dai suoi uomini dalla roulotte, gli amici sono pronti per
dare il via ai lavori. A questo punto, lei non deve perdere
un minuto. Li raggiunga subito e buon divertimento!.
Alle spalle dell'uomo sei giovani attendono, scambiandosi
occhiate di sottecchi. La loro aria di sottoposti trova
conferma appena si conclude la telefonata e all'anziano
rientrato nella suite  sufficiente un cenno con la testa perch
tutti si alzino di scatto dalle poltrone e dai divani
dov'erano accampati.
Ragazzi, si parte entro poche ore. Avvisate Julie gi in
piscina, lasci perdere il bel tedesco cui si  avvinghiata,
domattina viene con noi, in crociera. Si va via molto presto,
trovatevi tutti alle sei in punto, al porto. Avvisate il
marinaio del Fox...
Chiude la doppia porta alle spalle del gruppo.
Era ora! bofonchia mentre si accende una sigaretta e
la fissa prima di aspirarla e ...me ne fumo un'altra alla
faccia del dottor Paulis. Domani smetto e dimostrer di
essere lo stesso di vent'anni fa...

2 giorno di missione, alba - Ponte di manovra Xntas.
Dopo la perlustrazione compiuta dal robot, sullo Xntas
fervono i preparativi per l'immersione del DR Tom e del
DR Jerry.
Marco  accanto a Juv e i piloti dei mezzi da calare in mare.
Herbert ha piazzato i suoi tecnici nella sala operativa.
Sarah sfoggia una T-shirt dove campeggia un grande
gatto giallo, incorniciato da lettere fosforescenti che affermano:
"NOT ALL NIGHT CATS ARE DARK", categorica asserzione
secondo la quale "AL BUIO NON TUTTI I GATTI SONO
BIGI".
Per oggi, lascia lavorare gli altri; non  ancora il suo
momento.
Alla prossima immersione tocca a noi, Marco. Con le
nostre telecamere, macchine fotografiche, fari voltaici...
Ai bracci meccanici dei DR sono agganciate quattro balises
alte un paio di metri, ognuna del valore di svariate
migliaia di dollari. Questi fari sottomarini al posto di raggi
di luce diffondono segnali acustici e depositati dai minisub
ai quattro angoli della zona delimitata per la ricerca
sul Roma, funzioneranno da punti di riferimento. Nella
pi totale oscurit e senza rapporti con i punti cardinali le
balises, con la loro continua emissione di segnali sonori
differenti, indicheranno ai computer del Tom e del Jerry
dove si trovano l'est, l'ovest, il sud e il nord. E quali saranno
profondit raggiunta, distanza dalla nave-appoggio e
dal relitto.
Occorreranno le sei ore d'autonomia d'immersione dei
minisub DR per l'operazione balises. La si segue dalla sala
operativa sin dal momento in cui i DR, imbarcati piloti e
meccanici, sono spariti sott'acqua; grazie al transponder
piazzato sotto la chiglia, sullo Xntas si sapr sempre dove
si trovano; appariranno come punti luminosi in movimento
sul monitor ov' riprodotta l'immagine grafica del Roma.

07,00 a.m., stesso giorno - Quarto mensa Xntas.
Quando quella vostra corazzata col a picco non ci furono
superstiti? chiede Ha-San a Marco. Mentre i due
minisub sono in azione, a bordo  servita, a tecnici e equipaggio,
la prima colazione.
Furono circa in duecento a saltar in acqua dalla nave
colpita a morte, in gran parte orribilmente ustionati... Una
unit minore li raccolse, molti morirono appena a bordo...
Una tragedia...
Una delle tante che seguono l'infuriare d'una battaglia
navale.
Per i superstiti del Bismarck, fu anche peggio.  intervenuto
il vecchio Lorenz: Mio zio perse la vita, quel giorno
del '41 quando la corazzata venne affondata nel Mar
del Nord. Un migliaio di marinai si gett in mare, scampati
a una battaglia durata ore e conclusasi con la vittoria
della squadra inglese, il Bismarck era stato ridotto al silenzio
demolendolo colpo su colpo....
Al compito di colarlo a picco ci pensarono gli aerosiluranti,
se ricordo bene.
Proprio cos conferma Lorenz. All'ultimo momento
chi era sopravvissuto all'inferno, forse anche mio zio, salt
fuori bordo cercando scampo. Un incrociatore britannico
cominci a raccoglierli, poi al suo Comandante balen
l'improvviso terrore di venir attaccato da sommergibili e,
poich il gentleman non era certo un cuor di leone, se la fil
alla svelta lasciando trecento uomini a morire di freddo
nelle acque dalle quali speravano di venir salvati.
La guerra  una brutta malattia.
Molto brutta ripete Arnei e aggiunge: Quando aerei
americani affondarono la corazzata giapponese Yamato, i
piloti americani s'accanirono a lungo sui naufraghi sopravvissuti,
per loro "erano pidocchi da schiacciare" come
scrisse inorridito, lo storico Russell Spurr. Nel suo libro
A glorious voay to die racconta queste e altre atrocit
commesse da piloti suoi connazionali.
L'uomo, in guerra, torna a comportarsi da bestia qual
...
Molto peggio, caro amico!
Nella sala operativa a seguire le mosse dei DR e la posa
sul fondo delle balises, sono rimasti Sarah, Herbert e un
tecnico. Alla mensa alcuni marinai, Juv e Ha-San, hanno
ascoltato e qualcuno interviene nella conversazione.
Non  urgente tornare ai posti assegnati; debbono trascorrere
almeno quattro ore prima dell'emersione del Tom
e del Jerry.
Tazza di caff in mano, chi  seduto accanto a Marco in
questo momento non impegnato, approfitta dell'occasione
che difficilmente potr ripetersi nei prossimi giorni. La
professione di "storico navale" del giovane professore suscita
curiosit, e suggerisce un susseguirsi di domande
sulla fine delle grandi navi da battaglia nella Seconda
guerra mondiale. Come la Yamato, che i giapponesi ritenevano
inaffondabile e che ricevette il comando dall'Imperatore
stesso di salpare e andare incontro al nemico racconta
Arnei. Era il 7 aprile del '45, la corazzata diresse,
con la scorta di un'intera squadra da battaglia, verso Okinawa
dove doveva contrastare lo sbarco delle forze americane,
il primo su suolo giapponese. Il suo Comandante,
l'ammiraglio Ariga, doveva osare nel Pacifico quanto nel
Mediterraneo avrebbe osato il nostro ammiraglio Bergamini
se non fosse intervenuto l'armistizio tra Italia e Alleati:
difendere a ogni costo il territorio nazionale... Arnei
tace un istante e prosegue come se parlasse con se
stesso: Le navi da battaglia italiane avrebbero certamente
subito la stessa fine delle giapponesi se avessero tentato
d'opporsi allo sbarco di Salerno; gli americani le avrebbero
attaccate con centinaia d'aerei annientandole. Contro la
Yamato scagliarono ondate successive di bombardieri, scaricarono
tonnellate di bombe, lanciarono decine di siluri.
Con la bandiera innalzata quarantanni prima dall'ammiraglio
Togo, nella vittoriosa battaglia di Tsushima, la Yamato
e la sua scorta colarono a picco dopo quattro ore di
ininterrotto combattimento.
Erano dei duri, i giapponesi commenta un presente.
Anche noi tedeschi lo siamo e lo dimostra l'eroismo
dei marinai sul Bismarck puntualizza subito Lorenz.
Eppure, anche una vostra corazzata "inaffondabile"
concluse la sua carriera con una fine da topi...
Fine da topi? Marco cita il Tirpitz, meraviglia dei cantieri
tedeschi, ...nascosto per tutta la guerra in un fiordo
norvegese, fin a pezzi per un bombardamento a tappeto
di quadrimotori inglesi.
Agli inglesi and ancor peggio.
Senza citare il suo idolo, Junio Valerio Borghese, Juv ricorda
la fine degli orgogliosi Valiant e Repulse, rintanati
nella baia d'Alessandria, vennero colati a picco da due
uomini soli.
Riuscirono, come forse sapete, a piazzare una tremenda
carica nella chiglia dei due giganti. Affondandoli.
I sommozzatori italiani vendicarono cos l'inglorioso
destino del Caio Duilio, del Littorio, del Cavour conclude
Marco. Colte di sorpresa, le tre corazzate, furono messe
k.o. da aerosiluranti inglesi penetrati nel porto di Taranto,
dov'erano all'ncora...
Il caff  finito.
Il quarto mensa si vuota mentre Marco conclude, con
Lorenz: Migliaia di marinai morti, come suo zio. Inghiottiti
dal mare con le loro navi ritenute invincibili... la Seconda
Guerra Mondiale segna la fine dell'era delle corazzate.
Per sempre.

Primo mattino, stesso giorno - Rovine Hommayd, Siria.
Il paesaggio di un deserto  d'incerto chiaroscuro quando
il sole sta per affacciarsi sull'orizzonte. Poi, in pochi
minuti, disegna a forti contrasti ogni rilievo, nell'uniforme
distesa di rocce e sabbie.
In un punto dell'area un tempo fertile, distesa tra Siria e
Iraq, il confronto tra ombra e luce mette in risalto cadenti
rovine. Mura di quanto formava l'imponente castello edificato
mezzo millennio fa dagli Hommayad, orgogliosi
principi arabi eredi dell'impero creato da Maometto.
Un fuoristrada ha attraversato quel deserto e si arresta
dove la pista sterrata ai margini delle rovine  chiusa da
un cavalletto metallico, su cui spicca un cartello in arabo e
inglese: "SCAVI ARCHEOLOGICI IN CORSO. VIETATO L'INGRESSO".
Il fuoristrada aggira senza difficolt l'ostacolo e costeggia
un colonnato caduto a pezzi.
Tra i marmi a terra restano attrezzature lasciate da una
quipe archeologica, si direbbe da poco; un trattore, pale
metalliche e badili ammucchiati accanto a un carrello
montato su binari arrugginiti.
Il fuoristrada si arresta. Se continuasse a muovere tra le
rovine, arriverebbe accanto a ammassi di mattoni e resti
di fregi, dove un palo metallico emerge dal terreno. Alla
sua estremit, appena mimetizzato da un basso cespuglio
spinoso, una sorta di periscopio sta ruotando su se stesso.
Poco lontano, un osservatore attento potrebbe anche
scorgere, ma a fatica, un'antenna parallela ai resti di una
colonna sgretolata. E se non fosse gi stato colpito da un
fucile a alta precisione imbracciato da una delle guardie
dislocate tra le rovine, l'intruso potrebbe notare anche una
parabola da telecomunicazioni via satellite nascosta tra
blocchi di pietra bianca di un pronao in rovina. Infine sulla
sommit, coperta di fitti cespugli, della collina prospiciente
la zona archeologica non tarderebbe a notare un radar
che muove su 360 gradi.
La rilevazione proveniente dal periscopio si disegna luminosa
su uno schermo acceso in una sala semibuia.
Qualche metro sottoterra, segnala l'arrivo del fuoristrada
e dei tre uomini che ne discendono.
Eccolo... con i guardiaspalle esclama una voce, nello
stesso pessimo inglese echeggiato nel ricevitore satellitare
sul terrazzo d'Ajaccio.
Che il Dio Misericordioso premi il suo padrone per il
denaro che offre alla causa e lo punisca per il male che fa
sussurra, in arabo, un'altra voce.
Quando il visitatore entra in sala seguito da una coppia
di robusti giovanotti, i saluti sono brevi e non calorosi,
malgrado lo scambio dei rituali abbracci. L'ospite viene
fatto accomodare, gli si offre un forte alcolico e dopo altri
convenevoli viene invitato ad ascoltare dall'altoparlante
di un impianto prontamente attivato la registrazione delle
conversazioni della sera prima tra una nave da ricerca immobile
nel Mediterraneo occidentale e un'universit italiana;
un colloquio su un'importante operazione di ricerca
sottomarina.
Un interprete traduce rapidamente in arabo al visitatore
quanto sta ascoltando e i presenti cercano di capire,
scrutandone l'espressione, quale sia la sua reazione. Dopo
un lungo silenzio, con voce gentile, chiede: Vorrei un
caff, prego. E pi luce. In questa maleodorante tomba
non riesco a vedervi in faccia....
Dopo un istante, s'accende una forte lampada appesa al
centro della saletta, per il suo squallore non esageratamente
definita "tomba" dal visitatore.  seduto immobile
nell'attesa del caff, ma le sue pupille, curiose e guizzanti,
osservano a uno a uno gli astanti.
Sorseggia il caff versato da un thermos, s'apre in un
sorriso stirato: Ho ascoltato, e vi porto ottime notizie da
Londra, ma anche da pi lontano. Dalla casa del nostro
fratello, felice per un'operazione iniziata come si sperava.
Vi confermo il suo accordo...
Su tutto?
Su tutto. Ha risposto positivamente anche alla mia richiesta
di altri fondi per riuscire a disporre di quanto
manca per passare alla fase esecutiva;
A tuo avviso, Idris, quanto manca?
L'interrogativo resta senza risposta; l'ospite finisce l'ultimo
sorso di caff e fissa il suo interlocutore.
Sono io a porre le domande, fratello. E sono giunto sin
qui incaricato di ricordarvi che dalle mie parti le regole
della partita non sono pi le stesse; questa volta si giocher
duro, molto duro. Voglio sapere al pi presto, per riferirlo
al mio onorato e generoso fratello e ai non meno
generosi miei compagni, se siete tutti pienamente d'accordo
sul piano concordato. Concludo ricordandovi un vecchio
proverbio del mio paese: "Tre amici possono mantenere
un segreto se due sono morti". Mi auguro quindi che
sappiate tenere la bocca perfettamente chiusa su quanto
sapete e quanto ora vi comunicher....

01,00 p.m., stesso giorno - Specchio di poppa Xntas.
L'operazione balises s' conclusa dopo quasi sei ore. I
due minisub hanno "marcato" i limiti entro i quali giace il
relitto. Ora lo spazio  delimitato, la ricerca sar riferibile
a punti precisi.
Al momento dell'emersione i DR sono stati sbattuti da
onde agitate da raffiche impetuose. Lunghi minuti di tensione
sono trascorsi prima che i due minisub fossero issati
a bordo con gli argani di manovra. Due sommozzatori addetti
all'aggancio hanno faticato non poco nel loro compito,
bench siano specialisti abituati a operare in qualsiasi
condizione di tempo: il mar Boden proviene dalla dura
Scuola di Tolone, e da quella non meno severa di Ravenna
il mar Brinelli. A gente come loro non occorre pi d'una
decina di minuti per accostare, a nuoto, i minisub in emersione,
infilare il moschettone di recupero fissato sulla
sommit d'ogni DR nella redancia d'acciaio del cavo di
sollevamento e consentire il recupero del mezzo subacqueo.
In condizioni normali di mare  manovra di routine,
oggi l'altalena di vento e onde ha richiesto una decina di
minuti e il ritardo, bench lieve, ha disturbato i due piloti
e i due tecnici chiusi all'interno dei batiscafi.
A manovra conclusa senza danni, Juv  mortificato:
Come sardo d'origine dovrei sapere che nelle nostre acque
dopo mezzogiorno s'alza sempre un vento cane....
D'ora innanzi decide Sarah le immersioni dovranno
concludersi entro la mattinata, quindi ci troveremo sul
ponte due ore prima di oggi...
Purch il caff sia forte e buono commenta Marco. I
francesi hanno tante qualit, ma su come preparare un
espresso decente...
I quattro emersi, superato il malessere seguito allo
sballottio, hanno fame, sete e soprattutto desiderio di stare all'aria,
dopo le ore di clausura; e chiedono di spostare all'ombra
del ponte di poppa il briefing previsto nella sala
operativa. Qui il vento tanto fastidioso per la manovra di
recupero  solo una carezza fresca. Pi gradevole dell'aria
condizionata degli ambienti interni.
Si riepilogano le fasi del lavoro eseguito e analizzano i
compiti da svolgere l'indomani, quando i DR torneranno
a mille metri sul fondo. Sarah come prima operazione, ha
stabilito la completa fotogrammetria del relitto per comporre
un mosaico d'immagini di tutta la nave.
Lei e Christian nel Jerry eseguiranno la parte tecnica del
programma, fotografie e riprese della telecamera digitale;
dal Tom con a bordo Marco e Burt, verr l'illuminazione. Si
orienteranno i fari voltaici sulle strutture del relitto
seguendo le indicazioni del professore. Libero dalle operazioni di
manovra tutte affidate alla collega, Marco potr disporre
dell'intero tempo d'immersione per le sue osservazioni.
Ti rendi conto, Juv? fa notare all'amico. Con lampade
di questo tipo e abbondanza di energia, l'oggetto del
mio studio...
Ovvero l'oggetto dei tuoi desideri...
...sar letteralmente inondato di luce. Osservabile su
grande angolo come fino a oggi era impossibile persino
immaginare...

02,30 p.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Davanti al modello virtuale del Roma, Marco, Sarah e i
loro piloti, osservano con attenzione la silhouette della corazzata
riprodotta sul monitor centrale; ruota in tre dimensioni,
docile ai comandi di Herbert e gli acquanauti
possono studiare la rotta da tenere l'indomani, muovendo
attorno al relitto.
Il Comandante  con loro e sorseggia una tazza di t.
Dichiarandosi allergico alle brodaglie insipide, Juv ha
preferito dar fondo all'ultimo goccio di Vermentino e,
sgranocchiando biscotti, ascolta i piloti parlare animatamente
di come sgusciare, scendere e risalire tra le strutture
segnalate dal ROV, nel sopralluogo del primo giorno,
caoticamente ammassate e contorte. Sar quindi costante
per i minisub il pericolo dei cavi d'acciaio tesi tra plancia
di comando e incastellatura del radiotelemetro.
Il pennoncino probabilmente  crollato...
Arnei ne indica la posizione sul monitor a Burt.
Era un'antenna metallica alta trenta metri, tutta acciaio.
L sventolava la bandiera di combattimento, e il guidone
con le insegne dell'ammiraglio in capo. Di l si tendevano
sino al pennoncino di poppa centoventi metri di cavi metallici
per impianti radio, telefonici e telescriventi...
Da quelle antenne sarebbe probabilmente partito il
messaggio decisivo per la flotta, ma tutto salt in aria dieci
minuti prima... Arnei e Sarah sono rimasti soli e camminano
a lenti passi sul ponte lungo la fiancata. Una "passeggiata"
d'una quindicina di metri che percorrono avanti
e indietro pi volte.
Fortunatamente, hai raccolto la particolareggiata relazione
dell'unico ufficiale superstite.  importante collegarla
con quanto ci riveleranno le osservazioni dirette sul
fondo.
S, quella testimonianza  utile. Quell'ex ufficiale dimostra
una memoria di ferro, malgrado l'et... aveva poco
pi di vent'anni, allora...
Se ricordo bene, discende da una nobile famiglia
italiana.
S, gente di antico ceppo, fedele alle vicende marinare.
M'ha raccontato del momento in cui si consider perduto
per un rigurgito d'acque seguito all'esplosione, sott'acqua,
delle caldaie ancora in funzione... A quanto ricorda,
al momento dell'attacco tedesco, la prua del Roma puntava
verso occidente.
Ma la nave manovr, per evitare l'attacco,  dimostrato
proprio dalle foto scattate dal bombardiere attaccante.
Dovrai tenerne conto.
Il programma stabilito da tempo prevede che dopo la fotogrammetria
del relitto, Marco tenter di calcolare con osservazioni
in profondit, quale potesse essere l'orientamento
della nave, cercando di ipotizzarlo dalla direzione
della prua e dalla posizione dei timoni; se potr penetrare
nel corpo del Roma, cercher risposta anche a un interrogativo
egualmente importante per gli storici: erano o non erano
chiuse - quando la corazzata venne attaccata - le camere
stagne del Roma, costruite per evitare l'affondamento? Se
l'ordine impartito all'equipaggio non venne eseguito, l'inadempienza
fu certamente concausa della tragedia.
Sul ponte di poppa, ferve la preparazione per il tuffo
dell'indomani; i grandi "pacchi" delle batterie, l'energia
dalla quale dipendono motori e impianti di illuminazione
dei DR, sono sotto carica di generatori in funzione a pieno
regime. Sono riforniti di combustibile dalla cisterna posta
sotto il ponte elicotteri dove le bombole d'ossigeno da imbarcare
sul Tom e sul Jerry per consentire la respirazione
degli acquanauti un chilometro sotto il pelo delle onde attendono
d'essere montate nei loro alloggiamenti.
Sarah, a voce alta, si rivolge a tutti. Ricordate che abbiamo
fondi per mantenere questa organizzazione solo
per cinque giorni da oggi...
Alza la destra aperta e mostra le dita della mano: Cinque,
da oggi! e non uno di pi! Il professor Arnei e io vi
ringraziamo per l'impegno e per quanto farete per aiutarci
a non perdere nemmeno un minuto da domattina alle
quattro!.

02,45 p.m., stesso giorno - Mare aperto.
Non si sente ancora il profondo ruggito dei motori
Perkins da 650 cavalli al massimo dei giri, ma l'avvicinarsi
di un potente entrobordo, nell'orizzonte brumoso della
giornata calda,  rivelato da lampi di luce intermittenti: riflessi
del sole sul cristallo del parabrezza.
Ha-San dal ponte di comando appena avvista l'off-shore
in rotta verso lo Xntas suona la "cicala" di richiamo, segnalando:
Un mezzo veloce, a est, in rotta verso la nave.
Il pilota di quel veloce off-shore si direbbe ignori quanto
Fondazione Ross e Infrasub hanno ottenuto dalle autorit
marittime francesi e italiane, l'interdizione a navigare,
per una settimana nella zona delle ricerche sottomarine;
disposizione diffusa con "annunci ai naviganti" sulle frequenze
di servizio VHF, quattro volte al giorno.
Interdizione ora ricordata dallo Xntas sulla stessa frequenza
d'emergenza agli intrusi.
Come non avesse ricevuto il messaggio pi volte ripetuto,
il mezzo non varia n velocit, n rotta.
Il Comandante, pallido come la sua camicia bianca, saliscendi
del suo pomo d'Adamo in aumento, ordina al secondo
d'allertare le Capitanerie di porto in Corsica e Sardegna
e chiedere spiegazioni, ma Lorenz non ha il tempo di trasmettere;
lo blocca una voce via radio, inserita sul circuito
"viva voce" della plancia; rassicurante e gentile proviene
dal motoscafo in arrivo: Salve, un saluto a tutti e nessuna
preoccupazione... Siamo amici del professor Arnei....
Visibilmente seccato, il Comandante si volge verso il
professore, nel frattempo salito in plancia, a sua volta stupito
dall'apparizione e dall'avvicinarsi dell'off-shore.
M'era stata prospettata la visita di un dirigente della
Fondazione, ma non comunicata la data della visita...
Scorretto, molto scorretto.
Batte bandiera inglese Ha-San ha inquadrato con il
suo binocolo il mezzo, ormai a meno d'un miglio. Si
chiama Fox precisa.
L'off-shore rallenta, accosta alla murata sottovento dello
Xntas; da bordo della nave alcuni marinai, calati i parabordi,
mollano la biscaglina per consentire la salita a
bordo. Nel silenzio seguito allo spegnersi dei potenti motori
entrobordo, l'uomo con capelli e barba bianchi, visto
sulla terrazza dell'Hotel di Aiaccio, s'afferra al mancorrente
e sale la ripida scaletta calata; lo seguono gli stessi
che lo attorniavano la notte precedente.
Dalla murata dello Xntas, sguardi stupiti li osservano,
Herbert li conta, sono una decina, Juv si domanda se si
tratti di gitanti in difficolt e in cerca d'aiuto, ma subito
scarta l'ipotesi, la gente che vede salire  sorridente, di
buon umore.
Il Comandante con aria sempre pi rabbuiata e perplessa,
dall'ala di plancia s'avvia per scendere sul ponte.
Marco scambiato uno sguardo interrogativo con Sarah,
va incontro al gruppo, intanto gi sul ponte.
Il primo a mettervi piede, l'uomo anziano, si guarda d'attorno
e allarga le braccia incrociando lo sguardo di Arnei.
Professore, si ricorda? sono Thomas Maxool, della
Fondazione... ero accanto a lei, alla firma dell'accordo...
S, Marco vagamente ricorda. Gli tende la mano con un
sorriso perplesso e a un Benvenuto a bordo... aggiunge
imbarazzato: ...la Fondazione mi aveva avvisato del suo
arrivo ma non del giorno n di un numeroso gruppo al
suo seguito....
Sono collaboratori preziosi, ci terremmo molto a utilizzarli
come assistenti volontari al lavoro che lei sta intraprendendo.
Le presento Alex, il mio braccio destro... Altra
stretta di mano, poi appare una busta.
Questa  la lettera del nostro presidente, suo grande
estimatore... una sorta di credenziale, non tanto per me
ma per gli amici che mi accompagnano...
Marco legge le poche righe, tenta di mantenere un'espressione
cordiale anche se  perplesso. L'altro continua:
La decisione di raggiungerla con chi pu darle, eventualmente,
una mano,  stata presa successivamente alla sua
partenza da Londra. Il Consiglio d'amministrazione ha ritenuto
utile una presenza della Fondazione su questa nave,
per offrirle con i nostri borsisti, un aiuto pratico. Per
loro un'esperienza preziosa, irripetibile.
Il Comandante sceso dalla plancia, deciso a chiedere
spiegazioni, a protestare per quella sorta di abbordaggio,
vede il suo nuovo passeggero andargli incontro e afferrargli
le mani, stringergliele calorosamente.
Un onore per me conoscerla, monsieur de la Clevutire.
Sono Thomas Maxool, uno dei dirigenti della Fondazione
Ross. Lei avr ricevuto, o sta per ricevere un fax dai
suoi armatori che la informano e la pregano di scusare
una nostra richiesta, imperdonabilmente tardiva.
Appena si conclude il balletto di strette di mano e presentazioni,
l'uomo pone mano alla borsa a tracolla, la apre
e ne estrae una piccola scatola in confezione regalo. Si rivolge
a Sarah: Ho pensato di portarle un modestissimo
presente, dottoressa... la sua collezione di magliette  leggendaria
nel vostro ambiente. E io mi sono adeguato!.
Aperto il pacchetto, Sarah sorride e estrae una T-shirt
color vinaccia, decorata sul davanti con i primi versi
dell'Odissea, sul retro con la scritta, "I LOVE ULYSSES".
Spero d'aver indovinato la misura.
 perfetta, grazie...
L'inatteso ospite torna a rivolgersi al Comandante indicandogli
il gruppo dei suoi, rimasti in disparte: Capisco di
procurarle un fastidio monsieur de la Clevutire, ma anche
a nome del mio presidente le chiedo la cortesia di voler accogliere
a bordo i miei ragazzi. Potranno dividere le cabine
anche a due o tre letti... Non si preoccupi per loro, ma solo
per la nostra ospite pi di riguardo, che le presento....
Con sorpresa per tutti appare dalla scaletta fuori bordo
e s'allarga in gran sorriso un altro ospite.
Miss Julie Frassonard, una cara amica...
Il Comandante, sempre pi perplesso, s'affretta a baciar
la mano della giovane signora, mentre la presentazione
continua: La signorina Julie  appassionata ai problemi
della cultura... Noi della Fondazione non possiamo dimenticare
il suo contributo di un milione di dollari ai lavori
di ricerca sulla sclerosi a placche... Per questo  difficile
dire di no a alcuni suoi desideri. Come a quello di
unirsi a noi....
Il tono confidenziale assume una leggera punta sarcastica
quando Maxool aggiunge: Anche perch noi paghiamo
tutto e tutti, qui.... Senza curarsi di un eventuale
disagio provocato da queste parole, continua: Abbiamo
il diritto, io credo, di seguire da vicino quest'impresa.
Torna a guardarsi d'attorno: Siatene certi, noi non arrecheremo
alcun disturbo... aggiunge con un sorriso rivolto
a tutti ...controproducente turbare il programma di
ricerca.
Il suo sguardo si ferma su Arnei: Lei gode di tutta la nostra
fiducia, professore. Se cos non fosse... ride ...non
avremmo investito tanto denaro nel suo progetto!.
La ringrazio... per se lei, o chi per lei, ci informava
per tempo della visita di un gruppo cos numeroso, ci saremmo
organizzati diversamente. Tra l'altro avrei chiesto
all'Infrasub di inviarle l'elicottero, cos guadagnava tempo
per raggiungerci!
Ripeto, noi non intendiamo disturbare i programmi.
L'elicottero poteva esservi utile o addirittura indispensabile
in caso d'emergenza... comunque, della sorpresa ci
scusiamo, soprattutto con il padrone di casa.
Il Comandante  ancora confuso e il pomo d'Adamo riprende
il saliscendi nervoso appena l'"ospite di riguardo"
interviene nella conversazione portandosi una mano alla
fronte e sospirando: Debbo confessarle, Comandante, di
non sentirmi del tutto bene. Ho un tremendo mal di testa,
la navigazione su quel bestione rombante non  stata gradevole,
per me....
Dispongo subito perch le sia assegnata una cabina...
Ha-San, vuole occuparsene lei?
La ringrazio Comandante... mormora miss Julie portando
la mano ai capelli biondi dall'onda vaporosa mossa
dal vento. Non sono per n la capigliatura n gli occhi
grandi e azzurri a attrarre gli sguardi dei presenti. E la
curva di quanto preme sotto la camicia di stoffa leggera a
sollevare un silenzioso plebiscito di consensi, ripetuto
quando la ragazza si affaccia alla murata per gettare uno
sguardo al motoscafo sottostante. E, fasciato da attillati
pantaloni, appare la linea di un armonioso fondoschiena.
Appare carica di vitalit, malgrado il proclamato mal di
testa. E da come non si lascia solo guardare, ma a sua volta
osserva tutto e tutti, non sembra solo una bamboletta sexy.
L'aria naif ostentata presentandosi ...m' parsa del tutto
insincera mormora poco dopo Sarah commentando
l'arrivo a sorpresa del motoscafo con la fanciulla come
complemento d'equipaggio. E l'amico Juv, unico dei presenti
a non essersi emozionato all'apparizione e agli sculettamenti,
 d'accordo con lei.
Il giro delle presentazioni sembrerebbe concluso quando
ai visitatori si aggiunge, facendosi aiutare nel salire a
bordo con due valige, l'ultimo del gruppo. Grosso e impacciato,
si qualifica medico del professor Maxool, si chiama
Paulis,  pi o meno anziano come il suo paziente; e
dall'accento e dal pallore nordico si direbbe tedesco. Su
viso e mani, copiosamente sudate, si tende una pelle lentigginosa
destinata a scottarsi e a spellarsi con il sole che
picchia sullo Xntas-, come accade a un bambino lasciato
troppo tempo su una spiaggia.
Oliver, responsabile degli alloggi e Sebastian di cambusa
e mensa sono preoccupati: tante persone in pi!
Abbiamo portato con noi cibi e bevande in abbondanza...
rassicura un uomo pesante nelle ossa di braccia,
gambe e torace, il volto piccolo sormontato da una criniera
di capelli rossi scompigliati. Si qualifica come ...assistente,
o meglio, braccio destro del signor Maxool. Il mio
nome  Alex.

Dalle 07,30 p.m., stesso giorno - Plancia di comando Xntas.
Signori, e lei, signorina, volete seguirmi?
Il Comandante dopo aver disposto con il suo secondo
la sistemazione degli ospiti, li invita in plancia.
Mentre il gruppo s'avvia, il dirigente della Fondazione,
prende sottobraccio Arnei. Sar sincero, prima di decidermi
a raggiungerla, volevo esser certo che la famosa corazzata
lei l'avesse trovata...  sotto i nostri piedi, vero?...
La bella Julie sale la scaletta che porta in plancia cinguettando:
Abbiamo portato per voi sei casse di champagne
millesimato. E nel freezer del nostro cabinato  pronta anche
una Magnum, da bersi subito per il brindisi di saluto e
augurio e, rivolgendosi al Comandante con una strizzatina
d'occhio, Un sorso m'aiuter a liberarmi dal mal di testa...
Le spiace mandare un marinaio a prenderla?. Ancora
un sorriso, uno sculettamento, un aggiustamento all'onda
dei capelli, e: Con suo comodo faccia poi portare le sei casse
di champagne al sicuro nella vostra cambusa. Le stapperemo
per festeggiare il successo a missione compiuta.
Esce dalla cabina RT, entra in plancia e si fa largo tra gli
ospiti, Lorenz. Ha un foglio in mano.
Per lei Comandante, un fax.
Il destinatario legge, assente con la testa, mormora un
...sarebbe stato meglio inviarmelo un giorno prima....
Intanto: Quello che le avevo preannunciato, credo....
Maxool trattiene per un braccio il vecchio Tartaruga: Resti
con noi... sta salendo fresco e frizzante il Magnum annunciato
da Miss Julie.
Grazie... L'anziano tecnico, abituato al rapporto sempre
formale e distaccato di monsieur Jacques,  sorpreso
dall'invito e arrossisce mettendo in evidenza una ragnatela
di venuzze sulle guance. Si fanno poi paonazze quando
con smagliante sorriso la bella ospite salita a bordo gli
chiede d'aiutarla a stappare il bottiglione che tiene a fatica
tra le mani. Mentre lui s'ingegna come pu - ha scarsa dimestichezza
con lo champagne e i suoi tappi - lei strilla
con allegria: Potremmo avere dei bicchieri? Anche se di
carta!... le coppe di cristallo le abbiamo lasciate a casa....
La "magic hour" mediterranea, lungo momento in cui il
sole gioca la sua ultima partita con cielo e mare, sta trasformando
i suoi vellutati colori dal rosa, al rosso, al viola.
Nell'angusta timoneria, nella saletta comando e nelle
ali di plancia si sono uniti al Comandante, al suo vice e
agli ospiti, anche Herbert, i piloti dei DR e quello dell'elicottero.
Nell'attesa di attingere al Magnum, si completano
le presentazioni con un ulteriore balletto di strette di mano,
sorrisi, battute. Momento di serenit e allegria destinate
a interrompersi, quando un drammatico colpo di scena
segue lo scoppio del tappo di champagne.
Auguri... auguri! Maxool aveva levato il bicchiere,
mentre Julie chiedeva ridendo: Una Magnum  sufficiente
per dissetare tutti?.
Improvviso, un singulto, quasi un rantolo, interrompe
voci e risa. Lorenz con le mani alla gola cade a terra, in
preda a una convulsione frenetica e la ragazza che gli aveva
appena versato lo champagne incomincia a urlare.
Arnei si getta accanto all'uomo riverso, solleva il capo
mentre qualcuno ripete: Un passo indietro... indietro! lasciatelo
respirare.
Un altro grido, chiama il dottore, tra i pochi giunti con
il gruppo a non essere salito in plancia.
Il Comandante, gli occhi sbarrati sull'uomo a terra, ripete
meccanicamente al suo secondo: Faccia qualcosa...
faccia qualcosa....
Ha-San si china a terra e prende a massaggiare con forza
il petto dell'amico, accanto a Arnei che cerca d'aprirgli
la bocca, chiusa in uno spasmo convulso.
Sopraggiunge il medico mentre nel silenzio ci si chiede:
Un infarto? Un ictus? e si fissa increduli il corpo irrigidito.
Gettato uno sguardo all'uomo a terra, il medico torna ai
suoi bagagli, per subito risalire in plancia, sempre di corsa,
malgrado la mole. Inutilmente pratica un'iniezione al
corpo a terra. Lorenz  ormai senza vita.
Nella costernazione generale, due marinai - dopo un
ultimo sconsolato gesto del dottore - lo sollevano, e dalla
plancia lo portano in quella che era la sua cabina.
Allo sgomento per l'accaduto s'aggiunge, nei responsabili
della missione, l'incertezza sul da farsi.
Monsieur Jacques, quanto mai scosso, rivolge a chi gli 
accanto la domanda che pone a se stesso: tornare a terra,
ottemperare alle formalit del caso? Oppure...
Di regola dovrei aver gi dato l'ordine di sganciarci
dal satellite e diretto la prua verso il porto pi vicino.
Dove dobbiamo per aspettarci inevitabili, lunghe
pratiche con le autorit, fastidiose meline burocratiche...
di sicuro un pesante ritardo per la nostra missione opina
il rappresentante della Fondazione.
E si rischia anche di perdere l'ottima "finestra" meteo
di questi giorni aggiunge Juv rivolgendosi a Sarah. Entrambi
sembrano impermeabili alle emozioni anche violente
e in questo momento lo stanno dimostrando con un
ragionamento lucido, riferendosi a un aspetto importante
per l'esito della missione. Secondo l'ultimo bollettino
meteorologico apparso sui computer di bordo, l'anticiclone
delle Azzorre, al quale si deve il tempo favorevole, prevede
simili condizioni per non pi di una settimana.
Le voci e le opinioni s'accavallano.
Ho orrore del cinismo, ma comunque non possiamo far pi
nulla per quel poveraccio. E io pi di tutti, qui, debbo temere le
conseguenze di un'interruzione del lavoro, ancor prima del suo
inizio. Se si perderanno due o tre giorni, e poi arriver maltempo,
tutta la missione potrebbe venir rimandata a chiss quando.
Lo Xntas  gi prenotato per fine luglio da un'altra
Compagnia... il rischio che salti tutto non  da escludere...
La generale perplessit contagia monsieur Jacques. Forse
perch  scosso, una volta tanto dimentica l'innata presunzione
e ascolta opinioni e suggerimenti di chi gli  vicino,
anche dell'ultimo venuto, il signor Maxool.
Se ci sar ritardo per andare in un porto e sopraggiunger
il maltempo, voi sareste, anzi saremmo tutti, nei guai.
Si dovranno prevedere spese extra, io non so se la Fondazione
accetter di tirar fuori altri fondi e superare le gi
vertiginose previsioni di spesa...
Parole d'effetto sul Comandante. Gi, gi... mormora,
cercando di immaginare il punto di vista della sua Direzione
Amministrativa: se i clienti dovessero interrompere il
lavoro appena intrapreso, l'Infrasub perderebbe un sacco
di soldi. Cancellare un lucroso contratto di nolo con i tempi
magri seguiti alla messa in circolazione dell'euro...
L'altro insiste: Io parlo a nome della mia Fondazione.
Questa nave  in acque extraterritoriali. Dove lei, Comandante,
ritengo possa decidere come crede.
Cita il caso delle crociere cariche di clienti: ...quasi tutti
vecchietti malandati, predisposti a crepare d'infarto o di
ictus tra una cena, un ballo, un gioco di societ. Quando
accade, e accade spesso, il defunto viene infilato in cella
frigorifera senza annullare i festosi programmi e certamente
non interrompendo la crociera con la conseguente
perdita d'una montagna di soldi per l'armatore.
Sarei anch'io d'accordo con l'ipotesi di non rientrare
mormora Arnei ...non mi sembra ci sia purtroppo nulla
da fare per il povero Lorenz.
Era solo al mondo, a quanto ne so scuote la testa il
Comandante ...e anche da questo punto di vista...
Un ulteriore scambio di opinioni  accademico. Ormai
la decisione  presa. Si depositer il corpo di Tartaruga in
una delle grandi celle frigorifere della nave fino alla fine
della missione. In fondo, sono solo cinque giorni.
Ha-San, lugubre, vorrebbe obiettare qualcosa. Sta per
aprir bocca, ma considerando la decisione concorde ci ripensa
e tace.
Il vecchio RT, infilato in un sacco di plastica,  trasportato
nella stiva cambuse a cinque gradi sotto zero. Mentre
si svolge la mesta operazione, da bordo parte un messaggio
diretto allTnfrasub. Monsieur Lorenz Steuvelz deceduto
oggi per improvviso attacco cardiaco...
Il Comandante e il suo secondo hanno misurato le parole,
cercato la formula migliore per chiarire il perch della
decisione presa di non rientrare; il foglio del fax passa
poi in mano all'uomo proposto da Maxool come provvisorio
sostituto del defunto.
Il nostro Gilbert  un ottimo tecnico delle comunicazioni,
conosce bene il suo mestiere.
La ringrazio, signor...
...Maxool, il mio nome  difficile da ricordare, mi chiami
pure Max, se vuole...
Il Comandante inorridisce, detesta entrare in confidenza
con chi conosce da poche ore. Per di pi uno straniero
che parla un francese pessimo, e non tace un minuto.
I miei ragazzi sono a bordo per aiutarvi... sta pontificando
...tutti laureati con una nostra borsa di studio, ragazzi
eccezionali. Per loro questa  una grande occasione...
Certo, non immaginavo un inizio cos triste,
drammatico...
N il Comandante n il secondo hanno nulla da obiettare
sul sostituto per la cabina RT. Ringraziano, stringono la
mano al lodato Gilbert, e lui si schermisce quando il suo
capo insiste nel panegirico: Vedrete, se la caver benissimo,
sostituir perfettamente il vostro tecnico. Oltre all'esperienza
ha l'impagabile qualit di parlare sei lingue...

09,30 p.m., stesso giorno - Ponte di coperta Xntas.
Sarah, Marco e Juv, seduti uno accanto all'altro su una
cassa di materiali, sembrano osservare il vuoto della notte
oltre il tendone, di giorno riparo dal sole, la notte dall'umidit.
Chiusi in loro stessi nell'amarezza e nella preoccupazione
per quanto accaduto, per la decisione che li carica
di responsabilit. Accettata da tutti, peraltro.
Alle loro spalle, dietro una serie di obl illuminati, s'intravede
a un tavolo del quarto mensa, il pilota Pierre; sul
tavolo sgombrato dal cameriere, silenzioso, corrucciato
non meno degli altri, dispone un gioco di carte; lentamente
le cala a una a una, inizia un solitario.
Juv si rivolge a Sarah tentando di spezzare l'oppressivo
mutismo del momento.
Bella, la maglietta che il nostro ospite ti ha offerto con
il suo smagliante sorriso...
Era gi fuori moda dieci anni fa...
Marco la guarda di sottecchi: Ammetterai che Omero e
Ulisse restano sempre di moda, a prescindere dalle variazioni
di gusto per le T-shirt...
Sarah riprende a fissare il vuoto mormorando Timeo
danaos et dona ferentes...
Parole che dovr tradurre per un ignorante sommozzatore
sardo quale sei... Marco punta un dito verso Juv:
...l'antico poema suggerisce di temere i doni se te li porgono
degli sconosciuti...
Rivolto a Sarah, stringendole un braccio: Se la maglietta
 fuori moda, come dici, la battuta  scontata: l'ho sentita
ripetere cento volte, dal tempo del liceo in poi....
Sentite, voi due Juv riporta i pensieri al presente vi
renderete conto sino a che punto  sconvolta la gente di
bordo?... Ho cenato con l'equipaggio poco fa, e ho avuto
misura di quanto qui si volesse bene a quel Lorenz... sono
tutti molto turbati.
Lo sono anch'io, maledizione. Per lui, ma anche per
noi... impreca Sarah. Non voglio affrontare la prima
immersione, sempre la pi difficile, in un generale stato
d'animo depresso, gli sguardi spaventati...
Anche se siamo su una nave ultramoderna, anche se
disponiamo di attrezzature importate direttamente dal futuro,
chi ha a che vedere con il mare, come noi, come tutto
l'equipaggio... beh, siamo gente che resta superstiziosa. 
parte della nostra natura come i cinque sensi...
S, Juv, a modo suo, ha ragione. Dare inizio alle operazioni
subito dopo quant' accaduto a bordo non piacer. Qualcuno se
ne andr in giro mormorando che non abbiamo rispetto per un
morto. La missione nasce sfortunata, perdio. Dobbiamo reagire
in qualche maniera.
Per di pi entreremo in acqua inevitabilmente in ritardo
Sarah riflette ad alta voce sulle sue responsabilit.
Ho dovuto spostare la sveglia dalle 4 alle 8.
Di conseguenza troverete vento al momento dell'emersione...
prevede Juv.
Allora? Quale alternativa? chiede Marco: Prua a terra?...
francamente...
No, la mia proposta  di cancellare, domani, l'immersione
dei minisub. E utilizzare la giornata per un compito
meno impegnativo, ma utile, sia per la ricerca, sia per lasciare
che gli animi si distendano un poco...
Qual  la proposta?
Una seconda immersione teleguidata del ROV.
La prima ci ha gi detto molto...
Se  per questo, informazioni e dati non bastano
mai...
Juv la pensa come Sarah, poggia un braccio sulla spalla
di Marco e ...sarebbe saggio rinunciare alla prima missione
a mille metri. Credimi.
Sarah riflette a voce alta: Difficile chiedere a gente
sconvolta per la morte di un compagno l'attenzione che
serve per il primo tuffo in alta profondit.
Fissa l'amico con uno sguardo deciso: Il suggerimento
di Juv  saggio, Marco.
Arnei non risponde subito, poi lascia affiorare un sorriso:
Come sempre mi avete convinto... Anche se mi
preoccupa perdere un giorno d'immersione.
Lo recupererai potendo contare, dopodomani, del
doppio d'informazioni... convinceremo Herbert a spingere
il ROV pi vicino al Roma. Me ne incarico io...
Tra il 2 e il 3giorno di missione - Sullo Xntas
Maxool passeggia sul ponte, da solo. Superata l'agitazione
seguita alla morte di Lorenz, a bordo sembra che
tutti siano crollati in sonni profondi.
A mezzanotte in punto - evidentemente, un appuntamento
- il suo cellulare ronza con un suono appena percettibile.
Risponde subito, ascolta assentendo con il capo e conclude:
Restate calmi, attendete ordini, limitatevi a fare i
bagnanti....
Subito dopo compone un interminabile numero.
Dall'ala di plancia Ha-San lo osserva, le sue labbra ripetono
i numeri composti dall'ospite insonne... un prefisso
interminabile.
"Con chi parla tanto lontano e tanto a lungo quel tizio
barbuto?"
Il secondo vorrebbe porre quest'interrogativo al suo
Comandante. Ma... che senso avrebbe? Se un ospite telefona
in paesi lontani avr i suoi motivi, non esiste alcuna
ragione per ipotizzare chiss cosa e non ha senso porsi
dei dubbi su qualcuno solo perch quel "qualcuno" non
ispira simpatia.
Inoltre, se andasse a disturbarlo adesso, monsieur Jacques
lo manderebbe a quel paese. E non per l'assurdit
dei dubbi, ma per la scelta di un momento sbagliato; a pochi
passi da lui il galante ex ufficiale sta intrattenendo sotto
le stelle Miss Julie, che ha appena dichiarato: ...dopo
quanto accaduto non riuscir a dormire, questa notte....
Cerca di distrarla e s'esibisce col dito puntato al cielo:
Ecco, vede la Polare? Se lei scende vedr, subito sotto, la
Costellazione del Cane, il "segno" che ha dato il nome a
queste settimane di giugno e luglio, per questo si dice il
tempo "della canicola"... lo sapeva?.
No, Julie non lo sapeva e trattiene a fatica un primo
sbadiglio. Invincibile invece il secondo, quando il suo
troppo cortese ospite passa a illustrarle gli strumenti della
plancia: Lei sa, signorina Julie, di quante eliche dispone
la mia nave?.
No, non lo sa... due, forse? No! Sono ben sei, signorina!
Disposte in speciali alloggiamenti tutt'attorno allo scafo,
per consentire manovre anche laterali, diagonali...
E quell'arma a cosa le serve?
Lo sguardo assonnato della ragazza  sembrato accendersi
posandosi su un lungo fucile, a parete: Scusi la mia
curiosit, Comandante, la mia  una famiglia d'accaniti
cacciatori... sono cresciuta tra bambole e fucili....
Non  un'arma, ma non  nemmeno un giocattolo.
Lo sguardo resta interrogativo.
Voglio dire... si tratta di un lanciarpioni per caccia alle
balene. Julie lo interrompe, con la mano indica un cartoncino
adesivo giallo, fluorescente: C' scritto "carico"
Comandante! Lei continua a praticare una caccia abolita
da tutti i paesi civili?.
Tutto il contrario, signorina... con quel fucile, se mi capita
a tiro una balena o un capodoglio, io mi sono impegnato
a scagliare sulla schiena del bestione l'arpione gi
pronto. Non quello per uccidere, per. Questo  munito di
una minuscola trasmittente per consentire ai naturalisti lo
studio della migrazione dei cetacei mediterranei. Dal 1998
le navi della nostra Compagnia collaborano con il WWF e
la "Fondazione Cetacea"... abbiamo aderito con entusiasmo
alla loro campagna di marcatura...
Alba e mattino, 3giorno di missione - Sullo Xntas.
Marco ha dormito poco e male.
Sale in coperta allo spuntare d'una vaga luce all'orizzonte.
Prime voci provengono dalla cucina e dal quarto mensa.
Anche sottobordo qualcuno  gi sveglio.
Dal motoscafo ormeggiato alla fiancata della nave e mantenuto
in posizione da grandi palloni rossi con funzione di
parabordi, i giovani giunti con Maxool salgono la scaletta
dello Xntas. Hanno zaini sulle spalle e borse a tracolla.
Appena a bordo, dove li aspetta il loro capo, confabulano
con lui e con quell'Alex dai capelli rossi, sempre accanto
al vecchio (come la classica ombra nei romanzacci di
spionaggio aveva commentato Juv la sera precedente).
Marco sta per allontanarsi verso la mensa in cerca d'una
prima tazza di caff, quando 1'"ombra" e il suo capo, lo
scorgono e raggiungono a gran passi.
Un Maxool dal volto irritato, senza preamboli gli chiede:
Perch non vedo attivit attorno ai minisub? La dottoressa
Sarah e il suo assistente zoppo parlavano di iniziare
le attivit dei DR ancor prima dell'alba....
Marco, stupito dal tono scortese sta per chiedergli a
quale titolo lui, ospite, alzi la voce, ma  preceduto da perentorio
invito: Qualunque cambiamento di programma
deve essermi immediatamente comunicato. Da stamane il
piano di lavoro si discute con me.
Esterrefatto, Arnei sostiene il minaccioso sguardo ribadendo
con egual forza: Non capisco e non ammetto
che lei....
Io rappresento chi paga.
Io rappresento chi scende mille metri sott'acqua e prendo
le mie decisioni in relazione a parametri di sicurezza...
Non mi dica d'aver paura... Non le credo proprio.
Gli volge le spalle senza lasciar il tempo a una replica,
torna a unirsi al gruppo dei suoi.
Alla seconda tazza di caff bevuta soprappensiero,
Marco deve arrendersi all'evidenza. L'improvvisa alzata
di testa non  solo una plateale mancanza di tatto che si
aggiunge alla scorrettezza di presentarsi a bordo senza
preavviso in numerosa compagnia.
 solo la maleducazione "di chi paga", come lui stesso ha detto?
Oppure l'emissario inviato a bordo dalla Fondazione  intenzionato
a tenere tutti e tutto sotto controllo per una verifica
non solo antipatica ma offensiva delle spese? Non si fidano di
me, del mio preventivo? Della mia seriet?...
Se il compito di quell'uomo  di sorvegliare lo svolgersi
della missione, la conferma non tarda.
Marco sta per unirsi a Herbert, Sarah e Juv intenti a preparare
l'immersione del ROV, ma cambia idea notando
due "ospiti" entrare nella sala operativa. Li segue, siede al
suo posto, dove finge di consultare una pila di carte tenendoli
d'occhio; i due, dopo immancabili convenevoli
con l'operatore in servizio, pongono precise domande sugli
impianti della sala e si installano alla consolle del computer
principale. Che di simili impianti se ne intendano, 
evidente da come dimostrano sicurezza e velocit nell'entrare
nel sistema informatico generale e dall'inequivocabile
operazione conclusiva. Quando i due installano i loro
PC e li connettono con i sistemi informatici di bordo.
Adesso ogni messaggio, ogni informazione che io o Sarah invieremo
dal fondo durante l'esplorazione del Roma, non solo
sar ascoltata e registrata nei nostri impianti di bordo, ma raccolta
anche da "loro". Un'intrusione insopportabile.
Vorrebbe parlarne con Sarah ma la vede presa da un problema
tecnico che riguarda il ROV appena calato in acqua.
Herbert non sembra d'accordo con Juv... Il momento 
delicato, meglio rinviare a pi tardi lo scambio d'idee e di
preoccupazione con i due amici.

08,00 a.m., stesso giorno - Plancia di comando Xntas.
Il sole  gi caldo quando la conturbante Julie - camicetta
stretta e corta e minishort da capogiro -  ospite del
Comandante per la prima colazione.
Ha gradito quanto oggi Sebastian ha servito su un vassoio
per due; poi, escluso il caff e spolpato a colpi di cucchiaio
un sugoso pompelmo, ha preso le redini della conversazione,
forse per impedire al suo ospite di intrattenerla
sulla tecnica delle fasi operative in corso a bordo della nave.
Lo ha gi definitivamente classificato "mortalmente
noioso" e coglie al volo una domanda sulla sua vita a Parigi
per dilungarsi in racconti di piccante mondanit; disinvolta
e allegra sembra aver dimenticato, o comunque
facilmente superato, lo choc per l'uomo cadutole accanto
fulminato, solo mezza giornata prima.
Sorrisi smaglianti e occhiate maliziose l'aiutano a fingere
di gradire la compagnia del "perfetto e galante padrone
di casa... di una magnifica casa galleggiante".
Sia sincero, Comandante chiede con plateale ingenuit
lei ha mai imbarcato una missione in cerca di tesori?
Quelli veri, dove giacciono casse e casse di dobloni
d'oro?
L'interrogativo ferisce Jacques-Remy de la Clevutire,
non gli piace ammettere di mancare d'una esperienza che
ha reso famosi altri cacciatori di navi perdute: No, tesori
non ne ho mai ripescati, ma ho vissuto molte avventure.
Come quella volta, nei Caraibi....

Dalle 08,30 a.m. - Seconda operazione ROV.
Il ROV cala veloce verso il fondo. Sul monitor, installato
al riparo della piccola tettoia sul ponte di poppa, Herbert
e Juv dirigono la sua rotta scambiando continue battute in
un linguaggio tutto tecnico, quasi a monosillabi.
Quando il cavo raggiunge un'estensione di oltre mille
metri, impulsi coordinati con i segnali delle balises sul fondo,
indirizzano il robot verso il relitto. E altri accendono i
suoi fari, mettono in funzione le telecamere.
In sala operativa cominciano ad affluire dati e immagini.
Marco e Sarah, avvisati, s'affrettano ai loro posti davanti
ai monitor.
Le prime immagini offrono la visione confusa di un
fondo fangoso in leggera pendenza. Poi il robot, superata
l'ombra scura di un canyon apparso all'improvviso, s'avvicina
allo scafo del Roma.
Alle spalle dei due, intenti all'osservazione, viene a sedersi
Maxool. Marco non se ne cura, n lo preoccupa in
quel momento di tensione la presenza in sala dei due tecnici
estranei al team e di quanto stiano probabilmente gi
registrando. Si concentra sulle immagini e gli si allarga il
cuore nel notare un miglioramento della visibilit.
A poppa, Juv osserva, a sua volta, con Herbert, quanto
dal fondo giunge al monitor di servizio.
Non mi sembra appaiano ostacoli pericolosi, per ora...
Posizioniamo il ROV sulla verticale del relitto.
Con la visibilit di oggi dovremmo avere un buon
quadro d'insieme...
Il robot punta verso il basso fari e sensori. Nelle sovrastrutture
superiori della corazzata, un'ombra scura indica
la massa del fumaiolo centrale semirovesciato. Poco lontano,
qualcosa di confuso, sembrano resti di postazioni
antiaeree.
Alle spalle di Sarah e di Marco, che si erano dimenticati
della sua presenza, Maxool chiede di spostare il ROV verso
la prua del relitto. Adeguandosi alle regole della sala,
parla sottovoce, ma il tono  duro: Dirigete l'apparecchio
verso il punto d'impatto della bomba che affond il Roma.
Mi interessa osservare il danno provocato.
Sarah distoglie solo per un istante la sua attenzione dai
monitor: Interessa anche noi osservare quel punto. Ma a
dirigere le operazioni sono io, sentito il parere del professor
Arnei. E a stabilire dove debba dirigere il robot, sono
Juv e Herbert. Decidiamo come e dove muovere basandoci
sugli elementi a nostra conoscenza....
Ha alzato quel tanto la voce da distogliere per un istante
i tecnici dalle consolle dei computer.
Nell'ascoltarla, un sorriso affiora tra barba e baffi di
Maxool. Non le risponde e, appena la vede tornare ai suoi
calcoli, tocca una spalla di Marco e gli fa cenno di seguirlo.
Arnei non gli risponderebbe nemmeno se il noioso individuo
non rappresentasse i suoi finanziatori; deve sopportarlo,
lasciargli qualche occasione per credersi importante.
Alzando gli occhi al cielo, si alza dalla poltroncina mormorando:
Solo per un istante....
L'altro l'ha gi preso sottobraccio e lo guida fuori dalla
sala.
Abbia pazienza Maxool, lei deve capire la responsabilit
di Sarah... Cerca di spiegarsi senza perdere la calma: Si
sta operando con un apparecchio da trecentocinquantamila
dollari... potrebbe finire impigliato, andare perduto....
Maxool annuisce e risponde in tono amichevole: Capisco
perfettamente ma lei deve farmi la cortesia di informare
anche la sua irascibile collega di quanto le ho detto
stamane: come rappresentante dei vostri finanziatori io
ho il diritto di chiedere, di essere ascoltato e obbedito...
vedo che lei mi ha capito e la lascio tornare alle sue osservazioni.
Miss Julie  apparsa sul ponte di poppa scortata dal Comandante.
Dalla camicetta affiorano forme che facilmente
possono distrarre tecnici e marinai dall'attenzione continua
alle manovre.
Salve!
Salute a voi...
Non vi state abbrustolendo qui sotto?
Herbert non gira nemmeno lo sguardo,  Juv a rispondere.
S, credo proprio d'essere sul punto di sciogliermi.
Il Comandante, allarga le braccia: Mi spiace, credo di
non poter far nulla per abbassare la temperatura....
In Cina meridionale e lungo la costa della Guyana 
stato peggio. Sopravviver anche allo Xntas!
Fedele al suo ruolo di guida, monsieur Jacques indica a
Julie il monitor e il quadro luminoso dei dati: Quanto lei
vede  una traduzione di numeri in immagini... il nostro
robot invia di laggi i suoi impulsi tramite una fibra ottica,
al momento distesa dalla superficie al relitto per quasi
due chilometri. Gli impulsi, qui a bordo, si trasformano in
numeri e in immagini. Mi segue?....
Pi o meno, per la verit...
Domani, durante l'immersione dei due DR, vedr scene
di tutt'altra definizione. Le telecamere montate sui nostri
minisub registrano e trasmettono immagini perfette!
Come in un telefilm?
Beh, un vecchio professore forse si scandalizzerebbe
ascoltando una simile battuta. Ma non Arnei. Sono certo
che apprezzi molto l'interesse di una giovane donna come
lei alle fatiche di una difficile ricerca. Lei  un'appassionata,
come ci ha confidato il professor...
Maxool, Thomas Maxool.
Inadatte a soddisfare la curiosit di un estraneo, le immagini
virtuali rinviate dal ROV sono pi che sufficienti a calamitare,
ormai da due ore, l'attenzione di Marco e Sarah.
Sino alle 11,30 del terzo giorno di lavoro l'esplorazione si
 svolta senza particolari sorprese, quando: Ehi! esclama
a voce alta Arnei.
Altre voci incredule gli fanno eco violando la consegna
del silenzio.  apparsa sui monitor un'ombra profonda
nella parte centrale del Roma.
Le immagini formatesi negli ultimi minuti sui monitor
sono diverse da quelle sin ora succedutesi; ombre di strutture
contorte, tubature e lamiere divelte, cordoli aggrovigliati
di cavi. Adesso, con i fasci elettronici centrati su un'area
ristretta al centro del relitto, il ROV rivela una profonda
linea di frattura nel corpo del Roma.
E l'inattesa conferma di quanto asserito dai testimoni
dell'affondamento: la corazzata s' divisa in due, pochi
istanti prima di scomparire.
L'ombra dell'irregolare spaccatura apparsa al centro
della nave sembra obbligare Arnei a accettare per buona
quella versione sulla fine del Roma. Evita ogni indugio e
ordina subito: Manovra per avvicinare....
Siamo gi oltre i limiti di sicurezza.
Ripeto: senza perdere il contatto con quanto il ROV sta
inquadrando portatelo pi accosto alla fiancata della nave.
 un rischio...
Sappiamo valutarlo ma dobbiamo vedere meglio.
Eseguo conclude, seccamente la voce di Herbert.
Gli occhi fissi ai monitor seguono la manovra del ROV;
i comandi lo raggiungono lungo le spire del suo cordone
ombelicale, gli ordinano di avvicinare lo squarcio nel corpo
della corazzata.
Cinque metri dal fango dove poggia il Roma annuncia
Juv.
Avvicinalo ancora...
La fiancata dello scafo  una parete d'acciaio immensa,
i sensori ne possono "leggere" solo una minima parte;
sufficiente, per, a confermare la spaccatura.
Portiamo il ROV sino al trincarino e di l sino all'altra
fiancata...
Eseguo, anche se sar difficile Herbert puntualizza
una volta di pi il suo timore nel far avanzare il ROV nel
caos del relitto.
E infatti occorre quasi un'ora per l'operazione. La corazzata
 alta cinquanta metri, larga quaranta.
Quando infine il ROV inquadra la fiancata opposta non
sussistono dubbi: la spaccatura corre da un punto all'altro
del relitto.
Gli occhi di Marco e di Sarah non si staccano dall'ipnotizzante
luce verdastra dei monitor.
La linea di frattura  pi larga al centro...
E non di poco!
Domani con i nostri occhi e i fari voltaici del Tom e del Jerry
forse potr trasformare questo dubbio in certezza.
Vorrei disporre di cento giorni di immersioni, non di quattro...
Vorrei disporre subito e non domani di altre osservazioni.
Voglio nuovi dati, altre immagini... I due tronconi del Roma,
secondo i testimoni dell'affondamento, si separarono nel momento
in cui scomparivano sotto le onde. E adesso sono vicini!
Accostati uno all'altro!...

02,30 p.m., stesso giorno - Nella cabina di Arnei.
Le navi hanno una loro individualit. Era una credenza,
anzi una certezza, per i naviganti d'ogni tempo. Ne erano
convinti i marinai delle gauloi cartaginesi, delle galere veneziane,
dei clipper ottocenteschi, delle portacontainer
giganti.
Dovr arrendermi, considerare valida anche per una corazzata
moderna l'antica superstizione: tutto quanto naviga ha una
sua volont, non solo il veliero dell'olandese volante che solcava
i mari senza equipaggio.
A Marco sdraiato in cuccetta, un'onda lontana porta alla
memoria le note dedicate da Wagner al Fliegende Holldrider, a quella leggenda di mare. Nel dormiveglia in cui sta
fluttuando, note diverse, moderne, si sovrappongono poi
alle classiche. Le riconosce vagamente, componevano il
tema musicale di un film dedicato all'allucinante avventura
di un sommergibile affondato nel '42, riemerso cinquantanni
dopo, per portare in fondo al mare l'unico marinaio
scampato alla morte di tutti gli altri. Un ennesimo
racconto, in chiave moderna dell'antica credenza.
Quella superstizione  sempre attuale, valida? Lo stupido robot
dello Xntas sarebbe complice dei favolieri di ieri e di oggi?
Si presenta come strumento modernissimo, ma vuol farmi credere
all'impossibile. Nel mostrarmi una nave spezzata dalla violenza
dell'uomo che riesce a ricongiungere le due parti separate,
vuole aggiungere, a tante altre, un'ulteriore prova di volont in
un corpo all'apparenza inanimato?
S'alza in piedi, fruga nella borsa stracolma di libri portati
a bordo. Cerca un volumetto con le memorie dell'unico
ufficiale superstite del Roma.
Questo non pu aver mentito, era lucido, non era ferito
alla testa... sfoglia le pagine ...il giovane guardiamarina
Catalano Gonzaga era vicino alla sua nave mentre
s'inabissava...
Torna a sedersi sul bordo del letto.
Trova la pagina e la rilegge. Conosce quasi a memoria
quelle righe.
"Buttatevi a mare! Buttatevi a mare! La nave sta per
capovolgersi, buttatevi!..." L'autore ricorda la voce che
"sembrava rantolo" di un ufficiale ustionato a morte mentre
il trincarino a poppa del Roma ...sul lato di dritta, gi
sciabordava sotto l'acqua di mare. Anch'io unii la mia voce,
chiamai a raccolta i marinai della mia postazione e ordinai
"Buttatevi a poppa estrema! Buttatevi a poppa estrema!".
Mi seguirono, avevo il mio furiere agguantato alla
vita con l'unico braccio sano rimastogli.
Debbo saltare qualche riga di questa pagina, voglio giungere
al punto che m'interessa, rileggere, la testimonianza di chi vide
il Roma spaccarsi in due...
L'estremit della poppa gi si trovava a pelo d'acqua.
Quanta gente senza salvagente! Molti andavano affondando
nell'abisso blu, le loro divise bianche a mano a mano
diventavano punti chiari sempre pi piccoli. Il furiere
ora si agguantava alla mia spalla, io nuotavo sul dorso
per allontanarmi il pi possibile dalla corazzata. L'acqua
era tiepida, il mare quasi calmo.
Marco salta ancora qualche rigo per trovare il punto che
pi gli interessa, ...eravamo riusciti a staccarci quasi un
centinaio di metri dal Roma. Guardai il mio cronometro: le
lancette ferme segnavano le 16,9 minuti e 22 secondi. Lontano,
vedevo zattere di salvataggio gremite all'inverosimile.
Alla mia destra il tenente di vascello Incisa della Rocchetta,
coperto di piaghe sul volto e con le mani arse dal
fuoco, tentava di mantenersi a galla senza salvagente.
Memoria viva, chi scrive ha ancora negli occhi la visione
della nave in agonia, ...il castello corazzato, era inclinato
sulla dritta, ammasso di rottami e ferraglie. Dai resti
del fumaiolo prodiero, spezzato a met, si elevava fumo
denso e nero. Un'onda mi occult la visione della nave e
quando mi abbandon vidi che si stava compiendo l'ultimo
atto della tragedia. Lo scafo ruotava completamente
su se stesso, mentre un centinaio di esseri umani, cercando
disperatamente di risalire sulla chiglia emersa dal mare,
ricadevano all'indietro scivolando sott'acqua. Con un
potente schiaffo sull'acqua, le quattro eliche emersero immobili
e brillarono al sole. I timoni si profilarono neri contro
il cielo...
Ecco, ecco, questo  il punto.
Una spaccatura divise la nave come fosse intervenuta
una gigantesca scure a colpirla al centro. Il Roma fin per
capovolgersi completamente spezzandosi. La poppa
sprofond scivolando con un gorgoglio sommesso. La
prora invece si erse verso il cielo, la vidi per qualche istante
immobile, tanto che ebbi modo di distinguerne perfettamente
il bulbo. Poi, come fosse stata attratta da una forza
titanica, la prora della nostra nave tent di innalzarsi
ancora pi imponente verso il cielo, prima di scomparire
per sempre negli abissi del mare. La massa d'acciaio inghiott
gli uomini che ancora si dibattevano tra eliche e timoni.
Un grido mi usc dal petto: "Viva il Roma! Viva il
Roma!". Dalla prora scomparsa, nacque un'onda che ci
venne incontro alta e spumeggiante, sommergendoci al
suo passaggio. Finimmo sott'acqua, a fatica riemergemmo.
L'orizzonte era sgombro, il mare era tornato calmo.
La Regia Corazzata era scomparsa.
 questa la frase che mi ha colpito: ...come fosse attratta da
una forza titanica. Si pu ricamare a lungo sul senso di quelle
parole. Perch quel testimone ha scritto attratta da una forza?...,
quale forza" gli era venuta a mente nel veder scomparire
il Roma dopo lunghi minuti di angoscia e terrore?
Cerca e non trova una bottiglia d'acqua, ha sete, la gola
secca.
Cerca e invece trova il cellulare, sta per comporre un
numero ma rinuncia, che senso avrebbe chiamare il suo
professore a Pisa e consultarlo a proposito di quanto il
ROV ha rivelato? Per farlo ridere? Fargli supporre che
quanto trasmesso da occhi magnetici di un robot gli ha
tolto l'uso della ragione? Sentirsi ripetere ancora una volta
dal suo vecchio e scettico maestro: Marco, non credere
mai alle immagini virtuali.
Eppure non pu cancellare quanto oggi ha visto, gli  impossibile
non notare la contraddizione tra i dati raccolti dal
multibean e dal sidescan nelle loro prime immersioni: i loro
sonar avevano segnalato, sul fondo, la presenza di una nave
"grande e intera"; non il ritrovamento "di due tronconi".
Un altro strumento, non meno perfetto, scende sullo
stesso relitto e comunica: La nave appare intera, ma il
suo corpo  spezzato.
Perdio, chi sbaglia o mente? Oppure: chi ha ricongiunto i
due tronconi della corazzata?

Dalle 03,30 p.m., stesso giorno - Sullo Xntas e sul Fox.
Sullo sfondo di uno dei ponti superiori dello Xntas,
miss Julie, annoiata dalle "visite guidate a una nave da ricerca"
 riuscita a liberarsi dal suo educato ma ossessivo
cicerone per godere del sole pomeridiano. Una breve sosta
in cabina, per uscirne avvolta in un pareo e sdraiarsi
su un materassino e abbronzarsi, tette al vento. Ha scelto
un punto riparato da due grandi prese d'aria attenta - si
direbbe - a che nessuno la noti; pudore di cui sarebbe lecito
dubitare considerando che il Comandante, uscendo
sull'ala di plancia, non pu non vederla.
Intirizziti dalla bassa temperatura della sala operativa,
Marco, Sarah, Juv, con Herbert e i tre piloti, sono davanti
al monitor con la silhouette del Roma; rivedono quanto
trasmesso dal ROV per trarne le conclusioni per l'immersione
di domani.
Il tuffo a mille metri non li porter a controllare subito
la supposta linea di rottura della nave. Marco, malgrado
sorpresa e dubbi l'abbiano sconvolto, intende procedere
secondo il programma previsto: la raccolta delle immagini
per comporre una fotogrammetria d'insieme del relitto.
Stabilita la scaletta cronologica delle operazioni, Sarah
porta la mano al suo Rolex e fissa i piloti: Sul ponte di
poppa domattina alle quattro. Immersione entro i trenta
minuti successivi.
Scusatemi, amici... Maxool, va incontro al gruppo,
appena uscito dalla sala operativa. Per adeguarsi all'atmosfera
marinara, ha sostituito giacca, cravatta e pantaloni
di grisaglia, con un largo paio di short e una camicia di
Ralph Lauren nuova di zecca.
Si costringe a sorridere: Vorrei sottrarvi per non pi di
un quarto d'ora l'amico Arnei. Desidero parlargli a quattr'occhi,
si tratta di soldi, la faccenda, come immaginate, 
delicata....
Le piccole potenti gru laterali, che stanno calando il
Jerry e il Tom sul ponte per la messa a punto, alzano al cielo
un rumore crescente. Maxool  costretto a ripetere
quanto ha appena detto aggiungendo: ...il vostro capo
non credo vi sia, ora, indispensabile, i lavori in corso mi
sembrano di normale routine....
Prende sottobraccio Arnei e indifferente agli sguardi interrogativi:
Berremo insieme un bicchiere di t ghiacciato.
Dopo pochi passi aggiunge all'invito la proposta di seguirlo
sul motoscafo ormeggiato sottobordo.
Possiamo scambiare queste quattro chiacchiere anche
qui... Marco s' istintivamente allarmato ...sullo Xntas
non manca un posto appartato e una bibita sufficientemente
fredda...
No, Arnei, venga a bordo del mio Fox... replica l'altro,
imperturbabile. Desidero che lei dedichi tutta la sua
attenzione a quanto voglio dirle...
Sul motoscafo siedono nelle comode poltroncine del
ponte coperto. A bordo non si vede nessuno,  lo stesso
Maxool a servire da una caraffa termica, i due bicchieri di
t freddo promesso.
Qui saremo tranquilli. Versa la bevanda, Marco lo
sente per insincero in quella cordialit; avverte qualcosa
di inquietante, ambiguo: Sullo Xntas ogni minuto verrebbe
qualcuno a interrompere il nostro colloquio, per
chiederle qualcosa.
Questo  vero, deve ammettere Marco. Sul Fox non si
ode n una voce n un rumore, l'impianto di condizionamento
 ben regolato. Cerca di tranquillizzarsi, "Esagero
in timori e dubbi..."
No, non sta esagerando. Presto capir cosa intenda il
suo ospite per "colloquio riservato". Maxool in un alternarsi
di toni, alcuni apparentemente amichevoli e altri in
sostanza minacciosi, lo lascia in un primo momento senza
parole. E lo obbliga a una reazione. Certamente da lui
messa in conto, e questo spiega l'invito a seguirlo sul Fox.
Temeva evidentemente un suo gesto plateale, di questo
colloquio solo due devono esserne al corrente.
Quanto lei chiede  assurdo, inaccettabile... esclama,
alterandosi Arnei. Terreo in viso dal momento in cui l'uomo
che ha di fronte ha abbandonato la forma untuosa del
suo frasario.
Arnei questa missione  a totale, completa disposizione
della Fondazione Ross gli ripete a un palmo dal viso.
Ma lo  gi, Maxool. Cosa va farneticando?...
Non mi ha capito: lei deve considerarsi, sia detto senza
offesa, ai miei ordini... senza che nulla cambi in apparenza,
lei dovr eseguire le operazioni che io le chieder.
Sono stato chiaro?
Si sono alzati simultaneamente dalle poltroncine, Marco
ribatte con voce scesa ai limiti dell'udibilit: No, non ho
capito, pretendo che lei si spieghi meglio signor Maxool.
Professore, mi chiami professore, caro collega.
Marco tenta di rispondere senza sarcasmi, n ira: Lei
ricorder che io ho stipulato con la Fondazione, a Londra,
un preciso accordo professionale e scientifico....
Rimettiamoci seduti, Arnei.
A quell'accordo, mi riferisco. Solo a quello... la prego
quindi...
Per cortesia non faccia l'uomo tutto d'un pezzo, non 
il caso. Si accomodi, stia calmo...
Marco torna a sedersi, si sente all'improvviso confuso e
indifeso. Lo stupore lo blocca.
Maxool sostituisce sul tavolino i bicchieri ancora colmi
di t, apre un frigobar, torna con una bottiglia d'acqua.
Lasciamo bevande eccitanti, all'apparenza innocue e
invece... E mi stia a sentire. Versa e beve: So di lei quanto
mi  sufficiente a saperla ottimo studioso, coraggioso in
azione. Ma debole, caro Arnei, molto debole...; il tono
apparentemente amichevole, gi dimenticato, si fa sprezzante:
Ho assunto molte informazioni prima di... reclutarla.
Persone che furono suoi compagni di studi m'hanno
raccontato d'averla sempre considerata un ragazzo deciso
solo in apparenza, in pratica accondiscendente con chi
esternava idee diverse dalle sue. Lei  arrendevole di natura.
 vero?.
La persona che ho davanti  un pazzo. Appena torno a bordo
metter in chiaro la faccenda, telefoner alla Fondazione, chieder
al loro presidente spiegazioni, scuse. ..e che ordini a questo
squilibrato di tornarsene da dov' venuto. Subito...
A cosa pensa, professore? A una lotta che non pu ingaggiare?
E perch dovremmo lottare io e lei? Le chiedo
solo di adeguarsi, durante lo svolgimento delle operazioni
sul Roma a talune mie disposizioni. Importanti ma di
semplice esecuzione...
Le ho gi ricordato quanto  scritto nero su bianco nel
contratto tra me e la Fondazione Ross ribatte Marco.
D'accordo, lei potr svolgere le ricerche che le interessano.
Ma anche un'operazione che interessa noi.
Quale operazione?
La preciser al momento opportuno, e lei dovr eseguirla.
Perdio, mi dica di cosa si tratta.
Lo sapr, ma prima dovr garantirmi la sua collaborazione
e il silenzio assoluto con i suoi collaboratori.
Mi chiede qualcosa d'impossibile... Assurdo, inaccettabile.
Arnei non mi sciorini una sequela d'aggettivi inutili.
Io chiedo una collaborazione, lei esegue un compito per
noi, non illegale, in cambio del paio di milioni di dollari
messi a sua disposizione per la sua ricerca.
Se lei mi chiede di non parlarne, lascia supporre si
tratti di un compito illegale.
Basta cos Arnei. Io le ho fatto una proposta amichevole,
lei non ha motivo di rifiutare.
Invece s. Non accetto ordini alla cieca.  livido: Il
direttore delle ricerche sono io, signor....
Signore? Quanto lei mi costringe a aggiungere  assai
poco signorile, mio caro. E debbo ricorrervi a causa di una
tanto insensata reazione vuota il bicchiere d'acqua in
una sola sorsata: Lei mi obbliga a metterla di fronte a... a
quanto io per primo riconosco una minaccia spregevole.
Non lascia tempo a repliche e sibila: La sua famiglia si
trova sotto stretto controllo di nostre persone fidate, notte
e giorno. Nulla di cui lei debba preoccuparsi, loro non lo
sanno nemmeno... ma sappia che serenit e incolumit
dei suoi cari dipender, da questo momento, dal suo
conformarsi a quanto io disporr. Mi ha capito?.
La pausa  minacciosa quanto le parole che seguono:
Lo ripeto a malincuore ma con chiarezza: lei dovr
eseguire quanto verr da me disposto, pena ritorsioni
dolorose.
Marco continua a fissarlo. Adesso non  solo stupito,
ma stordito.
Vorrebbe reagire, a un individuo simile si dovrebbe
spaccare la faccia; ma un vuoto lo paralizza.
Cosa sto ascoltando? Cosa farnetica quest'individuo?  un
pazzo o un'intelligenza perversa che mira... a che cosa?
Il suo smarrimento  evidente e l'altro ne approfitta per
aggiungere che lui, Marco Arnei, dovr trovare giustificazioni
accettabili in caso i suoi collaboratori si sorprendano
per l'imprevedibilit d'alcune esigenze.
"Quali?" vorrebbe di nuovo chiedere Marco, ma l'altro
lo precede ripetendo: Su quanto la Fondazione disporr
lei dovr tacere con tutti, ma in particolare con la Morasky
e il suo zoppicante aiuto.
Appena risaliti a bordo dello Xntas e mentre Marco sta
ripetendo tra s: Impossibile... impossibile..., incrociano
sul ponte Ha-San.
Professore, si sente male?
Maxool sa come rispondere: Nulla di grave, la colpa 
mia, ho offerto al professore un bicchiere di t troppo
ghiacciato....
Desidera che l'accompagni in infermeria?
No grazie  ancora Maxool a parlare per lui baster
che si sdrai sulla cuccetta, in cabina. Caso mai il dolore allo
stomaco non cessasse, lo affider al mio medico...
Non  nulla... veramente... riesce a aggiungere Arnei.
Il suo sguardo appare a Ha-San non molto diverso da
quello di un cane bastonato.

Dalle 06,30 p.m., stesso giorno - Sullo Xntas.
In sala operativa analizzati gli ultimi dati raccolti dal
robot, Herbert e Sarah concludono l'operazione inserendoli
nelle memorie dei computer. Sul monitor centrale appaiono
immagini delle operazioni in corso a poppa, dove
l'allestimento del Tom e del Jerry  ormai quasi concluso. E
dove tutti ...dovrete essere operativi domattina alle quattro!
ripete Juv ai marinai di servizio. Raccomandazione
inutile, l'equipaggio dello Xntas ha affrontato e compiuto
missioni faticose e difficili, nei climi peggiori, con difficolt
d'ogni genere e sempre a orari impossibili.
Sarah raggiunge Juv a poppa. Si guarda d'attorno.
E Marco? Dov' finito?
Era sceso sul motoscafo a bere una tazza di t su invito
ufficiale del barbuto sale e pepe... dovevano parlare in
privato... probabilmente soldi, non ricordi?
S, due o tre ore fa... non  ancora risalito?
Credevo ti avesse raggiunto ai computer...
Non l'ho visto... dev'essersi chiuso in cabina a scrivere.
O a leggere un giallo...
Figurati! il suo giallo si chiama Roma, unico mistero
che gli interessa al momento... Vado a chiamarlo, la cena
 in anticipo, visti gli orari di domani.
Vengo con te e vediamo in quale attivit si sta impegnando
il nostro professore.
Magari scopriamo che sta schiacciando una siesta fuori
programma...
Non hanno indovinato, n l'uno n l'altro. Sulla porta
della cabina un foglietto attaccato con scotch  laconico:
Lasciatemi riposare. Mal di stomaco!
Anche i lupi del mare a volte crollano esclama Alex
apparso nel corridoio, la massa di capelli rossi a sfiorarne
il soffitto.
Dev'essere una scusa per saltare la cena ridacchia Sarah
...ha promesso a sua moglie di dimagrire di tre chili
in questa missione. Sta per mettere la mano sulla maniglia
della porta, quando una, grande il doppio della sua,
la blocca.
Mi scusi, dottoressa, il dottor Paulis ha ordinato di lasciar
dormire il suo collega. Gli ha somministrato due pillole
contro un tremendo mal di testa... e mi ha affidato
l'incarico del cane da guardia.
Ma io...
Signora, il professore stesso ha chiesto al nostro dottore
di rimetterlo in sesto per domattina. Lui gli ha ordinato
di farsi un lungo sonno...
Il sole scende verso l'orizzonte e illumina, dal basso, un
arco di nubi alto nel cielo. Un fulgore di pochi minuti destinato
a spegnersi in un tramonto interminabile.
La cena  servita informa la voce di Sebastian dall'altoparlante.

03,45 a.m., 4giorno di missione - Sullo Xntas.
Il quarto mensa  rimasto vuoto solo per poche ore. Durante
la breve notte due marinai l'hanno pulito a specchio,
nella luce soffusa rimasta accesa per chi avesse desiderato
ricorrere al grande frigo delle bevande.
Mezz'ora prima della sveglia generale, l'addetto di turno
alla cucina ha riempito i contenitori con caff e latte; e
con acqua bollente per chi desidera il t. Dal forno sono
uscite fumanti ciambelle e pane abbrustolito dai toaster.
Vociare sommesso, tintinnio di tazze e cucchiai si sommano
appena equipaggio e tecnici s'affrettano a consumare
la prima colazione. Mancano solo una decina di minuti
all'inizio delle manovre per l'immersione dei minisub.
Professore? Ti sei rimesso! Meno male!...
Juv, a gran voce, saluta l'ingresso in mensa di Marco.
Guarito, ma con faccia stravolta aggiunge. Cosa hai
bevuto ieri?... Whisky alla varechina?
Marco lo saluta con la mano. Odia dover mentire e si
siede a un altro tavolo per non inventare frottole. Un
istante dopo il pi giovane del gruppo della Fondazione
gli si siede accanto e al suo: Buon giorno, professore la
risposta  poco diversa da un brontolio.
Sembra reduce da un incontro di judo mormora Sarah
osservandolo di sottecchi: Di sicuro deve aver litigato per
telefono con la moglie... il che, come al solito, gli blocca
momentaneamente i centri nevralgici... con te magari riesce
a scherzarci sopra, a cambiar d'umore. Vedi se riesci a
tirargli su il morale. Intanto io vi precedo a poppa....
Marco sta versandosi una seconda dose di caff e Juv,
ignorando la presenza del giovanotto, gli siede accanto:
Con il mal di stomaco questa brodaglia pu farti male.
Non ho mal di stomaco risponde sgarbato e allo stesso
tempo evasivo.
Ieri sera hai digiunato, dovresti buttar gi qualcosa di
solido. Ti vado a prendere due uova?... senti che profumo!
Adesso sento bisogno solo di caff, Juv. Non rompere.
Come credi... sei sicuro di sentirti a posto?
A un segno affermativo, l'amico tenta ancora di scambiare
almeno due parole ma ottiene risposte a monosillabi
con lo sguardo sprofondato nella tazza. Juv rinuncia e aggiunge:
Ti aspettiamo sul ponte....
A Sarah, che sta togliendosi la pesante giacca cerata
prima d'entrare nel minisub, borbotta sottovoce una diagnosi
imbarazzata: Il nostro Marco non mi sembra nelle
condizioni migliori per affrontare la tensione dei mille
metri....
Prima che Sarah gli risponda, Marco li raggiunge. Pallore
del volto e indefinibile espressione dello sguardo
confermano l'impressione di Juv; Sarah si rende conto
d'aver sbagliato nel diagnosticare il solito temporale passeggero
con la moglie.
Perdio, tu continui a non sentirti bene... riesce solo in
parte a non far trapelare il suo allarme.
Non importa Sarah, io vorrei... no, ne parliamo pi
tardi... s'interrompe nel sopraggiungere di Maxool e
della sua ombra.
Allora?
Marco inspira profondamente prima di rispondere, come
per riacquistare calma.
Non  nulla Sarah. Lavora tranquilla, abbiamo i minuti
contati prima di imbarcarci...
Nei momenti che precedono una esplorazione in alta
profondit,  lui a caricare i compagni d'entusiasmo,
adesso sembra un'altra persona; Juv vorrebbe capire meglio
cosa gli abbia preso, ma lo deve lasciare,  il momento
dell'ultimo check dei sistemi operativi nel Tom e nel
Jerry.
Se non  stata una delle solite baruffe telefoniche con la
moglie, si chiede Sarah, deve aver saputo qualcosa di grave.
Una disgrazia? E allora perch tace? Non vuole impensierirla
prima dell'immersione?
Juv torna accanto a loro: Se intendete mantenere il
programma d'immersione, tu e Marco dovete prender posto
subito nei DR. Ci penseremo dopo, vorrebbe aggiungere,
a capire perch il professore abbia la luna storta.
I due sommozzatori sono gi in acqua e voi...
Fissando Marco negli occhi, Sarah interrompe Juv
Aspetta un istante, credo che Marco debba accettare un
mio consiglio, anzi, un mio ordine... Riposare qualche altra
ora, recuperare forze e calma. Sei provato dallo stress
di queste ultime settimane, non stai bene e io al posto tuo,
nel Tom ci piazzo Pierre....
S'attende una reazione, invece l'amico tace.
Solo per oggi, Marco..., gli stringe una mano, gesto
di massima affettuosit, in lei. Cos'hai fatto stanotte?...
Marco tenta un sorriso: Stanotte?... confesso di non
aver dormito. Per l'immersione... s, hai ragione. Mi spiace,
per....
A prevenire un ripensamento, lei s'affretta a interromperlo,
rassicurandolo: Andiamo gi solo per la fotogrammetria,
oggi. Avresti potuto compiere poche osservazioni
su quanto ti interessa.
Mente spudoratamente, e lo sa; il primo incontro con
un "suo relitto", per il professor Arnei  come il primo
amplesso d'un focoso marito con una virginea creatura a
lungo desiderata. In questo momento lei lo sta privando
di un legittimo piacere...
Presto dottoressa, deve imbarcarsi!
Un marinaio la guida sino al Jerry, pronto a accoglierla.
Juv, preso atto di come si  concluso il dialogo, ha comunicato
la decisione presa a Burt, gi seduto al posto di pilotaggio
nel Tom; il posto dell'assente sar preso da Pierre.
Per oggi dovr rinunciare al suo solitario.
Le cupole di plexiglas dei DR sono chiuse, il soffio del
contatto a pressione conferma l'isolamento totale degli
acquanauti.
Maxool osserva la manovra senza mai perdere di vista
Arnei.
Lo avvicina sorridente: Buongiorno, professore... Non
se la sentiva di scendere, oggi? Vuole aiuto dal mio medico?
In borsa, Paulis, ha una farmacia miracolosa....
La risposta  un no appena sussurrato, ma deciso.
I sommozzatori Brinelli e Boden hanno preceduto in acqua
i DR. Lo Xntas ha tutti i fari accesi, ma sottobordo il
mare  nero come la pece. Sulle capsule trasparenti dei
minisub si riflettono, accecanti, le luci mentre i bracci meccanici
li sollevano e spostano verso l'esterno della murata,
per poi calarli lentamente in acqua.
I due sommozzatori li avvicinano e con pochi, precisi gesti,
li sganciano dai cavi. Da questo momento sono liberi.
Trovato l'assetto, iniziano l'immersione.
In pochi istanti scompaiono nel buio.
Accigliato, Marco ha seguito le fasi della manovra accanto
a uno dei fari puntati sullo specchio d'acqua ora
vuoto. Ha un brivido di freddo e torna in cabina.

Dalle 04,40 a.m., stesso giorno - Alta profondit.
Passati dalla notte del cielo alla notte del mare, i minisub
calano verso il relitto, guidati dai bip-bip delle balises
disposte sul fondo. Per economizzare energia hanno le luci
spente e solo due propulsori su sei in funzione.
All'interno delle capsule, gli acquanauti non debbono
intervenire sui sensori nei trenta minuti da trascorrere prima
d'arrivare a mille metri dalla superficie; n, fin che
sar inserita la guida automatica, debbono agire sul joystick,
la barra comando del pilota.
Per ora, a comandare il ferry e il Tom sono solo i segnali
acustici automatici delle balises. I quattro acquanauti
debbono limitarsi a tener d'occhio i pannelli fluorescenti
collegati al funzionamento degli automatismi e tentare di
sistemare al meglio le gambe nell'angusto spazio a disposizione.
Vogliono evitare crampi dolorosi, costante timore
di tutti gli equipaggi di queste perfette ma minuscole
navicelle.
Sul Jerry, Sarah e Christian scambiano battute e informazioni.
La tensione  inevitabile in una prima immersione, la
reciproca conoscenza  da mettere ancora alla prova. Poi
s'allenta, nella certezza delle reciproche professionalit;
Christian ispira fiducia, freddo e sicuro come garantiva la
scheda professionale dell'Infrasub.
La discesa  affidata agli automatismi; il pilota, dopo
un'occhiata: Dottoressa mi scusi... incerto, le pone un
interrogativo sull'assenza del professor Arnei.
Nemmeno io ho capito veramente il perch... vorrebbe
rispondere Sarah, ma si limita a un generico Ieri sera
qualche cosa gli ha bloccato la digestione... deve aver vomitato
l'anima sua...
Se non conoscessi le idee di Marco a proposito di droghe,
aggiunge tra s, s' impastigliato e ha esagerato.
Un genere di malessere tanto forte quanto breve, per
fortuna. Lo ritroveremo in forma, appena di ritorno in superficie.
E prevedo di rivederlo incazzato al massimo
conclude, rivolta a s stessa: ...non mi perdoner d'aver
perso il primo incontro con l'oggetto dei suoi desideri.
Relitto a... minuti undici e trenta secondi da noi gracchia
dal transponder la voce di Burt: Arrivo sul fondo fra
due minuti.
Posizione?
Centotrenta metri dalla poppa.
I piloti sfiorano i contatti della consolle, escludono gli
automatismi, mettono in funzione i propulsori, accendono
le lampade di navigazione. Lasciano spenti per ora i
fari voltaici, la loro potenza succhia tali quantit d'energia
da suggerirne l'uso con parsimonia.
Il DR pilotato da Christian e il DR pilotato da Burt
seguono le ondulazioni del fondo: Inclinato di circa 15 gradi
comunica Sarah in superficie ...segnato da profonde
fessure.
Nel raggio di luce la materia incolore, fangosa, appare
disseminata d'ogni genere d'oggetti. Sono in numero crescente,
a mano a mano che diminuisce la distanza dal relitto.
La classica scia d'un naufragio... commenta Burt che
ne ha viste altre, nelle sue immersioni. Durante l'inabissamento,
se un relitto ruota su se stesso, perde quanto non 
fissato ai ponti, o non sia stato divelto da una tempesta o
dalle ferite di una battaglia. Per il Roma la causa furono le
bombe dell'aereo tedesco e lo scoppio delle gigantesche
turbine.
Come accartocciato nel fango, emerge dal buio un ammasso
arrugginito, di dimensioni superiori ai minisub. Il
faro del jerry lo centra, il Tom l'avvicina.
Pierre nota l'unico elemento non contorto e arrugginito
di quell'insieme di ferraglia: pale di lega d'alluminio dopo
pi di mezzo secolo ancora lucenti, nel raggio di luce
che lo inquadra.
Resti d'un velivolo!
Sembra un idrovolante.
 un biplano precisa Burt.
Una voce riverberata, al punto da non essere chiaramente
riconoscibile, gracchia dal transponder:  probabilmente
il RO 44, l'aereo ricognitore piazzato sulla catapulta
di poppa della corazzata. Un'altra aggiunge: Era
imbarcato al posto d'un aereo da caccia. Sono voci lontane,
dalla sala operativa sullo Xntas.
Se quel giorno la "Squadra Grandi Unit da Battaglia"
avesse avuto a bordo gli aerei da combattimento di loro
dotazione, i veloci RE 2000, l'attacco dei bombardieri tedeschi
sarebbe stato forse respinto o comunque molto disturbato.
Sarah ricorda in proposito le congetture di Arnei
e del suo maestro di Pisa sul perch i caccia destinati alla
catapulta della squadra navale, due per il Roma, due per il
Vittorio Veneto, uno per l'Italia, fossero rimasti a terra proprio
nel massimo pericolo.
Pensieri e riflessioni di pochi istanti, mentre i DR, abbandonata
la carcassa dell'idrovolante, riprendono a
muoversi.
I riflettori continuano a illuminare semisepolti dal fango,
tubi contorti, spezzoni di cavi; improbabili visioni di
scarpe, un elmo, un ammasso di gambali. Ancora oltre
emergono dal fondo forme impossibili da riconoscere.
Quello sembrerebbe il condotto di gomma d'una pompa
mormora Christian, osservando un lungo oggetto tubolare;
il Jerry lo ha avvicinato al massimo.
 d'acciaio, invece.
Anche se deformata, la voce di Burt trasmette la sorpresa:
 la canna d'una mitragliera pesante... Solo una fonte
di calore elevatissima pu averla ridotta cos....
Il Jerry muove lentamente attorno al reperto, mentre il
Tom mantiene fisso il suo raggio di luce.
Ancora una voce, dalla superficie: Interessante quanto
state osservando. Dottoressa Morasky, la prego di raccoglierne
un'immagine ravvicinata....
 Maxool, impossibile non riconoscere il suo accento
malgrado la deformazione della trasmissione. Al solo
udirlo Sarah ha un gesto di fastidio; e poich tace, per lei
risponde il pilota con un laconico Ricevuto.

Dalle 05,30 a.m., stesso giorno - Attorno al relitto del Roma.
Il Jerry e il Tom, seguendo "la scia del naufragio", avanzano
lentamente verso la poppa del gigante sommerso.
Sarah ha chiesto a Burt e a Pierre di sintonizzare sui segnali
delle balises gli apparati di fotogrammetria, per riferire
ogni immagine registrata a un punto preciso del relitto;
operazione indispensabile per ricomporre poi, in
superficie, un "ritratto" d'insieme della nave; base d'ogni
ricerca d'archeologia subacquea, ne sia oggetto una nave
antica o moderna, una canoa lacustre della preistoria o un
mostro d'acciaio come il Roma.
Quando davanti ai minisub s'erge una parete ricurva alta
pi di venti metri, la zona di poppa della corazzata, 
giunto il momento di utilizzare i fari voltaici. S'accendono
quando un condensatore emette una potente scarica elettrica,
attivando un arco di energia dal quale s'emana una
violenta luce a spettro solare. La migliore per vincere il filtro
denso e opaco dell'acqua. All'ordine di Sarah, i voltaici
s'accendono, nel mare attorno al Tom e al Jerry, sembra si
faccia giorno. Eppure sulla parete ricurva della poppa, i
due fasci di luce abbagliante ottengono un misero risultato
in rapporto a quanto gli acquanauti hanno di fronte.
Come se puntassimo una torcia sulla facciata di Notre
Dame in una notte senza luna... commenta Pierre nel
transponder.
Nelle zone che via via illuminano, i voltaici mettono in
risalto incrostazioni rugginose lungo la fiancata, colate come
cera lungo una candela. Le producono i ferrobatteri, fenomeno
che tutti gli acquanauti conoscono; i relitti metallici,
in alta profondit, si ricoprono di incrostazioni prodotte
da microrganismi batterici, nutriti da un processo chimico
che trasforma le molecole di ferro in fonte energetica.
Qui hanno avuto di che banchettare! commenta uno
dei quattro, nel transponder.
Jerry e Tom muovono in verticale lungo le lamiere della
fiancata come due elicotteri lungo la parete rocciosa di
una montagna. Durante la risalita, la visione muta da nera
a totalmente rossastra, le colate prodotte dalla digestione
dei ferrobatteri sono tanto fitte da ricoprire interamente la
fiancata.
Quanta merda!... commenta Christian all'infittirsi
della produzione intestinale dei divoratori di ferro, si diverte
nell'immaginare il trasalimento del compunto Herbert
mentre ascolta la battuta rimbalzata dall'abisso.
Superata l'altezza del trincarino, i DR s'affacciano alla
tolda del Roma. Regolandosi sulle coordinate trasmesse
dalle balises, di qui muoveranno andando da poppa a
prua della corazzata.
Prendere quota!... Sarah usa spesso il linguaggio degli
elicotteristi, con gli acquanauti hanno in comune la possibilit
di muovere non solo avanti e indietro, a destra e a sinistra;
ma anche in linea retta verso l'alto e verso il basso.
Portando i DR sulla verticale della corazzata, dalle cabine
trasparenti dei DR la visione su centottanta gradi si fa
imponente e drammatica, per quanto di contorto, spezzato,
fuso, s'accumula. E compone un grandioso, emozionante
spettacolo di morte.
Sul ponte di poppa del Roma, oltre la vuota catapulta di
lancio dell'aereo, non appare la grande casamatta corazzata
mobile dalla quale puntavano verso il mare i 381, tre
cannoni in grado di sparare proiettili da ottocento chili a
quarantadue chilometri di distanza. La loro postazione,
poggiata sulla "barbetta", struttura cilindrica alta tre metri,
era in grado di girare su se stessa come le altre due, a
prua, cos da puntare le bocche da fuoco in ogni direzione.
La mobilit era consentita dal perno mobile sul quale
ogni casamatta dei 381 poggiava (come quello che sostiene
una giostra, fatte le debite differenze).
Quando il troncone del Roma affond e si rovesci, nulla
trattenne la casamatta di poppa. Il suo perno si sfil dal
cilindro della "barbetta", si stacc dalla nave e sprofond
con i suoi cannoni separatamente da lei.
Cos  apparso anche il Bismarck al robot esploratore
giunto sul fondo del Mare del Nord per studiare il relitto
ricorda Burt. Se si ribalta, una corazzata perde tutte le
postazioni girevoli...
Si sfilano dal loro alloggiamento come un budino esce
dal suo stampo, se lo rovesci. Irriverente il paragone di
Pierre, ma non manca d'efficacia.
Ritengo che la casamatta dei 381 di poppa, staccatasi
dal Roma, giaccia nel fango, probabilmente non lontana
dal relitto comunica Sarah alla superficie noi qui vediamo
il grande cilindro della "barbetta" vuoto...
E cos'altro ancora?  la voce di Marco, questa. Sarah
se ne rallegra, evidentemente s' rimesso dal momentaneo
malessere. Finge di non notarlo e completa la descrizione:
Sulla tolda, s'accatastano il grande gabbione del
radiotelemetro e il telaio metallico che sosteneva la centrale
di tiro antiaereo....
Giunti al centro del relitto, gli acquanauti hanno la conferma
dei rilevamenti eseguiti il giorno prima dal ROV.
Immagini virtuali quelle, reali queste, la realt  la stessa:
il Roma  spezzato in due.
Nelle settimane impiegate per gli studi preparatori della
missione, Sarah vide nelle mani di Marco la foto scattata
mentre il Roma colava a picco, un troncone la poppa, un
troncone la prua. Nessuno mai rivendic una paternit di
quello scatto, le disse Marco; un dato che, sommato alla
scarsa qualit tecnica dell'immagine fece dubitare gli storici
della sua autenticit. Ma adesso ci si deve ricredere:
non fu un fotomontaggio.
I DR ruotano sulla linea di rottura, uno dopo l'altro, e
gli acquanauti confermano: la nave  spezzata anche se i
due tronconi accostati la fanno apparire intera. Marco
ascolta, gli occhi ipnotizzati sulle immagini trasmesse dai
minisub.
Il Roma s' ricomposto sul fondo, dopo essersi spezzato
in superficie. Ormai su questo lui non pu lasciarsi prendere
da altri dubbi. Non finisce di ripeterlo e gi si ripropone
il pensiero assurdo d'una forza sovrannaturale capace
di rovesciare e poi raddrizzare mezza corazzata...
Un dio capriccioso ha diretto la caduta della zona di poppa
del Roma in maniera da depositarla sul fondo accanto alla parte
di prora...
No, no e poi no. Amo la mitologia, ma come fiaba, io non studio
fenomeni paranormali, rifiuto ipotesi inaccettabili. Sar necessario
approfondire le ricerche, trovare una precisa causa fisica (una
dinamica dovuta alla forma di quello scafo? Oppure un
magnetismo tra le parti dovuto, chiss, al suo arroventarsi? Oppure, pi
semplicemente, alla forza di una impetuosa corrente sottomarina?).
Sar difficile, forse impossibile proporre una spiegazione
attendibile. Ma occorre tentare, solo in un'analisi razionale, e
sommando e confrontando dati e ipotesi giungeremo a spiegarci
come possano trovarsi vicini i due tronconi di questa nave...

Dalle 06,30 a.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Sul monitor maggiore, davanti agli occhi e nella sfibrante
attenzione di Marco, Herbert e Juv, i led lampeggianti
segnalano la posizione del Jerry e del Tom nel relitto,
sovrapponendosi all'immobile sagoma virtuale del Roma.
Muovono sulla sagoma e Marco segue in tempo reale la
perlustrazione in corso; da quando la voce lontana di Sarah
gli ha confermato l'esistenza della "linea di rottura" al
centro della corazzata deve accettare come possibile l'evento
"impossibile". Adesso gli si  presentato con nuova
e definitiva evidenza.
Mi chiedo chi mai potr prendere sul serio l'ipotesi di una nave
che s'inabissa spezzata in due ma si ricompone dopo il
naufragio... chi mai mi creder, se non potr esibire la documentazione,
delle immagini raccolte dai nostri apparati. Se non troveremo la giustificazione
fisica dell'evento, nemmeno la prova delle nostre registrazioni
potrebbe risultare sufficiente. Difficile render accettabile
una relazione nella quale si sostenga che le ventitremila e
cinquecento tonnellate d'acciaio di mezza corazzata, si sono posate
sul fondo accostandosi alle ventitremila e cinquecento dell'altra
met...
Per completare il programma di fotogrammetria, i minisub
dovranno continuare a muoversi lentamente lungo
l'asse del Roma. Senza variare rotta, come fossero su rotaie.
A parte il non trascurabile dato della profondit in
cui operano, la fotogrammetria d'un relitto  compito di
normale routine. Arnei lo sa bene, ma questo non  un
vantaggio, per lui; mollata la tensione con cui mentalmente
seguiva gli equipaggi, il restare solo con se stesso lo ha
riportato in un primo momento all'enigma del congiungimento.
Poi, appena entra in sala Maxool, riaffiora in lui la
rabbia per l'aggressione subita... S, aggressione. Questa
 l'unica parola esatta.
Lo sguardo dai monitor scende alle sue mani, sono contratte,
ne vede le nocche bianche.
Sa di essere solo. Sente gli amici lontani e non solo per i
mille metri di distanza con il fondo, ma per la minaccia di
una ritorsione sulla sua famiglia, se parler.
Sono obbligato a confrontarmi con un ignobile ricatto e non
so nemmeno il perch. Debbo affrontare uno spazio buio, ancor
pi impenetrabile di quello da vincere in alta profondit... quali
sono i motivi della minaccia? quali le vere intenzioni degli intrusi?
Non sono io in pericolo, ma Simona e i ragazzi... debbo
reagire senza provocare quel Maxool...
Esce dalla sala operativa. Il ponte  illuminato dal sole
appena sorto dal mare, l'umidit della notte non  del tutto
scomparsa. Una voce lo sorprende. Intabarrato in una elegante
cerata, Maxool gli  accanto; la luce rossastra del mattino
riflessa nei suoi occhi rende il suo sguardo luciferino.
Perch non viene a bersi un caff bollente?...
Marco non risponde, deve riassorbire l'impulso di reagire
aggressivamente. Spiazzato, cerca ma non trova una
risposta adeguata.
Mi creda, Arnei, non si nasconde nessun scopo illecito
nella nostra azione...
Dovrei rispondere con una risata. Nessuno scopo illecito nella
sua azione? E la minaccia sulla mia famiglia, cos'? Uno scherzo?
I miei ragazzi non disturbano nessuno nella sua villa,
si comportano con discrezione.
Me ne rallegro. La spudoratezza di quell'uomo non
ha limiti.
Vede, Arnei, vorrei farle capire il mio incarico, io debbo
contribuire efficacemente allo sviluppo della nostra
Fondazione...
Ovvero?
Apparire, l'ho gi detto, protagonisti di quest'impresa
non solo passivi finanziatori disposti a versare due milioni
di dollari a un semisconosciuto professore...
La ringrazio per il complimento.
Non sia suscettibile, ammetter di non essere Einstein o
Marconi... D'altra parte nemmeno noi, come Fondazione,
abbiamo il nome d'una Rockfeller o d'una Rothschild... e
dobbiamo quindi trovare il modo per affermarci... e lei ha
lo stesso scopo se non sbaglio.
Non per niente abbiamo infatti previsto di lavorare assieme:
il nostro accordo ha perso di significato?
A noi interessa in misura maggiore di quanto i miei dirigenti
possono averle fatto capire. Dal clamore che si lever
all'annuncio di quanto si scoprir sul fondo noi vogliamo
trarre tutti i vantaggi possibili da farci conoscere...
Ne abbiamo bisogno, noi siamo un "nome nuovo" nel
campo della ricerca...
Marco lo ascolta, cerca di calmarsi, di leggere tra le parole
una possibile verit.
Noi miriamo a vincere un grande premio internazionale,
se questa ricerca si concluder positivamente.
Non mi risulta esista qualcosa di veramente importante
per la ricerca sottomarina.
Se noi faremo in modo che venga bandito e abbia tali
nomi e tali premi da far impallidire il Nobel...
Un progetto da megalomani, se me lo concede.
No, un progetto attuabile da chi dispone di fondi illimitati
e di validi appoggi politici internazionali... insomma
a chi si sa muovere, a chi ha buone pedine finanziarie
e politiche...
E voi le avete, evidentemente!
S, ne abbiamo e molte, da utilizzare al massimo.
Quanto noi desideriamo, intendiamo ottenerlo senza
guardar in faccia a nessuno. Se lo ricordi, anche se pu dispiacerle...
Non solo a me...
Gi, potrebbe mandare su tutte le furie anche quella
strega ebrea che lavora per lei...
Marco ha uno scatto, alza un braccio, ma pi veloce  il
guardiaspalle Alex. Sopraggiunto, lo blocca.
Stia calmo professore, la mia  stata solo una battuta
infelice, voleva essere invece solo scherzosa.
Alex molla la presa e Marco senza una parola s'allontana
dai due a gran passi.
Professore, non se la prenda... Non la chiamer pi
"strega", lo prometto... Maxool lo insegue, quasi gridando,
...ma lei deve ammettere che graziosa non !

Dalle 08,30, stesso giorno - Continua l'immersione.
A fari accesi i DR continuano la registrazione delle immagini
"in continuo", indispensabili per montare la fotogrammetria.
Superato un fumaiolo ancora intatto e l'altro
semirovesciato, hanno continuato verso prua e raggiunto
il castello corazzato, alta struttura che racchiudeva "il cervello
operativo" della corazzata Roma, le stazioni di comunicazione,
i centri telemetrici per le artiglierie, il primo
modello di radar. L era la plancia di comando dell'ammiraglio
Bergamini e di tutto lo Stato Maggiore.
La corazza d'acciaio di 268 millimetri non ha salvato
l'orgogliosa torre. Agli acquanauti appare inclinata, nera
come la pece.
Tutto bruciato, fuso.
Come una torcia...
Sarah ricorda la relazione di Arnei, l dove riportava le
dichiarazioni di chi, dalle navi vicine, all'esplosione della
superbomba, vide obl e feritoie della torre illuminarsi
come se all'interno si fossero accese le folgoranti luci d'una
festa. E subito dopo diventare rossa, accecante, per
l'arroventarsi dell'acciaio.
Alla base del castello corazzato, i fari voltaici centrano il
punto ove il Roma incass il colpo mortale. Gli occhi attoniti
degli acquanauti non vedono lo squarcio di una bomba, ma
qualcosa di diverso.  vuota, l'area dove dovrebbe trovarsi
la postazione d'artiglieria pesante della corazzata, la casamatta
sopraelevata numero 2, armata come le altre di tre
cannoni da 381 millimetri; vuota non perch la nave, rovesciandosi,
l'abbia persa in mare, analogamente a quanto accaduto
a poppa. Ma per esser stata scaraventata per aria da
un'esplosione di potenza micidiale.
Ognuno commenta e stupisce: Una casamatta scagliata
tutt'intera in cielo, malgrado pesasse un migliaio di
tonnellate o forse anche di pi....
Terrificante mormora Burt, impressionato bench di
spettacoli di distruzione ne abbia visti molti, in altre
missioni.
I DR, insetti minuscoli su un enorme corpo immoto si
librano ai margini di una voragine decomposta, una sorta
di bocca, dalle labbra di metallo fuso. Poi si alzano, superano
l'altra casamatta dei 381, la numero uno, intatta. Le
sue proporzioni aiutano a immaginare grandezza e peso
della gemella scagliata in aria e disintegrata.
Avanziamo sino alla prua, restando a un'altezza di dieci
metri dal ponte.
Sotto di loro la coperta  perfettamente conservata, per
tutta la sua lunghezza corrono lunghe lamelle di teak intercalate
dai "comenti", gli interstizi di mastice rimasti bianchi
anche dopo tanti anni, e questo stupisce gli acquanauti
quando illuminano il ponte con i fari. Restano alle loro spalle
le tre canne dei pezzi di grosso calibro, puntate vanamente
dagli artiglieri e dai loro ufficiali verso un nemico in mare
mai apparso nell'orizzonte attorno alla corazzata.
Condannati a morire  la voce di Pierre senza aver
potuto sparare un sol colpo... una beffa.
Quando i DR sono sul fondo da quattro ore e trenta minuti,
Sarah si rivolge ai due piloti: Appena conclusa la fotogrammetria
anche della zona di prua si spengono i fari
voltaici, prendiamo quota e torniamo verso la superficie.
Le fa eco Burt. Tempo esatto, dottoressa?
S, l'ora stimata per l'emersione... un attimo d'esitazione
nel rapportare il piano di lavoro che ha tra le mani e
i dati del computer ...alle undici e zero sette. Un'ora e
trenta minuti da questo momento.
Avete preso nota, in superficie?
Roger, ascolto regolare.
I DR muovono e fotografano la prua del Roma.  interminabile,
nella sua estensione, e stranamente vuota. Manca
l'ammasso di rottami d'ogni genere accumulati nella
zona di poppa e in quella centrale. A trenta metri dal tagliamare
appaiono, ancora al loro posto, le lunghe catene
delle ncore, distese nel loro alloggio (...offrendoci ulteriore
prova che la parte anteriore del Roma cal dalla superficie
al fondo senza rovesciarsi e poi raddrizzarsi, come
 accaduto alla parte di poppa annota Sarah).
Spegnere i voltaici, prepariamoci a risalire. E l'ordine
di fine missione, la fotogrammetria  completa.
Christian sorride... O.k., dottoressa. Confesso un certo
appetito...
Quando si riceve un ordine si risponde "Roger", giovinetto!
brontola dal transponder il vecchio Burt; parole
che avrebbero di certo innescato uno scambio di battute,
se non si fosse presentata ai quattro acquanauti una sorpresa
da ammutolirli.
Gli occhi di chi lavora in profondit si riabituano all'oscurit
totale solo dopo qualche minuto dallo spegnimento
dei fari; e dipende da individuo a individuo, perch la
percezione visiva dei vari soggetti reagisce diversamente
quando dalla luce violenta, si passa al buio totale.
Ai quattro occorrono quindi tempi diversi (in secondi,
ovviamente) prima di rendersi conto che il buio che dovrebbe
avvolgerli non  totale.
Ragazzi, ho un'allucinazione! esclama Christian.
Anch'io.  un effetto di persistenza, nella retina...
No,  qualcosa di diverso, se tutti e quattro stiamo
osservando lo stesso soggetto e ne ricaviamo la stessa
impressione....
Dal Jerry al Tom e dal Tom al Jerry le voci s'accavallano.
Gli acquanauti hanno gli occhi fissi al Roma e non credono
a loro stessi. Le sovrastrutture, non pi illuminate, dovrebbero
essere scomparse alla loro vista; sono, invece,
vagamente visibili. Paiono luminose.
Vengono spente anche le deboli luci della consolle di
comando, il fenomeno si conferma: nel nero assoluto della
eterna notte dell'alto fondo, la massa della corazzata appare
come un pallido, verdastro fantasma.

11,50 a.m., stesso giorno - Quarto mensa.
 solo una vostra suggestione commentano Arnei,
Herbert e Juv, quando i quattro reduci dall'immersione riferiscono
all'unisono la visione. Assetati vuotano le bottiglie
d'Evian sulle quali si sono gettati appena usciti dalla
prigionia delle capsule.
Verso chi insiste, Marco reagisce seccato, quasi si sentisse
preso in giro.
Oppure si rivolge a Sarah vuoi far pesare con una
notizia sensazionale la mia assenza dall'immersione?
Non uscirtene con ipotesi assurde... Potrei offendermi.
Nella disputa verbale s'intromette Maxool dopo averli
ascoltati con attenzione: Se questo fenomeno fosse
reale....
Non pu esserlo... un relitto pu essere visibile e fluorescente
solo negli effetti speciali dei film di Spielberg...
Io non vado mai al cinema, la mia vista  ancora buona
Burt si  intestardito: Quanto abbiamo osservato non
era uno spot per promuovere un film di fantascienza. Come
non lo era la linea di sutura tra le due parti di questa
nave... con caratteristiche a dir poco singolari.
Il "carattere" di una nave? Alla battuta riemergono in
Marco le suggestioni irrazionali e il disagio torna a
confonderlo.
Juv, intanto, cerca di smussare l'irritazione di Sarah.
Sei la persona meno influenzabile che io conosca, se
dici "ho visto" debbo crederti: la potenza dei nuovi fari
potrebbe aver provocato... non so, una sorta di riflesso
sulla retina, di conseguenza... Comunque vedremo le registrazioni...
Sarah, si stringe nelle spalle: Non ne parlo pi, per
ora. Il mio amato professore domani s'immerger con noi
se guarir dal maldipancia. E constater con i suoi occhi.
Volge le spalle al gruppo: Vado a farmi una doccia....
Maxool  rimasto accanto a Arnei. Ho studiato anch'io
i documenti sulla fine del Roma e, ascoltando la discussione
sulla supposta luminescenza, credo non si debba dimenticare
cosa accadde allo scoppio della seconda bomba,
quella di grande potenza. Tutto lo scafo si surriscald
al massimo.... I superstiti risultarono a tal punto ustionati
da morire in gran numero.
S, era una massa d'acciaio rovente quando col a picco...
deve convenire Arnei; ma da questo a spiegarne la
fantomatica luminescenza...

03,15 p.m., stesso giorno - Sala operativa.
Concludendo, la fotogrammetria mette in evidenza la
mancanza della casamatta trinata di poppa, uscita dalla
sua sede quando lo scafo s' rovesciato. E conferma la
mancanza della casamatta n. 2, a prua, distrutta dall'esplosione
seguita all'attacco aereo... Quanto alla luminescenza,
non se ne vede traccia nelle registrazioni... Il fenomeno
 troppo debole...
Battute finali della breve relazione di Sarah; poi nel dichiarare
chiusa la riunione, invita i tecnici ad apportare alcune
modifiche all'immagine del Roma sulla schermata
del monitor centrale: Considerato quanto sulla corazzata
non esiste pi o  fortemente danneggiato, cancellate l'aereo
che giace nel fango. Cancellate la casamatta numero 3,
togliete il gabbione del radiotelemetro, la centrale di tiro
antiaereo. L ov'era la casamatta 2, disegnate la voragine
creata dallo scoppio che ha causato la fine della nave e
indicate con inclinazione di almeno quindici gradi il castello
corazzato del ponte di comando.
 pi pendente della torre di Pisa! esclama Herbert.
Ci tiene a far capire che l'Italia la conosce bene.
Sarah s'aspetta dal "suo professore" qualche domanda
ma poich Marco non apre bocca, le  facile dedurre che i
pensieri dell'amico sono altrove. Se ne preoccupa, continua
a non capire; a non riuscire a immaginare cosa gli
passi per la testa. Marco  in effetti chiuso a riccio, in se
stesso; sta arrovellandosi nel cercare un momento in cui
sia lasciato solo, e gli sia possibile mettere l'amica al corrente
della sgradevole novit, sull'atteggiamento di
Maxool e le pretese della Fondazione.
Debbo assolutamente parlarle, debbo riuscire a restar solo con
lei senza che queste teste di cazzo se ne accorgano.
Sarah si chiede se l'atteggiamento di Marco non nasca da
un malinteso, probabilmente s' offeso per l'invito troppo
perentorio a non partecipare alla prima immersione.
Con Maxool seduto accanto deve rimandare il faccia a
faccia a pi tardi. Intanto cerca senza trovarla una battuta
scherzosa; se provocato, Marco potrebbe sputare il rospo
e sfogarsi, e tanto meglio se ne nascesse una litigata chiarificatrice,
fra loro non ne sono mancate, per finire sempre
con un abbraccio.
Juv rimugina sulle asserzioni dei colleghi, la favola di
uno spettacolo son et lumire mille metri sott'acqua... ne
vorrebbe parlare con Arnei ma anche lui si trova tra le scatole
questo intruso con la barba, dai modi cortesi, ma dal
comportamento invadente. Troppo invadente.
La riflessione ne suggerisce un'altra e un'altra ancora, e
s'accorge anche lui che quanto ieri era un dubbio, oggi
sembra certezza: quel Maxool sta piazzando i suoi uomini
nei posti chiave della nave. L'impressione a fior di pelle
trova conferma poco dopo, quando gli altoparlanti annunciano
una riunione con tutti, convocata ...a nome dei
dirigenti della Fondazione Ross....
Dieci minuti dopo, Maxool accoglie personale di bordo
e gruppo di ricerca con un sommesso: Scusate se questo
vi reca disturbo... Solo due parole tra amici....
Come rappresentante della Fondazione invita il Comandante,
perplesso da quella convocazione, a accomodarsi
tra lui e Arnei. In sala i presenti sono incuriositi, alcuni,
come Juv, diffidenti.
Voi sapete quanto lo studio sulla corazzata Roma affrontato
dal mio collega Arnei sia di grande importanza.
Lo  per lui, per la scienza, ma anche per la nostra Fondazione.
Noi riponiamo molte ambizioni nella ricerca,  un
campo con un grande futuro, oggi. E proprio in questo
settore, noi, come istituzione nuova, cerchiamo un'affermazione
di prestigio... abbassa la voce, come cercando
complicit. Noi miriamo all'attribuzione di un grande
premio internazionale.
Alcuni sguardi s'incrociano sorpresi. (Quanto si vince?
chiede sottovoce un marinaio a Julie, che si stringe
nelle spalle.)
Se riusciremo a ottenere un importante risultato nel
settore tutto nuovo della ricerca storico-archeologica sottomarina,
la nostra ambizione potr essere premiata... E il
mondo intero parler della Fondazione Ross che ha consentito
una coraggiosa e costosa analisi per squarciare i
veli di mistero che si nascondono nelle profondit di questo
mare. Per la controversa verit sulla corazzata Roma,
noi abbiamo finanziato il professor Arnei con due milioni
di dollari, perch crediamo nella ricaduta positiva di un
successo in questo campo e quanto ci porter come prestigio
nel mondo scientifico. Allarga le braccia e aggiunge,
senza cambiare espressione n tono: Data l'importanza e
la novit della missione, debbo chiedervi un sacrificio.
Non grande, ma certamente fastidioso....
Gli sguardi da annoiati si fanno preoccupati; il tono ampolloso
della lunga premessa fa istintivamente presagire
...qualche solenne rottura di scatole, mormora qualcuno
a chi gli siede vicino.
Sino alla fine della ricerca assumo con il professor
Marco Arnei, e in pieno accordo con lui, la direzione dell'Impresa
in corso. Lasciando, ovviamente, agli esperti l'esecuzione
delle operazioni secondo le disposizioni della
dottoressa Sarah Morasky...
L'interessata cerca con lo sguardo, e non trova, quello
di Marco; lo scambia allora con Juv, trovandolo non meno
perplesso del suo.
Da questo momento desidero silenzio assoluto dallo
Xntas Maxool ha ripreso dopo una pausa ben calibrata.
Intendo dire: nessuna notizia deve trapelare sulla ricerca
in corso. Niente messaggi e-mail con i vostri PC e telefonate
dai vostri cellulari. Sono costretto a ritirarli, momentaneamente...
un cellulare potrebbe essere clonato all'insaputa
del titolare...
Batte sul tempo la reazione dei presenti: Il perch di
questa mia richiesta  da riferire a quanto ho appena premesso,
l'importanza di concludere questa missione sorprendendo
tutti. Al momento, tecniche impiegate e primi
risultati raccolti potrebbero far gola a molti. Sappiamo
con certezza d'esser spiati da ricercatori concorrenti....
Il Comandante sta per aprir bocca, ma ancora una volta
Maxool non si lascia sorprendere: Ovviamente, Comandante,
lei potr fare tutte le comunicazioni di servizio che
desidera... Quanto agli altri, il telefono di bordo resta a
disposizione per comunicazioni personali urgenti. Ma a
voi, specialmente a voi dello staff scientifico, rivolgo l'invito
alla massima riservatezza, qualcuno potrebbe in buona
fede fornire anticipazioni di notizie....
Una voce, quasi ridendo: A chi pu importare una notizia
su una vecchia nave da guerra?. E un'altra: Allora
 vero! State cercando un carico d'oro?....
No, non  vero. Ma ogni ricerca che raggiunga un risultato
vale oro per i suoi risvolti economici, pur indiretti...
Arnei continua a giocherellare con la matita trovata sul
tavolo. Non alza la testa quando viene nominato.
Ho chiesto lo stesso sacrificio anche al professor Arnei...
un fastidio di soli tre, quattro giorni. La vostra
professionalit mi consente di contare su una rapida conclusione
di questo lavoro.
Maxool, percepisce nei presenti una reazione di fastidio
e aggiunge: Ci sar una consistente gratifica per questa
collaborazione, un compenso personale extra vi verr
consegnato da Alex a fine missione nel restituirvi i vostri
cellulari e i vostri PC. I miei assistenti ora li raccoglieranno,
e li terranno in consegna ride cos non sarete indotti
in tentazione....
Senza ammainare il sorriso si rivolge a Sarah: Aggiunga
il suo... anche lei deve pagare, lo dico scherzando, un
piccolo scotto in cambio dei milioni di dollari che la Fondazione
ha messo a disposizione per renderla celebre assieme
a Arnei... Ah, ecco, il nostro professore... d l'esempio
per tutti....
Sarah osserva Marco nel gesto remissivo di consegnare
il suo telefonino a un bellimbusto. Uno di questi invadenti
ospiti che adesso non le sembrano solo fastidiosamente
estranei, ma odiosi.
Cerca di trasmettere un segnale all'amico, ma ancora
una volta Maxool sembra intuire il tentativo di contatto.
Con lei, professore, debbo scambiare due parole in pi.
Lo prende sottobraccio e dopo qualche passo sul ponte
di dritta lo invita di nuovo a bordo del Fox.
Senti, Sarah, ma quest'individuo...
Non ora, Juv. Sono stupita quanto te, ma abbiamo solo
poche ore per preparare l'immersione. Sar pi difficile
della prima e con Marco cos stonato...
Questi vostri finanziatori sono inqualificabili!...
Non so cosa siano, n voglio chiedermelo, ora. Se trascuriamo
qualcosa saremo noi a patirne le conseguenze.
Prendi la check-list per un'ultima verifica.

06,30 p.m., stesso giorno - Sull'off-shore della Fondazione.
Piazzato davanti all'ospite a bocca chiusa, Maxool tenta
di allentare la tensione.
Sono pi vecchio di lei, Marco. Mi permetta di chiamarla
per nome..., confidenziale racconta i suoi studi in
Inghilterra, le difficolt economiche pesanti (la mia famiglia
lasci l'Iran con l'avvento di Khomeini e perse tutto.
Fummo costretti a cambiare anche il nome). Si sofferma,
poi, ancora una volta sulle rosee previsioni di lavoro e di
successo nella Fondazione. Stiamo entrando in diversi
campi di ricerca, come la medicina delle cellule, il futuro
miliardario di domani... ma non dimentichiamo settori di
diverso interesse, come il suo...
Marco segue il monologo, lasciando appena intravedere
uno sguardo sulla difensiva.
Ma permetta un'osservazione personale, prima di proseguire:
non mi piace la sua aria sospettosa e affranta,
Marco. Lei deve vivere quest'esperienza in tutta tranquillit,
nessuno vuol sottrarle una sola briciola di gloria, intendiamo
solo dividerla con lei.
Il suo muto interlocutore rimane a fronte aggrottata, lo
sguardo rivolto al mare, oltre gli obl della cabina.
Vivremo insieme quel momento di gloria, Marco. Ma
sar tale solo se tutto filer liscio e lei seguir i miei consigli,
e intanto non riferir a nessuno di questi nostri colloqui.
Soprattutto del controllo sulla sua famiglia, solo una
nostra precauzione, non deve parlare assolutamente con
nessuno. Ho detto assolutamente...
Arnei si volta di scatto, un guizzo verde, violento, negli
occhi.
La sua  una sporca minaccia, non una precauzione.
La smetta di piagnucolare. Si limiti a tacere sull'argomento.
Una sua azzardata disobbedienza sarebbe sgradevole
per tutti.
Sgradevole? Userei parole diverse... ricatto, sequestro...
L'altro continua, come non avesse udito: La seconda
richiesta che le rivolgo a nome della Fondazione 
altrettanto ineludibile. Tra l'altro le porter un consistente
guadagno personale perch si tratta di un lavoro extra.
Extra? Marco continua a fissare con durezza il suo
interlocutore. Si sente insultato, vorrebbe essere altrettanto
offensivo, ma l'altro non gliene lascia il tempo.
Il proseguimento della missione dipende dalla sua collaborazione;
in caso di rifiuto io posso all'istante spedire a
casa con il mio motoscafo, lei, la dottoressa Sarah e il vostro
tirapiedi dalla gamba fuori uso... per proseguire io
stesso le ricerche...
Non ha certo voglia di ridere, Marco, ma non riesce a
trattenersi.
Lei?... sa quanta esperienza occorre per...
A bordo ci sono ottimi tecnici, professionisti pronti a
lavorare per chi li paga... ma non credo serva arrivare a
tanto. Alla nostra appetitosa offerta in dollari, lei risponder
positivamente, noi proseguiremo la ricerca insieme.
E lei accetter il compito non gravoso...
Di cosa si tratta? Marco ha il cuore in gola, quest'uomo
ha la possibilit di tenerlo al guinzaglio e lui teme di non
saperlo contraddire, contrastare, ordinargli d'andarsene...
Sta sfilando da una tasca un foglio accuratamente piegato
e appena lo apre Marco riconosce la fotocopia di una
fotografia del Roma, scattata da una nave di scorta inquadrando
la corazzata di prua mentre avanzava a massima
andatura, i cannoni delle torri trinate prodiere puntati
verso l'alto mare.
Straordinaria nave!... veloce, possente!... Di questa
meraviglia della Marina militare di tutti i tempi noi vogliamo
un reperto, noi ne desideriamo un fisico trofeo...
La voce si fa dura, tagliente: Lei deve portare in superficie
un "ricordo" del Roma, staccandolo da....
No! non  possibile! Marco interrompe con irruenza.
E l'altro con eguale impeto: S, invece!... Se desidera sentirselo
ripetere con parole esatte, il mio  un ordine.
Non mi riguarda. La risposta  no.
Non ci piace chi ripete sempre e solo no il soffio all'orecchio
 di Alex, entrato in cabina senza farsi notare; sua
caratteristica, come lo sguardo di ghiaccio.
Marco lo ignora, si rivolge a Maxool, cerca di ritrovare
la calma: Mi vuole spiegare a cosa servirebbe alla Fondazione
Ross un pezzo di ferro arrugginito?.
Lei ha la testa nelle nuvole, Arnei. Non s' accorto di vivere
in un tempo dove ogni messaggio  rappresentato da
un feticcio, da un simbolo? Non ha notato, per restare nel
campo della ricerca sottomarina, il clamore che  riuscito a
creare attorno alla sua impresa il signor Ballard? Del ritrovamento
del Titanic non importava nulla a nessuno, ma 
bastato portar a galla quattro cianfrusaglie ed  scoppiata
un'epidemia d'isterismo collettivo! Lei e io con il recupero
di un reperto raccolto tra i nobili resti "della pi possente
corazzata del Mediterraneo" otterremo identico risultato:
gran clamore sulla nostra impresa, gli occhi del mondo
puntati sulla Fondazione Ross. Il feticcio verr ripreso dalle
TV, fotografato per la stampa, creeremo un sito Internet dedicato
a lui, lo esporremo per suscitare anche polemiche, se
occorresse... Tutto servir a farci conoscere e contribuir,
inoltre, a lanciare un nostro progetto di museo.
Alex offre il contributo d'una sua battuta: Sar perfetto
da esibire, il giorno in cui ci verr attribuito un premio
internazionale... Marco risponde con un'alzata di spalle
e continua nello sforzo di restar calmo.
Cerca di spiegare il motivo del suo rifiuto.
Noi abbiamo un impegno con la Marina italiana,
Maxool. Dico noi perch l'ho firmato anche a nome della
Fondazione. Insieme abbiamo assicurato lo scrupoloso rispetto
del relitto, garantendo che non avremmo toccato
nulla, n apposto targhe, o asportato un qualsiasi pezzo,
fosse un solo bullone. Tra l'altro eseguire prelievi sconsiderati
sul relitto del Roma sarebbe pericoloso, quello scafo
 ancora carico di tonnellate d'esplosivo...
Il pericolo fa parte del rischio previsto nel compenso.
Lei era disposto a sfidarlo, ricordo le parole con le quali ci
ha convinti a finanziarla, la sua dichiarazione d'intenti
non era solo chiara ma sembrava anche coraggiosa...
E Alex sarcastico: Adesso vuol farci credere d'aver
paura?
Non si tratta di paura. Io ho sottoscritto un impegno
morale per me e per voi. Ma a voi non importa minimamente
di regole morali. Sbaglio?
Alex sta riempiendo un bicchiere d'acqua a Maxool. Indifferenti
non rispondono n l'uno, n l'altro.
Se invece il mio rifiuto si riferisse a un diverso punto
di vista pratico, forse riuscirete a comprendere perch respingo
la vostra richiesta...
Non  una richiesta,  un ordine... ripete Maxool, ma
questa volta Marco non si fa sorprendere e continua il suo
ragionamento.
Se violassi l'impegno preso sull'intangibilit del relitto
e per di pi il reperto rubato sul fondo venisse da voi
esposto, fotografato, presentato in giornali e telegiornali,
io sarei professionalmente squalificato. Mi verrebbe negato
ogni permesso di ricerca. Il mio, quindi,  un no anche
sul piano pratico: il lavoro nei relitti  la mia vita e io sarei
rovinato, sarei un uomo finito, se violassi accordi accettati
e firmati...
Su, Arnei, non esageri. Un pezzo di ferro...
Maxool, una scheggia di marmo se viene staccata a
martellate da un monumento non  una pietra qualsiasi,
malgrado l'apparenza
Lasci perdere gli esempi inutili...
Allora le ricordo la dichiarazione ufficiale dell'Unesco
sui relitti marini...
L'Unesco si riferiva a quelli archeologici.
No, a tutti: dalla piroga indiana nel fango dell'Orinoco
alle portaerei affondate alle Midway. In tutti i fondali del
mondo, dal 1998  delitto violare quanto il mare conserva...
Lei antepone il bla-bla-bla di una istituzione inutile e
screditata qual  l'Unesco a un...
Io antepongo a tutto la mia credibilit di studioso.
A tutto? anche alla tranquillit di sua moglie? E dei
suoi...
Non gli resta il tempo per aggiungere "figli", Arnei salta
in piedi, questa volta pi veloce di Alex,  addosso a
Maxool, sta per gettarlo a terra per coprirlo di pugni e insulti.
Ma una volta in pi "il cane da guardia", pur se con
un attimo di ritardo, sa come reagire. Afferra Marco e gli
vibra un colpo di taglio sulle braccia, poi gliele torce dietro
la schiena strappandogli un urlo di dolore.
Restano in silenzio, ansanti.
Maxool lo afferra per le spalle, mentre Alex continua a
tenerlo stretto.
Riprendiamo il discorso, Arnei. Non dall'impegno che
lei ha sottoscritto non con l'Unesco, ma con noi...
Marco, ancora ansimante, ha di fronte un Maxool mortalmente
pallido. Ma sicuro di s, lo si capisce dal mezzo sorriso
inarcato sulle labbra, sa d'aver a disposizione l'arma per
costringere alla resa lo sciocco testardo davanti a lui.
Sar bene ricordarle con chi lei ha un impegno. Non
con le autorit della Marina, non con l'Unesco, ma con la
sua famiglia. Non mi obblighi a ripeterlo.
Vi fate forti di un ricatto...
Non ripeta questa parola Alex gli torce i polsi, vuole
di nuovo fargli male.
Abbia l'avvertenza di non esser offensivo con chi le ha
solo amichevolmente ricordato che lei deve sempre tener
presenti i suoi cari in vacanza.
 impossibile, io... Un collage di volti amati si compone,
prende forma. Sguardi sorridenti, occhi felici.
Arnei, basta, per il museo della Fondazione lei recuperer
sul fondo e mi porter a bordo un pezzo di mitraglia,
un boccaporto divelto, un pezzo di lamiera contorta del
Roma, quel che le parr, purch provenga dalla nave.
Marco resta in silenzio. Lo sguardo nel vuoto ha il significato
di una resa.
Maxool se ne rende conto subito e aggiunge sprezzante,
dopo una breve esitazione: Per venire incontro ai suoi ridicoli
scrupoli, annuncer d'aver recuperato il reperto del
relitto non sul corpo della corazzata, ma nel fango del fondo
con un robot automatico e dopo la sua partenza. Cos
lei si salva l'anima e potr continuare il suo mestiere. N i
tremebondi ammiragli italiani n le mummie dell'Unesco
potranno radiarla dall'album degli onesti....
Alex allenta la stretta e aggiunge.
Adesso lei non ha pi scuse, recuperer una lastra metallica
del Roma e sul Roma... Con un DR eseguir l'aggancio
e il trasporto in superficie. L'intimidazione giunge all'orecchio
di Marco come venisse da lontano, confusa: Intanto la
sua famiglia potr godere la sua bella vacanza. Serena, se lei
si comporter da bravo ragazzo.
Marco ha bloccato un impeto improvviso di vomito.
L'ordine di silenzio sui nostri colloqui riguarda, soprattutto,
il recupero della lastra. Anche nel suo interesse,
credo... la parola  tornata a Maxool: Ai piloti dei mini-
sub comunicheremo insieme, lei e io, la richiesta relativa
all'operazione d'aggancio.
Gli porge il suo satellitare: Avanti, Marco, si rilassi...
chiami la sua bella moglie... Il lavoro va bene, la salute 
ottima, ma l'impegno  tale da impedirle di telefonare,
durante il giorno... un attimo d'incertezza per concludere,
generoso, ...ma ogni sera si far vivo. Ovviamente, in
quei momenti Alex oppure io le saremo accanto, per evitarle
deplorevoli debolezze....

07,10 p.m., stesso giorno - Villa Delfina, Costa Viola.
Tutto bene, Marco... il mare  appena increspato, le
onde sembrano di porcellana. I ragazzi si divertono molto
la voce di Simona  allegra, al telefono, la vacanza ha
reso felice lei e i figli raggiungici presto per godere d'una
settimana di riposo... Ci limiteremo a nuotare e a dormire
lasciando le discoteche ai giovani... A proposito Betta
vorrebbe andare al "Paguro Pazzo" questa sera...
Dove?
 una discoteca, l'ha invitata un ragazzo simpatico, un
ventenne che mi sembra o.k. Pu uscire con lui senza fare
troppo tardi? Ormai ha quasi sedici anni!
Decidi tu, se pu andare Marco immagina Elisabetta
felice per il permesso, lo scintillio dorato dei suoi occhi...
Prima di chiudere la comunicazione raccomanda alla
moglie di non dimenticare la zia Clelia.
Inviale una bella cartolina d'auguri...
A telefonata conclusa, Simona ripensa perplessa a quelle
parole. Zia Clelia  morta cinque anni prima, le erano
entrati i ladri in casa, l'avevano ammazzata. Marco l'ha
dimenticato?... il sole gli ha dato alla testa, ha ricordato
"zia Clelia" ma forse pensava a "zia Lelia", viva e vegeta...
Gli capitano, queste confusioni, persino con i nomi
dei figli.

09,30 p.m., stesso giorno e stesso luogo.
Due ragazzi allegri, spensierati escono da Villa Delfina
e s'allontanano verso il "Paguro Pazzo". Sono in anticipo
rispetto agli orari notturni delle follie estive, ma Elisabetta
deve rientrare entro l'una. Oltre al permesso ha ottenuto
dalla madre le chiavi della "Multipla" di famiglia; la guider
chi l'accompagna in questa sua prima uscita in discoteca,
il "bel ragazzo, tutto o.k."; ovvero David, uno dei
tre installati nella roulotte parcheggiata all'ombra della
pineta.
Ha chiesto preventivo consenso al capo chiamandolo
sul cellulare; poche parole, ma altre se ne sono aggiunte,
irritate. Il suo compagno di roulotte, Hans, s' inserito
nella conversazione per lamentarsi dell'incombenza ricevuta
(sorvegliare la famiglia Arnei): In quella villa non
abita gente normale, l dentro regna una quotidiana baraonda
da far girare la testa. Come vicini di vacanza siamo
coinvolti nel loro casino quotidiano, e per di pi questo
imbecille di David perde ore a giocare con il piccolo,
gli costruisce castelli di sabbia nel tentativo di farsi la sorella,
dal culo eccezionale....
10,00 p.m., stesso giorno - Ponte di manovra Xntas.
Marco non  apparso nel quarto mensa per la cena, n
ha raggiunto Sarah e Juv impegnati, alla luce dei riflettori,
nella verifica conclusiva dei mezzi. Assenza non notata,
da sempre Sarah non desidera ...averlo tra le scatole
quando sono presa da controlli delicati....
In cabina s' abbandonato a un sonno quasi ipnotico,
inseguito sogni intermittenti: di paura alcuni, sereni altri.
Si sveglia sorprendendosi lucido nel ragionare con se
stesso su quanto sta accadendo, questo incomprensibile
arrembaggio alla sua missione.
Il reperto necessario per un museo... per farsi conoscere... il
premio internazionale... balle colossali! Non riesco a capire perch
me l'hanno propinate. Di sicuro mi considerano un cretino,
a parte il lavoro che so fare; e per di pi vile. Ho calato subito le
braghe, una resa senza combattere... ma quale poteva essere una
reazione possibile? Parlarne con il Comandante? Un coglione!
Al suo secondo? Una sfinge, forse d'accordo con loro. Gli unici
di cui fidarmi sono Juv e Sarah... debbo riuscire a informarli
della minaccia sulla mia famiglia. Quel Maxool  senza scrupoli;
non posso prendere di petto lui e i teppisti al suo seguito.
S' avvicinato alla piattaforma dei minisub nel momento
conclusivo dei controlli. Sarah lo vede, alza la testa dall'elenco
"check da eseguire", si limita a uno sbrigativo:
Sar Burt il tuo pilota, preparati... io ho vari controlli da
terminare....
La scelta del compagno d'immersione era stata decisa il
giorno precedente, rispettando la regola da tempo stabilita,
tra loro due: di non affrontare mai un'immersione sullo
stesso mezzo.
Per tentare di parlare con lei a quattr'occhi dovr trovare
un'occasione appena torneremo in superficie. Non sar facile,
da quando sono sul ponte Alex non mi ha perso d'occhio. C'
sempre qualcuno di loro incaricato di sorvergliarmi.
Maxool  salito in plancia, dalla cabina RT. Gilbert, al
posto del defunto Tartaruga, non si  mosso dal suo posto
da quando ha ricevuto l'ordine di montare ininterrottamente
la guardia, anche a costo di sfamarsi a panini e dormire
alla benemeglio sul divanetto tra gli impianti.
Dobbiamo tener sotto controllo tutto quanto riguarda
le telecomunicazioni dello Xntas. Ha cos ben compreso
quest'ordine, Gilbert, da fare di pi di quanto richiesto; il
suo volto insignificante cela il cervello di un tecnico di
prim'ordine: ...professore questa notte ho disattivato il
cavo di comunicazione tra l'antenna parabolica e la sala
operativa. A qualche furbo di bordo potrebbe balenare l'idea
di trasmettere un messaggio via Internet dal computer
centrale.
Bravo!... e il Comandante?
Sta ancora dormendo, dalla sua cabina qui accanto,
viene un concerto... russa e sogna la bionda ... Ieri pomeriggio
ha passato ore a osservarla, voleva esser certo s'abbronzasse
dappertutto
Adesso passami il castello.
Tasti, ronzi, voci.
Poi una voce gutturale: Hallo?... .
Maxool abbassa la sua, poggiando le labbra al microfono.
Generale,  in linea? Posso confermarle quanto previsto:
il bambino ha accettato il gioco...

11,30 p.m., stesso giorno - Bunker sotto le rovine Hontmayad.
Sotto il luccichio crudo di stelle in un cielo terso, il paesaggio
del deserto non rivela segni di vita.
Il senso del nulla, tra ombre appena percettibili d'antiche
opere dell'uomo erose dal tempo e dall'abbandono.
Bel bunker, molti metri sotto le muraglie sgretolate degli
Hommayad, un uomo seduto alla consolle degli impianti
di comunicazione ha appena ascoltato il messaggio trasmesso
da un punto lontano del Mediterraneo occidentale.
Interrotta la comunicazione, si  illuminato in un sorriso
sufficientemente largo da scoprire denti gialli, da incallito
fumatore. Sembrano esserlo tutti, gli uomini attorno a
lui; alcuni sono gli stessi gi visti in questa base sotterranea.
Altri hanno facce nuove.
Attorno a un uomo al quale i presenti si rivolgono con
un rispettoso "generale", ma veste in borghese, sono convenute,
per ascoltarlo, una ventina di persone. L'espressione
del volto  una maschera di pietra quando si rivolge
ai presenti, in particolare a tre ufficiali seduti su poltrone
separate da quelle su cui siedono alcuni civili. I militari,
riconoscibili per divise e contrassegni, sono un libico, un
iracheno, un siriano.
Il mio animo  ora rasserenato dalla certezza il generale
si rivolge in particolare al siriano, omone massiccio
dallo sguardo freddo, arrogante: Posso finalmente spiegarvi
l'operazione in corso, cos ne valuterete l'importanza.
Non rimpiangerete il denaro messo a disposizione di
questa causa, anche se poco pi di nulla a confronto di
quanto offerto dal nostro Abu, ricordatevelo! Tantomeno
rimpiangerete, dopo avermi ascoltato, la fatica d'esservi
uniti a noi per questa riunione.
Getta il mozzicone consumato sino al filtro e gi accende
un'altra sigaretta Dopo la telefonata appena ricevuta
posso essere sicuro del valore attribuito alla mercanzia
posta in vendita...
S'avvicina a grandi disegni tecnici appesi a una parete.
Non entra in dettaglio, ma si comprende che il disegno rappresenta
una bomba di forma singolare. A lei si riferisce, citandola,
come elemento decisivo di un "piano di rivincita".
Completato il quadro degli elementi da assemblare, ci
garantir, con l'aiuto di Dio, una vittoria totale e definitiva.
La garantir un esplosivo di potenza pari a quella atomica,
ma senza le drammatiche ricadute contaminanti
causate dall'energia nucleare. Una pausa ben calcolata,
per concludere: ...e cos noi avremo la possibilit di sganciare
su Israele bombe o spedirvi missili di tremenda forza
distruttiva, senza timore di nubi radioattive che potrebbero
raggiungere le nostre citt vicine, le nostre
industrie, le nostre forze armate....
Dalle 04,30 a.m., 5giorno - Seconda missione sul Roma.
Nell'ora dell'immersione, alle luci violente accese sulla
nave, si contrappone, tutt'attorno, uno spazio ancora
buio. Un mare calmo come immenso e pigro lago.
Marco  gi all'interno del Tom con Burt; e Sarah sul
Jerry, con Christian.
Juv ha dato il via puntualmente alle operazioni di imbragatura,
calata in mare e coordinamento nelle operazioni
di intervento dei sub incaricati di sganciare i cavi delle
gru dai due DR.
Inizia un'altra immersione in alta profondit del team
di Marco Arnei. La prima, per lui.
Durante l'interminabile scorrere dei minuti che scandiscono
la silenziosa discesa verso il fondo, il professore
non  preso, come sempre in queste occasioni, dagli interrogativi
per la missione appena iniziata. Oggi non riesce a
liberarsi dalle incertezze della situazione, a bordo; e d'una
di esse cerca di liberarsi: parlarne o no con il pilota seduto
accanto?
Posso chiedergli di riferire a Sarah, appena di ritorno in superficie,
quanto gli confider? Lo conosco poco, l'ho visto confabulare
con Maxool e con Alex, prima dell'imbarco... il che non significa
nulla, ovvio, ma potrebbe anche suggerire una loro intesa.
Nella penombra della microscopica cellula, Burt  solo
un'ombra indistinta; ha scambiato con lui poche parole
durante la manovra di sgancio, Arnei lo ha lasciato fare,
conosce la sua nomea di pilota, ha lavorato per anni in alta
profondit.  stato uno dei protagonisti di molte imprese
del mitico Alvin, in tanti mari del mondo. E se...
Questo brano di Dvorak, mi sembra le piaccia... il vocione
di Burt lo sorprende: La vedo assorto e ne sono
contento! raramente i miei ospiti a bordo dimostrano gradimento
per la musica "classica"....
Ottima scelta Burt! il pilota che ebbi in Oriente amava
solo brani di rap. Mi fece impazzire...
Che questa sinfonia fosse di suo gusto l'ho capito notando
il suo disinteresse... nemmeno uno sguardo per il
pannello strumenti!...
Adesso, per, li tengo d'occhio, siamo gi a meno novecento,
stiamo arrivando. Ti ringrazio per questi venti
minuti di...
...di pace, vero? Anch'io mi distendo, ascoltando i
grandi. Oggi sono alla duecentonovantesima immersione,
o gi di l; ne ho viste tante, a volte cavandomela per miracolo,
altre volte annoiandomi mortalmente...
Un bip l'interrompe.
Ecco il segnale di Sarah.
Qui Tom. Siamo in ascolto...
Motori accesi, avanzare affiancati. Roma cinquanta metri
davanti a noi, fondo a dieci metri.
Roger. Procedi.
Accendere faro mediano e sempre attenti al sonar.
Ostacoli insidiosi potrebbero non mancare anche attorno
al relitto.
Quanto sta avvicinando cancella in Marco ogni pensiero
sui problemi in superficie, teso ne attende con ansia
l'apparizione.  l'ossessione dei suoi pensieri, dei suoi
studi, da due anni.
La fiancata di dritta appare improvvisa, come sorgendo
dalla fanghiglia nella quale  profondamente piantata; forse
a causa di correnti diverse, qui non  visibile alcun segno
di ferrobatteri.  solo una parete imponente, per risalirla
occorrono quasi dieci minuti. Sono diciotto metri d'acciaio
liscio, compatto. I primi dieci metri, quando il Roma navigava,
costituivano la cosiddetta "opera morta"; ovvero la
parte della fiancata immersa dieci metri sotto il filo del
mare; l'"opera viva" ne usciva per otto, sino al trincarino.
Quando i minisub lo raggiungono e si trovano sul ponte
della corazzata, al raggio di luce delle lampade mediane,
s'aggiunge - per ordine di Sarah - l'intensa luminosit dei
fari voltaici.
Jerry e Tom superano una tolda devastata per poi sfiorare
le incastellature delle torrette degli antiaerei 90/50 e
quanto resta della stazione comando artiglierie medio calibro,
dalle strutture ancora salde.
Un'occhiaia vuota del relitto s'illumina improvvisa, il
cristallo d'un obl riflette il raggio dei proiettori.  sembrato
un baleno, un guizzo di vita.
I DR proseguono, sfiorano ammassi contorti di cavi.
Come nidi di enormi serpenti commenta Christian al
transponder. L'osservazione sorprende Marco, il pilota si
rivela diverso da quanto il suo mutismo lasciava supporre.
La rotta dirige verso il centro del relitto, dove  prevista
la prima analisi, la linea di frattura.
Continuando a tenersi a debita distanza da strutture divette,
lamiere e cavi, i DR avanzano a velocit ridotta.
Occhi spalancati!... gracida il transponder.  Sarah e
non ha torto: i DR sfiorano sovrastrutture contorte, ombre
d'improvviso affioranti dal buio.
Il Jerry guida il Tom attorno al secondo fumaiolo della corazzata,
ancora intero, grande come una collina. Sui resti di
una postazione semidistrutta, si chiedono quale struttura
della corazzata stanno osservando. Avrebbero difficolt a
identificarla se non li raggiungesse la voce di Juv.
Siete sulla verticale della centrale di tiro delle batterie
laterali e di poppa della corazzata. In sala operativa la
posizione dei minisub  evidente, la indica il lampeggiare
dei due led sull'immagine virtuale del Roma. Ancora pochi
metri e sarete sopra la linea di frattura.
Infatti, nella luce dei fari voltaici, agli acquanauti appare
un tratto dell'area da osservare: la profonda spaccatura,
tra due parti diversamente inclinate.
Sarah dal Jerry registra e Arnei dal Tom constata quanto i
due tronconi del gigante spezzato siano vicini l'uno all'altro.
Marco vorrebbe dimenticare il suo ruolo, la sua formazione
di scienziato, proibirsi ogni emozione; vorrebbe
abbandonarsi all'ipotesi irrazionalmente diversa che aveva
respinto ridendo di s, all'esistenza di una volont non
umana, a un dio del mare ignoto all'uomo, libero da ogni
regola fisica e meccanica. E spiegare cos quanto sta
osservando, attribuire a quella volont il ricongiungimento, nell'abisso,
di quanto l'uomo aveva troncato in superficie.
Questo non lo scriver di certo nella mia relazione. Mi atterr
alla descrizione di quanto ho visto e gli strumenti hanno
segnalato e registrato. Si compromettano altri a suggerire...
Il Tom muove con lentezza per consentirgli una attenta
osservazione dello squarcio longitudinale: Corre lungo
tutta la larghezza dello scafo, per trentadue metri,  largo
dai quindici ai tre metri annota Arnei i due tronconi
non sono perfettamente allineati, l'anteriore  inclinato di
quattro gradi, l'altro di sei in senso opposto....
Avvicinando ancora di qualche metro il Tom alla frattura,
Marco spera di scorgere uno spazio sufficiente per penetrare
con il suo DR all'interno della nave. Ma il Roma,
nell'inesplicabile gioco delle forze dinamiche che lo hanno
ricomposto sul fondo, si direbbe abbia voluto accostare
le sue parti in maniera da evitare ogni intrusione. Sono inclinate,
l'una in senso opposto all'altra e la sfasatura  tale
da rendere impossibile a un mezzo subacqueo di violare
le zone interne della corazzata.
Nemmeno un mezzo piccolo come il ROV potrebbe penetrare
negli ambienti dove s'alimentavano i centoquarantamila
cavalli delle turbine e dove uno strumento da
ricerca potrebbe scoprire se vi fu esplosione di questi impianti.
A impedire l'accesso sono soprattutto le canne dei
cannoni da 20/65 cadute disordinatamente sulla linea di
frattura. (Sembrano sbarre d'un passaggio a livello chiuso!...
impreca Christian nel transponder del Jerry, rivelando
il suo gusto per i paragoni.)
L'armamento laterale e centrale del Roma, scardinato
dalle sue postazioni, giace accatastato in un caos di resti
contorti e in parte fusi. Ecco le antiaeree da 20 millimetri...
il Roma ne puntava al cielo cinquantaquattro, se ricordo
bene precisa Marco a Burt.
Le sono servite a poco.
Massima attenzione!. Il sonar segnala corpi estranei
minori, invisibili a occhio perch fuori dal fascio di luce
dei proiettori, disseminati come trappole.
Alzarsi di quindici metri ordina Sarah, ma appena inizia
la manovra, la luce intermittente del pannello ALARMI
del suo mezzo comincia a lampeggiare.
Il minisub  in difficolt.
Illuminalo, presto!
All'ordine di Marco, Burt inclina il Tom e punta il faro
sul gemello.  immobile.
Dal momento in cui ha avvertito un minaccioso strattone,
Christian ha fermato i sei propulsori e non muove, temendo
di complicare la situazione.
Hai il propulsore di poppa preso in un cavo. Siete incagliati
comunica Burt.
Sarah e Christian non hanno potuto scorgerlo in tempo,
n lo vedono ora, teso alle spalle della cabina.
Non consentirebbe al Jerry di girare su se stesso, se tentasse
di rimettersi in movimento.
Se ci provi, rischi di avvolgerti ancora di pi in un cavo
contorto in spire come un cavatappi... comunica Burt
al collega.
Potete occuparvene voi?
Per ora resta fermo dove sei.
Del sinuoso cavo trappola, teso tra invisibili punti del
relitto, si vede l'inizio ma non la fine.
Continua a ruotargli attorno e arrivagli vicino... Marco
sta manovrando il fascio di luce per vedere meglio.
Potremmo finire anche noi nel laccio...
Rischio da correre, Burt.
Certamente, volevo solo...
Non importa, vai.
Il Tom compie una sorta di capriola e si piazza sotto il
gemello.
Figlio di puttana!... l'esclamazione di Burt si riferisce
al cavo; un'altra delle sue spire ha bloccato anche la manovra
del Tom. Il braccio delle apparecchiature fotografiche
 preso in un cappio, per fortuna solo con un aggancio
superficiale. Non  difficile liberarsene.
Professore, spenga il voltaico, stiamo consumando
troppa energia... Marco esegue subito, la visibilit del
proiettore di servizio  sufficiente.
Dobbiamo prendere una decisione drastica...
Marco lo guarda perplesso. Se per "decisione drastica",
Burt intende "lo sgancio" della capsula dal resto del mini-
sub, sta per suggerire al collega del Jerry una manovra in
grado di salvare un equipaggio, ma al prezzo del suo DR.
Infatti, al comando "emergenza", un minisub si divide in
due, uno sbullonamento stacca automaticamente motore,
batterie e zavorra; e solo la capsula passeggeri come leggera
sfera, torna in superficie, portata dalla sua galleggiabilit.
Burt non ha per pensato a questa soluzione.
Lasciami provare... sta comunicando al collega.
Le voci lontane della sala operativa tacciono per non interferire,
sarebbe inutile suggerire consigli; ogni acquanauta
in missione deve cercare di cavarsela autonomamente,
considerando i pr e i contro della situazione che
solo lui pu valutare.
Marco ascolta il pilota concordare con Christian "una
specie di danza"; di cosa si tratti non chiede. Il loro piano
non pu essere n approvato n sconsigliato se si ha fiducia
in coloro ai quali si affida la propria vita.
Burt ha preso a muovere il Tom avanti e indietro, in una
successione di ondeggiamenti. Al culmine d'ognuno, la
punta del suo DR urta il cavo in tensione, tentando di
smuoverlo, farlo "scavallare" dal punto dove s' incastrato
nel pattino del Jerry. Non occorre ripetere pi volte l'altalena
per rendersi conto che non porter a nessuna soluzione,
la flessibilit del cavo  nulla, il mezzo secolo
passato sul fondo  stato tempo sufficiente a coprirlo di
tali incrostazioni da indurirlo.
Mi resta da tentare con un'altra tecnica, brutale. Pericolosa
pi per noi che per loro...
Non preoccuparti, fai come credi... e liberiamoli.
Segue un ulteriore scambio di messaggi tra i piloti concluso
decidendo di tornare all'infanzia, quando ci si sfidava
nel gioco dell'autoscontro, nei luna-park... Professore,
lo ricorda?
Mi ci sono rotto il naso...
Allora si tenga forte...
Burt allontana il Tom d'una ventina di metri dal Jerry.
Riaccenda il faro voltaico. Accecheremo i nostri amici,
ma io debbo vederci bene per prendere la mira... Mi hai
sentito Christian?
Ti ho sentito, Burt... Al gioco dell'autoscontro, io...
Lascia perdere e attento a approfittare dell'urto. In
quell'istante accelera al massimo.
D'accordo.
Allora... vado!
Con i propulsori di colpo "avanti tutta", il Tom acquista
subito velocit.
Davanti al cavo, Burt non rallenta ma impenna il DR e
con i due pattini lo urta con il Tom.
I DR sono scossi dal contraccolpo, nell'eco di uno sfrigolio
acuto, quasi un lamento.  l'attrito di metallo su metallo.
I propulsori del Tom continuano a spingere al massimo,
sino all'echeggiare di un rumore sordo, quasi uno scoppio.
Il cavo si spezza in una nube di polvere rossiccia, il Jerry
 libero, le due parti del serpente metallico scompaiono
nel buio in un colpo di frusta.
Tutto bene? chiede Sarah.
Nel contraccolpo ci siamo giocati il faro voltaico, dottoressa
informa Burt ...credo sia stata la frustata finale
del cavo a colpirlo.
Torneremo orbi, in superficie commenta Marco.
E io dovr riparare i vostri guai... la voce di Juv li
raggiunge, sgranata e lontana; finto rimprovero via transponder
mentre in sala operativa tutti hanno tirato un sospiro
di sollievo. E ridono ascoltando la promessa di Christian
a Burt: Ti offro una bottiglia di champagne appena
in superficie.
Scordatelo! risponde il pilota del Tom ...i cartoni di
Veuve Clicquot portate dai nostri visitatori sono in cambusa
e si potranno stappare solo alla fine di tutta l'impresa...
Aggiunge poi, sottovoce: La frustata del cavo ci
ha evitati per meno d'un metro... abbiamo la fortuna
dalla nostra parte, professor Arnei... Oggi ne sono convinto...
Marco lo guarda interrogativamente.
S, da quando stamattina ho visto presentarsi sul ponte
la dottoressa Morasky, e ho letto la frase stampata sulla
sua maglietta, firmata da Bill Gates...
Non ho fatto caso...
Io s, l'affermazione, lapidaria m' molto piaciuta:
"THERE ARE NO UNLUCKY PEOPLE, ONLY FOOLS", "NON ESISTONO
GLI SFORTUNATI, MA SOLO GLI IMBECILLI".
Il vostro DR non  una gran bellezza a vederlo da
qui... ridacchia intanto Christian al transponder ...avete
un occhio ammaccato
Spero non me lo addebitino sul premio d'ingaggio.
Io....
Salire di dieci metri la voce di Sarah tronca le battute
dei piloti. Riprendere la rotta verso la prua.
Dove  prevista una lunga sosta d'osservazione. Si valuter
l'angolo di rotta della nave; si cercher una risposta
o almeno ipotesi da suggerire agli storici: il Roma, uscito
dalle Bocche di Bonifacio era in rotta verso sud o verso
ovest? Dirigeva verso Malta per arrendersi agli alleati o
voleva cercare riparo nelle neutrali Baleari?
Ovviamente la direzione della prua sar solo un'indicazione
parziale aveva detto Arnei, ancor prima di imbarcarsi
sullo Xntas, illustrando il suo piano di lavoro
all'anziano collega e maestro di Pisa. Il Roma, sotto le bombe,
vir bruscamente. Noi dovremmo quindi inserire i gradi
di rotta indicando questo dato e sottrarlo ai gradi di rotta
dedotti dalla direzione della nave poggiata sul fondo.
Il ricordo di quella conversazione accademica si conclude
bruscamente.
Marco afferra per un braccio il pilota. Davanti ai DR che
muovono solo con le luci di posizione - un faro voltaico
spezzato, l'altro  spento - le sovrastrutture della parte
centrale della corazzata s'offrono in vaga luminescenza.
Burt!... Perdio! La carcassa ...
Benvenuto nel regno dell'impossibile, professore!
Dal Jerry dove l'esclamazione di Marco  echeggiata nel
transponder, la voce sfottente di Sarah non ha tardato un
istante a rimbalzare sul Tom.
D'ora in poi pensaci due volte prima di definirci visionari...
I due DR avanzano ancora, il fenomeno  sempre visibile.
Burt osserva Arnei di sottecchi.
Vorrei chiedere la sua opinione su questo fenomeno.
Ma non intendo disturbare i suoi pensieri.
Non sono profondi in questo momento, Burt... sto vivendo
un'emozione... La stessa vissuta il giorno prima da
Sarah e dai piloti quando si trovarono a osservare la massa
del Roma e notarono l'emanarsi di lievissimi chiarori.
Possibile che l'acciaio conservi un residuo... di che cosa? di
calore?... Nella prima immersione, Sarah aveva registrato, e il
robot prima di lei, una temperatura anomala attorno al Roma:
era di sei-sette punti maggiore alla media circostante, che nel
Mediterraneo a questa profondit  di circa quattro gradi.
Continua a fissare quanto Burt ha appena definito "l'impossibile";
e cerca di trovare analogie in fenomeni forse
connessi con la bioluminescenza in alta profondit.
Forse microscopici esseri unicellulari, dotati di fotofori si sono
sviluppati e moltiplicati sulle superfici della nave per chiss
quali favorevoli condizioni ambientali. Mi occorreranno le opinioni
di un fisico per avanzare ipotesi. O forse un idrobiologo...

07,30 a.m., stesso giorno - Ancora sul Roma.
Prima di raggiungere la prua comunica Sarah a Marco,
hai a disposizione un tempo supplementare: voi del
Tom avete sfasciato un faro voltaico, io ho spento da un'ora
il nostro, abbiamo risparmiato sul consumo batterie. Ci
resta autonomia per compiere un'osservazione del castello
corazzato di comando...
Variante accettata...
L'imponente torre nella quale era dislocato il cervello
operativo del Roma  nera per la fiammata che la tramut in
torcia. Avvicinandola, Sarah raccomanda ai piloti ...massima
attenzione al pennoncino degli impianti radio.  ancora
al suo posto, ma molto inclinato alla vostra destra...
Roger, lo vediamo.
Avviciniamo la plancia di comando chiede Marco.
Appena accanto, accendo il voltaico e lo dirigo frontalmente.
Puoi cos tentare una ricognizione visiva all'interno
attraverso gli obl maggiori. Ne restano solo i bordi: telai
e cristalli sono scomparsi, divelti o fusi dall'esplosione.
Il raggio di luce illumina il nulla di strutture contorte,
fuse, ammassate nello spazio della plancia di comando,
dove numerosi ufficiali e sottufficiali di servizio erano accanto
al loro Comandante e all'ammiraglio.
Di loro se ne salv solo uno, Incisa della Rocchetta. Si
era allontanato, per un incarico alla centrale contraerea...
ricorda Arnei.
Sarah chiede a Burt e a Marco di portarsi accanto alla cupola
trasparente del suo DR, a meno d'un metro da un balcone
blindato della torre. In quella postazione - al suo posto
di combattimento - doveva trovarsi un ufficiale nel
momento in cui gli aerei tedeschi iniziavano il loro attacco.
L'ombra di quell'osservatore  ancora l.
La vampata seguita all'esplosione della bomba ha
stampato sulla struttura d'acciaio la sagoma del suo corpo
investito dall'onda termica.
Accadde lo stesso fenomeno a Hiroshima, con la bomba
atomica... mormora Burt.
I sistemi di registrazione video-fotografica di entrambi i
DR, sono centrati sul punto dove l'ombra dell'uomo 
nettissima.
Avvicinati ancora! Ho visto qualcos'altro...
Marco indica un punto nella parete metallica, dove qualcosa
affiora nella superficie liscia e compatta del metallo.
Sa cos'?... o, meglio, sa cosa ritengo che sia? Anche
se Marco non si rivolge a lui, Burt accenna a un gesto di
diniego.
 quanto resta dell'elmetto da combattimento indossato
dallo sfortunato ufficiale osservatore che si trovava
qui... Quando la vampata ha investito e vaporizzato l'uomo,
ha fuso l'elmetto con la parete d'acciaio. Metallo e
metallo si sono amalgamati...
I due minisub si staccano dal castello di comando, riprendono
la direzione della prua.
Gli acquanauti non parlano, l'immagine di morte apparsa
in una cos macabra evidenza li ha turbati, malgrado a
tutti loro sia gi accaduto di trovarsi al cospetto di visioni
raccapriccianti. A volte, le profondit marine possono apparire
un museo degli orrori, dove il tempo  fuso con la
materia come lo era quell'elmetto nel metallo della nave.
I DR raggiungono la prua, meta finale della missione di
oggi. Sarah chiama Marco al transponder.
Come vuoi osservarla? Partendo dal basso, dove s'
infilata nel fango?
Il tagliamare della corazzata appare ai quattro una lama
fuori misura.
Dal fondo risaliamo in verticale sino alla tolda.
D'accordo. Intanto attiviamo i sensori automatici, i
riferimenti alle balises... e prendiamo nota dell'orientamento...
Ricevuto.
Trascorrono alcuni minuti, la risalita  lenta lungo il taglio
d'acciaio affilato come un'arma.
I computer hanno sommato e calcolato dati su dati, reciprocamente
confrontandoli.
 di nuovo Sarah a spezzare il silenzio.
Marco...
S... sto annotando...
Come puoi vedere anche nel tuo pannello, il computer
indica una rotta presumibile della corazzata, deducendola
dalla direzione della prua.  ovest-nord-ovest...
Marco non ha smesso un istante dal passare con occhi
dalla visione della prua al monitor di bordo. E emozionato
ma non al punto di sapere quanto il dato ora indicato
dal computer di bordo sia relativo. Per avere un'ipotesi
sulla rotta decisa dall'ammiraglio Bergamini, dovr relazionare
il dato ora registrato sui gradi della virata che
comp il Roma per tentare di evitare l'attacco aereo.
Piazzatevi a venti metri da noi ordina Sarah avremo
una doppia angolazione, perfetta per un secondo calcolo
delle coordinate...
I piloti eseguono e lentamente i minisub riprendono la
risalita del tagliamare, ognuno sul lato opposto.
Minuscole pulci sulla zampa di un nobile elefante...
commenta Christian.
Superano le ncore rimaste incastrate nei loro alloggi,
ognuna grande come uno dei minisub e di gran lunga pi
pesante. Il voltaico del Jerry illumina un rilievo sulla murata,
perfettamente riconoscibile: il simbolo di Roma per
la corazzata che ne portava il nome. I ferrobatteri non
hanno potuto banchettare con il bassorilievo della lupa e i
suoi gemelli, n con le fatidiche lettere S.P.Q.R.; venne fuso
in una composizione a base di rame studiata per essere
inossidabile. Dopo molto pi di mezzo secolo, la lupa riflette
il bagliore del faro che la illumina come fosse stata
appena messa in opera e lucidata. Pochi metri pi in alto
appare l'asta di prua; come sul picco della nave anche qui
sventolava l'insegna dell'ammiraglio.
Ancora Sarah, dal transponder.
Ruotiamo due volte intorno alla prora a altezze diverse
per arricchire i parametri di calcolo. Il Tom a una quota
maggiore del Jerry. Dieci metri di distacco...
S'esegue questa manovra di routine. Marco lascia il lavoro
ai tecnici e i calcoli al computer e s'abbandona esausto
sulla poltroncina, s'accorge d'essere sudato pi di
quanto gli accada in ogni immersione.
Quel lungo momento di confronto, il sentirsi in possesso
di dati tali da suggerire e confermare ipotesi e studi e
di confutarne altri... Insomma, quanto ha appena visto 
il primo risultato al quale mirava. Tutto  stato perfettamente
registrato, potr successivamente studiare quanto
raccolto dagli strumenti e confrontare le varie ipotesi...
Beve l'ultimo goccio d'acqua avanzato nella piccola
bottiglia accanto al bracciolo. E si abbandona, improvvisamente
vuoto da ogni pensiero.
In quel vuoto penetra un riflesso d'amara violenza. Lo
afferra, lo strappa di l. Non  pi accanto a Burt, attento
alle manovre del Tom.  tornato sullo Xntas, di fronte all'uomo
dalle intenzioni minacciose.
Pi che minacciose. Ha organizzato una sorta di sequestro,
una odiosa minaccia su innocenti, insomma un atto criminale,
non si limiter a offrire i premi in denaro che ha promesso... appena
avr in mano quanto gli occorre, non avr scrupoli, non
sar tanto ingenuo da lasciar liberi i testimoni di quest'atto di
pirateria da codice penale. Debbo escogitare con Sarah un sistema
per chiedere aiuto...
Da ieri non sono stato lasciato un istante solo, oggi e domani
la situazione sar la stessa... debbo riuscire a stabilire un contatto
adesso.
I transponder registrano ogni battuta pronunciata. Anche
se si chiude il contatto con la superficie resta comunque
la traccia incancellabile d'ogni conversazione. I tecnici
della Fondazione potrebbero ascoltarla appena i DR
riemergeranno.
Allora? come parlare senza farsi intercettare?
Gli balena un'idea: perch non tentare con il linguaggio
muto? Faceva parte delle "esperienze necessarie" al Woods
Institute che lui e Sarah frequentarono prima della missione
nella baia di Gibilterra, per la ITV inglese... Chiss se
quell'alfabeto "d'emergenza" (cos lo defin l'istruttore) Sarah
lo ricorda ancora. Almeno in parte, come lui.
Chiede al pilota di accostare l'altro DR e a Sarah di eseguire
la stessa manovra.
Debbo consultarti faccia a faccia...
Siamo ai limiti dei tempi previsti, Marco... Entro quattro
minuti si dovr iniziare la risalita.
Corrente gi sensibile aggiunge Burt.
Questione di poco... Un messaggio personale alla dottoressa...
Eseguo.
L'accostamento pone i due gusci trasparenti dei mini-
sub uno di fronte all'altro. Tra le due coppie d'acquanauti
la distanza  di poco pi d'un metro.
Sarah, la mano sull'orologio al polso, ripete con un cenno:
...il tempo sta per scadere!.
Marco inizia un curioso gioco (cos sembra a Burt) con
le mani. Sta cercando di ricordare le posizioni delle dita
per comporre almeno una o due parole.
Sarah, stupita come i due piloti, non capisce la strana
moina.
Cosa ti prende? Avete l'impianto di comunicazione
fuori uso?...
Il professore ha voglia di scherzare ipotizza Christian.
Marco, ci spiegherai il gioco in superficie... taglia corto
e... non un minuto di pi! ordina.
Non posso insistere, lei non ricorda nulla. Mi prendono per
scemo e se i due piloti continuano con le loro battute, lass,
s'insospettiscono.
Allarga le braccia e con un segno d'assenso a Sarah:
D'accordo: riemersione!...
Un input ai motori e inizia la risalita.
Burt fissata la potenza dei propulsori verticali e affidato
il Tom al pilota automatico, inserisce un nastro di musica
country nel registratore: Musica classica quando si scende,
musica leggera al ritorno... Noi australiani adoriamo le
canzoni del West americano... come gli americani siamo
una terra di frontiera, sentiamo la poesia dei grandi spazi....
Burt continua a parlare del suo paese: Non m'attiravano
i deserti, ho preferito dedicarmi al mare. Cos fece
anche mio padre, invece di allevare struzzi prefer diventare
sommergibilista e si fece tutta la guerra del Pacifico. Per
seguirlo, ho scelto lo Special Service, sono stato inserito nel
Corpo Piloti dell'Alvin. Ma adesso comincio a sentirmi
stanco, per fortuna in vent'anni ho messo da parte abbastanza
dollari da comperarmi una casa sul mare....

11,30 a.m., stesso giorno di missione - Ponte centrale Xntas.
A bordo gli acquanauti hanno bevuto due intere bottiglie
d'acqua minerale fresca, poi i due del Jerry ringraziano
Burt con un abbraccio per la liberazione dal cavo-trappola.
Bella manovra!
Beh, forse azzardata, ripensandoci. Ma a quel punto...
Raccontatemi tutto... Juv e Herbert, ascoltano una
prima relazione, inframezzata dalle battute dei piloti.
Marco vorrebbe approfittare dell'animazione e dal sovrapporsi
di voci del momento per parlare all'amica; ma
appena apre bocca, lei gliela copre con la mano: Avevi
perso la testa, laggi?... T'improvvisavi mimo per comunicarmi
la gioia d'esserti trovato davanti a quella prua che
ti ossessiona da anni?... Oppure sono state le visioni fluorescenti
a turbarti?....
Marco cerca di cambiare discorso, perch Maxool  apparso
accanto a loro, Ma Sarah insiste: Pretendevi che ti capissi
giocando come un bambino con l'alfabeto muto?....
Maxool rimane impassibile, rimirandosi con attenzione
mani e unghie. Ma poi appena Sarah s'allontana per infilarsi
in cabina, si liscia la barba e s'avvicina a Marco: Se
lei si comporta da bambino, come dice la sua amica sussurra
saranno altri bambini a andarci di mezzo....

12,00 a.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Marco, Sarah, Herbert e i tecnici compiono un primo
confronto tra quanto gli strumenti hanno registrato sul
fondo e i dati tecnici raccolti in superficie, nel
macrocomputer di bordo. Maxool  seduto tra loro. Non perde di vista
n i due scienziati n il confronto delle immagini che
consente la rilevazione degli spazi nella frattura centrale
della corazzata e conferma l'impossibilit di penetrarla.
Altre analisi vengono eseguite sulle registrazioni accanto
al castello corazzato, per calcolarne l'esatta inclinazione.
Nessuna delle immagini rivela la bench minima traccia
della luminescenza.
Domanderemo l'opinione di un biologo marino... anche
a pi d'uno. Marco ripete il suo parere: ...ritengo si
tratti di colonie di funghi o spore d'alta profondit cresciute
assieme ai ferrobatteri, sulle strutture del relitto.
Tra le cause, lei esclude una particolare radioattivit
del metallo?  Maxool, a porre la domanda.
Radioattivit provocata da quale elemento?
Juv anticipa la risposta di Sarah, facendo notare d'aver
gi controllato le reazioni dagli strumenti ...sia del ROV,
sia sui DR... I valori di reattivit sono rimasti sullo zero
assoluto in ogni immersione.
Ho trovato invece singolare nota Herbert, leggendo i
dati ...la conferma di un costante aumento della temperatura
intorno al relitto: da quattro gradi a dieci e undici.
 anomala a quella profondit...
E proprio questo potrebbe spiegare la presenza di microrganismi
o di funghi bioluminescenti. Cercheremo di
eseguire un prelievo sul corpo della corazzata.
Non le mancher l'occasione, professore, sorride
Maxool.

01,00 p.m., stesso giorno - Quarto mensa Xntas.
Durante la pausa del lunch, Arnei non si meraviglia
quando Maxool e Alex, sedendosi accanto a Sarah e a Juv,
scelgono lo stesso tavolo.
A quello accanto una sempre sorridente Julie e il suo
elegante accompagnatore siedono in mensa seguiti dagli
sguardi di tutti, evidentemente  molto apprezzata la leggera
tunica trasparente indossata sopra il costume dalla
ragazza.
Il nostro Comandante  perfetto, come cavaliere...
osserva l'uomo della Fondazione. Il suo assistente annuisce,
rinuncia a una battuta pesante ma gliela si legge negli
occhi.
Il pomo d'Adamo del nostro Jacques sta ballando su e
gi pi del solito, sembra che stia gorgheggiando bisbiglia
Sarah a Juv.
Non essere gelosa! a te non  venuto in mente di corteggiarlo.
Vedi lei come si prodiga, invece?
E vedi lui come reagisce, da vero sessantenne rincoglionito?
Juv, raggiungendo Herbert a fine dello spuntino, insiste
nel definire il caff preparato da Sebastian pessimo, come
sempre, se esce da infernali bollitori francesi, invece
che da una "napoletana"...
Io trovo il vostro espresso imbevibile...
La polemica dura il tempo d'una sigaretta sul ponte.
Poi Arnei, la Morasky, i tecnici dell'Infrasub e i due della
Fondazione si trasferiscono di nuovo tra i computer
della sala operativa per continuare analisi di dati e registrazioni.

Dalle 02,00 p.m., stesso giorno - Sala operativa.
Maxool si unisce all'quipe durante la seduta. Ormai si
presenta e si inserisce senza nemmeno chiederlo e Sarah
mostra d'essere manifestamente seccata; Marco, con uno
sforzo su se stesso, biascica in tono scherzoso una battuta
sui "padroni invadenti" per suggerirle, indirettamente, di
non reagire. Per adesso "loro" hanno il coltello dalla parte
del manico. Sarebbe impossibile reagire senza provocare
una reazione su una famiglia innocente. Il solo pensiero
gli toglie il respiro.
Deve fingersi d'accordo, prender tempo ora senza irritare
gli intrusi.
...Forse potrei comunicare con lei, senza farci sorprendere,
con quel particolare segno grafico del computer... quello che
usavamo durante i corsi specialistici di analisi e elaborazioni,
dopo la laurea. Quel codice scherzoso degli studenti per messaggi
molto personali, come "esci con me stasera?" oppure ",sei uno
stronzo!". Ma anche "stai attento" oppure "sbagli".
Se riesco a farmi tornar a mente com'era il segno d'allarme,
lei drizzerebbe le antenne.
No, non riesce a ricordare. Sarah continua a essere lontana,
presa dalle sue responsabilit; appena finita l'immersione
gi occorre preparare la prossima.
I meccanici stanno sostituendo il faro voltaico spezzato,
noi dobbiamo organizzarci per domani, preventivare i
movimenti sotto la poppa del Roma, zona timoni e eliche.
Probabile una corrente sensibile, sotto quella massa poggiata
sul fondo come una scogliera. La zona da studiare
dar qualche grattacapo ai nostri piloti. Non sar facile
manovrare in quella grotta d'acciaio tra le pale delle eliche
e i tre timoni, in parte sprofondati nel fango.
Si volge verso Arnei: Vuoi precisarci le tue esigenze?....
Voi conoscete lo scopo principale del mio studio sul Roma:
chiarire verso quale direzione stesse puntando l'ammiraglia
della flotta italiana. Oggi abbiamo raccolto rilevazioni
importanti sull'orientamento della prua e le abbiamo
inserite nel cervellone computerizzato di bordo. Le
rianalizzer al ritorno in Facolt, alla luce di altri elementi e cercher
di stabilire l'angolo di rotta dell'ammiraglio tenendo
conto della virata stretta del Roma per evitare d'essere colpito.
 importante il controllo sulla posizione dei timoni. A
poca distanza da loro esplose la prima bomba tedesca e voglio
verificare se e su quale angolo essi furono bloccati.
Inoltre per tentare di capire meglio il fenomeno di luminescenza
cercheremo di raschiare un punto fluorescente
aggiunge Sarah e recuperare un campione della patina
deposta sullo scafo...
Maxool si alza in piedi.
Dottoressa, la interrompo perch a nome della Fondazione,
stavo per chiedere a lei e all'amico Arnei... quanto
coincide proprio con questo programma!... Prosegue rallegrandosi
ancora una volta per aver contribuito alla realizzazione
della ricerca e "ritenendosi per cos dire in credito"
si reputa autorizzato a chiedere "qualcosa di pi".
Una breve, studiata esitazione cade nel perplesso silenzio
generale. Herbert vede la sua sacra sala operazioni
mutata in sede di conferenza e non nasconde la sua irritazione
uscendo sul ponte, ostentando una scrollata di spalle.
Non se ne cura affatto l'interessato e viene al punto alzando
la voce: La nostra Fondazione desidera un reperto
di consistente entit del Roma, un testimonial di forte impatto
emotivo da esibire ai mass media, quando annunceremo
i risultati di questa impresa....
Sarah e Juv si volgono sorpresi verso Marco, rimasto
impassibile.
Vi chiedo di portare in superficie quanto attirer la curiosit
generale assai pi, mi sia concesso dirlo, delle analisi
del professor Arnei. Le sue deduzioni saranno importanti
per la ricerca storica, ma di scarsa eco televisiva e
nella stampa. Accade purtroppo cos, oggi, anche per scoperte
scientifiche di rilievo. L'esibizione di "qualcosa"
strappato al mistero dell'alta profondit, attirer come api
al miele le TV dei principali TG del mondo. Avr quella risonanza
internazionale che molto ci interessa...
Il Comandante, intanto entrato in sala, resta interdetto
nell'ascoltare la richiesta di recupero; se l'operazione sia o
no fattibile dal punto di vista tecnico,  problema di Arnei
e della Morasky; il suo potrebbe nascere dalle proteste
delle autorit italiane ai suoi armatori. S'inalbera e prende
la parola avvicinandosi a Maxool.
Per rispetto non tanto verso di me, ma per regola di
cortesia, lei avrebbe dovuto comunicare la sua richiesta
alla mia persona, come responsabile di quanto accade a
bordo, e io l'avrei trasmessa alla Direzione Infrasub che
avrebbe inoltrato la sua domanda alla Marina italiana....
Maxool alza entrambe le mani al cielo: Lei ha ragione,
ha tutte le ragioni e le chiedo di volermi scusare....
Un susseguioso cenno del capo, un nervoso saliscendi
del pomo d'Adamo e il Comandante prosegue nello stesso
registro di voce: Lei sembra aver dimenticato che noi
dell'Infrasub, con le nostre navi di ricerca, otteniamo numerosi
incarichi di lavoro nelle acque territoriali italiane,
e non vorrei che....
Comandante! Consideri che stiamo operando in acque
internazionali, nessuno pu metter bocca...
S, ma gli italiani...
A loro ci pensiamo noi... li mettiamo in busta paga e
se ne staranno zitti e buoni.
Juv insorge, alzandosi in piedi: La sua  una frase insultante,
preferisco fingere di non averla sentita. Ma a titolo
personale, come ex ufficiale del mio paese, voglio dirle
che il relitto del Roma, tomba di milleseicento marinai, 
un sacrario intoccabile. Il professor Arnei ha garantito al
nostro capo di Stato Maggiore....
Ho gi discusso di questo con la persona dalla quale
lei dipende e da lui ho avuto risposta positiva... la nostra
richiesta  irrinunciabile. Ripeto: irrinunciabile.
Marco, senza guardar in faccia nessuno, si rivolge all'amico:
Non ti preoccupare Juv, e non si preoccupi neppure
lei, Comandante. Penser io a giustificare l'azione con
gli amici dello Stato Maggiore. Non preleveremo un reperto
dal castello di comando, o un'arma o qualsiasi parte
di interesse, diciamo cos storica, d'altronde non ci riusciremmo
nemmeno se lo volessimo. Mi limiter a raccogliere
un pezzo di dimensioni ridotte, compatibile con le limitate
capacit di trasporto dei minisub costruiti solo per la
ricerca....
La ringrazio Arnei per il suo chiarimento... e aggiungo
qualcosa, sulle intenzioni della Fondazione: il pezzo
recuperato sar diviso a met, per offrirne una parte al
Museo della Marina di Venezia. Conclude, fissando Juv:
Un altro cimelio sacro da aggiungere ai tanti....
Sarah, perplessa, afferra Marco per un braccio: Scusami,
ma adesso tu e io dobbiamo parlare a quattr'occhi....
Mi spiace, dottoressa, ma il suo collega debbo sequestrarlo
io il sorriso e il tono delle parole di Maxool sono inequivocabilmente
falsi, ma  difficile reagire, a meno di non
esplodere in una reazione violenta. Con freddezza respinge
la tentazione e trascina fuori dalla sala il suo assistente.
Non voglio perdere ancora un momento con questo
insopportabile chutzpah. Riprendiamo le analisi, e lasciamo
Marco a sbrigarsela da solo.

03,45 p.m., stesso giorno - Ponte di manovra Xntas.
Il mare, dopo l'increspatura portata dal vento del mezzogiorno,
nel pomeriggio si distende in calma oleosa. Allo
specchio di poppa, Sarah in T-shirt con ricamo di gondola
sulla schiena e l'appello "SAVE VENICE" sul petto,  accanto
a Juv a torso nudo e berretto militare. Sono al controllo dei
sistemi d'alimentazione dei DR sottocarica sin dal primo
momento dell'emersione. Ferve grande attivit, malgrado
il caldo sia asfissiante. Suda copiosamente il meccanico di
bordo, dai serbatoi sotto il ponte di volo dell'elicottero versa
gasolio ai generatori che dovranno lavorare ancora per
quattro ore. Sudano ancor pi di Juv, il marinaio e il sommozzatore
incaricati di sostituire la calce sodata nei filtri
destinati a assorbire il C02 nelle ore di immersione.
Debbo confessarti che l'odore di questa calce mi fa
quasi vomitare...
Non  una novit.
No, non lo ... ma  per dirti del gentiluomo con la
barba: mi provoca la stessa nausea.
A me lo dici? In Israele i tipi cos li chiamiamo chutzpah,
in yiddish indica gente falsa, intriganti di cui diffidare...
Quand'ero bambina a Tel Aviv lo si diceva di Arafat,
ora non pi,  diventato il nostro miglior amico...
Credimi, Sarah, sento un'atmosfera pesante, attorno a
noi... la morte del povero Lorenz, l'invadenza del barbuto
e dei suoi accoliti.
Il barbuto, mio caro,... se stringe i cordoni della borsa,
manda a monte tutta la nostra impresa.
Potrebbe toglierci l'incarico e proseguire con tecnici di
bordo?... in effetti, dove giace il Roma adesso lo sa anche
lui...
Credo che questo pericolo spieghi l'atteggiamento remissivo
di Marco. Lo conosco da vent'anni ma non l'ho
mai visto cos timoroso...
Calarsi le braghe non serve con gente come questa.
Penso che... Juv  interrotto dal sopraggiungere di Alex
e due del gruppo.
Dottoressa possiamo esserle utili? Siamo qui per collaborare....

09,30 p.m., stesso giorno - Cabine sottoponte.
Lei vuole proprio irritarmi, Arnei. Non onora la parola
data, tenta di confabulare con la sua amica...
Io non le ho dato nessuna parola e Sarah Morasky non
 mia "amica" nel senso da lei sottinteso...
Di questo mi rallegro, vista la relativa avvenenza della
signorina. Oddio!... m' sfuggita ancora una volta una
parola di troppo. Mi perdoni...
No, lei  sgradevole, sa di esserlo e le piace. Se mi lascia
parlare...
Stia zitto, invece Maxool  abilissimo nel passare dagli
accenti cordiali a toni aggressivi, brutali: Lei, questa
sera, resti nella sua cabina. Le far portare la cena, diremo
che sta studiando i dati raccolti oggi e vuole essere lasciato
in pace.
 assurdo! Chi mi conosce sa che Sarah e io questo lavoro
lo portiamo avanti insieme...
Esegua i miei ordini, eviter la tentazione delle chiacchiere,
apprezzer il valore del silenzio. Ha visto come 
stato ragionevole il suo amico Juv? Mi era stato descritto
come una testa calda, s' rivelato un pecorone...
Lei non lo conosce,  un uomo di grande valore e
coraggio...
Lasci perdere, Arnei. Si riposi, stia tranquillo...
Non tenta di dissimulare la sua arroganza, convinto di
trovarsi al momento cruciale della sua operazione. Nella
certezza d'aver saldamente in mano la situazione, agisce di
conseguenza. Percepisce crescente ostilit, diffidenza, ma
non se ne preoccupa, salvo prendere le sue precauzioni.
Alex terr sotto controllo la sua cabina con la stessa attenzione
con la quale i miei ragazzi proteggono la sua famigliola.
A proposito, i miei uomini laggi, sulla Costa
Viola, eseguono il loro compito con tanta affettuosit da
riscuotere in casa Arnei molta simpatia continua senza
badare alle sfumature la sua figliola pi grande pare sia
molto tenera con il nostro David...
Precede l'inevitabile reazione aggiungendo: Resti seduto,
professore: le ho comunicato una buona notizia, dovrebbe
rallegrarsene. Le auguro la buonanotte, pregandola
di non tentare nuovi sotterfugi domani. Come lei ha
forse intuito, il bravo Burt per noi  di famiglia... da tempo
lo consideriamo un tecnico di massima affidabilit...
Sar, una notte agitata. Marco continua a non intravedere
ipotesi di soluzione.
Forse la mia assenza nel quarto mensa comincer a insinuare
qualche dubbio in Sarah e Juv... ma anche se cos fosse cosa potrebbe
cambiare? Siamo coinvolti nelle trame di un gruppo di
professionisti, di malavitosi. Hanno scopi per me indecifrabili, io
detesto i romanzi polizieschi e i loro intrecci troppo complicati...
Durante la cena Sarah e Juv s'erano scambiati interrogativi
sull'assenza dell'amico, proprio come lui ha sperato.
Cercano di raggiungerlo nel suo alloggio, ma ancora
una volta Alex blocca, adducendo una scusa incredibile
per chi conosce Marco da tempo.
Il professore  stanco, non vuol essere disturbato.
Stanco?... non vuol essere disturbato? Parole sconosciute
nel linguaggio del gruppo Arnei.
Confabulano sottovoce, Juv e Sarah. Seduti a poppa,
nella gran pace della notte scesa sul mare, appena turbati
dal brusio lieve dei gruppi generatori.
Sono confusamente giunti a una conclusione: Marco
non vuol parlare con loro perch costretto a un accordo
con Maxool. Ma quale? Crollano dal sonno, non riusciranno
a trovare una risposta, adesso. E per di pi mancano
ormai poche ore, alla ripresa del lavoro.
Con un bacio in fronte, uno Juv inquieto spedisce a dormire
la sua amica. Sarah, una volta in cabina, resta a lungo
con gli occhi spalancati, nel buio ascolta lo sciacquio di
onde lievi, il suono dell'acqua che batte sulla fiancata, il
lontano suono del quarto di guardia. Il sonno la vince senza
esser riuscita a darsi nemmeno una vaga risposta alle
domande poste con Juv. Quando finalmente sprofonda
nel nulla manca ormai poco all'inizio di un altro giorno di
lavoro duro e difficile.
La terza missione in alta profondit preoccupa anche
Juv. Non s' gettato in cuccetta e diversamente da Sarah
ha preferito togliersi di mente interrogativi ai quali non sa
rispondere. Sul ponte di manovra anticipa il check dei vari
sistemi automatici del Jerry e del Tom, cancella dalla
mente ogni apprensione, sa che occorre serenit in operazioni
sulle quali, malgrado ogni controllo, grava l'incognita
dell'imprevisto e dell'imprevedibile. E pu bastare
un nonnulla a provocare una tragedia.

Dalle 04,00 a.m., 6giorno di missione - Ponte di manovra Xntas.
Ancora oscurit fitta a trenta minuti dall'immersione.
Non brilla n la luce lunare n quella delle stelle, questa
notte. Un manto di bruma s' esteso, ha circondato la nave.
Tazza di caff in mano, Marco appare sul ponte, pallido
come non mai e raggiunge la zona illuminata attorno ai
DR. Accanto a Juv, anche Sarah ha una tazza in mano;
scattante e precisa negli ordini non sembra aver dormito
solo un paio d'ore. Chiede un'ultima verifica al faro voltaico
montato la sera prima, vede Marco e lo saluta con un
cenno di mano e uno sguardo preoccupato. L'amico, che
ha gi accanto Maxool, cerca di rassicurarla, dicendole
d'essere in perfetta forma.
Veramente non mi sembri nelle condizioni migliori...
obietta Sarah in una battuta senza seguito perch, come
sempre, c' chi sa cambiare argomento.
Una buona notizia per lei e per tutti, dottoressa
Maxool, con thermos e bicchieri di carta in mano, versa
caff nella tazza di Sarah: La Fondazione da me interpellata
accetta di prolungare di due giorni le operazioni dello
Xntas, considerata la nostra richiesta relativa al trasporto
in superficie di un reperto. Vorrei pregarla di studiare con
Arnei, durante l'immersione come eseguire il recupero
domani. S'apre in un largo sorriso e: Appena ottenuto
quanto ci interessa, noi ce ne andremo con il Fox e vi lasceremo
concludere le vostre ricerche senza interferire.
Sarah nasconde un sospiro di sollievo, d'improvviso le
appare giustificata la condiscendenza di Marco: evidentemente,
gli preme togliersi dai piedi questa banda di rompiscatole.
Lei e Juv avevano esagerato nel criticarlo, forse
aveva saputo valutare la situazione meglio di loro.
Conclusa la ricognizione alle eliche e ai timoni di poppa,
ci sposteremo per stabilire il punto dove eseguire l'operazione
reperto... In pratica nulla cambia rispetto al
piano elaborato... Marco si  rivolto a Sarah e lei risponde
rivolgendosi anche a Maxool.
Di conseguenza la nostra permanenza tra timoni e eliche
dovr ridursi di venti minuti, ma torneremo a completare
le rilevazioni in uno dei giorni supplementari che
lei ha ottenuto per noi. E di questo la ringrazio... ma ora,
a imbarcarci! presto.
Juv, alla centralina degli impianti di manovra, visti i
boccaporti dei minisub richiudersi sui quattro acquanauti
sistemati e incinghiati ai loro posti, segnala ai sommozzatori
di attivarsi per lo sgancio dai cavi del Jerry e del Tom
appena posati in mare.
Meno di dieci minuti e le due sfere trasparenti, protette
dall'invincibile scheletro di titanio, calano nello spazio
buio e estraneo dove l'alto e il basso non contano.
Da bordo, a un minuto dall'immersione, le luci di servizio
dei DR sono appena percettibili nell'immensit che li
sta inghiottendo. Venti secondi dopo sono scomparse.

Dalle 04,30 a.m., stesso giorno - Sul relitto del Roma.
Pressione a pi 3... velocit discesa a meno 4... I
messaggi sintetizzati dai transponder rimbalzano tra il
Tom e il Jerry.
Sul fondo fra diciotto minuti esatti.
Burt indica a Marco il pannello: Aventi metri l'uno dall'altro
caliamo tranquilli come su binari verticali di ascensori
paralleli... Abbiamo un unico problema: quale CD scegliere
per oggi? Cosa ne pensa, professore di una discesa
scandita dal concerto in fa minore di Boccherini?....
Marco con un gesto della mano fa capire di apprezzare
la scelta;  simpatico, Burt, esperto come pilota.
S, ma perch Maxool ha affermato con tranquilla sicurezza,
"quell'uomo  nostro"?
Sar vero?... debbo cercare d'accertarmene.
Un pesce abissale appare oltre il perspex, muove sinuoso
come andasse a tempo con le note del concerto. Poi  la volta
di forme gelatinose d'infime dimensioni: sfiorano il globo
trasparente, scompaiono nel nulla da dove erano giunte.
Un relitto  una miniera di informazioni se si sa cosa si vuole
cercare. E io lo sapevo, avevo le idee chiare affrontando la missione
sul Roma. Adesso un problema imprevedibile e angoscioso interferisce,
turba, il mio lavoro e rischia di portarmi fuori pista...
Non deve accadere! esclama tra i denti senza che Burt
possa sentirlo, le note di Boccherini nelle varianti sul tema
sono alte. Continuano in un crescendo che si conclude pochi
minuti prima del segnale di Sarah ai piloti: invertire i
propulsori, arrestare la discesa.
A un minuto dal fondo, un silenzio sepolcrale avvolge i
due globi immobili. Appaiono le prime linee del relitto: la
luminescenza  evidente anche dall'angolazione con la
quale oggi lo hanno avvicinato.
Non si sono accese luci esterne ai DR, le interne sono ridotte
a zero staccando ogni contatto al pannello della
strumentazione. Nel buio assoluto e nella trasparenza dell'acqua,
tutta l'area della poppa  visibile, verdastra ombra
di fantasma.
Miliardi di lucciole si sono poggiate sugli spalti di un
castello, e...
Lascia perdere le lucciole, Christian interrompe Sarah
leggi troppi libri di favole a tuo figlio. Prepariamoci
a procedere.
Il suo tono vuole essere quello di sempre, sbrigativo e
freddo, ma questa volta non le  riuscito; si farebbe tagliare
la lingua prima d'ammetterlo, ma anche lei  turbata
dalla visione della massa luminescente.
Ancora una breve discesa e i DR accostano la zona poppiera
del Roma. Dei tre immensi timoni ne appare uno, in
parte sprofonda nella melma del fondale.
Avanti lentamente.
Roger.
Accensione! Siamo nel punto scelto per l'inizio della
ricognizione.
Le sfere tornano luminose. Sotto la muraglia d'acciaio,
alta come navata di cattedrale, muovono tra timoni e eliche
del Roma nella struttura dell'arco di poppa.
Sarah vede Marco all'interno della trasparente cabina
mentre segna schizzi per memorizzare la visione. Il suo
minisub,  accanto al timone centrale. I fari voltaici riescono
a illuminarne la superficie solo parzialmente malgrado
la loro potenza; di conseguenza l'osservazione si compie
sommando fra loro i dati parziali.
07,00 a.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Se Herbert, Juv, i due tecnici, concentrati sui segnali e i
dati inviati in superficie dai DR in azione, osservassero anche
il piccolo monitor regolato sulle immagini satellitari
delle condizioni meteo, noterebbero qualcosa di anomalo.
Nella schermata si disegna il segnale di masse nuvolose in
movimento a nord del Golfo del Leone. Nella concentrazione
del momento, non distolgono nemmeno per un istante
lo sguardo dagli strumenti davanti ai loro occhi. Nemmeno
uno sguardo casuale cade sul monitor meteo.
A bordo di ogni nave c' per chi ha il compito di tenere
sotto controllo i dati meteorologici.  non solo dovere
ma consuetudine; e infatti Ha-San, uomo di mare esperto
e responsabile, sta gi notando l'avvisaglia d'allarme negli
strumenti di controllo in plancia.
Se quella perturbazione si sposta nel quadrante sudovest,
ci raggiunge e ci investe. In quel caso sar bene
muoversi di qui... e in fretta!
Il punto dove lo Xntas  ancorato ai satelliti  molto
scoperto; tra il mare aperto e le Bocche di Bonifacio moltiplicatrici
del vento di maestrale, Ha-San sa bene quale inferno
potrebbe scatenarsi. E quanto sia sconsigliabile il restare
nell'attuale ormeggio.

07,30 a.m., stesso giorno - Nel relitto del Roma.
Muovendo sotto la poppa della corazzata, Marco e Sarah
hanno individuato lo squarcio provocato dalla prima
bomba che perfor la struttura della nave, attravers l'intero
scafo e esplose in acqua non lontana da eliche e timoni,
che appaiono per intatti agli acquanauti.
Arnei ne  sorpreso. Nota poi il computer calcolarne
l'orientamento (trenta gradi a dritta rispetto all'asse della
nave) e resta perplesso.
Se danno vi fu, tanto da impedire ogni successiva manovra,
la causa sarebbe da attribuire non a danneggiamento nei timoni
ma a una avaria interna agli impianti, dovuta al contraccolpo
dell'esplosione...
Ora, verso le eliche chiede a Sarah e ai piloti.
Puntate le voltaiche sulla prima, a dritta.
Roger.
Le pale dell'elica di dritta sono in parte sepolte nel fango.
Ma la conseguenza della bomba  evidente: ne manca
una, altre due sembrano leggermente fuori asse.
Forse per questo motivo chi era ai comandi del Roma non
riusc a scampare alla seconda bomba. Il Dornier aveva sotto di
lui un bersaglio passato dai trenta nodi di velocit a meno di
dieci... facile colpirlo di nuovo, centrarlo con tanta precisione.
A un suo cenno, il pilota immobilizza il DR per permettere
agli impianti automatici di scattare fotografie su
quanto illuminato anche dal faro del minisub gemello.
Burt, per il momento non impegnato ai comandi, punta il
dito verso la pala spezzata e le altre contorte.
Per aver colpito cos bene con le loro bombe osserva
gli aerei tedeschi non dovevano volare nella stratosfera...
Per nulla!... erano a meno di 1700 metri, approfittando
della mancata difesa contraerea.
Un vero suicidio...
Purtroppo molti, sulla corazzata, consideravano la
guerra finita, non intendevano combattere...
Questo  costato loro la vita.
A non combattere ci si rimette sempre, hai ragione.
Si ripete l'operazione di controllo anche sull'altra elica,
poi Sarah spegne la lampada voltaica.
Raggiungiamo la zona prodiera ordina ...navigazione
discostata dal relitto, per evitare pericoli.
 ancora la voce di Sarah a rompere il silenzio, mezz'ora
dopo, quando i DR sono sull'area prescelta per la seconda
osservazione.
Riaccesi i proiettori, i fasci di luce s'allungano verso il
vuoto, l dove si trovava la casamatta dei 381.
A pochi metri s'apre lo squarcio provocato dalla bomba
razzo.
Osservate attentamente. Ditemi se ritenete possibile si
possa metter il naso da quelle parti, per capire fino in fondo
la dinamica dell'impatto...
Fino in fondo? l'interrompe Sarah gracchiando dal
transponder.
Fino in fondo  un modo di dire italiano, dovresti saperlo.
Significa lavorare con seriet.
Pu anche significare ficcarsi nei guai Sarah conosce
bene il suo amico, sa quanto sia impossibile convincerlo a
rinunciare a un programma se lo considera essenziale per
le sue analisi. In casi simili sta a lei rendere possibile anche
l'impossibile.
Marco ascoltami la voce di Sarah non  polemica la
mia opinione  di tentare l'esplorazione nell'antro aperto
e devastato dalla bomba, ma solo dopo aver analizzato
attentamente, sullo Xntas, le immagini che stiamo registrando.
Sarah, tu comandi, io obbedisco...
Veramente  il contrario, ma in questo caso vorrei tu
mi dessi ascolto. Il nostro ineffabile padrone ci ha concesso
due giorni di pi, approfittiamone! In sala operativa
potremo studiare a fondo le modalit per consentirti di
entrare nel corpo della corazzata.
Mentre i transponder dialogano, il Jerry ha cambiato
posizione. Affiancato al Tom, aggiunge la forza del suo faro
al primo gi puntato sulla bocca spalancata nell'acciaio
del ponte.
Burt, come Marco gli chiede, ne sfiora il bordo.
Sembra l'interno di un cratere lunare.
Simultaneamente, nella sala operativa dello Xntas
Le stesse immagini appaiono sui monitor collegati al
fondo. La visione della voragine provocata dalla bomba
sulla tolda del Roma, trasmessa dai DR,  confrontata da
Maxool, seduto accanto a Herbert, con alcune foto che ha
in mano.
Vede? Dal punto dell'esplosione si alz una nube
enorme, terrificante, ma non diversa da quelle prodotte in
guerra dalle bombe a alto potenziale. Eppure... guardi
questa foto scattata solo pochi secondi dopo l'impatto sul
Roma... la nube gi alzata per millecinquecento metri
sembra si sia portata via la casamatta di prora come una
foglia morta. No, quella sul Roma non  stata un'esplosione
come mille e mille altre...
Seduto in disparte, a fondo sala: Ha imparato bene la
lezione, l'amico... borbotta Juv ascoltandolo.
Herbert, come gli altri,  impressionato dalle immagini
del baratro di morte.
Stiamo registrando una visione invertita alla logica fisica
di un'esplosione... la corazza perforata ricade all'interno,
il suo bordo sembra, si direbbe, un anello di cera
colata. Se ricordo bene, non era per di cera quella corazza,
ma di 350 millimetri di acciaio temprato.
La versione ufficiale spiega l'esplosione apocalittica,
sostenendo che la bomba raggiunse il deposito "cariche di
lancio" per i cannoni di grosso calibro.
Dove era accumulata la cordite?
Questo  quanto sostengono gli esperti. E citano il caso
verificatosi nella battaglia dello Jutland, durante la Prima
guerra mondiale: quando una nave da battaglia britannica,
centrata nel deposito esplosivi, fin letteralmente polverizzata
e scomparve tanto rapidamente che l'incrociatore
al suo seguito, passando subito dopo nelle acque dove
era avvenuta l'esplosione, non urt un solo resto ancora
galleggiante...
Nella Seconda Guerra Mondiale la corazzata Hood,
colpita nei depositi di cordite, si disintegr. Era la pi
possente nave da battaglia della Marina inglese aggiunge
Herbert.
Il punto controverso messo in evidenza dal professor
Arnei  proprio questo: il Roma non s' disintegrato. 
diventato rovente, uno spaventoso calore ha devastato la
nave, provocato lo scoppio delle gigantesche turbine che
gli permettevano di filare all'incredibile velocit, per una
corazzata, di trenta nodi.
Se si esclude lo scoppio degli esplosivi per i grossi calibri,
a cosa si attribuisce questo calore... da evento fantascientifico?
Non so risponderle. La cordite spiega l'esplosione,
non l'inferno della fusione... Per questo noi abbiamo finanziato
Arnei. Ci ha colpito la sua ostinazione nel ritenere
in errore gli storici della Marina, la sua determinazione
a voler cercare un'altra verit...

Stesso giorno, in una citt mediorientale non identificata.
Pi o meno nel medesimo momento, a parte la differenza
di due ore per il fuso orario, dell'esplosione sul
Roma di quella potente bomba parlano alcune persone,
che indossano divise militari di diversi paesi, e altre in
abiti civili. Seduti in un pulmino Mercedes, attraversano il
traffico caotico di una metropoli superpopolata, preceduti
da agenti in motocicletta e da una camionetta carica di
armati.
Nel Mercedes riconosciamo alcuni volti apparsi nelle
riunioni al castello degli Hommayad, ma non solo loro.
L'uomo in borghese - Idris, presente nei vari incontri -
siede accanto all'anziano professore di fisica visto al lavoro
nei laboratori del MIT. Dietro a loro, due militari in una
divisa povera e molto diversa dalle altre (vengono dal
Kazakhstan e dal Dagestan ha sussurrato Idris all'americano,
mentre salivano sul pulmino) e un europeo di bassa
statura, dall'espressione sfuggente sotto un gran ciuffo di
capelli biondi. Si sta rivolgendo a un ufficiale siriano d'alto
grado. Osservi queste foto con attenzione... Sono le
stesse in quel momento nelle mani di Thomas Maxool a
oltre tremila chilometri da l: l'immagine-documento del
corpo del Roma dilaniato dalla FX 1400.
Un generale libico, che siede accanto ai due, mormora
"la conosco" e il suo vicino aggiunge "impressionante",
mentre mani rozze e altre curate fino all'effeminatezza si
passano la fotografia.
Pulmino e scorta, lasciato il largo viale del centro e il
traffico caotico percorrono strade tagliate in linea retta in
un paesaggio urbano moderno ma cadente, a tratti miserabile.
Una periferia anonima, poi un'area deserta. La taglia,
parallelo alla strada, un alto muro di cemento sovrastato
a distanze regolari da torrette dove si intravedono
dei militari.
Un paio di chilometri, poi nel muro s'apre un cancello
vigilato da guardie armate. Lo varcano, percorrono un
giardino con palme secolari, giungono a un posto di guardia;
qui motociclisti e militari della camionetta di scorta
scompaiono e i passeggeri del pulmino sono sottoposti a
una sommaria perquisizione.
Un ufficiale vistosamente adornato di decorazioni, accompagna
il gruppo, a piedi, fino alla scala d'ingresso d'un
palazzo tanto imponente quanto di cattivo gusto.
Scenografia da mille e una notte!... stupisce il fisico
del MIT. E uno dei militari sussurra: Non ha mai permesso
alla missione ONU di visitarlo....
Un ufficiale della Polizia militare e quattro subordinati
li attendono a un secondo posto di controllo per una pi
accurata perquisizione: sono cortesemente pregati di spogliarsi
e di consegnare qualunque oggetto in loro possesso:
dopo occhiali da sole, portafogli, penne stilografiche,
documenti, sequestrano anche, scusandosi, le armi dei
militari (Ha un terrore maniacale degli attentati... mormora
uno dei perquisiti, sicuramente esperto in proposito).
Alla vista del passaporto poggiato sul tavolo dall'anziano
scienziato del MIT, Americano?... chiede l'ufficiale
con un sorriso ambiguo.
Solo per l'anagrafe, fratello risponde l'altro. E Idris,
fulminando con un'occhiata la diffidente guardia, mormora,
vagamente minaccioso: Dio sia con te, fratello....
Il gruppo, scortato da due dei P.M., riprende il cammino,
supera un cortile circondato da alte colonne e nel silenzio,
rallegrato dal fruscio dell'acqua di due fontane unite da
zampillanti cascate, giunge infine a destinazione: la bassa
struttura di un bunker mimetizzato e confuso nel verde.
Sul portoncino blindato gli ospiti sono attesi da altri militari
dalla divisa impeccabile, La Guardia Presidenziale...
sussurra qualcuno dei visitatori, mentre vengono introdotti
in una sala senza finestre. L'illumina un lampadario di
Murano di grandezza spropositata che ha centinaia di lampadine
accese tra migliaia di piccole sfere in vetro. Sfavillano
riflessi rossi e neri sulle pareti del vasto ambiente chiuso
su tre lati da un unico divano di velluto verde, dove tutti sono
invitati a sedere. Al centro, accanto a un tavolo di legno
massiccio, un apparato visionatore di modello recente poggia
su una mensola metallica.
Il livello dei condizionatori  regolato a temperatura
molto bassa; un salto brusco per i convitati provenienti
dal calore da fornace dell'esterno.
Forse anche lui parteciper a questa riunione esclama
una voce alle loro spalle. Un uomo con gradi di ufficiale
superiore e due file di nastrini al petto, che evocano campagne
militari e decorazioni, li ha raggiunti; molti dei presenti
lo conoscono bene, scambiano un saluto formalmente
militare, ma alcuni anche un abbraccio e l'immancabile
bacio del mondo arabo.
Convenevoli di qualche minuto, poi ciascuno torna al
posto assegnato.
Io ho seguito l'intera operazione, ma non ho mai parlato
al presidente del progetto portato avanti dalla Fondazione.
Solo quando ho saputo dell'ormai vicina conclusione
di ogni ricerca, gli ho prospettato la straordinaria importanza
strategica (e quindi politica) che potrebbe derivare
da una... cerca di sorridere, l'uomo gallonato
...come dire? messa in pratica di quanto scoperto e reso
operativo dai vostri scienziati, che Dio renda loro merito.
Una breve pausa, poi un cenno al ritratto sulla parete alle
sue spalle. Quando ieri notte lui  tornato sull'argomento,
ho disposto per un incontro che consenta subito un
chiarimento, non solo con chi offre il prodotto ma anche
alla presenza di alti ufficiali di paesi fratelli... Vi ringrazio
per esservi detti disponibili.
Un telefono ronza flebilmente. L'alto ufficiale l'afferra,
ascolta, riabbassa il ricevitore e si limita a poche parole.
 gi qui... non  solo.
Il padrone di casa appare e tutti scattano in piedi, salutando
militarmente. Risponde con lo stesso gesto e un abbozzo
di sorriso.
Ben oltre la mezza et, ha il viso segnato da profonde
rughe, gli occhi appena visibili tra palpebre grasse o forse
gonfie di stanchezza; il fisico pesante l'ha obbligato a un
ingresso in sala a passo lento, ma  riuscito a trasmettere,
in quell'incedere, la solennit del capo assoluto. Appena
siede, dalla stessa porta appare un altro ospite vestito d'una
lunga gellaba bianca.
Abu  venuto per noi il rais parla a voce bassa, osservando
a uno a uno i suoi ospiti con uno sguardo circolare:
Ha rischiato molto finanziando questo progetto e rischia
la vita abbandonando il suo rifugio. C' chi lo vuole morto,
a ogni costo... anche coloro che si dicono fratelli alla
luce del sole, ma nel buio sono pronti a tradire....
Abu, intanto, s' avvicinato al gruppo e ha abbracciato
Idris: ...mio carissimo fratello....
E proprio lui, appena il padrone di casa gli rivolge un
cenno con il capo, prende la parola.
Estrae alcuni fogli di tasca (non li consulter mai) e con
voce ferma inizia a parlare.
Presidente, evocher in estrema sintesi la genesi del
progetto per dirti della sua conclusione. Nostro fratello
Abu, dovr con pazienza ascoltare qualcosa che gi conosce...
Cerchi di essere breve, in questa sala c' chi ha poco
tempo... interrompe l'ufficiale addetto agli onori di casa;
subito lo contraddice per il suo capo: Il tempo ha poca
importanza, in questa riunione... la vicenda  troppo importante.
Toglie una sigaretta da un pacchetto e aggiunge,
rivolgendosi a Idris, Prego....
Mi aiuter con immagini registrate, Eccellenza...
Sul quadrante luminoso una foto sbiadita riproduce
l'esile figura d'un europeo d'altri tempi, ben vestito, di
mezza et.
Questo ritratto risale al 1926. L'uomo fotografato  lo
scienziato tedesco Joachim Munch, collaboratore e poi antagonista
del pi che famoso Albert Einstein. Negli anni
Trenta Munch non si rifugi negli Stati Uniti, come il suo
maestro, ma rimase in Germania...
Una seconda foto mostra l'uomo ritratto in un laboratorio.
Munch ader al nazismo, probabilmente solo per odio
verso Einstein, e ottenne facilitazioni per portare avanti
studi e esperimenti, molti dei quali coronati da successo.
All'Universit di Lipsia riusc a mettere a punto, tra il '38 e
il '39 un convertitore di onde elettromagnetiche, "curvandole"
con l'aiuto del mericio e altri elementi portati a tali livelli
di temperatura da liquefare materie solide anche di
massima compattezza. Munch ipotizz allora l'applicazione
del principio alla produzione di un esplosivo capace di
fondere qualsiasi difesa. Molto probabilmente, poich invidiato
dagli esponenti della scienza ufficiale tedesca e comunque
a seguito delle lotte interne tra cattedratici nazisti,
Munch venne improvvisamente incarcerato dalla Gestapo
come "amico della cricca sionista, discepolo dell'ebreo
Einstein" (lui, che lo odiava!). Ci si ricord di Munch nel '43,
quando la vittoria-lampo sognata da Hitler non sembrava
pi a portata di mano e qualcuno a Berlino parl dei suoi
esperimenti al ministro dell'Industria Bellica, Albert Speer.
Perch non tentare di rimettere in piedi il suo team e giungere
alla produzione e all'impiego tattico dell'"energia
Munch"? Speer senza esitazioni diede ordine di prelevare
il fisico dal campo di concentramento in cui si trovava.
Sullo schermo del proiettore l'immagine cambia: In questa
foto scattata appena Munch venne liberato, lo scienziato
rispetto all'altra immagine sembra pi vecchio di cent'anni,
mentre ne erano passati solo cinque. Speer eman un ordine
di "priorit assoluta" sul progetto, e a disposizione del fisico
vennero messi laboratori, tecnici e ingenti mezzi. Ecco
l'ordine autografo del ministro di proseguire con la massima
velocit nella sperimentazione per trasformare degli
studi teorici in programma produttivo....
Il relatore  interrotto dal suo ospite: Di una superbomba
tedesca a suo tempo si lesse molto nelle relazioni
angloamericane e russe sulle armi segrete di Hitler. Ma
non emerse nulla di concreto...
Loro, invece, sono riusciti a sapere qualcosa di molto
preciso sorride Abu, indicando con la testa Idris e il fisico
americano seduto alle sue spalle.
Ovvero?...
Ovvero la relazione inviata a Speer relativa alla bomba
con "esplosivo Munch" sganciata su un bersaglio in cemento
e acciaio in Polonia. I nostri agenti l'hanno trovata,
eccola sullo schermo:  datata giugno '43, e informa dell'obiettivo
completamente distrutto...
Normale, se la bomba era di grosso calibro.
Eccellenza, il cemento e l'acciaio letteralmente scomparvero,
un cratere si apr dove l'MI aveva provocato un'onda
di calore pari a quella prodotta al culmine di un'eruzione
vulcanica. Il bunker-cavia venne letteralmente liquefatto.
Il "rais" si sta accendendo una sigaretta e resta un istante
immobile, la fiammella dell'accendino accesa.
Esiste una prova concreta?
La prego di osservare sul monitor la serie apparentemente
anonima di queste foto, Abu le conosce e le trov
convincenti, poche settimane fa... tanto da decidersi a aumentare
il suo contributo...
Chiamato in causa, l'uomo in bianco mormora: Per la
jihd posso offrire anche la vita. La guerra santa  al centro
d'ogni mio pensiero....
La relazione riprende, ancora con il supporto d'immagini.
Agenti della Fondazione hanno raccolto materiali, risultati
preziosi alle nostre analisi, nel fondo del lago creato
dall'esplosione.
Appare un'altra diapositiva, molto singolare.
Questa visione  stata ottenuta con pellicola ultrasensibile
e una posa notturna di due ore... Come vedete, le
acque appaiono fluorescenti...
Torniamo all'esplosivo...
Eccellenza, la fluorescenza  direttamente in rapporto
con la sua potenza ... Dimostra una persistenza di reazione
provata anche dalle acque del lago: non gelano mai,
nemmeno quando abbiamo registrato, lo scorso inverno,
temperature glaciali...
Insomma, queste immagini pi i dati e i reperti raccolti
vi hanno convinto: il test di Munch si concluse positivamente?
S, eccellenza. E infatti la Luftwaffe decise di produrre
subito quell'esplosivo per impiegarlo in un'arma di nuova
costruzione. Ecco l'immagine... Sullo schermo appare
una sorta di razzo: Questo precursore dei missili d'oggi
venne progettato dall'ingegnere Max Kramer. Aveva
un'apertura alare di quattro metri, trasportato e sganciato
da un bombardiere, era spinto da un motore al permanganato
potassico e poteva raggiungere il bersaglio guidato
da un telecomando. Dichiarato "pronto all'uso" nell'agosto
'43, Hitler il 6 settembre ne ordin il lancio su Londra,
obiettivo l'edificio dove si riteneva fosse il quartier generale
di Winston Churchill.
Il rais sorride impercettibilmente: Sarebbe stato un
buon bersaglio!.
Gi... ma Hitler il mattino del 9 diram un contrordine,
volle impiegarla "per punire gli italiani traditori". La
Luftwaffe vol all'attacco della flotta italiana e ne colp
l'ammiraglia con l'arma nuova carica dell'"esplosivo di
Munch". L'intero scafo s'arrovent, in alcuni punti si fuse,
colando a picco in pochi minuti la nave da battaglia pi
potente del Mediterraneo.
Questo  un fatto storico, ma la storia non parla n di
questo Munch n della sua arma l'obiezione viene dall'alto
ufficiale libico e riceve un pensieroso segno d'assenso
di molti dei presenti.
Per rispondere, lascio la parola al nostro agente migliore...
Idris indica l'uomo piccolo, biondastro che ha
tenuto sino a ora lo sguardo fisso a terra.
Si alza, e agendo sul telecomando del visore, cambia la
sequenza d'immagini. Sullo schermo scattano visioni in
bianco e nero di un'area devastata.
Eccellenza, queste foto possono spiegare perch la
bomba Munch fece colare a picco la corazzata italiana, ma
sarebbe stata la prima e l'ultima a essere utilizzata da Hitler.
Lei sta osservando rovine di edifici distrutti, i resti dei
laboratori e della fabbrica per la produzione dell'MI, come
chiamarono i tedeschi il nuovo esplosivo. Il 12 ottobre
'43, poco pi di un mese dopo il successo di Munch, numerose
ondate di Flying Fortress americane compirono
una devastante incursione sull'area industriale della Westfalia.
Era uno dei tanti bombardamenti strategici su
obiettivi militari e industriali, ma ottenne un risultato assai
pi importante: oltre a distruggere, assieme a tanti altri
impianti, anche laboratori e fabbriche dell'MI, seppell
sotto le macerie il fisico e i suoi collaboratori. Quel bombardamento
garant probabilmente la vittoria degli Alleati.
Dai documenti ufficiali che ora appaiono sulla schermata,
sappiamo quale era il piano di Speer vanificato dall'azione
aerea: trasferire gli impianti bellici della Westfalia,
e in particolare quelli relativi alla produzione dell'MI,
in aree sotterranee approntate sotto i massicci alpini. Se ci
fosse riuscito, in quelle caverne irraggiungibili dalle bombe
angloamericane si sarebbe continuato a produrre l'MI,
e probabilmente Eisenhower sarebbe stato fermato al Reno
e Stalin sulla Vistola...
Un brusio si leva dai presenti. Sono tutti sorpresi, perplessi
alcuni, convinti altri.
Un secco Silenzio, vi prego!...  pronunciato dall'unico
a non aver dato alcun segno d'emozione.
Grazie, eccellenza il biondino lascia la parola a Idris,
ancora in piedi di fronte a tutti.
Eccellenza, non certo a lei, n ad altri ufficiali presenti,
debbo far notare come un esplosivo simile sia in grado di
capovolgere le sorti di un conflitto. Di costringere a miti
consigli un avversario arrogante...
Abu non lo lascia continuare, a bassa voce l'interrompe
fissandolo negli occhi: Caro fratello, se l'Eccellenza nostro
ospite permette, ti interrompo. Tu parli da venditore, pubblicizzi
il tuo prodotto al quale credo, tanto da aver raddoppiato
il mio investimento, dopo la tua visita al mio rifugio.
Ma ora stiamo entrando in un'altra fase, operativa,
tattica. Sar gestita dal nostro Presidente e dai suoi alleati.
Da militari, prima di concludere la trattativa, loro chiedono
di sapere di pi. Spiegando innanzitutto come si collega
un evento di mezzo secolo fa ai nostri piani di oggi....
Idris assente con il capo e risponde con lo stesso impeto
di poco prima: Come tu ben sai, Abu, e come a voi ora rivelo,
esiste un nesso preciso tra passato e presente.  un
uomo al quale si deve il ritrovamento di gran parte delle
formule teoriche per produrre l'MI. Egli collabora efficacemente
con noi....
Una voce l'interrompe.
Con il suo permesso Eccellenza, vorremmo sapere chi
 quest'individuo emerso dal passato. La domanda  posta
da uno degli ufficiali seduti sul divano, occhialuto, con
mostrine d'alto grado nell'esercito algerino.
Emerge dal passato, ma  uomo del presente, signor
generale.  Otto Munch, sessantaseienne nipote di Joachim
Munch...
Sul monitor parte un video sonoro. Un uomo, in primo
piano, parla tedesco. Idris traduce, ...sono chi ha ritrovato
formule e piani per la produzione dell'MI... attendo
con ansia il giorno in cui l'esplosivo verr impiegato per
distruggere Israele e tutti gli ebrei che vi abitano. Sar cos
vendicata la fine del Terzo Reich....
Appena l'immagine video si spegne, aggiunge Idris, a
bassa voce: Quanto quest'uomo ci ha fornito  qualcosa
di estremamente prezioso... ma i rapporti con lui non sono
facili.  un individuo fanatico e diffidente.
Ce ne libereremo subito, se crea complicazioni...
commenta il candido Abu, accettando quanto offerto in
sala; due attendenti in divisa servono ai presenti tazze di
t fumante e profumato.
Eccellenza, come le  stato riferito, la nostra Fondazione
venne contattata circa due anni fa da un noto fornitore
d'armi al quale si era rivolto Otto Munch. Assunte le debite
informazioni abbiamo ascoltato il giudizio degli esperti
di fama internazionale della nostra organizzazione. Vorrei
presentare a lei e agli ufficiali presenti il pi importante
tra i nostri fisici, titolare della cattedra di ricerca applicata
al MIT di Boston.
L'americano si alza ma resta un istante interdetto, chi
dovrebbe ascoltarlo sta parlottando sottovoce.
 considerato un genio, negli Stati Uniti sussurra
Abu ...ha il passaporto del nemico ma le sue radici affondano
nel mondo della verit. I suoi nonni erano siriani.
Abu, io so tutto di lui e da tempo!... lo dimentichi?...
la prego, professore...
Perdonatemi se parlo inglese, la memoria dei miei padri
 smarrita nel linguaggio d'ogni giorno, ma non nella
fede. Come uomo di fede vi chiedo di credere a quanto vi
assicuro come uomo di scienza, fede e scienza sono una
sola verit, per chi crede... La mia certezza si basa sulle
analisi compiute da me e dai miei assistenti, con impianti
al plasma in grado di giungere alla scansione della materia
sino a miliardesimi di parte.  quanto abbiamo fatto al
MIT confrontando quanto descritto nel ritrovato dossier
di Munch con quanto raccolto dove esplose la bomba di
prova. Non mi inoltro in dettagli, ma vi confermo d'aver
ottenuto conferma sull'esattezza dei suoi studi e della loro
applicazione. Noi abbiamo riportato a livello operativo
quanto sembrava per sempre sepolto...
...a livello operativo? Subito?...
Eccellenza,  questione di ore: attendiamo un dato che
ci consentir di chiudere il modello fisico e chimico della
formula produttiva dell'MI.
I due attendenti hanno raccolto le tazze vuote del t e si
allontanano.
Sulla sala grava un silenzio di piombo, qualche sguardo
s'incrocia, altri sono fissi sul presidente.
Fratelli come intendiamo concludere questo incontro?
rompe lui il silenzio in tono gentile, lo sguardo fisso
al piano del tavolo davanti a s. Non sull'uomo della Fondazione,
n sull'illustre fisico giunto da Boston.
Eccellenza, lei conosce la nostra proposta  Idris a rispondere
...alle vostre Forze armate offriamo l'acquisto
dell'intero progetto "MI", garantendo la fattibilit di produzione
della bomba: ne avremo una prova definitiva
proprio in queste ore.
Mi permetto d'interrompere... una prova, un'esplosione
di grande potenza sarebbe segnalata subito. E gli
americani e Israele.... Un Generale del gruppo s' alzato
in piedi di scatto, allargando le braccia.
No, non pensiamo a una prova capace di scatenare le
reazioni del mondo intero con folgoranti editti dell'ONU,
azioni criminali della CIA o della NATO. Niente di tutto
questo; ma...
Il fisico americano s'alza di scatto, poggia la mano sul
braccio di Idris e lo precede nella risposta: Eccellenza, la
prova definitiva verr, per cos dire, proprio dalla bomba
originale costruita da Munch! Quando venne sganciata
sulla nave italiana dimostr le sue capacit creando un
danno tale da provocarne l'affondamento in pochi minuti;
adesso torner a mostrare di nuovo simile distruttivit. La
Fondazione ha organizzato il recupero, nel suo relitto, di
una parte metallica dello scafo per sottoporla, come per i
resti estratti in Polonia, alle mie analisi al plasma. Con l'esplosione,
tutti gli elementi dell'MI divennero parte delle
strutture colpite e fuse; oggi, anche un loro minimo frammento,
specialmente se metallico,  la controprova di
quanto documentato nel progetto in nostre mani. L'ultimo
che ci consentir di completare la formula e dar inizio alla
produzione. Ritengo che la Fondazione potr fornirvi i
primi quantitativi dell'MI fra otto settimane.
Idris precede i tempi: Con i suoi Servizi, Eccellenza,
concorderemo le modalit di trasporto. I nostri esperti, e
credo anche i vostri, non prevedono grandi difficolt, il
mondo occidentale guarda altrove in queste settimane, gli
americani e gli europei hanno i loro problemi quotidiani
nei Balcani, in Indonesia. Del Medio Oriente si occupano
poco, e quanto ai russi tentano d'impegnarsi a fondo contro
i nostri fratelli del Kazhakstan e del Dagestan. Quanto
poi a Israele, al momento  in luna di miele con il traditore
Arafat e noi....
Grazie, signor Idris, tutto questo mi  pi che noto...
L'interruzione  brusca e l'interessato nota la sfumatura:
"signore"  termine diverso di "fratello". Per di pi il Presidente,
per la prima volta dall'inizio della riunione, ha alzato
d'un poco il tono della sua voce. La fessura attorno ai
suoi occhi si  fatta pi ancora stretta.
La risposta del Professore  stata convincente. Sin quasi
al termine della sua relazione... Il rais, sottolineato il
"quasi", aggiunge, alzandosi in piedi: Nell'informarci che siete
alla "prova conclusiva", la Fondazione ammette quanto il
suo scienziato ci ha appena detto: una certezza sulla operativit
dell'esplosivo MI, voi non l'avete ancora del tutto.
 solo questione di giorni, anzi di ore. Il recupero del
reperto metallico  in corso, subito dopo sapremo qual 
l'elemento mancante alla formula dell'MI. Entro una settimana
si passer alla produzione...
Il padrone di casa alza entrambe le mani, senza cambiare
espressione.
Io ti credo. E confesso a te e ai fratelli presenti d'essere
pronto, assieme a Abu, a colmare la differenza tra quanto
dato e quanto da dare. Un costo enorme, ma irrisorio per
un'arma che consentir la nostra rivincita. Se credo a quanto
voi avete detto e promesso, non  solo per mia fiducia
nella scienza lancia uno sguardo al professore ...ma perch
conosco l'oculatezza di Abu. Non avrebbe investito i
suoi capitali senza essere sicuro dei suoi partner....
Abu sorride, pronto a proseguire: Depositeremo la cifra
richiesta per saldare il nostro debito alla banca indicata,
a nome della Fondazione. Beninteso, daremo la liberatoria
per il pagamento non appena il presidente e il suo
staff, con gli alleati qui presenti, potr assistere a un test
su un bersaglio da lui scelto. E potr constatare con i suoi occhi
la potenza distruttiva che ci regala il passato per garantirci
il futuro.
I miei Servizi garantiranno un luogo assolutamente
isolato, sotterraneo, invisibile anche allo spionaggio dei
satelliti... L potr avvenire l'esperimento. E Dio misericordioso
sia con noi...
Un'ora dopo - Lungo la strada gi percorsa
Il pulmino Mercedes sta tornando verso l'aeroporto. A
bordo, con Idris, sono il biondino agente dei Servizi e il
professore.
Non parlano sino all'imbarco sul Falcon in attesa sulla
pista. Solo quando lo sportello del jet si chiude alle loro
spalle e l'aereo rulla verso la pista di decollo, i commenti
s'accavallano in un sovrapporsi di battute incrociate. Nel
tragitto dal palazzo sino all'imbarco hanno taciuto, orecchie
invisibili li avrebbero ascoltati.
Adesso possono commentare quanto detto e quanto
ascoltato.
Non difficile da interpretare...
Ovvia, una reazione simile.
Io avevo pregato caldamente di rinviare l'incontro di
qualche giorno. Non m'avete ascoltato e...
Mac, ho provato a rimandare ma lui, forse proprio per
questo, ha addirittura anticipato la riunione.
Dev'esser stata una sollecitazione di Abu... il miliardario
ha paura di rimetterci.
E riveste la sua smania di denaro e di potere con le
candide vesti della purissima fede.
Dipingendo noi come avidi mercanti e lui puro maharabut
dell'Islam.
Calma... l'importante  portare a termine l'operazione.
La vittoria sar poi un vantaggio per tutti.
Non c' dubbio.
L'aereo, gi in quota, ha raggiunto la velocit di crociera.
Idris  furioso. Sta insultando ...quell'inetto Maxool!
ancora non riesce a tirar fuori dall'acqua dieci chili di ferro.
Ho sbagliato a scegliere lui,  troppo vecchio. Ha messo
su un'operazione da due milioni di dollari e non riesce
ancora... Appena sar in sede e tra le mani il telefono
criptato, gli dir cosa pensa di lui e dei suoi. Non gli anticiper,
invece, come intende fargli pagare la brutta figura
davanti al consesso dei massimi alleati della Fondazione.

11,00 a.m., 6 giorno di missione - A bordo dello Xntas.
Il mare attorno alla nave da ricerca  increspato dalle
prime raffiche di vento.
Ha-San non aveva sbagliato le previsioni, ma n lui n
il satellite meteorologico avevano immaginato la velocit
del fenomeno. E tantomeno la sua violenza, preannunciata
da un'avvisaglia in grado di abbassare di cinque o sei
gradi la temperatura e mutare in fretta la superficie del
mare, piatta sino a un'ora prima.
Aumentano i baffi di spume bianche sulla cresta delle
onde, allarmando il Comandante. Allarga le braccia desolato
leggendo quanto il suo secondo  riuscito a porgli sotto
il naso; bloccato il videoregistratore - stava seguendo
un film assieme a Julie - esce sull'ala di plancia, constata
la situazione, rilegge il bollettino trasmesso da Tolone. E
si rivolge all'ospite sentenziando: Mia cara, n gli strumenti
sofisticati e nemmeno i satelliti riescono a prevedere
le mattane del mio mare....
Alla ragazza i refoli di vento paiono allegri, giocano
con il suo vaporoso pareo di seta, mentre lui continua: Di
questo mare ho esperienza da quand'ero mozzo su una
barca di pescatori di Antibes... e posso azzardare previsioni
meteorologiche pi esatte di qualunque diavoleria
elettronica....
Lei  un vero lupo di mare, Jacques.... Julie stringe a
se il pareo che il vento vorrebbe portar via, fissa l'impettito
Jacques e, fingendosi preoccupata: Non sarebbe meglio
filarcela alla svelta? chiede mettere la sua bella nave
al riparo?.
Mia cara... nessuna burrasca pu costringermi alla fuga
con una nave come questa...
Si ripete di l a poco, parlando con Maxool del "suo"
Xntas come vero mostro di tecnologia navale...
Il volto rabbuiato di chi teme venga compromesso un
programma d'importanza vitale proprio mentre sembra si
stia concludendo, si rasserena ascoltando Jacques-Remy
de la Clevutire, deciso a non perdere l'occasione per
un'esibizione senza freni: ...il formidabile impianto di
ancoraggio satellitare di cui disponiamo, con propulsori
potenti e automatici su ogni lato della nave,  in grado di
spostarsi, mantenendo la prua rivolta al maltempo....
Dirime residue preoccupazioni, aggiungendo: Tra oggi
e domani dimostrer a lei e a questa bella signora, sino
a che punto il mio ancoraggio sia a prova di tempesta.
Quanto vuol scommettere? Mille franchi? accetto di perderli
se lo Xntas si sposta pi di dieci metri. Anche con
un mare a forza 7, a ogni ondata il computer centrale, collegato
al satellite, reagisce mettendo in azione....
Molto bene, Comandante... il timore di una conferenza
 sempre presente in chi gli  di fronte; meglio dichiararsi
pronto a privarsi di mille franchi. Per Maxool,
l'importante  che lo Xntas non gli faccia perder tempo
cercando riparo in un porto.
Con un'occhiata chiede la cooperazione di Julie.
Comandante non sarebbe pi prudente... lo provoca
con voce innocente.
No, come ho gi tentato di spiegarle, ma le belle donne
non sono tenute ad afferrare al volo considerazioni tecnologiche,
un ancoraggio geo-stazionario resiste a qualunque
burrasca se la nave  robusta e ben attrezzata,
come la mia... vede Ha-San entrare in plancia e aggiunge:
Il mio secondo dovrebbe saperlo.
E lui, come non avesse udito, gli annuncia 1'"inevitabile
peggioramento" secondo il centro meteo di Ajaccio.
La previsione provoca un battibecco e si conclude con
un Non muover di qui in nessun caso....
Non solo per presuntuosa vanit del Comandante, ma
dal suo riparare in porto potrebbe indurre il cliente a interrompere
o addirittura rinunciare alla missione perch
costretto a pagare giorni supplementari; di conseguenza
lasciarsi sfuggire un nolo vantaggioso per un colpo di
mistrl sarebbe motivo di giudizi negativi sul suo operato
in seno all'Infrasub. Avr invece lodi e forse una gratifica
se lo Xntas rester in alto mare malgrado il mugugno di
Ha-San.
Il secondo s'allontana, mentre Julie sussurra: Vede,
Comandante? Avete la stessa et ma lui  vecchio e lei, invece,
giovane....
Barcollano, per un istante, squilibrati dal beccheggio
della prua all'incontro con la prima onda gonfia scesa dal
Golfo del Leone.

12,30 a.m., stesso giorno - Forza 4, in aumento.
I DR affiorano come da orario del piano di lavoro. Non
era previsto, per, un ritorno in superficie tra onde cresciute
in altezza e forza.
Massima attenzione e velocit nella manovra, ragazzi!
raccomanda Juv. Segue i marinai in un misto di apprensione
e di orgoglio. L'intervento dei due sommozzatori
per agganciare i DR al cavo di recupero  difficile,
oggi-
Jean, attento! tuona all'altoparlante, mentre Boden,
stretto tra la poppa della nave e il Tom, appare e scompare
tra le onde.
Il pesante gancio d'attracco ondeggia sulla testa del secondo
sommozzatore, un colpo all'argano lo recupera per
tornare in posizione, a pelo d'acqua, solo quando Brinelli
riesce a porsi in posizione favorevole.
Boden intanto Via! Alzare la uno!, il Tom  agganciato,
si manovra per portarlo a bordo e gi ci si prepara per
il Jerry. Troppo pericoloso, con vento forte, agganciare un
secondo DR finch il primo non sia in tolda, potrebbero
urtarsi l'un con l'altro.
Juv e i suoi operano con celerit, non sono trascorsi tre
minuti e entrambi i DR sono sul ponte di poppa.
Gli acquanauti escono stremati dagli abitacoli. Saldamente
ma dolorosamente fissati per interminabili minuti
ai loro sedili, le cinture di sicurezza li avevano strattonati
senza un attimo di pausa, mentre le onde investivano i
minisub.
Sarah, contusa al capo, sanguina da una lacerazione superficiale.
Marco l'abbraccia: Corri in infermeria... rimandiamo
ogni parola a pi tardi.
Occupati di lei ordina Maxool al suo medico e sottovoce
...con qualche iniezione falla dormire a lungo. Cos
me la tieni fuori dai coglioni.
In Marco stordimento e nausea si trasformano in un
lancinante dolore di testa ma rifiuta, come i due piloti, di
passare in infermeria; non si sentiranno tranquilli sin
quando non vedranno il Jerry e il Tom saldamente fissati
nei loro alloggiamenti. Ringrazia Juv per la velocit della
manovra e aggiunge, affranto: Adesso me ne andr a
dormire sin quando arriveremo in porto....
In porto? Juv scuote la testa: Qui hanno preso una decisione
diversa....
Stupito dalla decisione presa, Marco sale in plancia per
saperne di pi dal Comandante; ancora stordito, ondeggiante,
se lo trova di fronte su di giri, ben bilanciato sulle
due gambe, sorridente.
La manovra del signor Juv  stata perfetta...
S, ma io ritenevo che appena recuperati i DR lei filasse
verso un porto sicuro...
Abbiamo deciso diversamente, d'intesa con il signor
Maxool.
Comandante, alla guida di questa missione ci sono
io...
Lo so, ma il Signor Maxool rappresenta il committente
e sostiene...
Sostengo, anche nel suo interesse, caro Arnei di non
voler perdere giorni per cercar rifugio interviene l'interessato,
affannosamente sopraggiunto in plancia.
Maxool forse lei non sa che il Mediterraneo non  bestia
da poco se a provocarlo  un colpo di mistrl.
So che ci dar fastidio... ma non siamo investiti da un
uragano delle Antille. Dico bene, Comandante?
S, ma...
Lei s' detto pi che sicuro dell'ancoraggio satellitare.
Oppure ho capito male? L'interrogativo  posto con durezza
e sarcasmo insieme.
L'ancoraggio satellitare  a prova di tempesta, lo confermo.
L'eco improvvisa dei motori possenti messi in moto e
accelerati annuncia che il Fox si allontana a pieni giri dalla
murata dello Xntas.
Gli ho dato ordine di rientrare, sbatteva contro la fiancata
della nave, avrebbe finito con lo sfasciarsi.
Il mistrl scende impetuoso dal Golfo del Leone dopo
essersi caricato nella bassa pressione del Rodano e tra i
monti della Provenza.
Le sue folate, a tratti, sanno pi di terra che di mare.
A bordo, con il trascorrere delle ore, ognuno reagisce a
suo modo. Se  di servizio cerca un punto d'appoggio, se
di riposo si rifugia in cuccetta.
Maxool, tenendosi al mancorrente del corridoio cabine,
non perde d'occhio Marco, sceso dalla plancia per chiedere
notizie di Sarah al dottor Paulis.
Dorme,  tranquilla. La lasci riposare se desidera che
domani possa tornare al lavoro.
Balleremo oggi, domani e forse dopodomani. Conosco
il mistrl...

02,30 p.nt., stesso giorno - Forza 5, in aumento.
Lo Xntas si apprua lentamente, a ogni avvallamento
tra due onde. Poi si alza, resta per un attimo sospeso e scivola
con la poppa in su nel vallo tra le masse d'acqua.
 una sfuriata violenta, speriamo breve. Gilbert riferisce
a Maxool l'ultimo bollettino ascoltato alla radio. 
giallo cadaverico, per un inizio di mal di mare, solo con
sforzo riesce a restare al suo posto.
Maxool dedica il sorriso di circostanza a Arnei.
Vede? Si tratta proprio delle ore necessarie alla sua
amica per riprendersi dal lieve incidente e concedere a lei
un lungo riposo... ne avete entrambe bisogno!...
Marco si getta in branda. Si gira e rigira in cuccetta, il mal
di testa  parallelamente cresciuto assieme al mistrl, si rimette
in piedi, imbocca il corridoio delle cabine. Ma la scena
si ripete ancora una volta secondo copione: prima di
giungere dall'amica lo blocca con l'arroganza fisica dei giovani,
il ragazzo che segue Alex ovunque ("ombra
dell'ombra", lo ha battezzato Juv, aggiungendo alla crescente
insofferenza dei confronti degli intrusi, la sua incapacit
di sopportare le rapature a zero e tatuaggi sparsi
qua e l sui corpi muscolosi dei ventenni di fine millennio).
Il dottor Paulis vuole che la signora riposi tranquillamente...
Appena nominato, il medico s'affaccia da una delle cabine
nel corridoio. Ho somministrato alla dottoressa un
ottimo antidolorifico e ordinato riposo sino a domani. Rivolgo
lo stesso consiglio a lei... posso offrirle quanto l'aiuter
a dormire.
Il desiderio di reazione di Marco si spegne di fronte alla
sicurezza del medico.
La vedo pallidissimo, professor Arnei... mi dia retta,
prima di sdraiarsi beva un bicchiere d'acqua con queste
due pillole. Le garantiranno otto ore di riposo utili per le
fatiche che l'attendono... Si fidi!
Anche lei dottore accetti un mio consiglio, il sole dei
giorni scorsi l'ha veramente ustionata... mi dia retta si
spalmi un dito di crema e poi se vuol sopravvivere al mal
di mare si getti in cuccetta.
Lo far anch'io e subito. Debbo riuscire a dimenticare tutto e
tutti almeno per qualche ora...
03,30 p.m., stesso giorno - Cabina di Maxool.
La suoneria del satellitare riesce a scuotere a fatica dal
sonno Maxool, malgrado abbia l'apparecchio accanto alle
orecchie.
Risponde uscendo dal torpore; ha accettato anche lui il
consiglio di Paulis, ha inghiottito le "pillole miracolose",
garanzia di un sonno profondo.
Quanto ode, lo sveglia per subito.
Risponde a balbetti, prima di riuscire a reagire.
Le tue minacce non mi spaventano, Idris. Devi misurare
le parole, mi dispiace non poterti rispondere sullo
stesso tono, stiamo parlando in chiaro...
No, siamo criptati sul sistema SA4, io posso dirti tutto
quanto penso di te e della tua inefficacia...
Dal viso di Maxool gocce di sudore colano lungo i peli
arruffati della barba. Le sue mani sono strette al telefono
come volesse stritolarlo.
Ascolta, tentando di reagire sin quando la comunicazione
s'interrompe.
Fissa l'apparecchio a occhi chiusi.
Non sar certo io a pagare per tutti. Non io...

Dalle 05,30 p.m., stesso giorno - Sullo Xntas.
Le onde che scuotono lo Xntas sono cresciute in altezza
e forza. Il Comandante, seduto sulla sua poltrona in plancia,
continua a tener banco sulle tempeste da lui affrontate
nei mari del mondo. Argomento di scarso interesse nell'ascoltatrice
rimasta accanto a lui "per non lasciarlo solo".
Di minuto in minuto la sua bella abbronzatura impallidisce
e allo stesso tempo cala la sua attenzione al fluire dei
racconti. Malgrado questo e gli aggiornamenti meteo con
"avvisi di tempesta" giunti da Marsiglia, da Ajaccio, da
Alghero, non sembrano in grado di bloccare il flusso dei
ricordi di Jacques-Remy de la Clevutire; ci riuscir, infine,
la prevedibile crisi di nausea di Julie. Quando l'assale,
il premuroso Comandante passa dalle memorie ai consigli
utili: Respiri profondamente, cos, brava. Si sieda accanto
all'obl, ogni tanto prenda una boccata d'aria e fissi l'orizzonte...
Si appoggi pure a me, se preferisce....
In plancia si presenta Albert, il pilota dell'elicottero, accompagnato
da Ha-San.
Comandante, o me ne vado di qui o ci giochiamo l'E-
cureuil...
A Jacques piacciono galanterie e vanterie, ma il suo mestiere
lo conosce e valuta a colpo d'occhio la situazione
prospettata dall'ultimo flash meteorologico nelle mani del
suo vice. Non esita: ...S, via di qui l'elicottero, subito. Il
personale ti dia assistenza entro cinque minuti.
Dall'altoparlante citofoni la voce del Comandante, con
l'ordine di decollo immediato, si diffonde in tutta la nave.
Maxool balza dalla cuccetta, afferra il citofono: Giusta
decisione, Comandante, salgo subito sul ponte....
D'altra parte, qui a bordo, l'elicottero servirebbe per
un caso d'emergenza... ma se non si lavora...
Afferrandosi ai corrimani, Maxool raggiunge il pilota
nel momento in cui sta per salire sulla piattaforma di decollo.
Le manichette per il rifornimento del carburante sono
appena state staccate.
Due parole, Albert... ci tenevo a suggerirle, anche se il
mal di mare mi minaccia...
Albert ride, di rimando: Le confesso che me ne vado
per non vomitare....
No, lo so che lei rischia, per senso del dovere...
Niente d'eroico, per carit.
S... ma con questo vento sarebbe meglio, per lei, compiere
un volo breve...
Non c' dubbio! Purtroppo la rotta  tutta sul mare...
Non ho molti aeroporti a met strada...
Ma uno pi vicino di altri s... vede? indica un punto
sulla mappa che il pilota ha in mano qui possediamo una
villa, localit Roccaspina, trenta chilometri prima di Bonifacio.
Fu costruita alle spalle di una collina, un tempo si
sapeva come ripararsi dal mistrl. Se le interessa accorciare
il volo le fornisco gli indicativi della frequenza radio da
chiamare; la villa  attrezzata con eliporto, se lei decide di
scendere risparmia almeno mezz'ora di vento...
La ringrazio...
S? Allora dar avviso al personale di servizio di approntare
l'accoglienza, ovviamente lei potr dormire in
villa, e anche questo  un vantaggio...
Le sono grato anche di questo.
Di laggi potr poi tornare allo Xntas appena il tempo
si rimette, il carburante lo forniranno i nostri uomini.
Mentre l'elicotterista frettolosamente annota la frequenza
radio con la quale mettersi in contatto appena in vista
della costa, Maxool ondeggia squilibrato da un'improvvisa
ondata che ha sollevato lo Xntas; s'afferra imprecando
al braccio di Albert: Beato lei!... questa notte dormir
in un letto immobile. Io torno in cabina prima di dar di
stomaco....
Al ponte di decollo, s'affretta anche Marco.
Mi scusi Albert, dormivo profondamente ma per fortuna
ho sentito l'annuncio... la prego di tornare appena il
tempo si rimette, nel nostro mestiere occorre sempre prevedere
un'emergenza. Il suo Ecureuil a bordo ci rassicura...
Gli stringe a lungo la mano mentre parla. Qualcosa passa
da un palmo all'altro.
Albert riesce a non far trasparire la sorpresa.
Vengono mollati i ganci e il pilota tira a s il "collettivo"
dando cos piena potenza alle turbine per alzarsi. Un balzo
al decollo, aiutato dalla forza dell'onda che in quel momento
"spinge in alto" lo Xntas.
Portato dal vento, l'Ecureuil sfiora il mare, Albert sposta
in avanti il comando del "ciclico" e prende quota. Dirige
verso est, verso la costa.
Alex ha raggiunto il suo capo mentre sta per entrare in
cabina e gli parla concitatamente all'orecchio.
L'elicottero scompare nella foschia.
Maxool lo ha seguito con lo sguardo, il volto incupito,
masticando tra i denti un Bastardo! carico d'odio.
In quota il pilota aumenta la potenza alle turbine, manovra
il "ciclico", si destreggia tra i colpi di vento. Appena
raggiunge una quota di sicurezza spallottola il foglietto
che ha in mano e legge e rilegge quanto scarabocchiato da
Marco. Poche righe, ma sufficienti a lasciarlo stupefatto.
Maxool, allo stremo della sua resistenza, entra nella cabina
RT e chiede a Gilbert, pi o meno nelle sue condizioni,
di trasmettere.
Fatti forza, sto male anch'io ma dobbiamo resistere al
mal di mare.
Lo aiuta a sollevarsi dal divano.
Collegami in cifra a Base 3...
Sono pronto, non si preoccupi se mi vede malridotto...
Ecco il testo: il giocatore ha barato, ha messo le ali. Non
seguir il consiglio di pernottare a Roccaspina, correr dai
suoi amici con l'incasso della partita. Ve lo affido.

Stessa ora dello stesso giorno - Villa Delfina, Costa Viola.
Il mistrl investe con crescente violenza anche le rive
occidentali di Corsica e Sardegna.
Sulla Costa Viola in meno di un'ora le onde sono molto
ingrossate e riportano, rovesciando tra spume e scogli,
spaventati nocchieri.il litorale  vuoto di bagnanti e vacanzieri.
In mare aperto un paio di barche a vela dirigono
caracollando verso il ridosso di Capo Caccia.
Simona e i figli, rientrati dalla spiaggia dopo aver messo
al riparo ombrelloni e sedie a sdraio, chiudono finestre
e porte, per impedire al vento di portare in casa la sabbia
dalle dune poco oltre la pineta. Le raffiche, sui vetri, sembrano
colpi di carta smeriglio.
La donna a ore, Ada, s'affaccia frettolosa e saluta: Signora
torno a casa prima che il tempo peggiori ancora....
Uscita dalla villa, inforca il vecchio ciclomotore sul quale
ogni giorno si sposta per portare i suoi servizi ai villeggianti
ma, appena percorsi cento metri, una impetuosa folata
l'investe di lato, facendola ondeggiare e cadere per
terra.
Simona, ancora sulla porta, la vede e corre a aiutarla.
Si lamenta, sanguina alle ginocchia e ai gomiti. La spalla
le duole tremendamente.
Elisabetta! Aiutami! Simona chiama a gran voce la figlia:
...andiamo al Pronto Soccorso.
No, mi porti a casa, signora.
Prima  meglio che qualcuno ti dia un'occhiata, e ti
medichi le escoriazioni al ginocchio...
Nemmeno dieci minuti e son gi sulla strada per l'ambulatorio
di Santa Teresa; alla villa sono rimasti Matteo e
il piccolo Guglielmo,
Il primo non ha dubbi su come trascorrere le ore in casa
obbligato dal maltempo: stappa una Coca-Cola e infila nel
videoregistratore un VHS con il terzo episodio di Guerre
Stellari.
No, voglio il film delle formiche protesta il fratello.
Questo  bellissimo, vedrai.
Ci sono i mostri e io ho paura.
Ma se ne hai la stanza piena! E tutti orrendi.
Ma sono fermi e stanno zitti.
Allora, fai quello che vuoi ma lasciami in pace.
A Gug non occorre molto per ideare un gioco ispirato
al momento. Il suo mostro di plastica preferito, regalo di
pap, dovr combattere contro il mistrl: il Tirannosaurus
Rex  fortissimo e il signor Vento vedr di che stoffa sono
fatti gli animali come lui... tu sei forte, non caschi mica a
terra come Ada.
Esce dal portico stringendo il suo eroe giurassico tra le
mani.
Hai paura? gli chiede.
Quasi a occhi chiusi per le folate cariche di sabbia che lo
investono, si dirige verso la pineta.
L giocheremo meglio, c' meno vento, vedrai...
Soffia invece pi forte, se ne accorge appena superato il
patio quando viene avvolto in un vortice soffocante. Sta
per tornare sui suoi passi, quando un'altra raffica pi forte
lo investe.
Matteo!... mamma! grida cadendo. Non riesce a tenere
gli occhi aperti, sabbia e vento gli riempiono la bocca. Rotola
per una ripida china, finisce in un cespuglio di ginepri.
Vorrebbe ancora urlare, ma non ci riesce.

06,00 p.m., stesso giorno - Cielo di Corsica.
Albert ha bisogno di tutta la sua abilit di pilota per
reggere la violenza crescente del mistrl. Le turbine sembrano
a tratti impazzite e le pale del rotore, sferzate da
raffiche sempre crescenti, mettono a dura prova la loro
elasticit.
Sulla rotta verso la Corsica, per il forte vento laterale,
l'Ecureuil avanza di poco, malgrado il pilota chieda "tutta
potenza".
Il mare che Albert vede sotto di lui  infuriato, bianco di
schiuma.
Questa volta mi fai proprio paura, amico mio...
Il pericolo non  per in mare, ma in cielo. E un Sikorsky
S-76B a lunga autonomia, in rotta convergente con la
sua, ma a quota pi alta.
Per individuare l'Ecureuil, l'uomo ai comandi e il motorista
s'alternano nell'osservare il quadrante radar.
Sventolate di mistrl scuotono il loro mezzo non meno
dell'altro e a ogni imbardata o improvvisa perdita di quota
i due imprecano, bestemmiano.
Ecco la troia!... pi a sud... segnala infine il motorista
indicando, sul radar, un punto luminoso intermittente.
Guarda... guarda quel pezzo di merda, non dirige verso
la villa.
No, punta verso Ajaccio... Dobbiamo far presto...
Sull'Ecureuil, Albert smanetta con la radio di bordo,
cerca di mettersi in contatto con la torre di controllo
dell'aeroporto verso cui  diretto. Vuol parlare con un ufficiale
di polizia appena metter piede a terra.  urgente mostrare
il biglietto del professore che si  trovato in mano.
Ajaccio finalmente risponde, un pensiero blocca il pilota,
di sicuro qualcuno lo segue sulla frequenza radio del
suo elicottero e potrebbe captare il suo allarme, provocando
gravi conseguenze sullo Xntas.
Albert tace, quindi. E la voce lontana continua a ripetere
inutilmente: Ajaccio, rispondete!... qui Ajaccio, torre
di controllo, rispondete... Chi chiama torre controllo
Ajaccio?....
Quando l'appello della torre  ripetuto per la quinta
volta, l'Ecureuil non  pi in grado di riceverlo: sta scomparendo
nelle acque.
Un'ombra nera s' materializzata al suo fianco. Albert
non ha avuto nemmeno il tempo di temere una collisione,
e gi un grosso mitragliatore nelle mani di un uomo apparso
sul portellone aperto del Sikorsky ha aperto il fuoco.
E non ha mancato il sin troppo facile bersaglio.

Intorno alle 08,00 p.m., stesso giorno - Plancia di comando Xntas.
Mare e vento rinforzano, ma l'ancoraggio satellitare
continua a tenere anche se i cavalloni imprimono un crescente
beccheggio. La nave riesce a mantenere la prua al
vento grazie ai propulsori in moto anche sulle sue fiancate.
E tempestivamente azionati, ora l'uno ora l'altro.
Il mare s'infrange sulle murate, inonda d'acqua i ponti,
sollevando schizzi alti, sino a investire i cristalli della
plancia.
Vede, mia cara! Ho fatto bene a scommettere. La mia
nave governata dal satellite e dal megacomputer si comporta
alla perfezione. Il suo amico Max dovr pagare la
posta in palio. Il Comandante nel suo solito aplomb, 
fiero dello Xntas, ma all'ospite cui si rivolge importa poco
o nulla di quel successo tecnologico. Sta combattendo
la sua battaglia contro un mal di mare crescente, nonostante
gli antidoti.  distesa sul divanetto alle spalle della
timoneria, giace lamentosa e pallida.
Un'onda investe la nave con maggior impeto di altre e
offre al Comandante l'occasione attesa: gli fa perdere l'equilibrio,
lo aiuta a cadere addosso alla sua paziente.

Identica ora, a Villa Delfina - Costa Viola.
Verso sera, quando soffia il maestrale, il Mediterraneo
ha qualcosa di sinistro: non una sola nube nel cielo spazzato
dal vento, il filo dell'orizzonte si tinge di un rosso cupo
e ostile. Sembrano dimenticate le sfumature cromatiche,
i tramonti trionfali dei giorni sereni.
Sulla costa, la luce dominante  condizionata dal pulviscolo
sollevato dal mistrl e portato sin oltre la linea della
costa, spazzando e polverizzando la cresta delle onde.
All'interno di Villa Delfina, nell'ultimo chiarore del
giorno questa luce funebre confonde nell'ombra la disperazione
di Simona e di Elisabetta.
Scomparso? Mi vuoi dire cosa significa scomparso?
la madre ha la voce roca.
Era in casa, stava giocando... poi non l'ho pi visto
ripete piangendo Matteo.
E tu cosa facevi? lo investe la sorella.
Guardavo la TV, te l'ho detto.
Lacrime agli occhi, il cuore in tumulto, Simona nel patio,
chiama ancora Guglielmo, mentre Elisabetta le fa eco
nel giardino.
Non risponde per fortuna, solo il vento. Le ode un ragazzo
del camper e corre alla villa. David, il corteggiatore di
Betta, appena alla villa si toglie dal volto il fazzoletto con il
quale s' riparato dal vento e dalla sabbia e mostra un piccolo
tirannosauro in plastica. L'ho trovato sul sentiero...
Simona lo afferra per le mani, Ho paura, David... il
mare copre tutta la spiaggia, e lui  cos piccolo...
Elisabetta scoppia a piangere, e dopo un momento
d'imbarazzo, David prende lei e la madre per mano, con
violenza le scuote.
Usciamo di qui, andiamo subito a cercarlo. Copritevi
con un fazzoletto... La sabbia acceca e soffoca...
Di corsa, sono alla spiaggia.
Onde color fango la coprono e scoprono sino a una barriera
di rocce, dove s'ammucchiano cartacce, pezzi di plastiche
e brandelli di un telone.
Si dividono, cercano in direzioni diverse, e riescono a
vedersi a malapena l'un l'altro.
David appena arriva tra i massi e la spiaggia si ferma in
una improvvisa esitazione. Torna verso la pineta.
Nel punto dove ha trovato il piccolo mostro di plastica
si guarda d'attorno. Sta per muoversi ma una mano lo
trattiene, lo scuote con violenza. Konrad, il suo capo, urla
per farsi sentire.
Cosa fai qui?
Il bambino, s' perso... sto aiutando a...
Non t'impicciare, se chiamano la polizia noi non dobbiamo
farci vedere.
Un bambino  in pericolo, Konrad!
Torna alla roulotte.
David si libera con gesto brusco dalla stretta che lo ha
fermato: Vai a metterti a riparo, Konrad. Anzi, vai a fanculo....
Lo allontana con una spinta, s'avvia verso le dune
oltre la pineta.
Sulla spiaggia, Simona e Elisabetta si stringono una all'altra.
Ascoltami, inutile continuare a cercare da sole ... Elisabetta
ha accostato la bocca all'orecchio della madre
Torniamo in casa, telefoniamo alla polizia o ai carabinieri...
Occorre molta gente, fra poco  buio.
Nemmeno cinque minuti dopo, Simona compone il 113
del Pronto Intervento, ma la linea  interrotta. Certamente
il vento ha abbattuto qualche palo.
Mamma, guarda! urla Matteo. Guarda!
Mio Dio!
Un'ombra avanza nel pulviscolo verso la veranda, con
un corpicino inerte tra le braccia.
Mio Dio! ripete Simona in un fil di voce.
Con un calcio il ragazzo spalanca la porta della veranda
e entra accompagnato da un turbine di vento.
 vivo...  vivo ripete convinto.
Occorre far presto! Portiamolo a Alghero...
No, signora, dobbiamo intervenire subito se vogliamo
salvarlo, e lei mi deve aiutare...
Corre al bagno, tenendo Guglielmo a testa in gi. Gli
ho tolto molta sabbia dalla bocca... ma dobbiamo toglierne
ancora con l'acqua della doccia... battendolo sul petto
e sulla schiena, dobbiamo aiutarlo subito a respirare...
Simona sembra non rispondergli, eppure la bocca si
muove come stesse dicendo qualcosa.
Guglielmo viene sdraiato sul letto.
Ho fatto cinque anni a medicina... David pratica la respirazione
artificiale, capisce di dover parlare prima che
Simona perda i sensi o l'uso della ragione: ...per tre anni
ho lavorato alla squadra soccorso di un club di vacanze....
Ma lui...
Lui era nel sentiero verso le dune. Giocava spesso con
i suoi dinosauri, da quelle parti... l'ho trovato sotto un cespuglio,
 quello a averlo protetto...
Ha in mano le braccia inerti di Guglielmo, continua
senza rallentare la respirazione artificiale.
Oltre i vetri della finestra non si distingue pi nulla. Il
vento continua a crescere,  ormai notte.
Respira!... mormora David ...respira...

Dalle 08,30 p.m., stesso giorno - Mistrl in aumento.
Nel buio del mare la nave oceanografica  un punto accecante
di luci.
Proprio per la sua funzione di base galleggiante, lo
Xntas  dotato di fari di varia potenza piazzati in diversi
punti delle sue sovrastrutture per consentirgli di "far
giorno" durante il lavoro notturno.
Ma questa sera brilla nel buio solo per motivi di sicurezza.
Il mistrl ha spazzato in cielo ogni nube, ma sul
mare continua a sollevare dalla cresta delle onde un fitto
pulviscolo d'acqua. Soffoca la luce incerta del crepuscolo.
In questa foschia, la preoccupazione del Comandante 
stata di rendersi ben visibile a altre imbarcazioni che
avrebbero potuto venir trascinate dal maltempo in questa
zona del Mediterraneo.
Ha-San gli  accanto, insieme tengono d'occhio gli strumenti
della plancia. Notano il costante aumento della burrasca,
ma li tranquillizza il controllo continuo del punto
d'ancoraggio confermato dai dati del GPS: la nave non s'
spostata d'un solo metro, l'aggancio ai satelliti continua a
tenerla dove stabilito. L'aggancio tra il megacomputer
della timoneria e i satelliti continua a tenere.
Nelle frazioni di secondo tra l'input ai comandi automatici
e la sua esecuzione, le onde sollevano l'alta prua
dello Xntas, per lasciarlo poi cadere nell'avvallamento
che segue. Un tuono rotola allora assieme all'acqua lungo
i ponti, e la nave risale faticosamente la china d'acqua.
Muraglie di spruzzi, invisibili nell'oscurit, si sollevano
mentre lo scafo di nuovo scivola nel vallo tra le onde.

09,30 p.m., stesso giorno - Culmine del mistrl.
Un'onda anomala, alta e pesante, investe la nave al mascone
di dritta.
Un'oscillazione violenta e uno schiocco sordo echeggia
a poppa. Per un istante supera il fragore del mare.
Viene dalle rizze, i cavi metallici che fissano il Tom. A
uno d'essi s' spezzato l'aggancio alla redancia di tenuta.
Il DR privo di questo fissaggio potrebbe cadere sul ponte.
Nel rombo delle acque che continuano a superare le
murate e a correre lungo i ponti, una voce tenta di farsi
udire, urlando con quanto fiato ha in corpo: Presto! Da
questa parte!.
 Juv.
Al peggiorare delle condizioni del mare, s'era preoccupato
temendo danni alle attrezzature e da un'ora vigilava
in una postazione coperta accanto al ponte di manovra.
Dato l'allarme non appena l'aggancio del Tom ha ceduto,
lo ripete a un terminale dell'interfono sin quando lo
raggiungono i due sommozzatori e il marinaio addetto alle
manovre di alaggio dei minisub; dopo un minuto s'unisce
a loro Pierre (nemmeno il rollio della nave era riuscito
fino a questo momento a interrompere il suo solitario).
Sul ponte spazzato da ondate crescenti, il gruppo d'intervento
cerca di fronteggiare l'emergenza sfidando non
solo le masse d'acqua che rotolano da prua a poppa, ma il
pericolo della rizza spezzata. Il cavo d'acciaio frusta il
ponte in contorcimenti infuriati, batte negli ostacoli con
tonfi rovinosi.
Difficile agguantarlo e agganciarlo a un'altra redancia
usando, per l'emergenza, un moschettone. Juv l'ha gi
pronto, pescato in uno dei gavoni del materiale.
Ancora una valanga d'acqua s'abbatte sulla tolda.
Impetuosa, porta con s una raffica di vento e pulviscolo
d'acqua pungente. Gli uomini sul ponte s'afferrano dove
possono, cercano un appiglio, li aiuta un riflettore d'emergenza
acceso da Ha-San sull'ala di plancia. Inquadra
la coppia di Juv e Pierre nel momento in cui, riemersi dalla
valanga liquida, si trovano il cavo accanto e riescono a
afferrarlo saldamente. Uno lo tiene, abbracciandosi alla
sua estremit, l'altro tenta di infilare il moschettone nella
redancia.
Non  facile, e diventa impossibile quando un'altra onda
possente investe lo Xntas, lo solleva d'impeto per lasciarlo
cadere nell'avvallamento che segue, spazzando la
nave in tutta la sua lunghezza.
Ha-San trattiene il fiato sin quando l'acqua defluisce
dal ponte, vede emergere Pierre dal rigurgito e Juv accanto,
ancora afferrato al cavo. Insieme riescono a chiudere il
moschettone. Uno scatto, la rizza torna alla sua funzione e
il Tom  di nuovo fissato.
Non dovrebbe correre altri pericoli.
Gli uomini cercano di rientrare al coperto, braccia amiche
li afferrano, li trascinano nel sottoponte evitando la
nuova valanga d'acqua. Juv sembra attardarsi per un ultimo
controllo, s'afferra all'argano di manovra, mentre la
nave di nuovo si copre di acque e schiume infuriate.
Quando lo scafo si libera dal ribollio dei gorghi, il fascio
di luce illumina un ponte vuoto.
Juv si  messo al sicuro attraverso un'altra via di fuga?
Si chiede di lui con i citofoni. No, chi risponde agli
squilli di richiamo non lo ha visto.
Non  rientrato dal ponte di poppa.
Una sirena lacera i timpani, dal ponte di comando s'innesta
l'allarme generale. L'altoparlante ripete a massimo
volume: Uomo a mare... uomo a mare... uomo a mare.
Un'ora dopo lo scoramento  sul volto di tutti, sconvolti,
stravolti da una ricerca in condizioni impossibili.
Nessuno ha rivisto Juv.
 finito in mare trascinato dalla massa d'acqua abbattutasi
sul ponte? In quel caso i pesanti gambali antisdrucciolo
lo hanno certamente trascinato a fondo, anche se nessuno
vuole crederlo.
Il tempo trascorre angoscioso, diventa e supera un'ora.
Tutti i proiettori restano puntati e ruotano sul mare
tutt'attorno, ma occorre arrendersi alla forza della tempesta,
all'evidenza dei fatti.
Quell'uomo  scomparso.
Sarah  annichilita.
Dopo anni e anni di pericoli affrontati e sempre superati...
Impreca a ripetizione, in un convulso confondersi d'ira
e dolore bruciante. Dopo essersi unita a chi cercava Juv,
s' abbandonata, affranta, in un angolo del quarto mensa.
S' arresa e fissa con uno sguardo vuoto Marco, chiuso
come lei in un dolore rabbioso, i pugni stretti, uno sguardo
di odio al mare.
Era balzato sul ponte alla sirena d'allarme, ancora sotto
l'effetto del calmante. Nella concitazione della ricerca, l'angoscia
gli aveva per ben presto strappato di dosso ogni residuo
intorpidimento. Rassegnandosi, poi, a rientrare sottocoperta
solo dopo esser stato investito dalle onde che
continuavano a abbattersi sovrabbordo, con il rischio d'esser
a sua volta trascinato in mare; deve arrendersi anche lui.
Ormai senza convinzione, Ha-San continua a muovere
il suo proiettore, scruta tra le onde, continua una inutile
caccia allo scomparso.
Come accade a testimoni sotto choc, Marco si rifiuta di
vedere, di credere.
Quando deve accettare l'inaccettabile e torna in s s'accorge
sino a che punto si sommi al dolore, alla disperazione
per la scomparsa d'un amico, l'angoscia per s, per tutti.
Anche per Sarah la scomparsa di Juv significa paura, oltre
che dolore. Non per i pericoli del presente, come per
Marco, ma per il suo futuro; si rende conto di quanto le sar
difficile sopportare, da oggi, la solitudine della sua vita.
Juv sapeva come aiutarla a vincerla, a superarla. Le era vicino
da amico vero, non solo da magnifico collaboratore.
Intanto si stanno spegnendo a uno a uno i proiettori che
hanno inutilmente scrutato il mare, illuminando aggressive
creste d'onda slabbrate dal vento, e cupi avvallamenti
in continua successione.
La ricerca dev'essere abbandonata per l'impossibilit di
calare canotti in mare.
Sconfitti, tutti debbono rassegnarsi. A eccezione di chi 
di turno, il resto dell'equipaggio sfinito e zuppo d'acqua
gelata, torna agli alloggiamenti.
Marco in cabina, si toglie abiti fradici e gelidi. Si abbandona
in cuccetta.
La fine di Juv non  solo un dolore bruciante.  anche
un segnale sinistro.
Non sono Indiana Jones, n uno 007. Sono l'opposto. E adesso
anche solo, Juv poteva aiutarmi, era un uomo d'azione. Io
no... Posso sperare solo in un intervento esterno, la mia domanda
d'aiuto sar ormai nelle mani giuste, non dovrebbe mancare
molto alla reazione che provocher il mio biglietto... entrer in
azione la Polizia francese o quella italiana? Da quanto si sa i
francesi dell'antiterrorismo in Corsica e i Carabinieri della
squadra antisequestro in Sardegna sono ragazzi ben armati e
decisi; resta da vedere se riusciranno a calcolare i tempi, a bloccare
ritorsioni su Simona e i ragazzi. Avranno abbastanza sale
in zucca da capire dalle poche parole scarabocchiate, il pericolo
di un blitz troppo precipitoso? Come prima operazione andranno
alla Villa e...
Si osserva allo specchio, vede un volto che continua a
non capire quanto invece avrebbe drammaticamente bisogno
di capire: qual  il vero scopo dell'intrusione e delle
minacce di questo Maxool?

11,30 p.m., stesso giorno - Cabina di Marco Arnei.
Si ripete sempre eguale, nel ritmo impresso da un mare
che non si calma, l'eco del tonfo di prua e lo scroscio delle
acque sulla coperta.
In cabina Arnei ha appena finito d'asciugarsi quando
entra di spinta Maxool e gli finisce addosso, squilibrato
dall'inclinarsi della nave. Cadono entrambi a terra, si alzano,
restano precariamente in piedi uno di fronte all'altro.
Lei sar, forse un geniale scienziato, ma di certo  un
vero incosciente...
Un'altra onda li costringe a afferrarsi l'uno al bordo del
tavolino, l'altro, girandogli ostentatamente di spalle, alla
spalliera della cuccetta.
Mi ascolti, non finga di non vedermi e di non udirmi...
se pensa d'aver perso un amico, il geniale professore
sbaglia. Oggi ne ha persi due... Mi guardi in faccia, in
fondo al mare non  finito solo il suo assistente, ma anche
il suo postino in elicottero. Per colpa sua...
Marco gli si lancia addosso con un guizzo su se stesso,
questa volta vuole riuscire a fargli male. Ma gli manca il
pavimento sotto i piedi.
Lo Xntas, preso tra due onde, s' inclinato d'improvviso.
 a terra. Impreca nell'udire Maxool ridere.
Lasci perdere i messaggi segreti, Arnei. La prossima
volta lei cadr sul serio... Non azzardi altri giochi del genere,
non li sopporto.
Marco si rialza, ha un'espressione nuova, non pi dolore
o rabbia. Ma odio.
Quest'uomo  un assassino.  un folle delinquente, e noi siamo
tutti in mano sua...
Smetta di guardarmi torvo e aggressivo. Io ho almeno
dieci anni pi di lei, ma posso risbatterla al tappeto in un
istante. E non sparga lagrime, sono false: della morte del
pilota lei, solo lei  responsabile.
Alex, al nuovo tentativo di Marco di colpire Maxool con
una grandinata di pugni, entra in cabina, lo afferra ai fianchi,
lo obbliga a gettarsi sul letto.
Stia cos, da bravo...
E rifletta sulla sua incoscienza riprende il vecchio,
fattosi mortalmente pallido: Si rende conto di quanto siano
infantili questi suoi gesti di reazione? Anche se non so
cosa lei abbia scarabocchiato nel biglietto spedito... per
posta aerea, non occorre grande fantasia per immaginarlo.
Lei ha certamente scritto parole pericolose, Arnei... un
affettuoso padre di famiglia, quale si ritiene, poteva provocare
un brutto evento di cronaca nera... rapina e stupri
in una villa sulla costa sarda...
Tranquillo, professore, tranquillo...
A proposito, la sua famigliola in vacanza ha vissuto
momenti difficili, oggi. Ma non a causa nostra... anzi!
Alex, passa il portatile al professore... Maxool per
evitare che il rollio finisca col farlo cadere, s' seduto sul
bordo della cuccetta. La sua agitata signora oggi l'ha cercata
pi volte, la prega di chiamarla sul suo cellulare. Io le
ho detto dell'emergenza a bordo per un fesso che s' fatto
fregare da un'onda e le ho chiesto di aver pazienza per
qualche ora...
Marco non vorrebbe ascoltare una parola di pi, ma a
queste frasi vaghe e inquietanti afferra quanto gli viene offerto,
compone il numero. Un solo trillo e lei gi risponde.
 salvo, Marco,  salvo!
Salvo? Chi?
Gug  fuori pericolo. Ma io resto con lui qui in ospedale...
Si sovrappongono e confondono frasi non molto coerenti,
ma Simona riesce a raccontare scomparsa e ritrovamento
del bambino in un posto dove mai nessuno lo
avrebbe cercato.
Ancora poco e sarebbe soffocato... mi hai sentito? Ho
detto soffocato... Per fortuna David...
Chi  David?
E uno dei ragazzi del camper parcheggiato poco lontano
da noi...
Marco lancia uno sguardo a Maxool, ne riceve un chiarimento,
sottovoce ...un mio ottimo agente....
La voce di Simona va e viene, la tempesta disturba il
collegamento.
Marco, dovrai conoscerlo, dovrai abbracciarlo... Ha
salvato nostro figlio...
Il cellulare  tornato nelle tasche di Alex.
Come vede non siamo cos malvagi come lei suppone.
L'importante  andar d'accordo, se lei si calma e collabora
trover dei veri amici in tutti noi.
S' rimesso in piedi, Maxool, ma deve afferrarsi alla maniglia
della porta, sbilanciato da un'ennesima ondata: Arnei...
domani torner il bel tempo e lei riprender il lavoro.
Non faccia parola sull'incidente all'elicottero. Si ricordi che
un'altra trasgressione al mio ordine di silenzio non la
sopporterei. E qualcuno comincer a andarci di mezzo. Mi capisce,
Arnei?... Si faccia una buona dormita l'invito  con
una sorta di ringhio: Se ha paura di brutti sogni le rimando
il medico con una seconda dose di sonnifero....
Si rivolge a Alex, uscendo di cabina: Tu resta da queste
parti a occhi aperti. Io vado dal Comandante per decidere
come comunicare all'Infrasub la perdita dello zoppo...
gente che non riesce a stare in piedi dovrebbe andarsene
in pensione....

08,30 a.m., 7 giorno - Ponte di coperta Xntas.
Come si sente, dottoressa?... Sarah ha gli occhiali da
sole, lei che non li usa mai. Non vuole si vedano i suoi occhi
gonfi.
Nella luce accecante del primo mattino  apparsa reggendosi
al mancorrente della murata, lo Xntas  ancora
scosso dalle onde del maestrale, ma la burrasca  ormai in
fase calante.
Con ostentata cortesia, Maxool ripete la domanda. Sarah
risponde senza ricambiare lo sguardo premuroso: 
accaduto di peggio, ieri.
Capisco il suo dolore... Non servir certo a lenirlo, ma
una notizia le far piacere. Ho parlato via radio con i dirigenti
della Fondazione, ho ottenuto di non conteggiare
come operativi i giorni perduti a causa del maltempo, ieri
e oggi. Ci assumiamo la responsabilit di prolungare la
settimana prevista e la conseguente maggior spesa...
Per Sarah i compiti della missione, nel dolore per la perdita
dell'amico, sembrano un evento remoto, estraneo; l'altro,
come intuisse i suoi pensieri: Far in modo s'affretta a aggiungere
di disporre una pensione molto consistente, per
la vedova e i figli del suo collaboratore....
Ancora una risposta asciutta: Grazie, poi Sarah si toglie
per un istante gli occhiali, lo fissa con freddezza. Vorrebbe
trasmettergli cosa pensa di chi  abituato a misurare
i sentimenti solo in rapporto al denaro.
Cambia argomento: Cosa aspettiamo a rientrare?.
A rientrare? la burrasca si sta calmando, la perturbazione
ormai  lontana, fra poche ore possiamo prepararci a...
...a immergerci? Mi chiedo se lei riflette quando parla.
A parte ogni altra considerazione io non dispongo di un
direttore di manovra, adesso... Maxool l'ascolta, ma si
gira e osserva l'alto mare.
Le operazioni per rendere operativi il Jerry e il Tom,
sono...
Con un gesto della mano Maxool la interrompe.
Credo di poterle presentare al pi presto un altro uomo
di collaudata esperienza...
Lontano, un rombo in avvicinamento.
A un tecnico di riserva avevo pensato per tempo...
Non immaginavo potesse accadere una tragedia, ma mi
era sembrato prudente...
Indica un punto apparso tra mare e cielo.
Sta per giungere chi le occorre. Si fidi, e intanto segua
il consiglio del nostro dottore: torni in cabina, si rilassi per
qualche ora.
Non ne sarei capace e non ne ho affatto bisogno la voce
di Sarah  meno tagliente di poco prima, in un'ansia appena
percettibile. Voglio capire... di quale tecnico parla?
Di un sostituto del signor Juv. Un ottimo elemento.
Sta arrivando qui? Lei non ci aveva mai parlato di un
sostituto, n avvisato...
Ho provveduto questa notte e lei dovrebbe ringraziare
la mia sollecitudine, dottoressa.
Interdetta, Sarah fissa l'elicottero ormai vicino. Arnei e
io siamo abituati...
Si tranquillizzi,  uomo di grande esperienza. Non
sono un prestigiatore che sa far uscire i conigli dal cilindro,
ma un buon organizzatore, capace di prevedere gli
imprevisti...
Nell'aria pesantemente salmastra, eredit del maestrale,
un Sikorsky S-76B, volteggia lento sulla nave, abbassandosi
di quota in una rotta circolare. Sta iniziando una
manovra che richiede al pilota molta attenzione, posare
un bestione del genere su una nave ancora ondeggiante
non  facile.
Eco-uno-sette-tre... per autorizzazione appontaggio,
chiedo velocit, direzione, vento...
Eco-uno-sette-tre vento undici nodi da nord-ovest.
Appontaggio accordato.
Nel consueto scambio di comunicazioni, Gilbert riceve
e risponde.
C' sorpresa a bordo, ma non in plancia di comando.
Sin dal primo mattino Gilbert ha avvisato il Comandante
dell'elicottero in arrivo in sostituzione dell'Ecureuil rimasto
lievemente danneggiato in atterraggio. E poco dopo
Alex gli comunica del passeggero a bordo: del tecnico
convocato per sostituire l'italiano. A sua volta il Comandante
s'era affrettato a inviare alla sua Direzione notizia
di queste novit. Un messaggio affidato a Gilbert. Come il
precedente, di poche ore successivo a quello relativo alla
scomparsa in mare del signor Junio Valerio Manunzi.
Il Sikorsky si libra sopra lo Xntas.
Echeggiano i citofoni di bordo, gli incaricati si preparano
a fornire assistenza. L'apparecchio indugia attendendo
un momento di relativa stabilit della nave, infine si posa
e  immediatamente agganciato al pianale ancora battuto
da raffiche di vento.
Il rotore quadripala si arresta, dalla cabina scendono il
pilota e un passeggero. Stringono la mano a Maxool, il
primo si affretta sulla piattaforma, seguito dal Comandante.
Poco dopo sopraggiungono Marco e Sarah; vedendola
con il braccio ancora al collo, l'onnipresente Alex coglie
l'occasione per starle vicino e si offre d'aiutarla a
salire la scaletta sino al ponte d'involo.
Il pilota conferma al Comandante che ...la violenta
sventolata di mistrl ha causato un'avaria non grave ma
fastidiosa all'elicottero dello Xntas... Marco cerca di
non ascoltare, riuscendo solo a fatica a non reagire: Il
rotore  rimasto danneggiato nell'atterraggio compiuto tra
turbini sino a 40,45 nodi.
E Albert?
 rimasto accanto all'Ecureuil, in attesa della riparazione.
Io, per non farvi perdere tempo, sono volato a portarvi
il tecnico che avete richiesto con massima urgenza...

09,15 a.m., stesso giorno - Quarto mensa Xntas.
La scomparsa del signor Manunzi m'ha addolorato
molto, dottoressa con una tazza di caff in mano, il tecnico
appena giunto racconta d'aver lavorato con Junio Valerio
in operazioni di recupero a Suez. Io ero ancora ragazzo,
lui  stato il mio maestro... sapeva come affrontare i
problemi, risolverli e portare a compimento manovre a
volte impossibili.
Tarak el Disi s' tolto finalmente gli occhiali da sole e ha
scoperto un volto butterato, non simpatico.  egiziano, e
racconta in un pessimo miscuglio di inglese e francese
d'aver lavorato negli Stati Uniti dopo un lungo ingaggio
nelle acque di casa. Da quattro settimane  al servizio della
Fondazione Ross, da tre in un campo di ricerca archeologica
subacquea, in Corsica: ...una manica di fanatici
con la puzza sotto il naso, lavorano al recupero d'un carico
di lingotti di piombo, dirige le operazioni un incompetente
che non ha trovato nulla di pi di quanto avessero
gi scoperto i ragazzi locali,....
Nella notte precedente, era stato contattato "per un
problema grave dell'quipe Arnei" e d'accordo con il suo
superiore aveva accettato di farsi trasportare sullo Xntas.
Evidentemente, signor Maxool, lei  in rapporti molto
stretti con il capo missione... non avrei mai supposto di
vederlo accettare un ordine cos perentorio... e eseguirlo
senza batter ciglio!
Maxool ride, per la prima volta spontaneamente da
quando  a bordo. Al Comandante, ancora stupito per la rapidit
dell'intervento, confessa la sua preoccupazione per
la mancanza di un sostituto per ogni ruolo indispensabile
alla missione, nella malaugurata ipotesi di un incidente.
Abbandona l'aria sorridente e aggiunge: Debbo dirle,
signor Jacques, d'esser rimasto sgradevolmente sorpreso
di questa imprevidenza....
La stoccata obbliga Jacques-Remy de la Clevutire a
disalberare l'aria vagamente irritata di chi si era sentito
esautorato da ogni decisione e posto di fronte a un fatto
compiuto; e gli impedisce di esternare le sue rimostranze
per esser stato interpellato solo con breve anticipo di quell'elicottero
in arrivo (questa  la mia nave o sbaglio?, si era
chiesto poco prima, in un agitato su e gi del suo pomo
d'Adamo).
Poco dopo, appena Tarak resta solo con Sarah, commenta:
L'armatore non aveva provveduto a un sostituto?
Ma  chiaro, dottoressa Morasky: l'Infrasub ha voluto risparmiare
sull'appalto... un classico, nell'interminabile
casistica relativa alla nota avarizia francese .Bench portato
a bordo dalla Fondazione e con quella faccia raggrinzita
e a prima vista scostante, l'uomo sembra simpatico, e
forse efficiente, valuta Sarah appena legge le credenziali
che Tarak le presenta. Un curriculum di tutto rispetto.

Dalle 02,30 p.m., stesso giorno - Attorno allo Xntas.
Il Mediterraneo occidentale si sta ormai calmando definitivamente.
Dal Golfo del Leone non soffia pi il nord-ovest,
solo un'onda lunga oleosa ricorda il vento tempestoso.
Canotto e lancia dello Xntas sono in mare da ore, muovono
a cerchi concentrici nello specchio d'acqua attorno
alla nave, nella speranza che il corpo dello sfortunato Juv
venga restituito dal mare.
A Sarah il dottore ha consigliato "ancora riposo" se
vuole riprendere il lavoro domani, ma lei ha rifiutato. La
preoccupano la preparazione per l'immersione e l'affiatamento
con il nuovo collaboratore.
Intende impegnarsi subito, chiede solo le venga rifatta
la fasciatura alla spalla, spalmando sulla parte dolente
"qualcosa di forte" per lenire il dolore.
Ho un prodotto fantastico, cara signora come sempre
Paulis  al contempo rassicurante e viscido: Le praticher
un massaggio con una pomata al Migorex, tanto efficace
da essere proibita... lei avr letto dello scandalo doping
che ha coinvolto i giocatori di calcio italiani.
Dal ponte superiore, il Comandante e Ha-San, binocolo
agli occhi seguono i loro uomini in mare, nella ricerca che
non sembra portare a nessun risultato.
Con un foglietto in mano li avvicina Maxool: In cabina
RT ho pregato Gilbert di trasmettere questo messaggio alla
sua Direzione. Nel ringraziarli per aver consentito l'appontaggio
del Sikorsky e l'impiego di un tecnico di nostra fiducia,
ho comunicato la decisione di trattenerci ulteriormente
per tentare di ritrovare il corpo dell'uomo disperso. Il prolungamento
del nolo, il cui costo siamo pronti a sostenere
alle condizioni pattuite, consentir al professor Arnei di
concludere le sue ricerche sul relitto....
Canotto e motolancia sono rientrati a bordo, il mare ha
inghiottito il corpo di Juv e non ha restituito nulla di quanto
potrebbe aver perso cadendo in mare: il cappuccio o
qualsiasi altro indumento.
Sul ponte grava un'atmosfera pesante, tangibile nell'assenza
delle voci e dei rumori abituali.
Anche se la vita di bordo continua, niente  eguale a
prima. Attorno ai DR che si controllano per l'immersione
dell'indomani, il silenzio  rotto ogni tanto solo da una
voce per un ordine o un segnale, indispensabile alle operazioni
in corso.
Vige una sorta di reciproco rispetto per i sentimenti. Il
non parlare, quand' possibile, di un evento doloroso.
Tradizione che nasce da uno stato d'animo definito da
scrittori di vicende marinare con retorica stantia ma inevitabile,
"l'atavica rassegnazione della gente di mare". Un
radicato rifiuto di reagire, se si tratta di malasorte.

Dalle 04,45 p.m., stesso giorno - Ponte di manovra Xntas.
La campana di bordo suona per il momento di breve
pausa al turno pomeridiano. Nel quarto mensa non si trova
il solito, spartano rinfresco, ma l'inaspettata distribuzione
di quanto l'elicottero ha portato in dono da parte della Fondazione,
stecche di sigarette e, per chi beve - praticamente
tutti -, bottiglie di "un bianco" miracoloso contro la sete.
Bella pensata, Max commenta Julie ...speriamo che
adesso i nostri compagni di crociera inalberino un'altra
faccia...
 gente superstiziosa. Due morti nella stessa missione
sono pi che sufficienti a convincerli d'aver la sfortuna
addosso... ancora un nulla e la vita a bordo potrebbe paralizzarsi.
Andr tutto bene, vedrai.
Ne sono certo. Ma tu non mollare il nobile coglione.
 cotto. Non ti preoccupare.
Il sole continua a bruciare, padrone d'un cielo dove
ogni nube  stata spazzata dal maestrale.
In mare sta svanendo la residua onda lunga.
Perenne follia del nostro Mediterraneo... commenta
il Comandante, parlando con Ha-San ...solo lui  capace
di cambiar radicalmente umore due volte nel giro di poche
ore.
Ha-San apre bocca per replicare, ma il suo superiore lo
precede. S, lo so, lei vuol dirmi che nei mari d'Oriente i
cicloni sono incomparabilmente pi violenti delle nostre
burrasche... ma sono prevedibili con largo anticipo. Le
mattane del mistrl sfuggono invece a ogni regola. Mi ricordo
che...
Ancora una volta conferma l'appartenenza alla categoria
dei logorroici, dalla conversazione riferita a qualcosa di gi
accaduto. Rassegnato, Ha-San resiste, con atavica pazienza
 in grado d'ascoltarlo senza cadere in stato di sonnolenza.
Lievi refoli si rincorrono a filo del mare. Solo in quota il
vento sembra ancora teso, lo si capisce dal colore quasi
violaceo del cielo.
Nella pozza di luce, lo scafo dell'immobile Xntas  di
nuovo rovente e gli uomini al lavoro sono coperti di sudore.
Seminudo, Tarak lavora alla messa a punto dei mezzi
d'immersione; Sarah ne apprezza la competenza e lo ringrazia
per il suo delicato impegno di revisione da concludere
prima di sera.
Domani sar il giorno dell'immersione per il recupero.
La telecamera del Jerry, smontata dal braccio mobile, 
sostituita da un telemanipolatore alla cui estremit  fissata
una potente pinza manovrabile dall'interno del DR. Sul
Tom  in corso identica trasformazione: sul braccio mobile
si sta sostituendo il faro voltaico con la protesi di una mano
meccanica.
Marco, con Burt e Christian, provano e riprovano braccia,
pinze e mano. Manovre ripetute infinite volte in precedenti
missioni, ma da rinfrescare con gli strumenti diversi
e pi sofisticati in dotazione a questi minisub.
In ogni minuto del lungo pomeriggio, Marco non  mai
riuscito a restar solo; se mai avesse voluto sussurrare qualcosa
a Sarah, gli sarebbe stato impossibile. A volte Maxool,
altre Alex o il giovane con gli anellini all'orecchio, hanno
fatto in modo d'essergli ininterrottamente accanto. La tensione
non l'ha quindi abbandonato un istante, anche perch
continua a tornare col pensiero alla faccenda del piccolo
Guglielmo perduto e ritrovato nella sabbia delle dune. L'episodio
non lo ha convinto del tutto, potrebbe essere una
messa in scena per fargli capire d'aver di fronte - anzi alle
spalle - gente senza scrupoli.
Questi non sono solo assassini, ma canaglie capaci d'usare
un bambino come arma.
Come non bastasse, sente una certa freddezza in Sarah,
e lo ferisce con un'improvvisa battuta.
Marco non ti riconosco pi!
Nel vedermi sempre accanto a Maxool e al suo tirapiedi suppone
chiss quale accordo tra me e loro... ma non posso crederlo,
Sarah mi conosce da anni,  troppo intelligente per accettare
un'ipotesi simile...
In lei, quel dubbio  invece sorto. La irrita, la sta rodendo
come un tarlo. Sino a oggi non esistevano segreti di lavoro
con Marco, adesso lui sembra nasconderle qualcosa.
Perch  succube di questa gente?... quali accordi pu
aver stretto a sua insaputa e cosa confabula sottovoce con
quel Maxool? Sarah si rifiuta di credere che si tratti di
aspetti della missione dei quali lei non deve venire a conoscenza;
eppure solo cos potrebbe spiegarsi il comportamento
dell'amico.
Si pu vivere come fratelli per anni e anni, ma lo stesso
possono restare zone oscure tra due persone. Crediamo
di conoscerci a fondo, per scoprire, invece, di non saperci
spiegare un perch...
Una volta aveva confidato a Juv il senso del suo attaccamento
a Marco; no, non ne era segretamente innamorata,
come lui scherzosamente insinuava. No, il suo rapporto
era diverso: gli aveva citato, per spiegarlo, una frase
che lei ebrea non praticante ma appassionata lettrice dei
testi biblici riteneva d'aver interpretato nel suo vero senso;
l dove il Libro definisce la donna rispetto all'uomo
"un aiuto simile a te", lei preferiva tradurre "un aiuto di
fronte a te". Una differenza non da poco, secondo Sarah
quelle parole significavano "parit in tutto, anche sul piano
della sincerit, della totale confidenza".
Invece, cosa stava accadendo, ora?
06,15 p.m., stesso giorno - Cabina RT.
Signor Gilbert, le spiace inviare questo telex di sollecito
alla sede centrale di Infrasub prima dell'orario di chiusura
dei nostri uffici, a Marsiglia?... approfitto per ringraziarla
di nuovo per quanto sta facendo nel sostituire il
nostro Lorenz...
 mio dovere, Comandante. Aggiungo che in questa
cabina mi sembra d'essere tornato ai tempi in cui ero sottufficiale
in Marina e debbo confessarle che anche allora
soffrivo il mal di mare... Ieri debbo aver fatto una pessima
figura...
Il Comandante scuote la testa e gli affida il messaggio
con un sorriso amaro: I bei tempi della giovent! A parte
il mal di mare, ha meno diritto di me di lamentarsi, io sono
alla fine della mia carriera, lei ha ancora una lunga vita
davanti a s....
Il fax diretto alla Direzione della Compagnia chiede risposta
alla richiesta di prolungamento della missione per
consentire altre ricerche del Manunzi...
Ha avuto poca fortuna, poveretto mormora Julie,
apparsa in cabina RT. Cambia discorso subito, per assediare
il "suo" Comandante con petulanti domande sul
tempo di oggi e di domani. Costringendolo, cos, a tornare
in plancia.
Sai, non vorrei soffrire ancora un cos orrendo mal di
stomaco...
Il galante ospite si prodiga nel rassicurarla, e cos non si
trova accanto a Gilbert quando s'accende la luce rossa di
"messaggio in arrivo" e l'RT raccoglie un fax dell'Infrasub.
Vi si critica la decisione di restare in mare malgrado
condizioni tanto proibitive e dalle domande in merito a
eventuali danni subiti a bordo, si comprende che la Sede
non ha mai saputo della scomparsa e la successiva ricerca
di Junio Valerio.
Il fax, sottoposto a preventiva lettura di Maxool, finisce
subito appallottolato.
Resta accanto agli impianti, Gilbert!... in guardia continua,
se devi allontanarti qualche minuto, dico "minuto",
fatti sostituire momentaneamente da uno dei nostri.
Intesi?
Ormai nella cabina RT ci vivo notte e giorno...
Bravo!... devi evitare che un messaggio come questo
finisca in mano a quell'imbecille del Comandante... E stai
attento, qualcuno potrebbe accorgersi del nostro controllo,
il vice ad esempio non mi convince. Non lasciarti infinocchiare
da una simile nullit...

07,00 p.m., stesso giorno - Quarto mensa.
Si cena in silenzio.
L'ora del tramonto  tornata folgorante.
Marco tace, seduto tra Alex e un altro del gruppo, attempato
quarantenne che ostenta un'arroganza fisica adatta a
un giovane.
Maxool siede di fronte a Sarah, al tavolo vicino e cerca
di mostrarsi cordiale.
La vedo maneggiare forchetta e coltello senza impedimenti...
rallegramenti!...
Massaggi e pomata commenta l'altro commensale, il
dottor Paulis, hanno prodotto il loro effetto.
S e la ringrazio... La spalla mi duole ancora ma non
mi sembra un gran problema...
Marco le passa accanto per riempirsi una tazza di caff
e vorrebbe chiederle di seguirlo ma rinuncia, si sente come
al solito fissato da Maxool e per l'atteggiamento di lei;
alla domanda che poco prima le aveva rivolto (Ti senti
sicura di poter affrontare la fatica della lunga immersione
domani?), la risposta era stata quasi sgradevole: Nessun
problema, sono una dura, lo sai bene... invece tu, a
momenti....
Maxool, colto il bisbiglio, s'era affrettato a intervenire
ripetendo la gi annunciata promessa: Se domani a quest'ora
avremo il nostro trofeo, toglieremo il disturbo e voi
riprenderete la vostra ricerca. E lei, cara Sarah, vedr il
professore tornare all'ottimo umore di sempre. Anche lei
torner serena, mi creda... se in queste ore siamo tutti inquieti,
 comprensibile....

08,45 p.m., stesso giorno - Cabina del Comandante.
Gli avanzi di una cena per due sono in un vassoio poggiato
a terra, lo si intravede nella penombra. La luce della
plafoniera  spenta, resta solo il chiarore di una lampada
accanto al letto tra l'armadio e il minuscolo scaffale colmo
di libri. Questa sera il Comandante non ne aprir nessuno
per la consueta mezz'ora di lettura prima di cadere nel
sonno del giusto.
Seduto sul bordo del letto, mani esperte gli sciolgono la
cravatta e dita veloci e leggere, da professionista, lo spogliano.
Lui, con sorriso imbarazzato, osserva un bicchiere
d'acqua mezzo vuoto e un barattolo di pillole azzurre appena
aperto.
Ci vorr ancora una mezz'oretta prima che se ne veda
l'effetto, caro Jacques... ridacchia Julie.
Coperta solo da un minuscolo slip, lo sfiora con gli ondeggianti
seni: Io cercher d'affrettare i tempi....

11,30 p.m., stesso giorno - Stiva dello Xntas.
Respiro profondo d'un mare che si sta placando. Nel
buio, le acque si sollevano e abbassano con estrema lentezza.
Sullo Xntas, solo luci di posizione accese. Il silenzio 
assoluto.
Le ore che precedono l'alba e l'inizio delle operazioni
sono lente da passare per i due uomini ai turni di guardia.
In plancia un giovane tiene d'occhio la cabina RT, nel caso
Gilbert debba allontanarsi o finisca col crollare addormentato
sulla brandina accanto agli impianti e non si accorga
di una chiamata in arrivo. L'altro  di postazione nel
corridoio cabine dove si alterna con Alex in una sorta di
ronda, per impedire eventuali contatti tra Marco e Sarah.
A livelli inferiori dello Xntas, sotto il quarto mensa, sala
operazioni e accanto alla sala motori, la stiva  debolmente
illuminata da una luce a parete.
Il chiarore rischiara solo in parte il vasto ambiente ingombro
di casse, bidoni e altro materiale fissato con reti
elastiche.
Dalla ripida scaletta tra questo vano e i ponti sovrastanti,
un'ombra scende lentamente. All'ultimo gradino s'arresta
timorosa, poi sguscia nella stiva.
Con titubanza s'avvicina al portellone d'accesso alla
cambusa e solo dopo un attimo d'esitazione lo apre.
Il vano  occupato da tre grandi celle frigorifere.
L'uomo si chiude il portellone alle spalle, s'avvicina alla
prima cella. Supera una breve incertezza, trova e sposta
un interruttore.
I gradi interni della cella scendono da -16 a +5.
Estrae da una borsa un maglione e un paio di pantaloni
pesanti, li indossa, poi afferra la maniglia a scatto dello
sportello, lo apre, e automaticamente una luce verdastra
s'accende all'interno del grande frigorifero, illuminando
pareti e ripiani.
Tutto quanto  riposto nella cella, appare coperto di un
sottile velo di gelo; sul pavimento schegge di ghiaccio sono
cristallizzate su un ingombrante sacco di plastica.
Dopo essersi guardato alle spalle, l'uomo si introduce
nel vano del congelatore, accosta lo sportello lasciandolo
appena socchiuso.
Si china accanto al sacco, supera ancora un'esitazione,
afferra l'anello di una robusta chiusura lampo e lo trae a s.
Nel telo impermeabile appena socchiuso appare il volto
violaceo di Lorenz, gli occhi spalancati; nessuno aveva
pensato di chiuderli, nel riporre il suo corpo.
Il visitatore gli posa la mano ossuta sul volto e per il
congelamento dei tessuti non riesce, come vorrebbe, a abbassargli
le palpebre.
L'uomo non  per sceso in stiva e s' introdotto nella
cella frigorifera a quest'ora solo per compiere un gesto di
piet. Le sue mani, conclusa l'apertura del sacco di plastica,
tentano d'aprire la bocca del defunto incontrando una
non meno insuperabile difficolt di quella appena incontrata
per abbassargli le gelide palpebre. Allora tira fuori
dalla tasca un grosso temperino che, oltre a due lame, racchiude
anche un cacciavite; lo estrae e lo usa per forzare la
bocca e i denti stretti nel rigor mortis.
Al rumore iniziale della plastica srotolata  subentrato
un silenzio profondo; all'interno della cella frigorifera non
filtra nemmeno l'eco della campana di bordo che scandisce
l'ultimo quarto della giornata.

01,00 a.m., 8 giorno - Ancora nella zona cambusa.
Un'altra ombra si muove nella stiva. Appare e scompare
nella zona opposta a quella della scala d'accesso da dove
era apparsa la prima, ma a sua volta s'avvicina alla zona
cambusa. Muove passi guardinghi, anni e esperienze debbono
avergli insegnato il rispetto del buio. La notte non 
un giorno senza luce, fingerlo  da sciocchi; di notte 
d'obbligo la prudenza, l'attenzione ai rumori, perch nel
buio i rumori sono concreti.
Superato in silenzio un tramezzo dietro al quale sono
ammassati contenitori di plastica, il visitatore  a pochi
passi dai frigoriferi e senza esitare s'avvicina al primo.
Poggia la mano sulla leva di chiusura del portello, lo apre
e anche qui una luce verdastra s'accende automaticamente
all'interno e illumina ogni bendidio.
Assieme al chiarore, una ventata gelida investe l'uomo,
lo obbliga a stringersi nella cerata che lo ricopre. Uno
sguardo all'interno, poi allunga un braccio verso lo scaffale
pi vicino, afferra due buste di formaggio a fette e una
bottiglia d'acqua minerale. Si ritira, ma nel chiudere lo
sportello urta una pila di scatolette metalliche, non riesce
a trattenerle, cadono tutte.
Amiche mie,  inutile che cerchiate di attrarre la mia
attenzione... il tonno in scatola non m'attira... S'affretta
a rimettere ordine raccogliendole, quando il suo sguardo
finisce su quattro grandi cartoni plastificati e nota la loro
vistosa etichetta. E lo champagne prodotto dagli eredi
della Vedova Clicquot, dono portato a bordo dagli uomini
della Fondazione.
Magnifica sorpresa! ridacchia osservando le confezioni,
da aprire quando festeggeremo la fine delle operazioni,
aveva detto il capo del gruppo giunto con il lussuoso
off-shore.
E invece gli insopportabili rottinculo ne troveranno
una gi aperta... Io inizio i festeggiamenti subito.
Sfilato dalla tasca del giaccone un piccolo coltello incide
il cartone: Sar una bevuta alla salute del mio nuovo mestiere,
investigatore clandestino... di chiss cosa....
Muove la punta del coltello nel cartone per aprire la
scatola. Un sorso d'alcool aiuta a metter ordine nelle
idee.
Il soliloquio s'arresta.
Attraverso la fessura aperta nell'imballaggio non si vedono
bottiglie, ma qualcosa senza alcuna attinenza con la
Vedova Clicquot, o altra marca di champagne. Un qualcosa
da osservare meglio; il taglio nel cartone s'allarga, e
quanto appare, dopo un attimo di stupore, provoca una
esclamazione a alta voce, rabbiosa, seguita da una sequela
di maleparole che rimbomba nel silenzio.
E paralizza, nel momento in cui sta uscendo dalla contigua
cella frigorifera, la prima ombra scesa in cambusa.
Anche l'uomo dalla cerata gialla, mentre stava per sgattaiolare
nel buio, si immobilizza per la sorpresa.
Ha-San! mormora.
Di fronte a lui, Ha-San  giustamente spaventato: dopo
un'ora a tu per tu con un morto, ne ha di fronte un altro,
risorto dalle profondit del mare.
Signor Juv!... balbetta.
S, sono il defunto Juv... fa eco l'altro, ride ma poggia
la mano al coltello riposto nella guaina.
Abbozza un saluto con una mano, e si porta il pi vicino
possibile alla lampada di servizio senza liberare l'altra
dal coltello. Si chiede se pu fidarsi, da che parte sta questo
enigmatico individuo?  solo un dipendente dell'Infrasub
oppure s' venduto agli uomini della Fondazione?
In quel caso farebbe parte di una banda di potenziali
assassini, come ha appena dedotto dal contenuto delle
cinque scatole di Veuve Clicquot.
Superato, ma non del tutto, un reciproco sospetto, i due
cercano con mezze parole di offrirsi a vicenda spiegazioni
del perch si trovino in quella stiva.
Meglio non continuare a gettarsi fumo negli occhi...
Meglio di no, signor Juv.
Come vede, non sono morto... ma sono sparito con
l'intenzione di scoprire chi sono gli individui che...
Io credo d'aver capito chi sono, signor Juv.
Sono dei delinquenti, signor Ha-San;  regola, per
Juv, definire uomini e cose con il loro nome esatto.
 anche la mia opinione, signor Juv.
Entrambi si trovano laggi spinti dallo stesso motivo?
Siedono su una cassa, parlano; confidano quanto li ha
portati a tanta drastica certezza.
A Juv il disagio nei confronti degli intrusi era cresciuto
di giorno in giorno e aveva voluto far credere d'essere stato
travolto dal mare per osservare, non visto, le loro mosse.
Non dev'esser stato facile.
No, non lo  stato. Ma lei lo sa, io ho fatto parte per sei
anni del Corpo Incursori della Marina italiana. Ci hanno allenato
a tutto, anche ad abbandonare una nave in tempesta,
come sabotarla, introdurci a bordo per liberare ostaggi...
In effetti noi siamo ostaggi, signor Juv. Ha-San pronuncia
queste parole in tono particolarmente lugubre.
Lo penso anch'io, anche se non capisco di chi e perch...
quel barbuto dev'essere pedina d'una partita complessa,
una rotella di chiss quale ingranaggio...
Ma lei come ha fatto a cavarsela, con quelle onde?
Ho avuto fortuna, appena il ponte  scomparso sotto
acque e schiume, mi sono rannicchiato in uno scomparto
della murata e di l sono sgattaiolato in stiva, attraversando
un osteriggio. Rintanato quaggi, a parte brevi momenti
di sonno e una prima incursione con furto nella
cambusa, mi sono torturato con dubbi... avevo agito troppo
impulsivamente? Per scoprire qualcosa? per esempio,
quell'Alex... io non ho mai conosciuto uno con i capelli
rossi di cui ho potuto fidarmi.
Neanch'io tenta di sorridere Ha-San.
Avevo la sensazione che quanto non riuscivo a vedere,
fosse proprio davanti al mio naso. Adesso gli occhi sono
caduti sul posto giusto... tubi carichi d'esplosivo in veste
di champagne caricato per i festeggiamenti.
Aggrotta la fronte, il Comandante in seconda; sta perdendo
la sua imperturbabilit: Vuol dirmi che lo champagne
donato dai nostri ospiti dovrebbe rallegrarci con lo
scoppio non esattamente di un tappo?.
Proprio cos.
Ma cosa vuole quella gente?
Stiamo tornando a porci l'interrogativo di pochi minuti
fa. E io continuo a non saper cosa rispondere, aggiunge,
cercando di riepilogare le sorprese che gli sono piovute
addosso tutte in una volta.
Sono dei criminali e non solo per l'esplosivo, signor
Juv. Io ho trovato un'altra conferma...
Ha-San riferisce d'aver riscontrato nel cadavere del signor
Tartaruga ...tracce di un veleno capace di fulminare
un uomo nel tempo d'un istante. Da noi, in Oriente ne conosciamo
non pochi con quelle caratteristiche. Negli occhi
e nella lingua del mio povero amico ne ho trovato residui
sin troppo eloquenti. Aggiunge che il dubbio su quella
morte fulminea gli era gi balenato nei momenti del malore
di Lorenz: ...aveva aleggiato per pochi istanti un lievissimo
aroma, una donna del mio paese me ne aveva fatto
conoscere l'ingannevole profumo tanti anni fa. L'ho
riconosciuto aprendo la bocca del morto... gli ha impregnato
le mucose della bocca... Ho avuto il tempo di notare
anche la dilatazione anomala delle pupille. Quanto m'
bastato a cancellare ogni perplessit....
Juv non aveva trovato solo l'esplosivo nelle scatole,
...ma anche un detonatore attivabile a distanza....
Fortunatamente siamo sospettosi di natura, io e lei.
Forse perch siamo i pi anziani, a bordo... l'ipotesi
diverte Juv, ma solo per un istante. Torna a incupirsi appena
si chiede: ...adesso, che fare? Gli impianti di comunicazione
dello Xntas sono sotto il loro controllo... tutti
certamente armati.
Chi avvisare del pericolo a bordo senza correre il rischio
di incappare in qualcuno della banda. Quanto al Comandante,
Ha-San potrebbe provare a metterlo in allarme,
...ma monsieur Jacques sembra irretito da quella
prostituta d'alto bordo utilizzata per favorire i disegni di
questi pirati... Non tarderebbe a dar l'allarme ai suoi
compari se notasse Ha-San parlare con il suo superiore
tentando di non farsi sentire. Parlano a lungo, confrontando
i pr e i contro di varie soluzioni. Alcune sono vaghe,
altre difficili, se non impossibili.
Potrei fingere di gettarmi dalla loro parte, farmi complice
volontario in cambio di denaro. E cos recuperare
uno dei cellulari sequestrati.
Perch non tenta di sottrarre quello del Comandante?
Non mi sembra che l'abbia consegnato...
No, ma la sua infaticabile corteggiatrice ha fatto in
modo di farlo cadere a terra e mandarlo in pezzi...
Juv resta pensieroso.
Non le resta che offrire i suoi servigi al barbuto... Forse
non sarebbe una mossa sbagliata...
Tornare al ruolo del collaborazionista? Lo conosco per
eredit famigliare, mio padre era dalla parte dei francesi
durante la guerra in Vietnam, pilotava una cannoniera sul
Mekong, riusc a colare a picco, a decine, le barche del generale
Giap. Ci port alila condanna a morte di lui e della
sua famiglia appena i comunisti presero il potere. Fuggimmo
in Francia e io a Tolone, all'Istituto Navale...
Nel conciliabolo di quell'interminabile notte, i due mutano
da sospettosi indagatori a cospiratori. S, Ha-San tenter
di offrirsi come collaborazionista ma tenter anche di
lanciare un allarme ...utilizzando una tecnologia vecchia
quanto noi...
Juv interverr subito, disattivando i detonatori collegati
all'esplosivo.
Faccia attenzione! Non provochi lo spettacolo dei fuochi
artificiali con anticipo...
Ha-San, debbo ricordarle ancora il mio passato militare?
In sei anni credo d'aver disattivato un centinaio di
cariche...
In bocca al lupo, allora. Sia un clandestino prudente!...
E lei un collaborazionista astuto... eviti il plotone d'esecuzione!
La luna sta tramontando quando il Comandante in seconda
torna al suo alloggio in plancia. Un primo chiarore
in cielo anticipa il giorno. Nell'incerta luminosit, l'accendersi
di una luce violenta lo sorprende. Gilbert e il suo
compagno, uditi passi sul ponte hanno spalancato la porta
della cabina RT e si sono affacciati; evidentemente lottavano
con il sonno, la lampada a soffitto accesa; anche per
questo appaiono stravolti dalla stanchezza. Gli occhi di
Gilbert restano per vigilanti, diffidenti.
Ha-San lo saluta come si fosse appena alzato dalla
branda: Un caldo soffocante....
L'uomo di Maxool  d'accordo; la sua sudicia canottiera
 zuppa di sudore.
Speriamo nella brezza del primo mattino s'augura il
vicecomandante, e chiede se sono giunti messaggi da terra,
dalla sede, o da altre navi. Una domanda di routine.
Nessun messaggio.
E monsieur Jacques?
La risposta  un'alzata di spalle, sprezzante. Poi ricambia
il saluto e torna a gettarsi sulla branda tra parete di
fondo e impianti di comunicazione.

04,35 a.m., 8 giorno - Verso il Roma.
Gli acquanauti del Tom e del Jerry, all'interno delle loro
capsule, sono in rapida discesa.
Una volta sul fondo, un DR aiuter l'altro nel compito
d'agganciare e prelevare un reperto del Roma; secondo
l'intesa concordata nel briefing, occorrer individuarne
uno non troppo pesante n troppo ingombrante. Peso
ideale dodici-quindici chili, per non affaticare i propulsori
ha calcolato Tarak.
Marco sar direttamente responsabile della scelta e dell'aggancio,
operazione che in altre occasioni ha eseguito
con freddezza e calma. Oggi per, si sente in condizioni
diverse, oggi  costretto dalla vigliaccheria di un ricatto a
operare contro volont, violando una parola data. Solo
quando sono trascorsi lunghi minuti nell'infinita calma
del mare profondo, la sua tensione s'allenta: i suoi nervi si
sono distesi con l'aiuto dell'onda musicale di un brano
che lo ha coinvolto. Sta ascoltando il consueto concerto
dal CD offerto dal suo pilota a inizio di missione, oggi la
discesa  contrappuntata da una suggestiva composizione
di Ennio Morricone.
Se questo nostro lavoro fosse avventura da raccontare
in un film commenta Burt mi piacerebbe fosse lui a
comporre la colonna sonora.
A sfondo drammatico andrebbe bene mormora Marco.
Conosce il titolo di questo brano, professore?
No. Mi pare d'averlo sentito, ma non ricordo.
 il tema di un film italiano che racconta il mistero di
una goletta fantasma...
Burt interrompe il CD prima che echeggino nella minuscola
capsula del minisub le note conclusive del brano. I
segnali dalle balises indicano cinquanta metri di distanza
dal fondo e la luce intermittente della consolle segnala l'apertura
dei canali di comunicazione tra i DR e dei DR con
la superficie.
Venti metri dal fondo.
Qui Jerry. Siamo a cinque da voi, alle vostre spalle.
Marco attiva lo scanner, osserva la risposta sullo schermo-dati,
si rivolge a Sarah e ai piloti con la frase di prammatica:
Dirigiamo verso il punto concordato....
Il compenso che metter a vostra disposizione sar
una cifra a pi zeri, se mi riporterete un reperto raccolto
nel punto dove il Roma  stato colpito e la sua corazza dilaniata
dall'esplosione... Le parole di Maxool, prima dell'immersione,
s'erano concluse aggiungendo: Compenser
con una busta extra anche l'intero equipaggio dello
Xdntas, volonteroso ed efficiente. L'impegno aveva provocato
un vocio di allegra sorpresa.
Ci raccomandiamo a lei, professore... aveva gridato
un marinaio, seguito da battimani e grida d'augurio.
Il momento d'euforia non aveva coinvolto Marco. E
tantomeno Sarah; tra lei e Maxool erano rimbalzate polemiche
frecciate.
Non oso supporre con quali argomenti abbia convinto il
professor Arnei a violare l'accordo che impegnava la nostra
professionalit... aveva mormorato, sputando il rospo. E
Maxool, pronto: Non faccia la schizzinosa. Come ogni
scienziato, me compreso, anche lei  disposta a lasciar corrodere
la sua adamantina coscienza da quel tarlo chiamato
ambizione. Desideriamo assaporare la gloria del successo
annunciando i risultati della nostra impresa in importanti
universit. Niente di male in linea generale. Questo  un caso
particolare. Senza il paio di milioni di dollari da noi spesi
per lasciarvi curiosare nel cadavere del Roma, il successo
non sarebbe a portata di mano; anzi, sareste col culo a terra,
se mi perdona la volgarit dell'espressione. Il servizio richiesto
 quindi perfettamente proporzionale a quanto offerto...
Il suo bel professore lo ha capito molto bene....

05,00 a.m., stesso giorno - Zona prodiera del relitto.
I DR sono immobili in profondit. I segnali emessi dalle
balises li hanno guidati sul punto stabilito.
Avviciniamoci al cratere dell'esplosione.
Accendere i fari.
Roger.
I minisommergibili muovono di alcuni metri e si posizionano
sul ponte della nave squarciata come due cavalli
che stiano per superare un ostacolo: treno posteriore in alto,
la testa in basso. Da quell'angolo, gli acquanauti possono
osservare una vasta area, attorno al punto d'impatto
della superbomba.
Marco nota il suo pilota perplesso nell'osservare l'antro
dove penetrare; poggiandogli una mano sul braccio:
Cercare il reperto dove s' deciso nella riunione preparatoria
 stata una soluzione meno pericolosa di altre, credimi....
La sera precedente avevano, tutti e quattro insieme,
messo a confronto l'ipotesi di operare la ricerca nello
spazio di poppa oppure al centro, dove rottami d'ogni genere
certo non mancano, ma sono accatastati caoticamente,
tra ammassi di cavi aggrovigliati, strutture pericolanti,
resti di esplosivi. Diversa la situazione della zona prodiera,
spazzata dall'onda di fuoco dell'esplosione e quindi libera
d'ostacoli pericolosi, vuota attorno al cratere aperto
dalla bomba che aveva sradicato e scagliato in aria la casamatta
corazzata e quant'altro si trovava, da l sino alla
prua.
Penetrare nel cratere e infilarsi all'interno della nave
sar un'operazione difficile, ma laggi un pezzo di metallo
divelto non pu mancare.
A se stesso lo pu confessare: il desiderio di entrare nel
corpo ferito del Roma per vedere, per capire  pi forte di
ogni altra ragione. Da quando intravede davanti a s
l'ombra del relitto, ha dimenticato Maxool.
In questo momento non sta entrando nel ventre del Roma
obbligato dalla malvagit di un ricatto. La sua sfida al
pericolo per "la presa" del reperto  un prezzo da pagare
alla violenza di cui  vittima; ma gli offrir anche l'occasione
per osservare nel punto cruciale, e da vicino, l'area
critica dove l'esplosione mand a picco questa nave ritenuta
inaffondabile. Se potr spingersi ancora pi addentro,
potr stabilire se le "saracinesche" del sistema di sicurezza
del Roma erano chiuse o no.
...Sarah, se riesco ad arrivare sino a quel punto, potr convincerti
che oggi non ho rischiato solo perch costretto dalla
paura di una violenza, ma per un mio scopo, per aggiungere in
questa missione sul Roma, esperienza all'esperienza...
 gi penetrato in relitti, teatro di tragedie. Ha sfidato
altri regni dei morti; sa che si possono violare se si  spinti
dal desiderio di sapere di pi, di capire, di conoscere. In
quel caso il coraggio si trova.
Lascio a te ogni decisione relativa alla manovra e ai limiti
di rischio da assumere...
Ha fiducia in Burt come pilota, ma non vuole forzare la
sua volont se non se la sente di sfidare un tuffo oltre i
confini del visibile.
Burt  considerato uomo di freddo coraggio, Marco, invece,
sa di non esserlo. Conosce i suoi limiti.
Se un giovane allievo gli chiede quale sia la condizione
per lavorare tranquillo tra i pericoli dell'alta profondit:
Atarassia risponde ...viene dal greco, significa "indifferenza",
occorre disporne di una buona riserva per affrontare
un percorso all'interno di una nave naufragata.
Spazi bui e ignoti dove ci si trova davanti a situazioni che
non ammettono sbagli, incertezze.
Non esiste limite d'intensit, alla paura; occorre esserne
coscienti se si vuol sperare di poter reagire. Tuttavia io
sono uno studioso e, nel momento in cui mi  concesso
penetrare spazi ignoti o dimensioni temporali diverse
(l'esplorazione di un relitto  sempre un tuffo nel passato),
 tale il mio interesse da dimenticare ogni timore. L'atarassia
 indispensabile in questo lavoro.
Dal Tom al Jerry: Iniziamo la manovra.
Roger. Vi seguiamo al cratere sin dove ci sar spazio
anche per noi.
Dalla superficie Herbert comunica i dati che i sensori
dei due minisub hanno inviato alla sala operativa e i computer
hanno elaborato: Larghezza massima dello spazio
da penetrare venti metri e trenta centimetri esatti...
Ricevuto.
Con impercettibile perdita di quota il Tom si avvicina al
tumefatto anello creato dalla bomba nelle lastre d'acciaio
del ponte.
Alle sue spalle, il Jerry si arresta; Sarah sente una stretta
al cuore nel vedere il minisub scomparire oltre il ciglio fuso
e imploso. Dimentica ogni animosit, sente solo il rammarico
di non poter essere vicina a Marco in questa operazione.
Ma cos era stato deciso nel briefing: uno dentro,
l'altro fuori, per una qualsiasi emergenza.
Lo spazio di manovra si restringe Burt, al minimo
della velocit di discesa, inclina il Tom tanto da porlo in
posizione perfettamente verticale. Questo gli consente di
superare un secondo squarcio, nel ponte sottostante la postazione
dei 381 polverizzata dall'esplosione.
Dieci metri pi in alto, Christian, immobilizzato il Jerry,
resta con il transponder acceso. Lui e Sarah, pronti a rispondere
se una comunicazione giunge dal Tom, s'impongono
di tacere; sanno quant' delicata la manovra in
corso, l'interferenza di una battuta o anche di un interrogativo
disturberebbe Burt e Marco nella concentrazione
del momento.
Sarah ha chiesto al pilota di spegnere ogni luce di bordo.
Sino ai limiti del possibile vuole seguire lo spostarsi
del Tom deducendolo dagli intermittenti guizzi luminosi
del faro che Marco muove tra gli interstizi aperti dall'esplosione
per vedere, fotografare, annotare.
Le strutture delle parti metalliche paiono irriconoscibili
per la fusione. Sono forme irreali come solo pu rimodellarle
un'immane onda di calore.
Surreale scenografia, si direbbe tutta d'un pezzo: quanto
il faro illumina, sembra saldato in ogni parte. Marco
cerca una eccezione, possibile non si possa individuare un
pezzo di metallo isolato da agganciare e portar via?
Lo spazio  ancora sufficiente per continuare a scendere.
Caliamo a un altro livello?
Burt assente con cenno del capo.
Il budello si restringe, ma consente ancora di manovrare.
Marco, dirigendo il raggio di luce, cerca di raccordare i dati
della posizione in cui si trova il DR con i piani di costruzione
della corazzata; consulta lo schema memorizzato sul computer
digitando frettolosamente. Il confronto gli fa supporre
di trovarsi a un livello non lontano da quello dove, nel Roma,
si trovano i portelloni antiallagamento.
Lentamente, il DR continua a muovere verso il basso,
attraversa un varco tra due contorte strutture.
Se Marco disponesse ancora sul braccio mobile del potente
faro voltaico, quanto si trova davanti a un livello ancora
inferiore lo stupirebbe per quant' imponente. E la bestialit
suicida dell'errore gli apparirebbe ancora maggiore.
Non li avevano chiusi!... esclama con rabbia Bastardi,
marinai del cazzo!
Ha davanti a s quanto resta dei portelloni di sicurezza.
Gli agganci di chiusura sono perfettamente distinguibili e
appaiono aperti.
Hanno disubbidito agli ordini, condannando a morte
loro stessi e pi di mille loro compagni...
Professore, la telecamera automatica sta riprendendo
tutto, potr rivedere ogni dettaglio a bordo...
Marco coglie subito l'accento preoccupato di Burt, la
battuta del suo pilota lo riporta alla realt del momento.
Hai ragione. Per ora pensiamo solo all'operazione di
recupero... Si guarda d'attorno, seguendo il raggio del
faro: Qui forse possiamo trovare quanto ci serve, gli effetti
dell'esplosione paiono aver pi devastato che fuso.
Accanto al gigantesco portellone e sul pianale d'acciaio
sfondato, alcune parti metalliche sembrano spezzate.
Spostiamoci di qualche metro...
Il pilota non l'ascolta, perch sta picchiettando i pulsanti
della consolle e muove pi volte il cursore del volume
d'ascolto del transponder.
Siamo isolati, perdio!
Non siamo collegati con il Jerry?
No risponde asciutto Burt in un accresciuto tono di
malcelato disagio e non capisco perch...
Batte ancora nervosamente diversi pulsanti.
No, non funziona.
Forse  un campo magnetico all'interno di questa massa
d'acciaio... Comunque, inutile scervellarci, dobbiamo
concludere l'operazione e andarcene al pi presto... Scendi
tre metri, io preparo il braccio, qualcosa sembra a portata
di mano...
Il DR cala in massima lentezza, Marco aziona il telecomando.
Il braccio, retratto sotto il ventre del minisub, comincia
a allungarsi.
Burt, un possibile reperto  tra quei rottami a meno
d'un metro dalla pinza. Vedi?
S, davanti a noi.
Intesi per la manovra?
Intesi, pu dar inizio.
Pinza aperta. Comando apertura e chiusura pronto...
Il riflettore centra resti accatastati, alcuni di grande dimensioni,
troppo pesanti; altri, appena il braccio metallico
li tasta, si rivelano attaccati tra loro per effetto della fusione.
Poi, ...ecco quello giusto esclama Marco: Dovrebbe
pesare poco e sembra disposto a lasciarsi prendere....
Il braccio ha toccato una lastra triangolare isolata.
Poggia di taglio sul pianale.
Sembra saldata solo nella parte inferiore. Dammi un
istante di massima energia e le mollo un colpo per staccarla.
Eseguo.
Braccio e pinza, all'impulso scattano con violenza. S'ode
una risonanza secca e, di rimando, un'eco lontana seguita
da intense vibrazioni.
Dovremmo averla liberata...
Marco continua a manovrare le dita della mano artificiale,
compito nel quale s' impegnato decine di volte. Sa
quanta attenzione occorra, e mormora tra i denti: Se fossi
un buon corridore, salterei tre volte.... Burt non si sorprende,
conosce la frase che richiede in s i cinque secondi
consigliati a chi manovra un telemanipolatore, cos da
non precipitare i tempi per la riuscita di un'operazione
con braccio meccanico.
Lo strumento s'avvicina alla piastra divelta mentre, per
effetto del colpo appena battuto, intorno al Tom prende a
cadere una neve rossa, sono fiocchi di ruggine staccatisi
dai piani metallici sovrastanti. Tutto si fa confuso, ma la visibilit
resta sufficiente per concludere l'operazione. Marco
ripete: Se fossi un buon corridore, salterei tre volte... e
intanto comincia a chiudere la pinza aperta di trenta gradi.
Muove il telemanipolatore con lentezza, lo sente docile
come fosse un suo braccio... avanti, un poco a destra, pi
basso, appena e ancora avanti... Ecco il contatto.
Ripete per la terza volta sottovoce la breve cantilena
che gli ha consentito di stabilire un intervallo di tempo
senza guardare il contasecondi sulla consolle.
Un tocco al pulsante close e lo strumento stringe le sue
dita poderose.
Il reperto  preso.
Al momento di premere il pulsante back, il braccio-mano
si contrarr. O meglio, dovrebbe contrarsi e portare
quanto afferrato al DR, invece resta immobile. Tutto funziona,
le batterie forniscono l'energia richiesta dallo sforzo,
eppure la piastra non si muove.
A bloccare la manovra dev'essere un'adesione del rottame
al plancito. Malgrado il colpo vibrato per distaccarlo, 
rimasto saldato in un punto non visibile.
Marco sta per suggerire a Burt: Cerchiamo un altro reperto
ma  preceduto dal pilota. Accelera i tempi, porta il
sistema propulsivo del minisub alla massima potenza, ne
inverte la direzione. Al balzo indietro del DR la placca
metallica, dopo una vibrazione tra le ganasce della pinza,
si stacca.
Appena il tempo d'esclamare Ecco fatto! e un suono
profondo, doloroso per i timpani, avvolge i due uomini,
quasi si trovassero al centro di una campana nel momento
di un rintocco.
Cos'? il grido di Burt dissolve nella vibrazione crescente.
 il relitto a rispondere.
La manovra di massima spinta e il colpo per aiutare la
pinza, hanno provocato un contraccolpo e il crollo di una
struttura. Il lugubre rombo si ripete in una serie di echi,
alla caduta di una parte decomposta dello scheletro metallico
ne stanno seguendo altre.
Cresce, diventa fitta la caduta della ruggine.
Presto, ritragga il braccio metallico. Io ruoto e cerco di
risalire immediatamente per...
Un finimondo interrompe Burt.
Appare nel raggio di luce rosso per la ruggine, qualcosa
di vivo, di lucente, un ectoplasma mostruosamente grande,
inghiotte il Tom.
 una bolla d'aria enorme. Sfugge da una sacca interna
della nave, dov'era rimasta al momento del naufragio,
compressa a dieci atmosfere di pressione. Il DR con la sua
manovra deve aver smosso, o spezzato, il piano che la
tratteneva.
Espandendosi sale verso la superficie, investe il Tom. 
il doppio, il triplo del minisub, la differenza di pressione
mentre sale ne aumenta smisuratamente il volume.
Il Tom non  pi immerso nell'acqua.
 nel vuoto, nulla lo sostiene all'interno della bolla.
Precipitiamo!... urlano insieme Marco e Burt.
Seppur di poco il Tom cade.
La massa d'aria  svanita, fugge verso la superficie, il DR
batte sul pianale inclinato del ponte interno e raschiandone
la superficie slitta come su un toboga e scivola verso il ventre
profondo del relitto. Quando con uno schianto si ferma,
tutto attorno al DR  acqua. La bolla  ormai lontana.
Il faro di prua  finito a pezzi. Resta solo il minimo riflesso
emanato dagli strumenti all'interno della capsula.
Chiarore vago che rende spettrali i volti dei due.
Uno sguardo conferma l'uno all'altro d'essere ancora vivi,
poi le dita delle loro mani corrono ai pannelli per controllare
eventuali danni ai sistemi di guida.
Il sonar  fottuto.
A Burt sanguina un labbro per il contraccolpo della caduta,
la cintura di sicurezza l'ha trattenuto, ma ha battuto
contro qualcosa.
Infiltrazioni? Non sembra ce ne siano...  la prima
battuta di Marco Le batterie parrebbero salve... vedo i
voltmetri regolari....
Il transponder era k.o., adesso anche il sonar.
Calma, abbiamo rischiato di finire a pezzi nella caduta,
invece siamo vivi, le batterie continuano regolarmente
a erogare corrente...
Gli risponde un grugnito. Il pilota sta provando a una a
una le risposte dei propulsori. I laterali e i superiori funzionano,
ma non gli altri.
I due inferiori non reagiscono... li abbiamo schiacciati
con il nostro peso, battendo sul pianale.
Marco intravede il compagno scuotere la testa e, con la
manica della camicia, asciugarsi le labbra dal sangue.
Non  difficile intuire cosa stia pensando, un Deep Rover
senza fonti di luce, senza transponder, senza il sonar  cieco,
nell'acqua di pece dov' finito, nel labirinto di lamiere
dov' prigioniero. Per di pi, zoppo di due propulsori.
Marco nota un tremore nelle mani di Burt.
Alla paura per la situazione ne somma un'altra... il suo
pilota sta perdendo la freddezza indispensabile in un momento
disperato come questo?
Nemmeno la lampada d'emergenza s'accende... puttana
troia...
Dobbiamo reagire con calma, Burt.
Gli risponde uno sguardo esasperato: Calma? Lei sa
quanto ossigeno ci rimane?.
Marco ha un attimo di perplessit, poi: Per almeno tre
ore e mezzo. Non  poco.
 poco, terribilmente poco...
Burt  uomo d'esperienza, preparato a ogni genere di pericolo,
incluso il rischio di sentirsi prigioniero di una capsula
immobilizzata. Questa volta  diverso, sa di non poter
contare sull'"emergenza sgancio". Il Tom si trova in fondo a
labirinti di strutture accatastate, sganciando la capsula abitata
dal resto del DR, la risalita senza controllo finirebbe
con l'urtare ostacoli posti di traverso alla via di salvezza.
Calcolando la posizione, mi sembra che non dovremmo trovarci
lontani dal deposito esplosivi dei 381. Un movimento sbagliato
del DR, ammesso che Burt riesca a muoverlo, potrebbe
provocare un altro urto, altri crolli, e anche un'esplosione. Con
noi finirebbe distrutto anche il Jerry che  lass, solo una ventina
di metri pi in alto...
A mezz'ora dall'incidente i due naufraghi sono disperatamente
impegnati nel tentativo di trovare nella centralina
degli impianti elettrici, alle loro spalle, un collegamento
d'emergenza. Sanno che esiste, ma  difficile riuscire a metterci
le mani sopra, nel buio pi profondo, sanno anche che
senza energia il Tom  morto. E presto lo saranno anche loro.
Per raggiungere la scatola dei collegamenti elettrici
hanno sganciato le cinture di sicurezza e contorcendosi
sono riusciti a trovarla e scoperchiarla.
Ora tastano a uno a uno i cavi e i contatti in una ricerca
frenetica: da quel piccolo spinotto d'emergenza dipende
la loro sopravvivenza.
Non riescono a trovarlo.
Occorrerebbe esercitarsi di continuo. Colpa nostra...
Lo troviamo, Burt, stai certo...
Ogni minuto che passa...
Non pensarci adesso, anche senza lampada cominciamo
a vedere qualcosa...
Infatti, diradata la nube di ruggine attorno al Tom, i contorni
della trappola ove il DR  finito si delineano debolmente:
la luminescenza delle lamiere li aiuta ma non pi
di tanto, per.
Le scarse probabilit di salvezza restano affidate solo
all'aggancio del contatto d'emergenza con il pacco delle
batterie. Non trovarlo significa la fine.
Circa un'ora prima - Sul Jerry
Al silenzio per interruzione di contatto con il Tom era subentrata
per Sarah e per Christian anche l'impossibilit di
seguire i movimenti del minisub dai lampi di luce che ne indicavano
la posizione. S'era evidentemente addentrato nel
ventre del Roma, al punto che il suo faro non era pi visibile.
Sarah aveva allora chiesto a Christian di spegnere ogni
fonte di rumore, ogni minimo ronzio, nella speranza di interpretare
l'eco di eventuali rumori di manovra.
Era cominciata l'attesa.
Interminabile tensione sino al sinistro rombo lontano,
seguito dal balenare della guizzante bolla d'aria. Appena
investito il Tom, continuava a dilatarsi e in un violento risucchio
aveva trascinato con s il Jerry.
Il minisub aveva ruotato su se stesso, il faro guizzante
nel buio come scheggia impazzita.
Ma, a differenza del suo gemello, il Jerry era in acqua libera
e quando il pilota aveva reagito con la forza dei propulsori
il DR si era arrestato. Sarah, superato l'istante critico,
aveva aperto il contatto con la superficie. Il relitto
ha vomitato una massa d'aria di grandi proporzioni. Sale
passando da cento atmosfere negative a zero, se non si
frantumer in mille rivoli "esploder" accanto a voi come
un pallone gonfiato. Attenti al punto d'emersione.
Roger, ci regoliamo... Avete problemi? chiede Herbert
con voce senza inflessione, ma  ovvio che sullo Xntas ci si preoccupa, e molto.
Confermo. Abbiamo problemi comunica Sarah.
Stiamo tentando d'affrontarli, vorrebbe aggiungere, ma
preferisce tacere. A mille metri di profondit, il Tom e il Jerry
dovranno cavarsela da soli, ammesso che sia possibile.
Attendiamo un segnale mormora a Christian: Non
possono esser stati inghiottiti dal nulla.

08,30 a.m., stesso giorno, nel Tom - Interno zona prodiera.
Sul Tom il respiro dei naufraghi del buio, dopo essere
divenuto affannoso, ora s' placato. I due hanno finalmente
trovato il contatto d'emergenza.
Tornano ai loro posti appena completato il check. Marco,
ruotando su se stesso all'interno della capsula meglio
di quanto potesse farlo il suo voluminoso compagno, 
riuscito a collegare la consolle anche al cavo della lampada
esterna di servizio.
Debbo ringraziare mia moglie che m'obbliga a far ginnastica
due volte alla settimana mormora riprendendo il
suo posto, riallacciando le cinture: Un contorcimento da
circo equestre ma adesso non siamo pi al buio e noi...!.
L'interrompe un isterico No!... no!... di Burt. Il faro
appena acceso dopo averli in un primo momento abbagliati,
li pone di fronte a una visione paralizzante. Anche
Marco, a sua volta spaventato, vorrebbe non credere a
quanto si trova davanti agli occhi. Scheletri umani accatastati
in un vero e proprio ossario, a poco pi di un metro
da loro, corrosi, spezzati, confusi.
Un teschio sembra fissarli in una risata beffarda.
L'alta profondit, l'assenza di luce o chiss quale reazione
chimica hanno preservato resti che la brutalit impietosa
del faro costringe i due acquanauti a vedere.
Il tremore di Burt si fa convulso. Dopo essersi coperto
gli occhi con entrambe le mani allarga le braccia e sibila
lei... lei... e gesticolando colpisce al volto Marco.
Ansima, lo fissa. Tenta di colpirlo ancora.
Marco, pi rapido, gli assesta un cazzotto.
Burt s'immobilizza e biascica parole incomprensibili. Il
labbro ha ripreso a sanguinare, pi di prima.
Scusami... non sapevo come calmarti. Ma adesso reagisci.
Una crisi di nervi in questo momento non possiamo
permettercela, se intendiamo uscire da questa trappola.
La voce di Burt  solo un soffio, ma si  fatta chiara:
Non ci riusciremo mai. La riserva d'aria cala di minuto
in minuto...
Nello stesso momento - Sala operativa Xntas
Perdio, mi dica esattamente qual  la situazione... cosa
sta accadendo? Maxool  livido da quando - ormai pi
di mezz'ora - ha visto spegnersi sul monitor centrale il
punto di luce rossa che indica la presenza del Tom. Da
quello stesso momento l'indicatore di posizione del Jerry 
immobile.
Herbert non pu diventare pallido pi di quanto lo sia
normalmente,  anche lui in uno stato d'estrema tensione.
Mostrarsi calmo gli  difficile.
Deve imporselo, per chi si trova laggi in grave difficolt
e per chi gli  attorno. In sala sono scesi il Comandante
con Ha-San, sono entrati i due sommozzatori e Tarak. Tutti in ansia.
Herbert risponde all'interrogativo rimasto in sospeso:
Se il Tom ha il transponder in panne, la sua posizione
non pu apparire sul monitor... questo potrebbe significare
un incidente grave, ma anche un contrattempo da
nulla.
Tarak consulta l'orologio al polso e i quadranti implacabilmente
in movimento sui pannelli: Ogni minuto da
adesso in poi peser come piombo: il livello della riserva
d'aria ha superato i limiti di sicurezza.
Chiami il Jerry, e chieda notizie...
Hanno chiesto silenzio assoluto.
Le dico di chiedere notizie, perdio! Maxool sembra
sovreccitato, il dottor Paulis gli  accanto, una mano sulla
spalla, preoccupato.
Signor Maxool, la prego di non alzare la voce il Comandante
ha un accento insolitamente duro: Non serve
a nulla.
Paulis porge al suo capo un bicchiere d'acqua e una pillola.
Di quanta riserva dispongono? chiede Ha-San.
All'incirca un'ora, dipende in parte anche dalle loro
condizioni.
 poco, molto poco... mormora tra s Tarak.

Dalle 08,45 a.m., stesso giorno - Dentro il corpo del Roma.
Marco ha concesso alcuni minuti a un Burt coperto di
sudore per ritrovare se stesso. Le mani gli tremano, non
cerca di nasconderlo.
Burt, se non ti calmi del tutto parte un secondo pugno...
Gli porge un cleanex che si trova in tasca, l'altro
asciuga il sangue, sguardo fisso agli indicatori dei livelli
ossigeno e energia.
Mi dia ordini, professore...
Muoviamoci per vedere su quale lato siamo liberi...
sta per aggiungere ...se siamo liberi ma lascia la frase resta
in sospeso.
Tentiamo di ruotare, ma...
Dobbiamo farlo... Vedremo cos cosa abbiamo sopra
di noi...
Le dita del pilota muovono sul pannello comandi. Malgrado
tremi ancora, non ha esitazioni. Il ronzio del contatto
ai motori riempie il silenzio e subito dopo l'acqua,
tutt'attorno al DR mossa dai propulsori, torna a intorbidirsi.
Polvere rugginosa riprende a cadere attorno al Tom.
Ancora merda, perdio!
 un buon segno, vuol dire che le nostre elichette girano
perfettamente.
Non quelle inferiori...
Lo sapevamo gi. Vediamo di cavarcela con le rimanenti.
Il ronzio dei motori cresce.
Stiamo staccandoci e raddrizzandoci. La luce d'emergenza
gira con noi... fra poco punter verso l'alto.
 fioca...
Meglio di niente Burt. Aguzziamo gli occhi...
I propulsori provocano un altro sommovimento e altra
materia in sospensione vortica attorno al DR e lo rende di
nuovo cieco. Nel timore di urtare elementi pericolanti, Burt
immobilizza il Tom, i motori riportati a regime minimo.
Venti metri sopra di loro, il ronzio dei propulsori, per
quanto debolissimo  stato sufficiente per essere captato
da Sarah e Christian. Analizzando il tenue riverbero della
traccia sonora registrata dagli strumenti di bordo, Sarah
ipotizza di seguirla per raggiungere il mezzo in difficolt.
Uno scambio di sguardi con il pilota, e lo sente della
stessa opinione: Abbassa la prua del Jerry, scendi tra le
lamiere. Dobbiamo trovarli.
Sul Tom si percepisce il riflesso di lontane sciabolate di
luce.
Il Jerryl... ci viene a cercare.
Il riflesso si ripete.
Burt, muovi quanto puoi, anche se di poco, a destra, poi
a sinistra. Spostando il raggio di luce forse ci vedranno...
Se sbagliamo anche di un solo metro, possiamo incastrarci
definitivamente.
Dobbiamo farci individuare, se non osiamo il prezzo 
di restar sotto per sempre... Tocca a Marco suonare, ora,
la campana a morto: Di aria non ne resta molta.
Burt molla la leva di comando, il volto  una maschera
di sudore.
Ritira la mano dal joy-stick.
Arnei, prenda lei la responsabilit di queste operazioni.
D'accordo... Fingendo di non dar peso alla reazione
del pilota, trae a s la barra di comando e la impugna. Nei
DR pu passare dal pilota a chi gli siede accanto e lui ne conosce
il funzionamento; da molto, per, non manovra personalmente
un minisub; accelera minimamente i motori,
innesta la marcia sul propulsore di destra.
Il mezzo gira su se stesso, il raggio della lampada inizia
a disegnare un arco. A met della rotazione, la parte posteriore
del DR urta qualcosa, il braccio con la pinza e il
reperto agganciato, bench retratto,  entrato probabilmente
in collisione con una delle lamiere crollate.
Il fragore, dentro la minuscola capsula  stridente, quasi
disperato.
Burt crolla: mani sul volto, quasi a graffiarlo, poi un conato
di vomito seguito da una sorta di convulsione.
Marco trattiene il respiro, teme di dar di stomaco a sua
volta. Lo spazio minimo della capsula  saturo d'odore
rivoltante.
Senza perdere concentrazione. Senza perdere concentrazione...
debbo continuare a spostare il Tom... lentamente, ma continuare
a spostarlo.
Sarah sta chiedendosi se non stia mettendo in pericolo
la vita del suo compagno per aiutare il Tom, quando un
debole guizzo di luce appare e scompare tra le lamiere,
sotto di loro. Anche Christian per un istante l'ha visto;
sufficiente per far affiorare sul suo volto una smorfia che
potrebbe essere un sorriso.
Si muovono... reprime un moto di commozione, e
...andiamoli a ripescare aggiunge.
Sono alla manovra pi difficile della loro vita professionale:
non solo sfidare un dedalo di buio, ma tentare l'aggancio
di un altro mezzo in caso abbia problemi gravi, e
trascinarlo fuori dalla trappola.
Se ci riesco e ti porto a galla, maledetto testone, ti spacco
la testa con un colpo di chiave inglese.
Allude al professore?
Proprio a lui...
Riappare e scompare il fioco segno di luce.
Christian, laggi...
Lascio a lei la manovra. A parte la sua bravura, in certe
occasioni voi donne siete pi fredde e determinate di
noi...
Le porge il joy-stick, Sarah lo impugna mormorando:
Bella confessione Christian! la ricorder a tua moglie
quando mi inviterai al matrimonio....
Un giorno lontano... per adesso, mentre lei si avvicina,
mi limito a ruotare la lampada per far luce tutt'attorno.
Non  una illuminazione di grande portata. Anche nel
Jerry, per quest'immersione al posto del secondo faro 
stato montato il telemanipolatore ...per il recupero di
quello stramaledetto reperto, per gli stramaledetti imbecilli
della stramaledetta Fondazione impreca Sarah.
Guardi che se strilla cos forte... beh, c' caso che in
superficie la sentano anche attraverso il piano d'acciaio
sotto il quale stiamo muovendo.
Tanto meglio! Cos capiscono quanto siamo incazzati....
Scendono a cinque, a sei, a sette metri sotto il livello del
primo ponte.
Superano il secondo, il debole segnale di luce del Tom,
indica il punto dov', immobile. Per raggiungerlo, dovranno
superare un varco di labbra d'acciaio, con incastri
di tubazioni assurdamente avvolte su loro stesse.
...nel ventre di Alien... sussurra Christian non rinunciando
nemmeno in un momento cos teso ai suoi paragoni;
ruota il raggio di luce e ricorda un film visto da ragazzo.
Faremo come gli scorpioni...
Se riuscir a raggiungerli, pensa Sarah, li agganceremo
per risalire il budello a "tutta forza indietro".
Se  difficile capire come sia riuscito un DR a infilarsi
laggi, sembra impossibile immaginare che si riesca a farne
transitare due accoppiati.
Prepara la pinza, e sii pronto a azionarla...
Attenta! Christian ha intravisto un longherone metallico
a pochi centimetri dalla parete trasparente.
Tempestivit non sufficiente, al colpo secco sulla fiancata
segue un rumore di rottura. Sul pannello lampeggia
ALARM.
Abbiamo un propulsore in meno.
Christian ha controllato con un colpo d'occhio i pannelli:
 partito o s' ammaccato il laterale destro....
Sarah impreca tra s, senza interrompere la manovra di
discesa. Si limita a diminuire i giri al laterale di sinistra
per correggere la leggera sbandata.
Veder cadere proprio davanti ai suoi occhi un propulsore,
toglie a Marco per un istante il fiato. Il piccolo apparato,
perduto evidentemente dal Jerry, rimbalza davanti alla
sfera trasparente, scivola sul plexiglas, si lascia inghiottire
dal buio dal quale era emerso.
Anche loro in avaria, adesso... spero non ci provino
nemmeno a scendere...
Invece, s. Ci stanno provando.
La riserva d'ossigeno, come implacabilmente segnalano
gli strumenti, cala parallelamente al consumo della calce
sodata nelle capsule per l'assorbimento del C02.
Inclinato al massimo per infilarsi nello stretto passaggio,
il Jerry scende imbardato lateralmente. Una difficolt
in pi per una manovra ormai sul filo dei centimetri, perch
la bocca d'acciaio si restringe a ogni metro di discesa.
Sono pi vicini Christian! Hai visto il loro raggio di
luce?
Io riprendo il joy-stick, lei manovrer il braccio. E la
sua specialit o sbaglio?...
Inclina, se puoi, di cinque gradi a lato tuo.
Eccoli. Vedo il Tom...
E sul Tom la vicinanza dei soccorritori  intuita da
un'improvvisa caduta di polvere rugginosa. Lo conferma
una sciabolata di luce.
Burt, eccoli...
Data la posizione, Marco non pu vedere il minisub gemello.
Lo ha alle spalle.
Burt devi aiutarmi a manovrare... Intravedi il Jerry dal
tuo lato? Io sono cieco da quella parte...
Il DR  sopra il gemello. Ma non pu scendere di pi.
Dobbiamo andargli incontro, Burt... costi quel che costi...
Mi senti?
No, Burt resta a occhi chiusi, mani alla testa; da quella
posizione non si muove, n risponde.
OK, da solo  pi facile decidere di rischiare. Riaccelero i
propulsori.
Riprende lo stridore acuto dei metalli in collisione, ma
questo non ferma Marco. Chiede tutta potenza, continua a
forzare, nemmeno un contraccolpo laterale lo induce a
bloccare il movimento.
Forse  rimasto danneggiato un altro propulsore ma non me
ne importa nulla... ne ho ancora quattro.
Contro ogni regola, non s'arresta. Contro ogni regola, la
rabbia  buona consigliera.
Di nuovo lo ferisce lo stridio del contatto, come coltello
sul vetro.
Continuo... io continuo... Se insisto nel movimento rischiamo
la fine, ma se mi blocco la fine  sicura.
Il DR riesce a porsi con la prua al Jerry, inclinato al massimo.
Sono di fronte.
Come gli scorpioni, adesso... ripete Sarah a se stessa,
senza perdere un istante per scambiare un'occhiata con
Marco.  un fascio di nervi, lo sguardo fisso agli strumenti
e al braccio meccanico.
Apro la pinza, Marco capir che dobbiamo agganciarci.
Capisce infatti. Ha una breve esitazione (tutto  stato fatto
per nulla, allora?) poi invia un impulso alla mano meccanica
del braccio manipolatore. Lampeggia il segnale OPEN.
La pinza s'apre, lascia cadere la lastra.
'Fanculo! impreca a voce alta accompagnando con lo
sguardo la piastra di metallo sganciata, in un attimo inghiottita
dal buio.
Allunga il braccio ora libero verso il Jerry.
Le dita metalliche dei due minisub si cercano, si toccano.
Si stringono, infine, una all'altra.
Caro professore mettiamo alla prova la nostra tanto
decantata sintonia... Sarah fissa l'amico ...guardiamoci
negli occhi manovrando assieme. Lasciamo a Christian il
controllo degli strumenti.
Marco approva con un segno del capo.  fiducioso sul
risultato, anche se deve ammettere che l'esito dell'operazione
dipender solo in parte dalla loro abilit, molto dalla
fortuna.
I DR formano un unico corpo. Sono scorpioni in amore,
pinze incastrate una nell'altra e iniziano a retrocedere come
fossero su rotaie dove due locomotive manovrano in
una galleria da ripercorrere a ritroso. Non c' spazio per
consentire di girare su loro stessi e trovare davanti alla
prua la strada del ritorno; debbono fidarsi dei loro computer,
le rotaie da percorrere sono virtuali.
Christian non ha scambiato con la compagna di bordo
una sola parola, la lascia ai suoi calcoli al computer: dalle
indicazioni sulla manovra di discesa tra le lamiere deve
ricostruire l'itinerario percorso.
Resta all'abilit interpretativa di chi legge i dati alla rovescia,
trarre le indicazioni esatte.
Sarah digita veloce, non ha esitazioni.
A Marco resta da coordinare l'azione dei suoi superstiti
propulsori senza sbagliare nella spinta. Con due propulsori
in meno sul Tom e uno sul Jerry, la sintonia tra i due mezzi
 molto difficile. Occorre attivarli e disattivarli con prontezza,
quando non riescono a mantenere l'allineamento.
Christian segue i dati che Sarah gli passa tenendo sotto
controllo il pannello indicatore. Dove legge anche la conferma
di quanto  fin troppo evidente, la riserva d'ossigeno
ha superato il livello critico.
Non sono grida di gioia, ma esclamazioni soffocate a salutare
l'uscita dal cratere, perch il sollievo  di breve durata.
La lentezza con la quale i DR appaiati muovono in acqua
libera,  fin troppo evidente. Christian indica a Sarah il pannello
strumenti, basta un colpo d'occhio per aver conferma
di quanto si teme: i mille metri per giungere in superficie
sarebbero da risalire in fretta prima che le riserve d'ossigeno
finiscano in entrambi i minisub. Ma con i danni subiti ai
propulsori, guadagnare velocit  realmente impossibile.

10,30 a.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
Xntas mi sentite? Non abbiamo un problema, ora. Ma
due... Christian ha sintonizzato il transponder sulla frequenza
della nave appoggio.
Risponde Herbert.
Ricevuto...
Iniziamo il ritorno, agganciati al Tom che ha due propulsori
k.o. Noi ne abbiamo perso uno. Di conseguenza
saliremo in superficie pi lentamente di quanto dovremmo.
Preparatevi a recuperarci in fretta, appena emergiamo,
saremo oltre ogni limite della riserva d'ossigeno. Poco
coscienti.
O.k., ricevuto.
Da quanto stiamo vedendo continua Christian sul
Tom sembra fuori conoscenza il pilota. E Arnei ai comandi.
Il loro transponder non trasmette n riceve...
Non parlate, risparmiate ossigeno... Una pausa poi
la voce di Tarak si sostituisce a Herbert: Siamo tutti in
stand-by pronti a recuperarvi con massima celerit... Il
professor Maxool chiede del reperto.
Se i transponder trasmettessero quanto passa per la
mente di Sarah, sullo Xntas trasalirebbero anche i marinai,
ma trattiene a stento il rigurgito di parolacce e: Tarak
preghi il suo padrone di non dire una parola di pi.
Ricevuto.
Sullo Xntas, i citofoni segnalano ripetutamente EMERGENZA.
Il Comandante impartisce disposizioni perch canotto
e lancia vengano calati in mare. Dall'infermeria passano
intanto al ponte di poppa bombole d'ossigeno
collegate a quattro maschere, per un intervento di rianimazione
immediata. Si cerca il dottor Paulis, ma  sparito
da qualche minuto dal ponte e con lui Maxool e Alex.
Il gruppo della Fondazione, al completo,  riunito in
una saletta interna, solo Gilbert  al suo posto, in cabina
RT; di l ogni tanto s'affaccia, osserva quanto si sta preparando
sul ponte di poppa. Ha udito dai citofoni che l'emersione
dei DR in difficolt ...avverr presumibilmente
entro 28 minuti.
Indossati muta, pinne e autorespiratori, i sommozzatori
sono pronti per un immediato intervento; canotto e lancia
di bordo, gi in mare, disegnano larghi cerchi attorno al
punto previsto per l'emersione.
Ha-San nota l'andirivieni di Gilbert dalla cabina RT al
ballatoio del ponte superiore, evidentemente incuriosito
dal trambusto.
Un cane da guardia distratto dall'abbaiare di tutto il
canile mormora nel raggiungerlo sul ponte della plancia.
Vado a cercare i collegamenti per megafono e citofoni...
gli dice a voce alta.
Alla distratta occhiata di risposta, entra senza esitare
nel locale RT. Apre un armadio metallico dove sono ordinatamente
disposti, in gran numero, materiali per riparazioni
di impianti elettrici e radio, pezzi di ricambio, matasse
di fili, spine, batterie.
Dal ballatoio Gilbert si fa d'un tratto sospettoso, s'affaccia
al vano della cabina ma si tranquillizza nel rendersi
conto che il posto di trasmissione  vuoto e Ha-San sta
cercando qualcosa lontano dalle apparecchiature. Torna
sull'ala di plancia, continua a osservare i preparativi all'emergenza
e risponde poi col capo al saluto di Ha-San,
quando gli passa di nuovo accanto: Grazie Gilbert, con il
prezioso aiuto degli di ho trovato quanto cercavo....
Scende lentamente la scaletta che porta agli alloggi dell'equipaggio,
percorre poi in fretta il corridoio. Entra nella
sua cabina, tira a s il chiavistello, appoggia quanto ha
sottratto sulla cuccetta e, nella sua incomprensibile lingua,
borbotta con un sospiro: Ora al lavoro... e che la
memoria mi assista....

10,35 a.m., stesso giorno - Sullo Xantas e sotto.
Herbert e Tarak sono accanto al Comandante che ha in
mano quanto i due sottopongono alla sua attenzione: un
foglio battuto dalla stampante del computer centrale indica
i livelli di ossigeno nei DR e le residue riserve d'energia
della batteria.
Il tutto calcolato su parametri standard, ma se laggi i
DR hanno avuto situazioni d'emergenza, il consumo 
stato maggiore...
Sul ponte aumenta la preoccupazione, quando questa
previsione passa di bocca in bocca. Da diversi punti della
nave s'affacciano alle murate membri dell'equipaggio al
momento non comandati ai posti di lavoro. Appena non
resta nessuno ai piani inferiori della nave, una figura
muove in fretta e da un passaggio interno sale una biscaglina
d'emergenza che porta al ripostiglio mezzi antincendio.
Dopo pochi passi nel corridoio alloggi, deserto, apre
una porta e s'infila nella cabina di Sarah Morasky.

10,50 a.m., stesso giorno - Quota meno ottocentocinquanta.
Il Jerry continua la risalita verso la superficie, agganciato
al gemello. Il traino rallenta i due DR pi di quanto gli
acquanauti potessero supporre; e infatti il calcolatore del
Jerry, riaggiornato con i dati registrati durante l'ascesa dei
primi centocinquanta metri, in ridda di numeri luminosi,
emette adesso una glaciale sentenza: a quella andatura sar
necessario un tempo doppio di risalita. Di conseguenza il
gap con la riserva d'ossigeno  incolmabile.
I quattro non hanno comunque avuto bisogno di attendere
la risposta degli strumenti, la situazione  evidente
dal vago stordimento che si  impossessato di tutti loro da
quando  cominciata la scalata alla montagna d'acqua che
li sovrasta.
Inequivocabile segno che all'interno dei due minisub il
livello d'anidride carbonica sale.
Il primo a reagire  Marco.
Il Tom azzoppato non trasciner solo noi alla morte, ma anche
Sarah e Christian, se rester unito per il traino.
Sarah  giunta di certo alla stessa conclusione... ma non
prender mai la decisione di sganciare e abbandonarci alla
deriva.
Fissa davanti a s un punto indefinito nel buio di quello
spazio fattosi ostile.
 solo una, la soluzione parla a voce alta, Burt  come
non esistesse.
Sarah non approverebbe il mio piano. Ma per mia fortuna il
nostro transponder  fuori uso. In questo o nell'altro mondo, dove
ci incontreremo, Sarah non potr incazzarsi per non esser
stata interpellata, su una decisione tanto drastica...
Tenter la "manovra d'emergenza estrema".
La attuer subito, prescindendo dal rischio per lui e per
Burt. Non resta tempo per altre valutazioni del pr e del
contro. Dubbi e incertezze sono inutili.
Coraggio, Marco. Via!
Al suo comando, il braccio meccanico apre le sue forti
dita, e si sgancia. I due minisub sono liberi all'istante.
Appena il tempo di incrociare lo sguardo esterrefatto di
Sarah, e gi Marco tira a s con colpo deciso la rossa maniglia
EMERGENCY sotto il seggiolino.
Segue un sussulto violento.
La zavorra di piombo e il grande pacco delle batterie si
sganciano dalla capsula abitata.
Il DR  diviso in due, la parte pesante precipita nel buio
sottostante, mentre la sfera trasparente con i due uomini a
bordo, fattasi leggera, inizia a salire verso l'alto con velocit
in aumento di metro in metro.
Dirige verso la superficie, ruotando su se stessa, in nessun
modo  governabile, potrebbe urtare ostacoli imprevedibili,
branchi di pesci (e sarebbe poco male) o il corpo
di un pesante cetaceo (e sarebbe un disastro).
E la risalita potrebbe anche concludersi, ultimo e maggiore
pericolo, con una collisione con la nave-appoggio
quando come un tappo incontrollato di champagne raggiunger
la superficie.
 un pazzo! E diventato pazzo! ha urlato Sarah vedendo
guizzare verso l'alto la capsula di Marco.  forse
per la prima volta sconvolta, ma appena Christian mormora
Ci ha mollato... non lo lascia continuare: Lo ha
fatto per noi, per consentirci di risalire, con lui a rimorchio
non saremmo mai arrivati in superficie... Avvisali, lass:
Arnei e Burt rischiano la vita... massimo allarme, massimo
allarme....
In sala operativa hanno udito gi perfettamente grido e
battute, Herbert lancia l'emergenza sull'emergenza.
Tom in risalita incontrollata, Tom in risalita incontrollata...
Al gracchiare dei citofoni, s'aggiunge un lungo suono
di sirena.

11,00 a.m., stesso giorno - Ponte di poppa Xntas.
Allarme e stato d'emergenza provocano immediate misure
per evitare le probabilit di collisione della capsula
nella fiancata o ancor peggio nella chiglia della nave, al
momento in cui emerger. Finirebbe a pezzi, condannando
i passeggeri a una fine beffarda: sfuggiti all'abisso, vi
ripiomberebbero appena toccata la superficie.
Il Tom dimezzato arriver in superficie tra... Tra sei
minuti esatti precisa una voce dalla sala operativa. La
velocit di risalita  stata calcolata automaticamente ai
computer e sui monitor appaiono in tempo reale i relativi
dati.
Avanti tutta, spostiamoci di qui!... probabile collisione.
Eseguo!..., risponde Ha-San mentre da poppa il Comandante
lo raggiunge in plancia, salendo i gradini della
scaletta a due a due.
Tra meno di cinque minuti il Tom sar in superficie...
Sposti lo Xantas per tre-cinque-sette, di almeno cinquecento
metri. L'ordine al suo secondo  seguito da un altro
diretto in sala macchine.
Macchine indietro, tutta forza.
Dal pannello "timoneria-satelliti" sono stati sganciati i
contatti, lo Xantas  libero dal suo ancoraggio virtuale,
muove con il ruggito delle sue turbine.
Stesso ordine a canotto e lancia: allontanarsi dalla zona
di probabile emersione del Tom.
Cosa accade? Maxool, al suono della sirena,  balzato
dalla poltrona della saletta dove stava concordando con i
suoi l'ultima fase delle operazioni da compiere sullo Xantas.
Sale in plancia affannato.
Perch ci muoviamo? chi ha dato...
Silenzio, la prego. Stiamo tentando di evitare una collisione...
Per la seconda volta  dura, la voce del Comandante,
oltre al saliscendi agitato del pomo d'Adamo, il nobile
colorito pallido delle gote sta mutando in rosso
scarlatto.
Meno due minuti... Pronti! ordina, accostando la
bocca al citofono generale.
In mare Brinelli e Boden sono scomparsi, immergendosi
di qualche metro sotto la superficie. L'acqua  di tale
trasparenza da consentir loro di scorgere la sfera in risalita
appena avr raggiunto una quota attorno ai cinquanta
metri. Quanto resta del DR  seguito dai sensori del rilevamento
sonar sotto controllo di Herbert; il calcolatore indica
il punto d'emersione e lui pu citofonare in plancia:
Macchine ferme! siamo a distanza di sicurezza....
Voglio vedere i cavi d'aggancio volare sul DR appena
affiora urla Tarak ai suoi assistenti.
Meno un minuto.
Lo Xantas ha virato su se stesso, le sue eliche sono ferme,
ma i motori restano accesi, pronti a riportarlo al punto
dove il Tom...
Eccolo!
Emerge dal pelo dell'acqua quasi completamente, ricade
e torna sotto la superficie in ribollo di schiume. Ruota
su se stesso impedendo ai sommozzatori d'avvicinarsi,
mentre lo Xantas manovra per accostarsi subito a quanto
resta del minisub.
Appena gli sono accanto, il cavo d'aggancio  calato
con precisione millimetrica accanto alla sfera appena affiorante.
Li vede, Herbert? gracchia a tutto volume il citofono
dal ponte superiore ...vede i due, dentro?
Sul perspex sferico della capsula trasparente il riflesso
del sole  accecante e questo accresce l'ansia generale, dal
Comandante all'intero equipaggio, ormai tutti affacciati
alle balaustre dei ponti.
La lucida cupola sale e scende, l'acqua continua a coprirla
e scoprirla. Herbert impreca in tutte le varianti del
dialetto austriaco, vorrebbe che i due sommozzatori riuscissero...
Uno dei due grida qualcosa, e dal canotto accanto a lui
un marinaio ripete con la radio portatile: L dentro qualcuno
ha fatto un cenno. Il sommozzatore l'ha visto bene.
Il Tom  finalmente fermo.
La rizza calata dal bigo di poppa viene afferrata dai
sommozzatori, la redancia s'infila nel moschettone della
capsula, il Tom dimezzato esce dall'acqua, oscilla, viene issato
a bordo.
Il frastuono del motore in moto per il recupero  sovrastato
da grida di stupore. La mutilazione del minisub,
quando esce dall'acqua, fa impressione,  irriconoscibile,
 una testa senza corpo.
Appena sul ponte i quattro marinai addetti s'avventano,
 la parola esatta, sui bulloni a pressione della chiusura
stagna, li mollano e dal guscio aperto estraggono Arnei
e Burt liberandoli dalle cinghie di sicurezza.
Tarak e Herbert li aiutano, sostenendoli, a poggiare i
piedi sulla plancia dove forse non avevano pi sperato di
giungere.
Burt...  stata la prima parola di Marco, mentre con la
mano indica il compagno: ...pensate a lui, sta male....
La squadra lo toglie dalle braccia di Tarak, e lo porta di
peso in infermeria.
Marco si fa forza, muove un passo...
Attenti, cade! urla una voce.
Molte braccia sono pronte a sostenerlo, l'intera nave ha
preso a girargli attorno. Si riprende, respira profondamente,
qualcuno cerca di appoggiargli sul viso la maschera
dell'ossigeno, lui la rifiuta. Sebastian, sopraggiunto di
corsa, gli offre un bicchiere d'acqua.
Marco ne beve un lungo sorso, poi con voce bassa ma
non incerta si rivolge a Tarak: Il Jerry... occupatevene subito,
per loro  emergenza pi di noi. Hanno l'aria agli
sgoccioli e sono ancora molto lenti....
Siamo pronti all'intervento.
Resto accanto a voi...
No, professor Arnei... s'accomodi nella sua cabina,
voglio occuparmi di lei subito... lei sta male...
Marco non lascia finire il dottor Paulis, l'interrompe:
La ringrazio, ma... quando viene a sua volta interrotto.
 sopraggiunto Maxool che fino a quel momento aveva
seguito da lontano il succedersi degli accadimenti.
Caro Arnei, segua il consiglio del mio aggiustatutto.
Qui siamo tutti pronti a aiutare i suoi colleghi quando
emergeranno. Subito dopo noi caricheremo la lastra
recuperata sull'elicottero e prima di decollare verr a salutarla.
Arnei lo guarda stupefatto: Ma cosa dice?... A me gira
la testa, ma lei l'ha persa del tutto. Credo che lei non abbia
capito quant' accaduto.
Ho capito perfettamente, ma...
No, lei pensa solo a quanto le interessa... e non le importa
nulla del pericolo che ancora minaccia Sarah e Christian?
Sono tra la vita e la morte, le riserve d'aria...
Finir tutto bene, vedr!... e lei mi racconter la vostra
avventura il giorno in cui ci rivedremo in Fondazione...
Non mi ha capito, Maxool. Occorrer un miracolo perch
tutto "finisca bene"... Non possiamo esser certi dell'happy-end,
la risalita del Jerry  lenta anche se non appesantita
dalla lastra...
Non appesantita? Cosa significa?
Ero io a averla agganciata. Non il Jerry.
E allora? il volto di Maxool si  contratto.
Allora?... Arnei urla la risposta a un palmo da quel
viso in questo istante pi che mai odioso: ...allora per
uscire dalla trappola l'ho mollata!.
Maxool apre la bocca senza riuscire a parlare. Scosta con
gesto brusco il suo medico, afferra Arnei per un braccio.
Lei ora torna sul fondo e subito perdio! Ansima, livido
in volto, alza una mano minacciosa: Lei scende laggi,
s'infila dentro il Roma e mi porta a bordo quel pezzo di ferro
che io ho chiesto e lei ha stupidamente mollato....
Come se le parole e le offese non lo riguardassero, Arnei
finisce il bicchiere d'acqua rimastogli in mano e con
un sorriso stanco: Il cosiddetto pezzo di ferro, caro
Maxool,  rimasto dove di certo non possiamo....
Un colpo di sirena copre le ultime parole, precedendo
d'una sola frazione di secondo la voce di Herbert dall'altoparlante:
Tre minuti all'emersione del Jerry. Riprendere
posizione....
Il Comandante s'affaccia alla balaustra del ponte di comando,
scorge Arnei stretto tra Maxool e altri della Fondazione;
non pu udirli, ma nota l'alterco in corso. Chiama
Ha-San: La prego, scenda subito e si prenda cura di
Arnei. Sin da qui lo vedo mortalmente pallido... Se non
accetta d'essere portato in infermeria, dica a quel medico
d'occuparsene....
Il dottor Paulis, quando Ha-San scende l'ultimo gradino
della scala di plancia, ha gi la valigetta del pronto soccorso
aperta, ma non per intervenire su Marco. Deve occuparsi
di Maxool, accasciato sulla poltroncina che pochi
minuti prima un marinaio aveva portata per il superstite
del Tom.

11,25 a.m., stesso giorno - Ponte di poppa Xntas.
Come per il primo, il recupero del secondo minisub 
carico di suspense nel tempo tra aggancio e trasporto a
bordo.
Aperta la capsula, Sarah e Christian, allo stremo, vengono
sollevati di peso, sdraiati sulle barelle gi pronte, la
maschera d'ossigeno sul volto.
Quanto basta a farli riprendere. Bevono avidamente
l'acqua offerta, desiderio secondo solo a quello gi esaudito
di respirare profonde boccate a pieni polmoni, prima
ossigeno dalle bombole, poi d'aria.
La domanda di Sarah tarda solo un istante.
Dove sono Arnei... e il suo pilota? Osserva a occhi
sbarrati quanto rimane del Tom appeso ai ganci di sostegno.
Burt, in infermeria si sta riprendendo.
S, ma Arnei?.  sorpresa di non trovarlo sul ponte.
Si  alzata in piedi, incerta sulle gambe.
Si  sentito male? insiste  in infermeria?
Prima di altri  Alex a risponderle: Sta bene,  in riunione
con il professor Maxool, dottoressa. Gelido, aggiunge:
 attesa anche lei, subito....
Una riunione? Siete diventati pazzi? Vi raggiunger
pi tardi, caro ragazzo maleducato. Lo vede come sono ridotta?
Passer prima dalla mia cabina. Debbo...
No, lei deve seguirmi adesso. Se le gambe non la reggono,
posso portarla in braccio. Sarah esterrefatta nel
rendersi conto che il giovanotto non scherza, si guarda
d'attorno. Sui volti di chi le  vicino legge la stessa sorpresa,
mista a timore.
Appena Herbert apre bocca: Signor Alex, la dottoressa...
lei deve capire...  tacitato con un secco Stia zitto!.

01,30 p.m., stesso giorno - Sala operativa Xantas.
No, un'altra immersione non si pu affrontare. Un Arnei
come ancora nessuno aveva visto a bordo, sporco, un
velo di barba ispida, gli occhi arrossati ma accesi, guizzanti,
 un fascio di nervi, le bocche di chi gli  attorno sono
chiuse quando con veemenza dice la sua.
 tanto sfinito fisicamente quanto deciso a non lasciarsi
pi trascinare passivamente.
Abbiamo sacrificato una splendida macchina, rischiato
la vita per l'assurda vanit di un trofeo.  compromesso l'esito
scientifico della missione, con un solo DR sar impossibile
completare il programma stabilito. Nel darle retta,
Maxool, ho perso io ma ha perso anche il suo gruppo, se mirava
al successo. Abbiamo commesso, ho commesso, una
bestialit dopo l'altra. Adesso l'abbiamo nel culo, voi e io.
E per di pi sono furioso, ho un lancinante dolore alla testa,
ho fame, ho sete, mi sento sporco come un maiale, e vi odio pi
che mai, intrusi, arroganti.
Il dottor Paulis posa sotto la lingua del suo capo una
piccola pillola; e lui ascolta lo sfogo, lascia che il calmante
ottenga in pochi secondi -  questa la sua qualit - il suo
effetto, e cessi il momentaneo affanno cardiaco. Con occhio
che pare spento rivolge uno sguardo interrogativo alla
Morasky.
Un'altra immersione sul relitto? Non si pu affrontare,
n ora n domani, conferma Sarah. Come Arnei ha gi detto,
scendere a mille metri con un solo DR sarebbe follia.
Ha scandito lentamente questa parola e ne  seguito un
lungo silenzio. Maxool  rimasto pensieroso, poi ha cercato
e trovato in tasca un foglietto di carta, adesso scribacchia
qualcosa, con un cenno chiama uno dei presenti
schierati alle sue spalle. Gli corre vicino il giovane con i
capelli rasati e gli orecchini.
Il vecchio gli sussurra qualcosa e lui lascia la sala.
Dal silenzio generale deduco che il meeting s' concluso
e io me ne andr in cabina Marco si alza. Vieni, Sarah...
Seguo il consiglio, se non mi getto sotto la doccia mi
sento male.
Le battute pronunciate con finta indifferenza volevano
essere, ma non sarebbero state, le ultime della riunione.
Con gesto della mano, Maxool li invita a risedersi.
Restate ancora un minuto... e ascoltatemi.
Si direbbe sia stato colto da un pensiero improvviso e
desideri comunicarlo a due vecchi amici.
Vi siete aperti con me in estrema franchezza, non posso
non ricambiare. Osservate i miei ragazzi, al mio invito
(Alex comincia tu) s'accingono tutti a esaudire un mio
desiderio... Un accento d'asprezza sottolinea "mio".
Sono finalmente lieto di mostrarvi i gioielli quali ognuno
di noi  dotato, piccoli, perfetti Uzi, tutti carichi, tutti senza
sicura. I ragazzi della mia orchestra sanno suonarli alla
perfezione...
Marco e Sarah fissano senza aprir bocca l'esibizione, gli
"orchestrali" giocherellano con strumenti tratti da due
grandi borse di tela; il loro direttore, con teatrale gesto da
podio, li omaggia con un inchino.
Di colpo mette fine al suo assolo ironico con un vero e
proprio urlo, Basta!... adesso basta proseguendo, alterato:
Da questo momento non chieder pi nulla per cortesia,
ma impartir ordini si rivolge a Sarah: Ordini da
eseguire senza discutere e subito. Anche da lei, bellezza.
Ci vuole domati, umiliati, io odio la violenza, ma ne sono di
nuovo prigioniero. Odio le armi e questi ci stanno puntando addosso
un arsenale. Siamo alla fine di quest'assurda commedia.
Maxool si sta facendo consegnare un mitragliatore, l'impugna
e con un cenno della testa chiama accanto a s Alex.
Il suo luogotenente ostenta un Calic, in grado di sparare
cento colpi da 9,5 a raffica; alla cintura, esibisce un Kibar, il
coltello per il corpo a corpo in dotazione ai marines.
Raduna l'equipaggio e ripeti davanti all'intero gregge
l'esibizione... se occorre... musica! Scarica un paio di caricatori
a mare per sottolineare la parola "obbedienza". Sii
chiaro nel far capire chi  il padrone, a bordo...
 pazzo,  pazzo, non riesco a credere a quanto vedo, a quanto
sto ascoltando.
Il nostro  un atto di guerra, lo comunico al professor
mammoletta e alla figlia di David fedelmente al suo fianco.
Da questo momento, non tollero resistenze n da voi
n da altri. A bordo nessuno deve appartarsi, parlottare
con un altro, spareremo senza preavviso se  necessario.
Continua a fissare la coppia ammutolita: Ma non sar
necessario, vero?.
Arnei non risponde. Sarah legge di nuovo nei suoi occhi
smarrimento, come fosse caduto in trance.
Banda di canaglie... ringhia tra i denti.
Maxool non l'ha udita e conclude, indicando Paulis: Il
mio medico  a vostra disposizione per risollevarvi dalla
vostra avventura sul fondo...  uomo gentile, voi lo sapete,
ma ho pregato anche lui di tener sottobraccio qualcosa
di convincente, un'arma potrebbe risultargli utile quanto
un'iniezione o una delle sue pillole... Ne hai qualcuna in
grado di ridar forza a questi cagasotto?.

02,45 p.m., stesso giorno - Sullo Xntas.
L'operazione  stata fulminea. I "ragazzi" dell'orchestra
hanno preso possesso dell'intera nave senza incontrare opposizione;
voci di sorpresa rimbalzano dai ponti e dai corridoi,
ma sono subito tacitate, un trambusto seguito dal
rimbombo di un colpo isolato. Pochi minuti dopo, il crepitare
di armi automatiche ha provocato una reazione di panico.
Solo colpi d'intimidazione annuncia Alex rientrando
in saletta. Porta con s un soffio d'aria salmastra mista a
odore di polvere da sparo: Adesso sono tutti d'accordo
con noi. Il pelato Herbert s' bagnato i pantaloni appena mi
ha visto... i piloti sono rintanati da qualche parte....
Falli tener d'occhio e tu pensa a quel pallone gonfiato
di Comandante.
 gi chiuso in cabina, morto di paura. Se urli ti ammazzo,
gli ha abbaiato Gilbert.
Bene... ma non fidarti. Torna dai ragazzi e raccomanda
di restare a occhi aperti. Io intanto concludo il seminario
scientifico con questi signorini...
Siede davanti a loro. A Sarah sembra pi un pomposo dirigente
d'azienda al suo tavolo da manager che un bandito;
vuota da ogni altro pensiero fissa quelle dita grassocce che
tamburellano sul tavolo mentre si rivolge a loro ignorando
quanto accaduto negli ultimi minuti. Parla come se si trovasse
con loro a bere un aperitivo per discutere d'affari.
Vi ho seguito istante per istante, oggi con l'indice della
destra indica la maquette del Roma appesa alla parete: Rallegramenti
a entrambi per l'abilit dimostrata... non era facile
entrare e uscire da quella carcassa nel punto dove i bravi
piloti della Luftwaffe hanno con tanta precisione....
Senta, Maxool...
Non m'interrompa, Arnei sono stati di breve durata gli
accenti cortesi da questo momento deve solo ascoltare.
E lei...
L'invito a chiudere il becco, vale anche per il sesso
femminile... Punta la sua arma al petto di Sarah. Per le
mie necessit nelle prossime ore  sufficiente uno solo di
voi due. Non siete necessari entrambi, mi spiego? Vorrei
per evitare gesti melodrammatici, dipender da come vi
comporterete. Se non collaborate dovr vincere la mia repulsione
per i rumori assordanti, gli spari a distanza ravvicinata...
Il sudore ha cominciato a imperlare la fronte di Marco,
la pistola impugnata da Maxool  a due palmi dal viso di
Sarah. La agita un istante, poi la usa per indicare di nuovo
la sagoma del Roma.
Poich laggi, in quel relitto, non s'annidano mostri
come nei demenziali film di Hollywood, non vedo il motivo
della vostra paura. Non riesco a spiegarmi il terrore
che vi impedisce d'accogliere la mia richiesta di immergervi
nuovamente per raccogliere quanto vi siete lasciati
sfuggire... Tarak mi sembra efficiente, se vi immergerete
subito non sorgeranno problemi, anche se sar notte al
vostro ritorno, lui potr ripescarvi senza difficolt anche
se riemergerete al buio... Vi lascio il tempo di mangiare
un sandwich, lavarvi il muso: una decina di minuti per
quante altre necessit vi occorrano, poi...
Marco ha ascoltato. Si sente un animale chiuso in trappola,
con una muta di cani addosso e un cacciatore a fucile
puntato che lo aspetta al varco. Non gli sembra esistano
vie di scampo, a parte il saltare al collo di questo delinquente
travestito da gentiluomo e strozzarlo...
Sarah ha invece seguito un filo di pensieri molto diverso.
Ostenta un improbabile sorriso e si rivolge al tronfio
avversario seduto davanti a lei: N la sua pistola, caro signore,
n gli Uzi o come cazzo si chiamano i giocattoli dei
suoi amici possono esaudire il suo desiderio.  impossibile
tornare in acqua fra pochi minuti con il minisommergibile
superstite... anche prescindendo da me o dal professor
Arnei.
La mascella di Maxool si contrae, un profondo respiro
rivela il suo tentativo di mantenere la calma. Non deve risultargli
facile, dal tono con cui replica: Impossibile... a
causa di cosa o di chi? Non creda di prendermi per il naso....
Nient'affatto, basta che lei pensi ai telefoni cellulari,
come quelli elegantemente sequestrati dai suoi complici...
come ben sa, funzionano con batterie che hanno bisogno
d'essere ricaricate quando scendono a zero... Identica
necessit hanno le batterie dei minisub. Se lei e i suoi
tirapiedi siete in grado di caricare in un paio d'ore otto condensatori
al nickel-cadmio, centottanta elementi NRC da
260 volt e 1350 ampere, ovvero quanto consente a un DR
di disporre di tutte le sue funzionalit, allora s potreste
vincere un Nobel!... Una simile operazione, persino qui
dove  montato un generatore ad alta potenza, richiede
dalle sette alle otto ore.
Continui, dottoressa... Maxool ha abbassato voce e
pistola.
Occorreranno anche alcune ore per riposizionare lo
Xdntas sul punto preciso dal quale  stato spostato per motivi
d'emergenza, ovvero per tornare sulla verticale del relitto.
Intanto i meccanici di bordo e il signor Tarak potranno
rimontare il propulsore laterale di ricambio in sostituzione
del sinistro andato perduto... Si rivolge al compagno:
Otto ore per tutto questo basteranno, Marco?.
Un assenso col capo di Marco e lei continua con gelida
chiarezza: Vuole il suo pezzo di ferro? Dia disposizioni al
suo Tarak di eseguire riparazioni e ricariche nei tempi che
lui conosce. Poi, appena il Jerry sar pronto, lei mi deve
garantire che far togliere di torno le armi e se ne andr
appena in possesso del suo reperto....
D'accordo... appena il Jerry sar pronto voi vi immergerete.
Subito. Non occorre affatto riparlarne, i suoi sarcasmi
cara ragazza, sono superflui, li tenga per s. Occorrono
otto, dieci ore? Aspetteremo, poi non avrete scuse, gli
Uzi torneranno a consigliare ragionevolezza.
Segue un silenzio n lungo, n breve. Il tempo d'una
metamorfosi e qualcuno si libera dalla trappola in cui si
sentiva prigioniero. Esce dalla sua tana, non pi coniglio
braccato da un implacabile cacciatore, ma orso o lupo, o
altro animale, aggressivo abbastanza da far arretrare muta
e cacciatore.
No, Maxool, non saremo ragionevoli... Marco, liberato
da ogni soggezione, si avvicina al suo avversario. Gli
parla a un palmo dal volto.
Lei ha sfoderato un campionario di armi automatiche
con cui minacciarci. Noi per abbiamo qualcosa d'altrettanto
letale nei suoi personali confronti.
 Sarah adesso, a restare stupita. I suoi occhi a fessura
sono spalancati su Marco, non lo ha mai visto reagire con
tale violenza. Maxool, anche se sorpreso non lo d a vedere,
invece. Gonfia le gote, scuote la testa.
Sbruffone! Lei possiede un'arma? Non lo sapevo... Si
volge verso Paulis, seduto accanto: Tu lo sapevi?....
Voglio presentarle la nostra arma signor Maxool. La
dottoressa Morasky ha gi capito qual , lei no, invece. Il
che dimostra quanto il capintesta degli intrepidi commando
capaci di vincere gente pacifica e disarmata, sia meno
acuto di quanto vorrebbe far credere. Non le sorge il sospetto
che la nostra arma potrebbe essere proprio quel pezzo di
ferro tanto desiderato dagli adepti della sua Fondazione?
Se lei volesse divertirsi a farci bucherellare la pancia, e noi
non fossimo pi in grado, per avvenuto decesso, di recuperare
il "reperto", lei come se la caverebbe? Sarebbe nei guai,
vero o no?
Sarah trattiene il fiato.
I suoi potenti amici dopo aver speso quel che hanno
speso, rischiato quel che hanno rischiato in questa operazione
illegale, anzi criminale, non la perdonerebbero se lei
tornasse a casa a mani vuote
Voi dovete...
S, noi "dobbiamo", se disobbedissimo i suoi killer ci
sparerebbero, e per di pi ve la prendereste con una famiglia
innocente come mi  stato pi volte ricordato. Ma in
quel momento lei sarebbe fregato. Se, minacciando e ricattando,
lei non potr disporre del sottoscritto Arnei e della
qui presente Morasky, la sua Fondazione non possieder
mai quanto le  necessario...
S, credo proprio che se lei fallisse, signor Maxool, la
spedirebbero all'altro mondo. Sarah, superata la sorpresa
per la reazione dell'amico, s'unisce alla sua improvvisa
aggressivit.
Voi due...
S, siamo noi due adesso, a interromperla. A imporle
un accordo...
Ma quale accordo? La fronte stempiata e sudata di
Maxool s'aggrotta.
Non si agiti, anche se un dottore le siede accanto un altro
balzo di pressione potrebbe esserle fatale.
Terreo, Maxool si risiede, dopo essersi alzato di scatto,
Vi ascolto...

04,30 p.m., stesso giorno - Ala esterna plancia di comando.
Una Julie sorridente esce dalla cabina del Comandante,
lo scintillio degli occhi nel suo piccolo viso rivela soddisfazione.
Ripensando a queste giornate, le sembra sia stato poco
complicato e molto conveniente l'incarico affidatole.
Euforia da nascondere appena lascia la maniglia della
porta e si trova alle spalle Ha-San, il vice dell'uomo che 
stato appena legato e imbavagliato da Gilbert, e al quale lei
ha inflitto un'iniezione di sonnifero canticchiando: Mio
caro, la prima cura che ti ho prescritto  servita a poco o a
niente... Tanto vale schiacciarci sopra una dormita....
 incerta sul da farsi, ma  proprio Ha-San a toglierla
dall'imbarazzo.
Le vorrei chiedere una cortesia, signorina, giacch ho
la fortuna di parlarle a quattr'occhi.
L'insignificante ometto, con un cenno della testa indica
la cabina dalla quale lei  appena uscita: Se il mio superiore
avesse qualche difficolt, al momento, sarei lieto di
offrire i miei servigi. Potreste contare su di me per quanto
riguarda il governo di questa barca. Occorre al pi presto
riposizionarla con l'ancoraggio satellitare sulla verticale
del relitto.... Julie lo guarda interdetta, lui continua rassicurante.
...dello Xntas potrei continuare a occuparmene
io, sin quando voi non ci lascerete...
Fra non molto, come lei sa...
S, lo so... prima di lasciarci dovrete per compiere
un'altra immersione... una nave come questa ha bisogno
di qualcuno in plancia di comando, per il controllo del posizionamento,
per seguire le operazioni...
Accentua una lievissima piega agli angoli della bocca e
continua: Mi sembra che il Comandante sia temporaneamente
indisponibile... Non mi dispiacerebbe sostituirlo...
Sar franco, Miss Julie, questo  il mio ultimo incarico, mi
attende la pensione, svanir nel nulla. Forse potrei arrotondare
la miserrima liquidazione che mi verr gettata in faccia
dai miei padroni, con un ragionevole compenso della
vostra organizzazione. In cambio offro il mio impegno, fintanto
che il signor Comandante rester, come posso dire? indisponibile....
Riferir al professor Maxool... la proposta dovrebbe
trovarlo d'accordo...

04,45 p.m., stesso giorno - Cabina di Sarah Morasky.
Terrore e sorpresa insieme. L'urlo di Sarah si sarebbe
sentito in tutta la nave, se non fosse stato soffocato da una
mano tempestivamente poggiatale sulla bocca. La mano
di un uomo che dovrebbe esser morto. Ma quando mai
un'ombra avrebbe tanta forza e potrebbe parlare con
quell'inconfondibile accento? E avrebbe quel sorriso?
Appena ti convinci di non trovarti davanti a uno zombie,
ma a un sardo zoppo d'origine ligure, tolgo la mano
dalle tue labbra. Le sento tremanti...
Ha ragione di tremare, la dottoressa: il suo miglior amico
scomparso quarantott'ore prima in acque sconvolte da
una tempesta non  defunto, sembra anzi godere ottima
salute. Appena la libera dalla presa, Sarah gli salta al collo,
e lo abbraccia e bacia come forse non le  mai accaduto
con un uomo.
Juv... Juv... mormora.
S, sono quarantasette, il morto che parla.
In altro momento Sarah gli avrebbe chiesto cosa c'entri
il numero 47, cosa significhi quel detto italiano ma adesso
 vuota d'ogni pensiero, la commozione la possiede al
punto da ammutolirla. Accarezza la testa che s'appoggia a
lei sin quando Juv reagisce con finta indignazione.
Basta con le smancerie... e poi puzzi come una capra,
Sarah.
Lei si divincola dall'abbraccio, con gli occhi umidi e un
sorriso ancora incredulo: Ti risulta che qualcuno esca
profumato dopo otto ore e mezzo trascorse in un cesso di
DR senza ricambio d'aria nelle ultime due ore e...
Sono abituato al peggio... e a proposito del peggio,
dimmi cosa sta accadendo.
Sarah cerca di accantonare emozione e gioia per quel ritorno
dagli inferi e prima di rispondere gli chiede per
quale via sia tornato tra i vivi.
Poi riferisce quanto sta accadendo sullo Xntas.
Dai colpi delle armi da fuoco ho fin troppo facilmente
capito sino a che punto la situazione  precipitata...
Sembra che nessuno sia stato ferito o colpito... erano
solo colpi d'intimidazione, ha riferito il tirapiedi al suo
capo...
Evidentemente nessuno ha reagito, a bordo.
Fortunatamente no, ma con la gente di Maxool e le armi
nelle loro mani non c' molto da scherzare...
E invece dobbiamo trovare il modo di reagire, di cavarcela...
S, prima per esaudisco un tuo e un mio desiderio... mi
getto sotto una doccia, dovesse anche crollare il mondo.
Te lo concedo. Poi ti dir dello champagne che era stato
preparato per brindare nel momento in cui questa gentaglia
si sarebbe tolta dai coglioni.
Nello scroscio d'acqua della doccia, Sarah che ha sentito,
chiede stupita: Non  di buona marca?.

Dalle 04,00 a.m., 9 giorno - Nel Jerry in immersione.
Tutto o.k. Marco.
Scomparti allagati. Andiamo...
Ancora una volta dal buio della notte in superficie, al
buio dell'immersione.
Compagni di tante avventure d'alta profondit, Marco
e Sarah sono uno accanto all'altra all'interno del minisub
in discesa verso il relitto del Roma.
Abbiamo solo venti minuti per dirci tutto, Sarah.
Sono solo diciotto per l'esattezza, prima di metterci al
lavoro...
Il DR scende preceduto da un compagno, il ROV. Il suo
impiego, in questa che sar l'immersione finale della missione,
 stato deciso nella riunione della notte quando, per
"evitare violenze sull'equipaggio e sui tecnici", i due
acquanauti hanno confermato a Maxool di accettare la richiesta
di recupero contro la promessa di lasciare la nave.
L'hanno ottenuta, ma sanno che non sar mantenuta. Dovranno
trovare il modo di difendersi e sar impossibile,
tutto l'equipaggio  terrorizzato. Bastava guardare in faccia
Herbert: ha accettato di operare sul ROV solo dopo esser
stato convinto a uscire, tremante e timoroso, dalla cabina
dove si era rintanato.
Un'ora prima dell'orario stabilito per calare verso il
fondo il Jerry e il ROV anche i marinai addetti alle manovre
e i sommozzatori erano stati convinti a fatica a tornare
al loro posto di lavoro, mentre Alex ripeteva a tutti: Scusate
la nostra reazione... c'era stato un equivoco...
Da parte sua, Maxool aveva intanto abbandonato ogni
controllo su Marco; ormai la partita la considerava vinta, i
due potevano dir quello che volevano, a lui non importava
pi nulla. Sarah, appena all'interno del minisub, aveva
sussurrato a Marco parole che lo avevano lasciato di sasso:
Juv  vivo, nascosto nella mia cabina. Poi lo aveva
messo al corrente su quanto scoperto dall'amico: esplosivo
al posto delle bottiglie di Veuve Clicquot. Una carica
micidiale che lui aveva disattivato.
Malgrado questo, la partita non  certo vinta, Sarah...
il maiale ha accettato le nostre condizioni perch ha le armi
e la sua gentaglia...
Dalla nostra parte noi abbiamo Juv e Ha-San...
Isolati i microfoni del transponder che li collega alla superficie,
cercano di chiarirsi reciprocamente le idee. Marco
la mette al corrente del ricatto al quale  incatenato, la
minaccia di morte sulla sua famiglia. Sarah si rende conto
quanto fossero fuori strada lei e Juv sospettando che Marco
avesse venduto l'anima alla Fondazione.
Hanno anche fatto fuori il pilota dell'elicottero per un
messaggio che gli avevo affidato.
Porci assassini!
Organizzati alla perfezione, disposti a inganni e violenze...
perch?
Un "reperto" per dar gloria alla Fondazione? Storiella
insostenibile, secondo me.
Anch'io ho dubitato sin dal primo istante... la faccenda
va messa in relazione, ma non so come, all'affondamento
del Roma.
Per ora direi che sia inutile scervellarci.  solo uno,
adesso, il problema da risolvere: come salvare la pelle liberandoci
da loro.
Un controllo ai dati degli strumenti, poi il galoppo di riflessioni
riprende.
La frenesia per il possesso di quel pezzo di ferro ha
probabilmente a che vedere con la bomba sganciata dai
tedeschi ipotizza Marco.
Potentissima, ma certo non nucleare. Guarda gli indicatori:
radioattivit zero, eppure siamo ormai vicini al
relitto...
Era zero anche ieri, all'interno dello squarcio.
E allora?
Non so... se un reperto del Roma interessa tanto a
qualcuno, perch quel qualcuno non se lo  venuto a pescare
da solo? La cosiddetta Fondazione ha soldi da spendere...
a quanto sembra senza limiti.
Per trovare questa corazzata e immergersi e operare
sul relitto non servivano solo soldi. Occorrevano anche
nomi conosciuti nel campo della ricerca per sbandierare
scopi scientifici... solo cos hanno potuto disporre di un
apparato operativo come l'Infrasub. Chi la dirige non
avrebbe concluso un accordo con chicchessia per andare a
frugare in una nave da guerra...
Direi di no... Loro ci hanno cercato per approfittare
della nostra professionalit.
Cercavano uno scudo per evitare ogni sospetto...
Il bip-bip del sonar li interrompe, segnala l'avvicinarsi
del fondo. Sarah isola l'automatismo dei comandi, passa
al controllo manuale del DR.
Contatti luce accesi, propulsori in stand-by, una gomitata
a scuotere Marco ancora sovrappensiero.
Sarah dobbiamo preparare un piano...
Lo so, ma non ora, siamo a tre minuti e trenta secondi
dal relitto e io...
Riapri il contatto transponder.
Riaperto.
Avanti adagio con propulsore uno e due.
Tieni d'occhio il ROV e il suo cavo. Avanza verso la zona
prodiera.

05,00 a.m., stesso giorno - Sala operativa Xntas.
La schermata dei monitor trasmette come sempre a
Herbert e a Tarak in sala operativa le comunicazioni del
Jerry. Il suo segnale di posizione s' regolarmente acceso
sulla sagoma del relitto; come per le precedenti immersioni
 un minuscolo punto rosso in movimento che muove
sulla corazzata. A poca distanza, un secondo segnale lampeggia
in verde. Visualizza la posizione del ROV dal quale
giungono in superficie immagini sufficientemente chiare
per consentire l'osservazione di quanto registra e cos
favorire la ricerca del reperto che la pinza del Jerry dovr
agganciare.
Alle spalle della consolle, Maxool e un paio d'uomini
della Fondazione sono in piedi; tutti, in sala, sanno che sono
armati anche se non stringono tra le mani gli Uzi. Manca
Alex, salito in cabina RT per dare il cambio a Gilbert,
stremato dalla fatica d'una veglia interminabile, e per gettare
un'occhiata in plancia di comando dove  assente
monsieur Jacques, ufficialmente "indisposto" e relegato
nella sua cabina imbottito di sedativi. Julie, tutta sola, siede
a gambe larghe sulla poltrona girevole in pelle Reserve
au Commandant, secondo un'elegante etichetta in ottone
sulla spalliera; lei non nasconde il suo Uzi, ma lo tiene in
evidenza sulle ginocchia. Non ha sonno, una pillolina "di
quelle buone" la tiene su di giri; monta la guardia con
Ha-San, passato ufficialmente alla Fondazione dopo la sua
offerta di collaborazione. Da quando ha concluso la manovra
per riposizionare lo Xntas, pu contare su un accordo
stabilito in cinquemila dollari (una miseria ha
commentato Maxool).
Un uomo armato  nel corridoio cabine dove Christian
e Pierre, sono stati pregati di ...starsene tranquilli e leggersi
un buon libro, approfittando della giornata di vacanza
straordinaria. Il loro collega Burt  stato invece ripescato
in infermeria e incaricato da Maxool di sedere
accanto a Herbert, per intervenire con consigli sulle operazioni
del Jerry; secondo Paulis, il pilota si  rimesso dal
trauma nervoso del giorno prima: a vederlo in faccia e a
fissarlo negli occhi infossati, assenti,  difficile crederlo.
Sul ponte d'involo, il pilota del Sikorsky sta armeggiando
attorno all'elicottero; tesa una manichetta, sta pompando
cherosene dai fusti di riserva, ha eseguito i controlli di
routine che precedono un decollo a pieno carico, ha tolto le
protezioni in plastica alle turbine: Voglio il tuo bestione
pronto a decollare con tutti noi nel momento stesso in cui
avremo caricato la lastra a bordo gli ha intimato il capo.
In sala operativa Herbert sta pilotando il ROV in avanscoperta.
Comunicate l'attuale posizione del robot a quei due...
Messaggio inviato.
I dati del ROV "tradotti" in termini di rotta diventeranno
la guida del Jerry nell'operazione di ricerca del reperto.
Se il robot non identificher sul ponte un rottame metallico
di facile aggancio, sar necessario tornare a cercarlo nel
cratere della bomba.

Dalle 05,30 a.m., stesso giorno - Zona prodiera del Roma.
Il faro voltaico del Jerry inquadra di nuovo il grande
spazio vuoto dov'era la casamatta dei 381, distrutta dall'esplosione.
E illumina lo squarcio buio che sprofonda all'interno
della corazzata.
Il DR  librato a mezz'acqua.
Al suo interno, teso come corda di violino, Marco segue
con lo sguardo il procedere del ROV che a poca distanza
dal minisub avanza srotolando il suo interminabile cavo.
Fra poco lo avremo vicino... tieni d'occhio la sua interminabile
coda raccomanda Sarah, preoccupata dalle volute
che il cavo del robot inanella alle loro spalle. Se si incastra
in qualche struttura esterna dobbiamo liberarlo.
Non accade. Il cavo in gran lentezza si distende, dalla
superfice si dirige il robot verso il castello di comando, lo
si guida verso il ponte.
Se state indirizzando il ROV per cercare un reperto
metallico nell'area di prua comunica Marco in superficie
vi ricordo che gi ieri noi avevamo perlustrato l'intera
zona senza trovar nulla di recuperabile...
Toccher tornare nel cratere della bomba Sarah ha solo
mormorato, ma in sala operativa l'hanno chiaramente
sentita.
Meglio cos, mia cara fa eco nel transponder la voce
di Maxool: Non potreste farmi regalo pi gradito....
Al ROV indirizzato per una ricognizione nello squarcio
occorrer oltre mezz'ora per adempiere al suo compito.
Nel Jerry, i due occupanti attendono i dati. Per risparmiare
energia hanno spento il faro di servizio, nell'oscurit
lentamente si materializzano, disegnate dalla verdastra
bio-luminescenza, le forme del relitto attorno a loro:
la casamatta numero 1 con i suoi tre cannoni di grosso calibro
e il castello corazzato che incombe, inclinato.
Marco sembra stia cercando di veder meglio qualcosa,
in quell'incerto chiarore.
Cosa stai fissando? chiede Sarah, notando il suo
sguardo preoccupato.
Vorrei calcolare...
Guarda, i calcoli ce li fornir il ROV e li elaboreranno
in un lampo Herbert e i suoi...
In questo momento non mi interessa cosa fa o far il
ROV. Sto osservando la sommit del castello corazzato...
Sarah lo interrompe con impazienza.
L'effetto fosforescente? Ne abbiamo parlato e riparlato...
Marco, come non l'avesse udita, prosegue: Pochi minuti
fa, nel timore che ci finisse impigliato il cavo del
ROV, la mia attenzione  rimasta fissa sull'antenna rimasta
ancora in piedi, la vedi anche tu?... proprio sopra il castello....
Adesso il ROV ne  sufficientemente lontano...
Non mi riferisco a un pericolo per lui, ma a un altro
che potrebbe minacciare noi due.
Non ti seguo, Marco.
Sia il castello corazzato sia l'asta del suo impianto segnalazioni,
sono inclinati...
Lo sappiamo sin dalla seconda immersione...
S, ma ora lo sono diversamente...
Cosa vuoi dire?
Quando avevo notato per la prima volta l'inclinazione
a dritta di tutta la struttura del castello, l'angolo era minimo.
Adesso  accentuato, e ne ho la prova.
Quale?
Marco punta il dito sull'orologio luminoso: In questa
immersione il mio primo sguardo seguendo il ROV  caduto
sul castello corazzato alle 5 esatte...
Continua.
Noi non ci siamo mossi e adesso sono le 5 e 32 minuti.
 quindi trascorsa pi di mezz'ora dalla mia osservazione,
da quando ho preso nota che la punta dell'antenna segnalazione
coincide con l'occhiaia vuota e scura che s'apre
a met della struttura... l'obl della centrale di tiro.
Quando poco fa ho rivolto di nuovo lo sguardo su quel
punto, la referenza non risulta pi la stessa: l'estremit
dell'antenna e l'obl, non coincidono. Forse il nostro Jerry
si  mosso e non te ne sei accorta?
Non dire sciocchezze: poggiati al ponte, non ci siamo
spostati d'un millimetro... Sarah intuisce dove il suo compagno
vuol arrivare: Data la differenza tra i due punti, ritieni
che la torre del castello corazzato si stia inclinando?.
E non di poco se ho potuto notarlo a occhio nudo. Se
lo spostamento continua anche di poco, una parte o tutta
la struttura del castello corazzato potrebbe crollarci addosso...
Il lampeggiare di una spia sulla consolle annuncia il
contatto diretto con la superficie. Herbert, al transponder,
comunica che il ROV ha trasmesso primi dati dall'interno
del cratere.
Se cominci a passarmeli li registro nella memoria di
rotta...
Inizio trasmissione.
Inizio registrazione.
Ancora alcuni minuti per lo scorrere di una ridda di cifre
luminose nel display al centro della consolle.
Appena il flusso dei dati s'interrompe, Marco stringe il
braccio della compagna, e: ...Sarah, l'antenna del castello
corazzato s' inclinata d'un altro grado!. Un sussurro
calmo solo in apparenza: Ho visto lo spostamento a occhio
nudo. Dobbiamo terminare l'intera operazione al pi
presto... Se l'inclinazione continua quella torre arrugginita
potrebbe non reggere il suo stesso peso, considerando
anche la sua altezza....
Come una casa di quattro piani...

Nello stesso momento - Sala operativa Xntas.
Tarak si alza dal suo posto alle spalle di Herbert e s'avvicina
a Maxool.
Torni al suo posto, la prego.
Debbo parlarle.
 un momento sbagliato, s'occupi del ROV, ora...
Ci sta pensando il signor Herbert. Io, nel frattempo,
vorrei parlarle...
Tarak, non c' nessun frattempo, torni alla consolle.
Frasi sibilate con un filo di voce, i due volti vicini, gli
occhi dell'uno in quelli dell'altro.
Tarak ignora l'ordine. Indica gli uomini alle loro spalle:
Ignoravo il metodo, anzi l'evidente illegalit del vostro
intervento. Se l'avessi immaginato non avrei accettato di
raggiungerla su questa nave, signor Maxool.
Professor Maxool, deve dire. Non lo dimentichi!...
Maxool batte la punta della matita che stringe nella destra
sul piano metallico del tavolo accanto al quale  seduto.
Molti suoi familiari, Tarak, mi risulta siano residenti in
Egitto, dove io ho importanti aderenze in vari settori...
Ne sono sicuro, tuttavia...
Tarak, lei mi costringe a ripetere un invito preciso:
chiuda la bocca, e si impegni nel lavoro affidatole. Ne
avrete vantaggi lei e la sua famiglia. Se invece continuassero
a saltellarle grilli per il capo, comincerei a preoccuparmi,
nei suoi panni. Mi sono spiegato?
Sin troppo chiaramente. Il colorito olivastro di Tarak
s' fatto cenere.
Allora, occhio ai monitor e faccia giungere i suoi illuminati
consigli a quell'imbecille di Arnei e alla grassa
ebreuccia con la quale s'accompagna...
Sull'ultima frase, Maxool non  riuscito a controllarsi,
ha alzato la voce quel tanto da esser udito da Burt, il pi
vicino a lui. Il pilota si gira di scatto, e nota Maxool allontanare
Tarak poggiandogli sul fianco una mano armata.
Se non avesse distolto subito lo sguardo come a non voler
vedere, avrebbe letto sul volto dell'egiziano la sua stessa
rabbia; come Tarak anche Burt, solo da quando sono apparse
le armi nelle mani di questa gente, sembra si sia reso
conto chiaramente della situazione. Ha capito a chi ha
offerto i suoi servizi.
Il sole del primo mattino insinua i suoi raggi tra le lamelle
metalliche calate sugli obl della sala operativa e illumina
i volti degli uomini ai computer. Qualcuno aziona
un telecomando, abbassa la chiusura; occorre lavorare in
condizioni di semioscurit per seguire i segnali che si susseguono
- immagini e dati - sui display in funzione.
Non riesco a spiegarmi quanto sto osservando da una
decina di minuti... credevo fosse un riflesso del sole...
Herbert si  rivolto al collega seduto accanto: Sul monitor
di destra appaiono ombre veloci, intermittenti. Guarda....
Il tecnico si gratta il mento pensieroso: Beh... mi sembrano
impedenze....
Causate da chi, da cosa?... un difetto di trasmissione o
stiamo per entrare in crisi con uno degli impianti?... andare
in tilt in questo momento sarebbe un disastro.
Il collega non risponde, continua a fissare il monitor a
destra.
Pensi a un virus nei computer?
Non so, ti ripeto che non riesco a spiegarmi questo
viavai di ombre...
Non credo sia un virus.
No, non lo credo nemmeno io... per le impedenze
appaiono e scompaiono a ritmo costante... non pu essere
un guasto ai contatti.
E nemmeno lo segnalano i display. Mi sembra...
Una voce li interrompe.
ROV vicino a metalli sparsi. Contatto fra trenta secondi.
Attenzione, allora abbaia Maxool. Il vostro robot ha
funzionato, adesso dovete registrarne rotta e punto, e guidare
quel fottutissimo Jerry.
Il tecnico ha continuato a toccare pulsanti, ma l'interferenza
non scompare. Resta perplesso ancora un momento,
poi sussurra a Herbert: Se non fossimo entrati nel nuovo
millennio il ritmo con cui le impendenze appaiono, penserei
al Morse....
Stai scherzando?... non mi sembra questo il momento....

06,10 a.m., stesso giorno - Sul relitto e nel suo interno.
Il transponder del Jerry ha registrato ulteriori dati sulla
posizione del robot. Si ripeter l'operazione del giorno
prima, ma ora tutto dovrebbe essere relativamente pi
facile mormora Sarah.
Lo spero, ma non ci credo. Penetrare quell'antro e tornarne
fuori senza problemi. Cara Sarah, abbiamo gi sperimentato cosa
significa.
ROV a ventisette metri da noi. Collimati sul punto...
Sarah muove il DR verso la fonte del segnale, si avvicina
al sinuoso contorno dello squarcio. La sua freddezza la
protegge come sempre da ogni emozione, ma nemmeno
lei pu impedire l'affiorare del ricordo di quanto vissuto
solo ieri.
Marco mormora: In bocca al lupo, pilota tentando di
alleggerire la tensione; ma cresce il suo disagio nel ritrovarsi
davanti a quello spazio buio che aveva tentato di seppellirlo.
Entrambi debbono dimenticare tutto per eseguire con
freddezza le manovre che di nuovo li aspettano infilandosi
in quell'imbuto d'acciaio dalle pareti di forma mostruosa.
Il ROV s' nel frattempo ritratto, come ordinato dalla
superficie.
Basandosi sui dati da lui registrati, Sarah e il computer-
pilota stanno raggiungendo il punto dove dovrebbe attenderli
il frammento metallico adatto al recupero segnalato
dal robot.
Sarah ha impennato il Jerry come ieri.
Con i quattro propulsori "a scendere" supera l'anello
slabbrato, muove al di l del ponte inferiore. Segue la rotaia
virtuale disegnata sul computer.
Marco apre la pinza del braccio snodabile, gi al primo
livello del ponte il faro ha illuminato una lastra di peso e
misura giusta. Dopo un istante di sorpresa, non pu impedirsi
di sorridere: tra quarantasettemila tonnellate d'acciaio,
si ritrova di fronte i quindici, venti chili di ferro che...
Sarah, quella  la stessa lastra agganciata ieri e mollata
quando mi sei venuta in soccorso... il ROV deve averla
trovata subito perch  rimasta al primo livello...
 una fortuna, possiamo far presto.
Non dovrebbero esserci problemi nell'aggancio. Il
pezzo di ieri era difficile da staccare, adesso  libero... ti
chiedo dai due ai tre minuti.
Non uno di pi, se continua l'inclinazione di quanto
sovrasta il relitto. Secondo quanto avevi pronosticato, dovrebbero
restarci una dozzina di minuti per uscire di qui e
allontanarci in sicurezza...
Marco sa bene che oggi non gli  concesso avere dubbi
nella manovra d'aggancio con il braccio meccanico. Sa di
non poter sbagliare, non dispone di tempi supplementari...
deve afferrare la lastra con la pinza al primo tentativo.
Paradossalmente deve tener presente e allo stesso tempo
dimenticare questa condizione: la tensione non deve disturbarlo
nella manovra, gli  necessario restare lucido,
nervi a posto.
Se fossi un buon corridore, salterei tre volte...
Il braccio manipolatore avanza centimetro dopo centimetro.
La tenaglia della pinza  in direzione giusta per il
contatto finale.
Si apre.
Si richiude.
Se fossi un buon corridore, salterei tre volte...
Il rumore dello scatto  ingrandito dall'assoluto silenzio
nel quale i due acquanauti sono sospesi. A lastra agganciata,
il braccio metallico ripiega su se stesso, trae il reperto
accanto al Jerry. Sarah borbotta un bravo! a fior di
labbra e inizia la manovra per uscire in acqua libera.
Come nel tentativo precedente, il peso sbilancia l'assetto
del DR, di conseguenza per riportarlo al suo equilibrio
 necessario aumentare il numero dei giri nei propulsori
sul lato opposto al braccio meccanico.
Sarah e Marco, immaginando cosa provocher il vorticare
impetuoso delle eliche, sono preparati all'immancabile
pioggia di ruggine e non si scompongono pi di tanto
quando in pochi istanti l'acqua attorno a loro diventa torbida.
Ma ogni secondo scandito sul quadrante strumenti
avvicina il momento in cui potrebbe avverarsi il crollo
sulla zona prodiera del pericolante scheletro del castello
corazzato. Dall'esperienza vissuta il giorno prima sanno
di dover mantenere immobile il Jerry sin quando l'intensa
pioggia rugginosa cancella ogni visibilit. Oggi pende su
di loro una minaccia forse imminente, ma sar comunque
necessario muoversi solo quando l'acqua torner a relativa
trasparenza per evitare sgradevoli sorprese, non visibili
a occhio nudo, non segnalate dal robot.
Ieri la ruggine cal pi o meno per otto minuti. Mi erano
sembrati secoli, oggi potrebbero diventare eterni...
Dobbiamo muoverci prima.
Ma se un errore di manovra ci blocca qui sotto... Sarah
s'interrompe, un'ombra  apparsa nella foschia rossa.
Guarda!...
Un pesce abissale, emerso dalle viscere del relitto, attraversa
la nebbia rossastra illuminata dal Jerry.  una sorta
di serpente per come si muove e per la sua forma sinuosa,
lunga almeno tre metri.
Dirige verso l'alto, oltre il Jerry.
Marco ha solo un istante di perplessit poi grida: Con
lui!... via, subito!... con lui.... "Lui"  scivolato lungo la
sfera in perspex della cabina, a un palmo da loro.
Sarah odia i serpenti e si  istintivamente ritratta nel vederselo
cos vicino. Ma appena Marco grida, orienta subito
il joy-stick nella stessa direzione dell'essere dal dorso
punteggiato di bulbi fluorescenti; gli lampeggiano sul
dorso a decine, disegnando nella nebbia rossa una scia luminosa.
Forse disturbato dalla caduta della ruggine o impaurito
dal ronzio dei propulsori, cerca d'allontanarsi,
raggiungere acque libere.
Con lui... con lui... ripete Marco.
Occorre manovrare in fretta per stargli dietro e sangue
freddo per fidarsi di lui nel risalire lo spazio torbido che
separa il DR dal bordo del cratere.
In condizioni di lavoro normali, Sarah e Marco avrebbero
commentato ridendo il paradosso di una creatura a
basso livello d'evoluzione che guida un apparato
ultratecnologico qual  un DR. Ma i due, adesso, non si trovano
"in condizioni normali", hanno altro a cui pensare.
Senza perdere il contatto con il chiarore che la creatura
abissale emana dai filamenti luminosi, Sarah ne segue la
traccia nella nebbia rugginosa. Come pesce pilota  certamente
molto particolare, ma  degno del nome: sulla giusta
via d'uscita raggiunge, nemmeno due minuti dopo
aver puntato verso l'alto, il bordo del cratere. In acqua
limpida i bulbi della serpe diventano brillanti, a tratti iridescenti.
Se i nostri corpi disponessero d'un simile apparato luminoso,
di sicuro in questo momento emetteremmo anche noi segnali
fluorescenti di gioia. Meglio di cos non ci poteva andare.
Siamo usciti, abbiamo la lastra comunica in superficie
Sarah, e manovra per riportare il Jerry in posizione
orizzontale.  leggermente sbandato per il peso della lastra
metallica agganciata alla pinza, ma  facile correggerlo
con un input al comando motori e portando i sei propulsori
al massimo.
Il loro compito  adesso quello d'allontanare il DR da
quell'area del relitto, per evitare il pericolo del crollo. Pi
che mai probabile, come nota Marco osservando il castello
corazzato. Incombente pi di prima.
Ha continuato a inclinarsi! Sembra sul punto di crollare...
Continua a spostare il Jerry lateralmente. Cos ci allontaneremo
pi velocemente di quanto sarebbe possibile
puntando subito verso l'alto...
Per lo scompenso del peso che trasporta, il Jerry  goffo
nel suo arrancare come un granchio fuor di tana; chiss
cosa pensa di lui l'elegante serpe luminosa che, spinta
dalla curiosit, continua a volteggiargli attorno, in continue
spirali.
Non ha una lastra di ferro appesa alla coda, lui...
Noi invece siamo pesanti... io non potr continuare
per molto a chiedere alle batterie il massimo della potenza...
rischiamo di metterle in tilt.
Ma se non ci allontaniamo rischiamo di restar sepolti
da una valanga di ferraglia.
Lo so, Marco. Lo so...
A interromperli  un improvviso guizzo della creatura
fluorescente. Li abbandona, fugge veloce.
Qualcosa l'ha spaventata!
Marco osserva il castello, ormai appena vagamente
visibile.
Continua, Sarah, allontaniamoci ancora.
Il Jerry guadagna altri sessanta, settanta metri staccandosi
dalla montagna d'acciaio del Roma. L'ombra della sua
struttura pi imponente svanisce nel buio della profondit.
La previsione di Marco s'avvera di l a poco.
Invisibile ai suoi occhi e a quelli di Sarah, un crollo di
grandi proporzioni sconvolge le acque alle loro spalle; se
sia caduto l'intero castello, gli acquanauti non possono
dirlo, il Roma  gi fuori dalla loro vista, n giunge loro
l'eco d'alcun fragore, malgrado sia stato certamente colossale
il collasso della massa metallica.
Lo prova l'onda d'urto che li raggiunge con la forza di
un vero e proprio maremoto sottomarino. Un flutto pos-
sente investe il Jerry, lo solleva, sballotta, fa ruotare come
fosse una foglia trascinata da turbini di vento.
Lo rovescia completamente, lo trasporta in una nube
densa, vorticosa di fango.
Il minisub sfiora il fondo, i due vedono scorrere fango,
roccia e crepacci, sono capovolti, a testa in gi.
Il braccio? urla Sarah, manovrando per raddrizzare il
Jerry.
Non pu vedere se la pinza trattiene ancora il reperto.
Ma un segnale luminoso  ancora acceso su ON. Marco
grida di rimando: Tutto ok....
Sarah, appena la forza che li ha travolti diminuisce, alterna
la spinta dei propulsori sino a raddrizzare il Jerry. E
lo porta fuori dal ribollire del fango.
Prende quota.
Il petto dolorante per gli strappi alle cinture di sicurezza,
i due acquanauti sono quasi senza fiato. Non per questo
Marco rinuncia a aprir bocca appena il DR si raddrizza del
tutto. Non avevo sbagliato di molto la mia previsione anche
se avevo elaborato i miei calcoli a occhio e croce!...
Con il rischio di restare quaggi, a far compagnia per
sempre alla tua prediletta corazzata.

08,00, stesso giorno - Gendarmeria di Ajaccio, Corsica.
Un graduato in maniche di camicia bussa alla porta dell'ufficio
in fondo a un lungo e disadorno corridoio; ha la faccia
stanca di chi  stato comandato al turno di notte. La sua
titubanza rivela l'imbarazzo di trovarsi all'uscio dietro al
quale siede un superiore notoriamente poco disposto a esser
disturbato all'ora della sua prima colazione, al magico
momento del croissant caldo da inzuppare in un caf-crme.
Dimmi!... ordina al subalterno, appena questi s'affaccia.
Mi perdoni, ma...
Cosa vuoi?. Addentando il croissant stringe la tazza
fumante.
Ha telefonato pi volte, nella notte, quel tizio... il radioamatore
di Bonifacio. Ha ripetuto...
Sbattigli il telefono in faccia biascica a bocca piena.
Mandalo all'inferno, questa notte ha messo in allarme anche
la Gendarmeria, con il casino che li obbliga a tener
d'occhio tutta la Corsica...
Perdoni signor tenente se insisto, ma il radioamatore
ha declinato nome e cognome, le generalit. Corrispondono
a un iscritto alla S.N.R., secondo il registro depositato
qui, in Gendarmeria.
Che cazzo vuol dire S.N.R.?
 la Societ Nationale des Radioamateurs, signor
tenente
Hai ricontrollato?
Signors, ho telefonato alla S.N.R. Alle ore otto e quindici
qualcuno ha risposto...
I dati corrispondono?...
Corrispondono, signor tenente... lui, il radioamatore,
dice di ricevere un segnale appena percettibile...
Sempre lo stesso?
S, S.O.S.
Vai a far colazione e non ci pensare. Circolano esibizionisti
d'ogni genere, ma questo  pi stupido degli altri.
Quel segnale  stato abolito dal 1997, ormai tutti i natanti,
persino i pi piccoli pescherecci e fors'anche i gommoni -
ricordalo! - chiedono soccorso con bip-bip automatici ritrasmessi
da un non so qual satellite...
E allora? il graduato Marcel  confuso.
Allora fai come ti ho detto, mandalo all'inferno. Minaccialo,
se richiama. Urla che lo denuncerai per disturbo
a Pubblico Ufficio...

08,45 a.m., stesso giorno - Quota meno ottocento.
Il jerry ha continuato a risalire con lentezza. Peso e squilibrio
dimezzano la velocit d'emersione, ma non creano
problemi. Manca pi di un'ora all'inizio della corrente laterale,
il DR pu continuare a salire in linea retta.
Il ROV  stato recuperato da tempo,  gi a bordo dello
Xntas, con i suoi mille e trecento metri di cavo.
Se nei due acquanauti non pesasse l'angoscia su quanto
li attende, su cosa accadr una volta tornati sullo Xntas, il
lento avvicinarsi alla superficie potrebbe dirsi sereno.
Marco ha disinnestato il transponder di comunicazione
dopo aver comunicato in superficie Tutto bene, risalita
regolare.
Sarah, se quanto ti ha detto Juv... voglio dire, se il
vietnamita...
Un "se" improbabile...
Anche a me sembra impossibile, ma se fosse riuscito,
potremmo trovare accanto allo Xntas una motovedetta
della Polizia francese e dei Carabinieri italiani, oppure
una corvetta della Marina militare...
...e Maxool in manette!
Lo ipotizzo, ma ci credo poco!
Molto poco...
Marco, sono specializzata in operazioni subacquee,
non in operazioni antibrigantaggio, antirapimento, antiterrorismo...
Non mi sono mai allenata per una lotta corpo
a corpo...
S, ma dobbiamo pensare a come difenderci: i nostri
ospiti tenteranno d'ammazzarci...
Juv ha disinnescato gli esplosivi.
I giovanotti di Maxool hanno per tra le mani un arsenale
d'armi micidiali...
Tutte le fonti luminose di bordo sono spente. Parlano in
un buio che lascia per vagamente intravedere le loro ombre.
Le acque attorno al DR, da nere come una notte senza
luna, sono andate lentissimamente schiarendo, impercettibilmente
la tenebra dell'alta profondit si stempera in
un primo timido chiarore.
Inseguono entrambi pensieri confusi. Sarah, come parlando
a se stessa: ...la sola cosa di cui dobbiamo avere
paura  la paura. Questo insegnavano i nostri vecchi ai
giovani, nei Kibbutz....
Marco condivide il principio, ma per quanto odi la paura
non pu negare d'averla, adesso.
Un branco di tonni guizza nel blu cupo, a meno novanta
metri.
Il Jerry toccher la superficie tra dieci minuti.
Una elegante e enorme medusa fluttua davanti alla cupola
e scompare mentre il DR continua l'ascesa.
Abbiamo paura perch non sappiamo come reagire
riprende Marco. Io non ho mai letto una spy story, n libri
gialli, figurati...
Forse potremmo tentare di guadagnar tempo, se un
intervento di soccorso fosse in arrivo, anche pochi minuti
sarebbero preziosi. Appena in superficie dovremmo cercare...
Che cosa, Sarah? la prima faccia a apparire sar l'illustre
capobanda. Affacciato alla balaustra di poppa, ci
attender attorniato dai suoi, armi spianate. Puoi scommetterci.
Una scommessa vinta, se fosse stata giocata. Maxool,
proprio dal punto previsto, osserva le operazioni per l'emersione
del Jerry. Sarah e Marco le hanno ritardate, le
hanno movimentate mettendo in atto l'unico diversivo
possibile, pur sapendo trattarsi di una mossa solo dilatoria,
praticamente quasi inutile.
Per rallentare le fasi del recupero, appena il DR  emerso
lo hanno riportato un paio di metri sotto il pelo delle
onde. Per riposizionarlo qualche minuto dopo a filo della
superficie e riuscendo a complicare il lavoro dei sommozzatori.
L'intera manovra di recupero ritarda cos di una
decina di minuti.
Non serviranno a niente questi giochi, Marco...
Tu ripetili: forse qualcuno nel frattempo arriva e ci toglie
dai guai.
La paura ti sta illudendo, Marco.
 probabile, anzi  certo. Tu non ne hai?
Sarah assente con un movimento della testa. E manovra
invertendo il senso di marcia dei propulsori, cos da imprimere
al minisub una rotazione su se stesso. E obbliga
Brinelli e Boden - gi pronti per l'aggancio - a allontanarsi
dal mezzo che sembra aver perso il controllo.
Palliativo che riesce a ritardare il ritorno a bordo di
un'altra decina di minuti.
Contro ogni speranza ma come prevedibile, nel frattempo
non appare nessun battello o elicottero di Gendarmeria
o Guardia costiera.
Se fossimo protagonisti d'un vecchio western, adesso
arriverebbero "i nostri", noi saremmo salvi, i cattivi sconfitti...
Non vado mai al cinema.
In uno di quei film tu saresti perfetta come eroina protagonista...
E tu un eroe?... mi sembrano ruoli ai quali siamo
estranei, Marco. L'unico film realizzabile, qui, sarebbe un
thrilling biblico, Caino contro Abele.
Eccolo l, il cattivo...
Dalla sfera coperta e scoperta dalle onde di superficie
intravedono Maxool che si sbraccia, furioso. Ritardando il
recupero del Jerry e della desiderata lastra appesa al suo
braccio-pinza, sono riusciti a mandarlo in bestia: anche se
magra, si tratta pur sempre di una consolazione.
L'altra, ancor maggiore, sar immaginare la rabbia sua
e dei suoi quando, lasciata la nave, le cariche non esploderanno
al comando.
Quel che accadr dopo  difficile da immaginare.

Dalle 09,00 a.m., stesso giorno - Sullo Xntas.
Subito dopo la risalita del Jerry, tanto lenta da sembrare
l'azione in un sogno, erano trascorsi minuti eterni, dilatati
dall'impossibilit di prevedere cosa stesse per accadere.
Poi il ritmo  cambiato di colpo.
Tutto accade in fretta.
Tutti hanno preso a muoversi in ogni direzione, in una
frenesia di ordini, grida d'allarme, minacce.
Una raffica di Uzi ha bloccato un gruppo della bassa
forza dell'equipaggio: in cinque o sei, approfittando della
confusione, avevano messo in acqua il gommone, tentata
la fuga. Senza opporre resistenza hanno desistito e si lasciano
rinchiudere nel quarto mensa.
Sarah ha approfittato del tafferuglio per correre in cabina,
vedere Juv, chiedersi cosa fare.
Identica domanda assilla Marco. Sul ponte di poppa assiste
al distacco della lastra metallica dal braccio del DR.
Al levarsi di voci soddisfatte, nel veder l'espressione tronfia
di Maxool, lo assale una vertigine di rabbia, il desiderio
di gettarsi su quell'uomo che ha trasformato una missione
di ricerca scientifica in una rapina, in una lotta per
la sopravvivenza. Ma non ha ancora terminato di formulare
il velleitario proposito che gi l'altro non  pi dove
l'aveva appena visto.
Ha lasciato ai suoi l'incarico di trasportare il "reperto"
sul ponte d'involo e fissarlo al Sikorsky. Lui, intanto, sale
in plancia. Deve ordinare a Gilbert di accelerare i tempi:
Metti subito fuori servizio ogni impianto di comunicazione,
raggiungici all'elicottero.
Le turbine sono gi in moto. Il sibilo dei rotori cresce,
sovrasta voci e grida. I quattro incaricati hanno gi raggiunto
il ponte d'involo con la lastra del Roma, quando
echeggia una raffica di mitragliatore.
Via, via, continuiamo... non  successo niente, le armi le
abbiamo solo noi.... Maxool  tornato accanto ai suoi: Caricate
in fretta, cos alziamo i tacchi e ce ne andiamo....
Era stato Alex, a sparare. Gli si erano avvicinati Christian
e Pierre, furiosi. Desideravano urgenti spiegazioni,
le hanno avute... riferisce e sono tornati in cabina come
pecore.
A Marco la scarica  sembrata esplodere a un palmo
dalle sue orecchie. Si chiede dove sia Sarah, non la vede
da quando sono sbarcati dal Jerry. Di certo  corsa da Juv,
in cabina e li raggiunge dopo essersi reso conto che nessuno
lo sta tenendo d'occhio. L'abbraccio con l'amico  commosso,
ma necessariamente frettoloso.
Stanno per andarsene e ci ammazzeranno.
Ci proveranno senza riuscirci, lo champagne  disinnescato.
Appena se ne renderanno conto, torneranno a bordo
per farci fuori.
Dobbiamo barricarci...
Non servir, non abbiamo nulla per difenderci.
Juv batte un pugno sul palmo della sua mano: Invece
s!... chiuso qua dentro ho avuto tempo per riflettere... Ci
difenderemo con lo Xntas! Questa caravella  orrenda a
vedersi ma pu filare a trenta nodi e danzare con virate
strettissime.
Marco non lo lascia finire: Manovrando con astuzia si
pu impedire all'elicottero di posarsi di nuovo...
Considera che  a pieno carico, a bordo sta imbarcando
dieci o dodici persone, pi la maledetta lastra...
Via subito, allora... salgo in plancia e mettiamo in
moto...
No!... no! aspetta il decollo, se notano una qualsiasi
nostra reazione ci fanno fuori prima. Ci debbono credere
impauriti come pecore.
Giusto, solo dopo averli visti prendere il volo convinti
di poterci far saltare in aria, diamo "forza avanti tutta" e
muoviamo...
Sarah  alla porta della cabina. Intanto mi occupo di
quel coglione del Comandante. Se lo trovo ancora ipnotizzato
da quella troia francese...
Juv stacca la sbarra di ferro antirollio dal letto, ne assaggia
il peso.
Se qualcuno entra qua dentro lo sistemo.
Io esco sul ponte, mi faccio vedere prima che s'insospettiscano.
Marco esibisci una faccia spaventata al massimo, mi
raccomando!
Non sar difficile, sono in questo stato da giorni.
Invece  ormai sempre rabbia, non paura la sua. Cresce
senza esser riuscita, sino a questo momento, a trovare uno
sfogo.
Appena sul ponte alza la testa, li vede in gruppo, attorno
al Sikorsky. Il pilota, affacciato all'abitacolo, si sbraccia per
farsi capire, vuol vedere la lastra fissata con una cima robusta
ai pattini dell'elicottero, non  possibile farla entrare in
cabina. Alex, intanto, indica a Maxool due persone ferme
agli scalini che portano al ponte d'involo: Tarak e Burt.
Sotto il rotore in moto, Alex grida per farsi sentire.
Cosa ne faccio di quelli? Vogliono parlarle.
Due imbecilli!... rassicurali, torneremo a riprenderli
con un secondo volo.
Se continuano a gridare?
Mettigli paura, sul serio.
Sarah ha scelto una scaletta secondaria per salire al
ponte superiore, si  mossa con cautela per non dare nell'occhio.
Superato il piano intermedio sotto il terrazzino della
plancia di comando, si trova di fronte Julie che sta scendendo.
Una borsa sulla spalla sinistra, una Colt 38 nella
mano destra.
Si fermano, uno sguardo e Sarah indica l'arma: Gi finita
la cura del sole?.
Lei cosa fa qui?
Vengo a godermi il momento in cui ci lascerete. Da
questo punto sopraelevato la vista  panoramica, lei lo sa
bene...
Vedr la scena altrettanto bene dal ponte di poppa. Il
professor Maxool ha dato un ordine preciso: dovete radunarvi
tutti in quel punto.
Le hanno gi conferito il grado di vicecomandante? O
di commissario di bordo?...
Ancora non ha concluso la battuta e gi si trova la 38
puntata al petto.
Noi andiamo molto di fretta e io non ho tempo da perdere.
Scenda di qui e subito.
Riaffiora in Sarah il desiderio, represso da giorni, di
mollare due ceffoni a questa vipera di lusso (nel vederla
ancheggiare seminuda, Juv le aveva sussurrato con amichevole
perfidia: Non sarai per caso invidiosa?...).
Si costringe a trattenersi, ancora una volta: la bionda
continua a puntarle addosso il suo cannone.
Allora? Ti vuoi muovere, o no?
Me ne occupo io, signorina Julie... Ha-San  apparso
sull'ala di plancia. Trattenere la dottoressa Morasky sar
mio compito, lei vada pure all'elicottero. Si ricordi la promessa!
Aspetto che veniate a riprendermi!
 talmente convincente da insospettire Sarah. Un'ombra
fugace di dubbio... che Juv si sia sbagliato e questo
bel tipo sia passato dalla parte della Fondazione? Julie
sembra intendersi al volo con lui.
Il fragore delle turbine e il sibilo del rotore aumentano.
Julie ha raggiunto di corsa il ponte d'involo dove il gruppo
si sta imbarcando. Manca Maxool; dopo aver ordinato che
tutti i cellulari sequestrati non venissero dimenticati a bordo
ma gettati a mare, s' preoccupato all'ultimo momento
dei computer della sala operativa. E ha incaricato Alex di
distruggerli; qualcuno a bordo potrebbe riattivare antenna
e parabola e trasmettere un messaggio d'allarme via Internet,
non appena l'elicottero si staccher dallo Xntas.
Non ne avrebbero il tempo, salteranno per aria subito
era stato il commento gelido, ma l'altro aveva insistito.
Dopo il decollo, prima che tu possa premere il pulsante
del contatto, passeranno diversi minuti. Non possiamo far
esplodere la nave quando l'elicottero sar ancora vicino...
Pi forti delle turbine, echeggiano le raffiche di colpi
scaricati su impianti e contatti da mettere fuori uso.
A cose fatte debbo ripassare a tutti i ragazzi la versione
ufficiale degli eventi... ricorda a se stesso Maxool. Da
tempo ha preparato la testimonianza "sull'incidente" cos
come lo presenter alla Polizia, agli armatori dell'Infrasub,
ai giornalisti. Convocher una conferenza stampa via
radio appena in volo: l'esplosione della nave da ricerca,
dichiarer,  avvenuta per imperdonabile leggerezza dei
ricercatori Arnei e Morasky. Contro l'opinione di tutti,
hanno voluto portare a bordo due bombe di grosso calibro
recuperate nel relitto del Roma. Gli esperti della Fondazione
si erano dissociati immediatamente dall'operazione
troppo pericolosa e avevano deciso d'abbandonare
la nave. Decollando pochi istanti prima della catastrofica
deflagrazione.
Alex ha concluso, intanto; e si  lasciato alle spalle una
sala operativa devastata. Ricarica il suo Calic e torna all'elicottero.
In quello scorcio di minuti si erano intanto decisi i destini
di Tarak e di Burt. Dividendosi per sempre.
La voce roca dell'australiano ha colto Maxool di sorpresa.
Non so quali siano i suoi piani. Rotto ogni indugio 
salito al ponte d'involo. E di fronte all'uomo che lo ha ingaggiato.
Nel fragore delle turbine, fatica a farsi sentire,
ma quanto vuol far intendere  chiaro: Voglio dirle urla
io non voglio aver nulla a che fare con la follia in cui mi
ha trascinato.
Le parole confermano, in Maxool, la decisione di lasciarlo
a bordo ...a crepare con tutti. Non ascolta quanto l'altro
gli ripete a meno d'un palmo dal viso: ...ho accettato un incarico
per tenere sotto controllo Arnei, evitare che tradisse
gli accordi con la vostra Fondazione. Non per....
Burt, si tolga dalle scatole, ne riparleremo a terra.
Paonazzo l'altro replica con maggior forza: No, voglio
che lei sappia, adesso, che io non l'ho seguita per partecipare
a una sorta di rapina Maxool fissa un punto nel
vuoto ...non credevo di rendermi complice di un atto di
pirateria....
La risposta  immediata: Imbecille, lei sa come i pirati
colpivano i traditori?....
Si incarica Alex di spiegarlo. La lama del suo Kybar entra
fulminea tra la quinta e la sesta costola di Burt. Gli attraversa
il cuore.
Chi ha gli occhi al ponte d'involo, attendendo il decollo
dell'elicottero, inorridisce.
Tarak scende a precipizio dalla piattaforma, intendeva
avvicinare Maxool con le stesse intenzioni, all'ultimo momento
gli  mancato il coraggio ricordando le minacce alla
famiglia... Avrei firmato, la mia e la loro condanna... ansima,
accostandosi a Herbert come tutti paralizzato dall'orrore
nel vedere a terra Burt.
Alex, mentre sale a bordo del Sikorsky e le turbine aumentano
di potenza, non getta nemmeno uno sguardo all'uomo
che ha colpito.
Sibilo delle pale al massimo, il pilota, con la sinistra
chiede massima potenza al "collettivo", facendo staccare
l'elicottero dalla piattaforma, poi la sua destra agisce sul
ciclico impartendo il comando di virare.
Appena l'elicottero s'allontana dallo Xntas, chi aveva
seguito la scena e visto colpire Burt, anche se era al riparo
o addirittura nascosto, corre sulla piattaforma a prestar
soccorso; con loro  Marco. Non Juv perch, appena uscito
dal corridoio cabine, quasi avesse dimenticato l'impaccio
della gamba rigida, ha raggiunto correndo una postazione
del citofono, e di l ha lanciato un allarme generale.
Tutti al riparo, subito! massimo pericolo! Quelli torneranno
e spareranno... proteggetevi, correte sottocoperta...
A voce pi bassa aggiunge: Se qualcuno si trova vicino
al quarto mensa, getti un secchio d'acqua in faccia a Sebastian
e lo porti al riparo. Il ragazzo, trovandosi all'improvviso
di fronte Juv mentre correva a nascondersi, aveva
sbarrati gli occhi ed era sbiancato in volto, svenendo;
l'apparizione di uno spettro riemerso dal mare era troppo,
in aggiunta alle emozioni di quell'orribile giorno.
Anche il Comandante non crede alle sue orecchie quando
dagli altoparlanti lo raggiunge la voce dall'accento inconfondibile
di Juv.
S,  salvo... Poi le spiegheremo... Sarah lo ha appena
liberato da bavagli e corde con l'aiuto di Ha-San e a entrambi
chiede di mettere in moto e di portare la nave alla
massima velocit possibile.
Usi ogni accorgimento per farla procedere a zig zag!...
Ha-San ha gi disinserito l'ancoraggio satellitare.
Via, motori a tutta forza avanti... serve tutta la vostra
abilit per evitare d'essere colpiti Sarah insiste, ha notato
un'esitazione nel Comandante. L'elicottero ha preso quota,
sembra allontanarsi, e lui: Se ne sono andati, ringraziando
Iddio... mormora, bloccando l'andirivieni del pomo
d'Adamo.
No, Comandante... stanno per virare e piombarci addosso,
inferociti. Il loro piano, far saltare in aria lo Xntas,
 stato sabotato da Juv. Dobbiamo evitare che tornino a
posarsi sulla piattaforma.
Dove sono in molti accanto al corpo disteso. Chi sia stato
colpito e giaccia a terra, dalla plancia di comando non 
possibile capirlo; di certo il ferito dev'essere in gravi condizioni
se non  stato sollevato e portato in infermeria.
Sarah stacca dalla parete di plancia la cassetta del pronto
soccorso e Manovri come fosse ubriaco, Comandante,
io vado a dare una mano laggi.
Corre, perde l'equilibrio e cade sulle ginocchia quando
lo Xntas s'inclina bruscamente al suo primo bordo di
dritta. Lei si rialza, vede la scia disegnare a poppa una
curva stretta, sente il ponte vibrare, inclinato... Se potesse
bacerebbe Comandante e il suo vice... Bravi vecchietti!
Continuate cos!....
Il pilota del Sikorsky ha visto lo Xntas muovere, virare,
e ride, nel laringofono. Stanno tentando di scappare.
Dove credono d'andare, gli imbecilli!?
Siamo a distanza di sicurezza per farli saltare? chiede
per l'ennesima volta Maxool e finalmente la risposta, attesa
da alcuni minuti, non tarda: Lo siamo adesso, professore
comunica in cuffia il pilota.
Allora, via ai festeggiamenti!, non perdete un minuto
di pi...
Alex aveva gi aperto la valigetta appoggiata sulle ginocchia;
inserisce adesso un contatto e sul coperchio di
una scatola metallica grigia, ruota un pulsante rosso al
centro. Due led verdi laterali iniziano a lampeggiare.
A voce cos alta che nell'elicottero, anche senza gli auricolari
potrebbero udirlo tutti, grida: Alla salute!.
Preme con forza sul pulsante, le luci verdi si spengono.
Una rossa s'accende.
Da adesso, quindici secondi.
Aggiunge al pilota: Prendi quota in fretta... lo spostamento
d'aria non sar uno scherzo!.
Marco chiude gli occhi di Burt e si rialza dalla pozza di
sangue mista a resti d'olio e grasso sparsi sul ponte d'involo.
Aiutatemi a portarlo nella sua cabina chiede Christian.
Sarah, appena sopraggiunta,  rimasta senza parole, alza
la testa di scatto e con lei Marco, ancora sulla piattaforma.
Il Sikorsky ha mutato rotta, sta tornando.
Aiutatemi, presto... Mentre altri sollevano il corpo di
Burt, Marco si rivolge a chi gli  accanto. Indica i bidoni
del cherosene: Datemi una mano a spostarli... leghiamoli
al centro della piattaforma, rovesciate la scala del motorista,
dobbiamo ammucchiare confusione, creare ostacoli
che possano impedire un appontaggio...
Ecco l'elicottero.
Non deve posarsi! In fretta, ragazzi, ci stiamo giocando
la vita...
Il rumore delle turbine e del rotore cresce: il Sikorsky 
gi vicino alla nave.
Al suo interno Maxool furibondo sfoga la sua rabbia...
Quel telecomando lo infilo nel culo a chi te lo ha fornito,
Alex!...
L'ho collaudato alla distanza di duemilacinquecento
metri e ha funzionato a meraviglia.
Interviene il pilota: M'avvicino e tu ripeti l'input. Forse
eravamo troppo distanti....
Ehi, amico... non vorrai far saltare anche noi allarmata,
la voce in cuffia viene da uno degli imbarcati, lo spavaldo
ragazzotto con i capelli a zero e l'orecchio inanellato. 
bianco di paura e chiude gli occhi mentre il Sikorsky scende
di quota e si avvicina allo Xntas. Maxool, congestionato da
un accesso di tosse, cerca di gridare: Gi, pi basso... vicino.
Paulis, debordando dal suo posto e gocciolante sudore,
ripete un'inutile esortazione: Calma, calma... dando a
vedere di non esserlo affatto, calma. Non gridi....
La voce del pilota rimbomba di nuovo nelle cuffie.
M'avvicino ai limiti della distanza di sicurezza... la
turbolenza sar violenta...
E rivolgendosi a Alex: Ancora dieci secondi e puoi ripetere
il contatto...
Sembrano secondi eterni, sino al premere del dito di
Alex sul pulsante e il riapparire del lampeggiatore rosso.
Il contatto  trasmesso ma l'input non pu essere ricevuto
da un detonatore messo fuori uso.
Se l'eco d'una micidiale esplosione non rimbomba, sullo
Xntas rimbomba invece la voce baritonale di Juv dagli
altoparlanti: Presto... riparatevi... scendete in stiva....
La raccomandazione non vale per Marco. Sta correndo
per tornare in plancia, si regge ai mancorrenti, la nave sta
compiendo una seconda strettissima virata.
Nel momento in cui entra in timoneria l'elicottero, sceso
di quota,  gi sulla nave.
Sono furiosi, la loro tigre non ha forza,  calmo, Ha-
San gli di l'hanno addormentata.
Se si fosse voltato verso di lui, Marco lo avrebbe sorpreso
a ridere, la prima volta da quando l'ha conosciuto.
Il suo sguardo  invece corso all'elicottero, al portellone
laterale. Si sta spalancando. Il pilota comanda il passo ciclico
sinistra avanti, l'elicottero s'abbassa veloce e si pone
di fianco, accanto allo Xntas.
Nel portellone appena aperto appaiono Uzi e altre armi.
Fanno fuoco.
Volano in frantumi i vetri della plancia, scheggiano,
perforano lamiere e pannelli.
Tutti si sono gettati bocconi, il Comandante  insanguinato
...solo una scalfittura ansima.
Una seconda raffica manda in pezzi l'antenna radar. Altri
colpi sbriciolano il quadro comandi, l'impianto della
bussola.
Per i tre cercare riparo ai ponti inferiori  impossibile, il
percorso  allo scoperto. Ha-San indica un maniglione, a
filo pavimento: Qui sotto... nel locale giroscopi.
Il Sikorsky sta virando per tornare all'attacco dall'altro
lato dello Xntas. Il Comandante getta uno sguardo in aria
e: Mentre sollevate il pannello, io...
Con un balzo  ai comandi della timoneria, digita furiosamente
sul quadro che memorizza movimenti di virate
contrapposte: Vi raggiungo! grida subito dopo infilandosi
nella botola. Impensabile velocit, considerando gli
anni, comprensibile se riferita alla grandine di colpi scaricati
per la terza volta sulla plancia.
Quella maledetta barca si muove da ubriaca. E ho il
peso del carico legato ai pattini. Non posso calarvi a bordo
con il gancio da sbarco...
 concitato, il pilota: Rischio di restare impigliato in
una delle loro fottutissime antenne... di farmi tirar gi come
un....
Non termina la frase, la voce di Maxool esplode nella
cuffia.
E allora mandiamoli all'inferno! Diamo fuoco a quella
maledetta nave. Spariamo ai bidoni di cherosene, ne vedo
quattro, laggi...
Alex nel laringofono aggiunge: Sotto la piattaforma
elicotteri hanno anche il carburante per i generatori....
Rispetto alla velocit dell'elicottero, i venti nodi sviluppati
dallo Xntas non sono nulla. Ma, alternando virate
strettissime sopra e sottobordo, come ordina la memoria
elettronica inserita dal Comandante, la nave riesce a complicare
la manovra d'attacco del Sikorsky. Al suo pilota
occorre una lunga virata e un cambio di quota per posizionarsi
vicino e consentire ai suoi di riaprire il fuoco dal
portellone.
Pi vicini!
Una lunga raffica del Calic di Alex centra le taniche
del carburante mentre altri colpi sparati rimbalzano sulle
piastre metalliche della piattaforma.
Balena il lampo d'una scintilla, di un'altra e di un'altra.
Via! Via... in quota!
S'accende una fiammata violenta.
Il rombo del Sikorsky in elevazione  sovrastato dal
boato del carburante che esplode nei contenitori.
Una nube nerastra s'alza da poppa.
Il canotto pneumatico appeso al bigo di recupero, raggiunto
da una lingua di fuoco, esplode a sua volta.
L'incendio dilaga, il fumo raggiunge i tre raggomitolati
nel rifugio, li obbliga a emergere dalla botola. Monsieur
Jacques ha perso l'aplomb del suo abbigliamento, ma anche
se malridotto, la sua voce non ha perso autorit. Afferra
un microfono staccandolo dalla parete bucherellata
dalle sventagliate di colpi e dai citofoni raggiunge ogni
angolo della nave, mentre la plancia  investita da sempre
pi dense folate di fumo. Ordina, tossendo: Pompe interne!
Allagare i locali di poppa....
La cortina protettiva che si leva dall'incendio non copre
per a lungo la nave.
Lo Xntas s'inclina in controvirata e il vento porta il fumo
fuoribordo.
 troppo tardi per ributtarsi nella botola, il Sikorsky 
di nuovo minacciosamente vicino. Jacques e il suo secondo
si gettano sul pavimento, Marco s'appiattisce in un angolo
dove un armadio metallico pu fargli da scudo.
All'esplodere della raffica, Ha-San rotola su se stesso e
una macchia di sangue s'allarga sulla camicia.
Lo Xntas vira in senso opposto, il vento torna a coprirla,
investe anche l'elicottero, la paura delle scintille infuocate
portate dal vento consiglia il pilota di prendere quota.
Nel fumo reso rovente dall'incendio sempre pi esteso,
Marco vede con la coda dell'occhio il Comandante tentare
di dare soccorso al ferito; e lui, semisoffocato, cerca aria
nello squarcio aperto nella parete dalla grandinata di colpi
appena incassati. Respira e quando alza la testa cercando
di vedere se l'elicottero sta tornando, s'accorge di trovarsi
accanto a qualcosa appeso sulla parete, accanto a lui.
Rabbia e improvvisa gioia cancellano la certezza di
morte d'un istante prima.
Allunga le mani, stacca dal pannello quanto poggia sul
supporto di sostegno e l'afferra, come avesse gi compiuto
quel gesto cento volte. Stringe tra le mani il pesante fucile
lanciarpioni per la caccia alle balene.
Sfila e getta lontano l'asta leggera montata con il radiosegnale
degli ecologisti; nel fumo cerca a tentoni l'altra
che ha pi volte notato esposta sulla parete. La trova, la
infila nella canna del fucile.  d'acciaio brunito, forgiata
tanti anni prima per resistere alla trazione d'una grande
preda colpita e furiosa.
Anche lui  furioso.
Apre il percussore.
La cartuccia  sempre in canna, lo hanno detto sul Thetis,
qui me lo ha ripetuto il Comandante: l'arma dev'essere sempre
operativa, le balene appaiono e scompaiono. Occorre essere
pronti all'uso per mirarle e colpirle, se si intende salvarle.
Lui vuol invece uccidere, adesso.
S, la cartuccia  pronta in canna come da regolamento.
Marco  all'esterno, sull'ala di plancia. Gli occhi brucianti,
nemmeno il fiato per mormorare ...maledetti... e gi alza
deciso il lanciarpioni verso l'ombra intravista nel fumo.
Romba vicinissimo l'elicottero, con il vorticare delle pale
squarcia la cortina che lo nascondeva.
Appare a pochi metri, Marco si trova Maxool di fronte e
pur senza poterlo udire legge sulla sua bocca il grido, l'urlo:
Sparate! Sparate!.
La raffica parte dalle armi spianate nel momento in cui
Marco prende la mira puntando non a Maxool davanti a lui,
ma poco sopra. Alzato il lanciarpioni preme il grilletto.
Una traiettoria tesa, precisa, verso il cerchio fischiante
del rotore. L'impatto dell'asta d'acciaio  dirompente.
Le estremit delle pale ruotando a oltre mille chilometri
orari, sono fragili come cristallo. E come cristallo vanno in
pezzi al solo contatto con un ostacolo.
Decine di colpi sfiorano Marco sul plancito dove s'
gettato con un balzo, mentre il lacerante fischio delle pale
muta in rumore diverso:  l'urlo di turbine che si imballano,
girano a vuoto.
Volano in tutte le direzioni i resti del rotore disintegrato.
Dura solo una frazione di secondo l'agonia del Sikorsky.
Il suo corpo goffo senza sostentamento, cade rovesciandosi
all'indietro.
Il cuore di Marco impazzisce mentre una colonna d'acqua
e di schiume sporche, ribollenti, si alza pochi metri
dallo Xntas.
Ho ucciso mormora ho ucciso.
Prima di perdere i sensi, o forse appena li ha persi, si rivede
ragazzo, sdraiato sull'erba accanto a uno stagno. 
in vacanza, tra le mani stringe una lunga canna, cerca di
salvare una vespa che si dibatte in superficie. Prima di
riuscire a ricordare se quel giorno era stato capace di salvarla,
tutto si cancella e si fa nero.

Capitolo 4.
GIORNI CHE SEGUONO.

...usciamo a mani vuote, dall'avventura.
Sarah fa segno di no. Abbiamo invece
un attivo importante, mio caro. Abbiamo
invertito la conclusione d'una storia
antica. L'episodio di Caino e Abele 
fondamentale nella mia cultura.
Lo  per tutti Sarah, ma...
Noi, dopo la nostra avventura, possiamo
umilmente affermare d'aver contraddetto
la Bibbia. Abbiamo dimostrato
che Abele pu vincere Caino. Ti
sembra poco?
Pomeriggio di qualche giorno dopo - Villa Delfina, Costa Viola.
E cos' successo quando siete finiti tutti ai pesci?
chiede Simona. Sta cambiando le bende sulla schiena e
sulle braccia di Marco, dove le piaghe aperte da ustioni
sono in via di guarigione.
Se continui a prenderti cura di me e a intrattenermi
con amorevoli carezze, soddisfer la tua curiosit. E sarai
messa al corrente di qualche dettaglio in grado d'arricchire
la nuda cronaca d'un naufragio. Juv ha raccolto pettegolezzi
inediti e me li ha confidati...
Dimmi, e io continuo con le coccole e ti cambio la medicazione.
Brava, la schiena brucia ancora...
Non lamentarti, poteva andare peggio.
Non ho dubbi... ma se fossero arrivati un'ora prima,
invece di fronteggiarsi preparandosi a far fuoco...
Chi?
I nostri soccorritori, chi se no?... secondo la mala lingua
di Juv, a poche miglia dal punto dove lo Xntas era
sotto i colpi di una banda di delinquenti, due motovedette
della Gendarmeria francese, e una della Guardia di Finanza
di Alghero, per poco non si sparavano a vicenda.
Addirittura?
Beh, forse Juv esagera nel riferire le chiacchiere che
circolano, ma pare che i francesi di Corsica e gli italiani di
Sardegna puntassero veloci verso la stessa area, in alto
mare, ad armi spianate. Gli uni e gli altri, convinti d'aver
intercettato il messaggio di corrieri della droga o gente di
quella risma, da sorprendere in un appuntamento con
una nave fantasma. Avevano mal interpretato un flebile
S.O.S., ovvero il bip-bip ripetuto per una notte intera da
Ha-San, e...
A proposito, come sta?
Beh, se la sta cavando, secondo i medici di Marsiglia.
Se gli assicuratori non si comporteranno male, com' loro
abitudine, dovrebbe beccare un buon indennizzo.
L'andremo a trovare appena consentiranno le visite. Il
personaggio mi incuriosisce.
Lo vedremo sorridere, il che  raro, quando gli racconteremo
del casus belli provocato dai suoi messaggi...
Vi ha salvato, con quell'aggeggio...
Una radio galena.
Una che?
Si chiamava cos un apparato molto semplice e molto
debole usato dai radioamatori, un tempo... Lui  riuscito
a metterne insieme una, accroccando pezzi disparati!
Un miracolo che abbia funzionato!
S, ma trasmettendo un segnale fuori uso da anni...
Il famoso S.O.S. Da quando ho visto Titanic mi chiedo
perch s'usavano quelle tre lettere.
Sono le iniziali di tre parole antiche di millenni... ma
non vorrei infliggerti una conferenza... stai gi per storcere
il naso.
Niente affatto... ma sii breve!
Allora sappi che S.O.S. deriva da Save Our Souls, ovvero
"salva le nostre anime", un'invocazione biblica. "Anime",
in ebraico, pu intendersi anche "vite", sicch quando con
l'invenzione della radio si cerc di sintetizzare un messaggio
d'allarme, si scelsero le iniziali di quell'invocazione...
Si vede che hai accanto Sarah, nel tuo lavoro...
In effetti  lei a avermi spiegato il significato di S.O.S.
Se nessuno raccoglieva quel segnale...
C' mancato poco, dal 1997 il Morse  cosa morta, dimenticata.
E pu accadere di fraintenderlo, com' successo
ai solerti custodi delle nostre acque. L'hanno mal compreso
e per poco finiva a colpi di mitraglia tra colleghi...
Alla fine, a attrarre l'attenzione su di noi non  stato per
n un radiosegnale fuori servizio n un segnale ultramoderno
in VHF, ma un fuoco alto nel cielo.
Quello che per poco vi abbrustoliva!...
Proprio quello: il serbatoio d'ossigeno che, sullo Xntas,
caricava le bombole dei minisub  saltato in aria con
una bella fiammata. Per fortuna noi avevamo gi abbandonato
la nave. All'esplosione  seguito l'incendio del serbatoio
centrale combustibile... e addio all'orgoglioso
gioiello dell'Infrasub!
Segnali di fumo...
...e segnali di fuoco!... quant' bastato per attirare l'attenzione
degli zelanti difensori delle frontiere marine europee...
li abbiamo abbracciati quando hanno concluso la
loro corsa a quaranta nodi verso noi poveri naufraghi.
Credevo arrivassero direttamente dalla costa, ignoravo
l'incontro-quasi-scontro, motivo del loro ritardo. Juv ha
saputo solo ieri il bellicoso antefatto.
Dal suo solito compaesano sardo...
Infatti! E un marinaio della motovedetta, un suo amico,
a avergli raccontato del malinteso ad armi spianate.
Non se ne deve parlare, mi raccomando!
Confidenza per confidenza, ti debbo sussurrare anch'io
qualcosa di cui penso non si debba parlare. Almeno
per ora...
Muoio di curiosit.
Simona ha un momento d'incertezza. Il suo sguardo rivela
l'ombra di un interrogativo: sbaglier a confidarsi?
Si tratta di Elisabetta.
Cosa le  successo? L'ho vista splendida, ieri.
La vedo spesso piangere. E mi fa molta pena.
Marco ascolta stupito.
Poco dopo il vostro salvataggio a mare, i carabinieri sono
piombati su Villa Delfina. Penso che tu li abbia avvisati...
pregandoli d'agire con tempestivit e massima circospezione,
 ovvio.
Cos  stato. Hanno circondato la pineta, spianato le armi,
intimato agli individui chiusi nel loro camper di uscire
allo scoperto e farsi avanti a mani alzate.
La scena vi ha spaventati?...
Certamente, tutti noi abbiamo avuto paura... solo
Gug s' divertito molto...
E allora? Elisabetta?...
Elisabetta aveva lo sguardo fisso sul ragazzo che ha
salvato Gug. Prima d'esser portato via, ha accarezzato il
bambino, con le manette ai polsi. E non le ha nascoste
quando ha salutato Elisabetta alzando tutte e due le braccia.
Lei  scappata, s' chiusa in camera. Sono riuscita a
vederla molto dopo...
Aveva pianto per quel ragazzo?  questa la confidenza
della quale non debbo parlare?
No, o meglio s...
S o no?
Insomma, volevo dirti che ho pianto anch'io.

11,30 p.m. del giorno dopo - Ancora a Villa Delfina.
Marco  sdraiato supino. La schiena ustionata coperta
con una nuova benda idratante.
Ha il telefono in mano.
S, professore, sto meglio.
Ringraziando Iddio.
Non so se ne sento veramente il bisogno. Non per bestemmiare,
io non me la prendo mai con il Padreterno, lo
ringrazio per essermela cavata, ma sui piatti della bilancia
vedo anche un contrappeso negativo... io esco malconcio
da questa vicenda...
A causa delle ustioni? E anche per la paura che ha provato,
immagino...
No, le ustioni sono solo un fastidio, e la paura... beh...
non esiste pi, quando si supera la causa che l'ha provocata...
Allora non capisco di cosa si lamenti.
Lamento la perdita di tutto, professor Ravani. Ho abbandonato
la nave in fretta, come le hanno certamente
riferito. A bordo, in balia del fuoco, sono rimaste registrazioni,
dati dei computer, foto, film, schede, nastri. Insomma
il frutto di otto irripetibili giorni in alta profondit...
tutto  andato perduto. C' di che disperarsi...
Dall'altro capo della linea segue un lungo silenzio.
Pronto?...
S, pronto.
 ancora in linea professore?
S, lo sono... Volevo chiederle, lei come si sente?
Bene, professore... Marco  sorpreso, Ravani gli chiede
una seconda volta in pochi minuti notizie sul suo stato
di salute.
Professore?...
S, sono qui. E mi sembra d'averla sentita ripetere che
si sente bene. Me lo conferma ancora una volta?
Mi sta prendendo in giro?
Neanche per sogno... Anzi, voglio darle un consiglio...
Se ne fotta, Arnei. Ha perso tutto ma ha salvato la
vita, sono salvi i suoi amici, i suoi famigliari e gran parte
dell'equipaggio. E per di pi ha vissuto giorni pi intensi
di quanti ne potrebbe sommare in dieci, venti anni di onorata
professione. Cosa vuole di pi?...
Ma il mistero del Roma rester un mistero. Gli interrogativi,
i dubbi, le analisi da fornire agli storici...
Torno a darti del tu, Arnei, come quando ti pigliavo a
calci in culo se non ti presentavi ben preparato agli esami.
Devi fottertene, ripeto. Il mare non ha voluto cederti
quanto riteneva fosse suo e solo suo, devi accettare questa
giustificata prepotenza. Chi sei tu, presuntuoso, per protestare?
Ha vinto lui, questo  tutto. Il signor Marco Arnei
continuer nel suo mestiere, altri relitti sono laggi ad
attenderlo, nei fondali del mondo. Altre avventure e nuovi
successi, se il mare vorr concederli...
S, ma...
Buonanotte, Arnei. Si rimetta presto dalle ustioni, io
l'aspetto a Pisa con sua moglie... Nei boschi di Roselle sto
raccogliendo porcini saporitissimi, se lei mi avvisa con tre
o quattro giorni d'anticipo vi preparo un risotto con i fiocchi.
E le prometto di stappare una bottiglia DOC di rosso di
Montalcino. Che ne dice?

Marsiglia. Un anno dopo - Saletta "ospiti", sede Infrasub.
Sarah, non so se l'idea che hai avuto si pu considerare
spiritosa... Forse...
Senza forse, Marco. Indossare la maglietta regalatami
dal delinquente che tu hai spedito ai pesci mi sembra
adattissima alla circostanza. Per di pi siamo in piena
estate, o sbaglio?
Gli avvocati ti guarderanno comunque stupiti. Loro in
giacca e cravatta...
...e anche tu in giacca e cravatta...
Lo credo bene! M'hanno ripetuto per telefono e per fax
che questo  un incontro a alto livello! Verbali relativi alla
fine dello Xntas, la dichiarazione giurata sugli eventi da
firmare insieme. Cos la faccenda si chiude per sempre.
E loro incassano dall'assicurazione una bella cifra.
Scommetto che non sar con meno di sei zeri, in dollari.
Aveva ragione quel marinaio, ricordi? Ripeteva "alla
fine, vedrete, salter fuori un tesoro".
Solo che non  per noi. Noi ne usciamo a mani vuote,
dall'avventura.
Sarah tace, lo guarda di sottecchi, poi gli fa segno di no,
muovendogli un dito sotto al naso.
Noi abbiamo un attivo importante, mio caro professore.
Possiamo vantarci d'aver invertito la conclusione d'una
storia antica, scritta nella Bibbia e conosciuta bene anche
da chi non ha avuto una severa educazione religiosa.
Io l'ho avuta, da piccola, in Israele, e posso dirti che l'episodio
di Caino e Abele  fondamentale nella mia cultura.
Lo  per tutti, Sarah. Ma...
Noi due possiamo per umilmente affermare d'aver
contraddetto la Bibbia. Una volta tanto abbiamo dimostrato
che Abele pu vincere Caino. Ti sembra poco?

Un anno dopo, di buon mattino -
European Design Institute, Glasgow.
Prima dell'inizio del corso, Elisabetta ha il tempo di rileggere
la lettera che ha in borsa. Mancano dieci minuti all'inizio
della lezione di Interior Design, dedicata oggi alla
prospettiva e ai trompe-l'oeil.
Le rimane il tempo per bere un caf-filtre e tornare alle
poche righe appena lette; l'hanno sconvolta e allo stesso
tempo resa felice.
Ha in mano una busta senza indicazioni relative al mittente
(metterle in evidenza sarebbe stato imbarazzante
per lei, ha di certo pensato lui) e rilegge.
L'avvocato  ottimista. La testimonianza di tua madre  il
punto forte della difesa e adesso al mio ricorso s'aggiunge la
buona condotta e i precedenti puliti... Non ci spero, ma alla fine
delle traversie giudiziarie per me potrebbe concludersi non
troppo male. Il dubbio  un altro: avrai la pazienza d'aspettarmi?
E io avr il coraggio di guardarti negli occhi?
Non rispondere a queste mie domande. Se ti resta tempo per
scrivermi e ne hai voglia, dammi notizie dei tuoi corsi e degli
esami. Ti abbraccio
David
P.S. Vorrei anche sapere come si comportano i dinosauri di
Gug. Salutamelo, se si ricorda di me.
In un tempo molto successivo - Alta profondit, Mediterraneo
occidentale.
Quanto finisce sul vischioso fondale della "fossa corsa"
 destinato a restar prigioniero delle gigantesche zolle e
delle fratture profonde del pendio incolore e senza vita disteso
a semicerchio verso la maggiore area abissale di
quest'area marina.
Ma quarantasettemila tonnellate poggiate su quell'orlo
leggermente inclinato, finiscono con l'aver ragione dell'aderenza
al fango, alle zolle, alle fratture.
La massa d'acciaio del Roma, rimasta immobile sul ciglio
occidentale della "fossa" per anni, ha subito un violento
contraccolpo quando la sovrastruttura pi alta, cedendo
all'erosione del tempo e alla dirompente espansione d'una
massa d'aria,  crollata sullo scafo. Sbilanciato, il relitto ha
iniziato un impercettibile movimento verso l'orlo flesso
del baratro sottomarino, in un graduale aumento dell'inclinazione.
Cupi scricchioli, echi di strutture improvvisamente
spezzate dal mutare di un equilibrio ormai compromesso,
hanno annunciato la seconda morte del Roma.
Il corpo del relitto ha preso a muoversi sull'orlo della
"fossa".
Una profonda, larga scia fangosa si  disegnata sul fondo,
solco di una chiglia non pi immobile.
L'inclinazione ancora aumentata ha causato altri crolli
nel relitto; sono cadute e si sono ammucchiate le une sulle
altre parti rimaste in equilibrio per decenni.
Infine, aumentato lo scompenso dei pesi, l'aderenza alla
vischiosit  stata del tutto vinta dalla forza d'inerzia.
 giunto il momento in cui, con boato profondo, in
realt assolutamente silenzioso nel nulla dell'alta profondit,
la corazzata Roma supera il bordo della voragine
sottomarina. Da decenni quel vuoto l'attendeva per accoglierla.
I due tronconi della corazzata si urtano, accavallano, si
staccano uno dall'altro.
La nave, superba anche dopo esser stata colpita a morte,
scompare in densa nube di fango, ridotta a ammasso di
forme d'ogni misura e dimensione.
Precipita nella cavit pi remota della "fossa corsa",
provoca gorghi da maremoto. Masse d'acqua salgono di
centinaia di metri per ricadere in un rigurgito di forze
contrastanti.
L'intero margine della depressione sottomarina si stacca
dalla placca continentale. Non solo cumuli di fango e
sedimenti, ma anche rocce per migliaia di tonnellate calano,
scivolano, precipitano nella voragine.
Quanto ancora restava di quella che fu la nave da battaglia
pi potente del Mediterraneo viene sepolto per sempre.
Con i suoi segreti, i suoi misteri, il Roma si disintegra
nel nulla. Con le ombre del suo ammiraglio e i milleseicento
uomini che l'hanno seguito per sempre.
...
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FINE.
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Pur essendo questa un'opera di pura fantasia - per le parti storiche
citate - mi sono avvalso del contributo di conoscenza attinto da numerosi
libri. Tra i quali vorrei ricordare:
Robert D. Ballard, Bismarck, Madison Publishing Inc., 1990;
Robert D. Ballard e Spencer Dunmore, Lusitania, Madison Publishing Inc., 1995;
Robert D. Ballard, Il ritrovamento del Titanic, Giorgio
Mondadori, 1998;
Giorgio Giorgerini, La Marina Militare Italiana dal
Fascismo alla Repubblica, Arnoldo Mondadori Editore, 1989;
Giuseppe Fioravanzo, La Marina dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto,
Ufficio Storico della Marina Militare, 1962;
Agostino Incisa della Rocchetta, L'ultima missione della corazzata Roma, Ugo Mursia Editore, 1978;
Arturo Catalano Gonzaga, Per l'onore dei Savoia: da un superstite
della corazzata Roma, Ugo Mursia Editore, 1996;
Vero Roberti, Sotto il segno di Antares, U. Mursia Editore, 1976;
B.B. Schofield, La notte di Taranto, 11 novembre 1940, U. Mursia Editore, 1974;
Russel Spurr, A glorious way to die, Yamato, April 1945,
Newmarket Press, 1981;
Lonce Peillard, Affondate la Tirpitz, Longanesi & C., 1969;
John Wright, Sunker Treasure, O'Mara Books, 1995;
C.S. Forester, L'uomo nel canotto giallo, Editrice Marietti, 1999;
Douglas Reeman, Les torpilleurs, Libraire Plon, 1982;
Giorgio Zanardi, Un soldato un italiano, Gabriele Corbo Editore, 1999;
Centro Studi Navali, Tecnica e Storia dei piani costruttivi navali, 1989;
Henry Keatts e George Farr, Warships, dive into History, Gulf Publishing Company, 1990. E
inoltre: Storia Illustrata, n. 190 (settembre 1973) e Bollettini d'Archivio
dell'Ufficio Storico della Marina Militare, giugno 1993 e settembre
1993.
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L'Autore ringrazia, per il valido aiuto nella stesura del testo, Anna
Azan, come sempre vicina, attenta e preziosa nel lungo tempo di
questo lavoro.
 grato anche per la lettura e i suggerimenti a Sandra Fagiuoli
Crespi e a Marino Maranzana. All'oceanografo Federico De Strobel
per i consigli sull'uso dei mezzi di ricerca in alta profondit. A due
maestri dell'alta profondit, Christian Petron e Paul-Henri
Nargel, per le indicazioni sull'uso dei minisub DR.
A Gregory Alegi debbo la consulenza ai riferimenti aeronautici e
al professor Raniero Massoli Novelli i consigli sulla tecnica d'analisi
fisica della materia. Giovanni Cespa e Francesco Lombardi
Stronati con i loro splendidi, perfetti modelli della corazzata Roma mi
hanno aiutato a "navigare" fra le strutture del relitto. Un grazie, infine,
a Monica Tenti per aver decifrato con abilit il mio manoscritto
nelle sue varie versioni e infinite correzioni.
...
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FINE.